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Carla Bruni, ma in Francia i diritti valgono di meno?

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  • Autore: gli Altri Online
  • Pubblicato: 31 ago 2010
  • Commenti: Commenti disabilitati

I giornali iraniani hanno accusato Carla Bruni di essere una “prostituta”. Per loro naturalmente si tratta di un’offesa. La peggiore che si possa fare. E come tale va respinta e rimandata al mittente come inammissibile. Anche perché la première dame viene attaccata dai giornali e dai politici iraniani perché sta portando avanti una importante campagna per la salvare la vita di Sakineh Ashtiani. La donna è stata condannata alla lapidazione per adulterio. E non si può non sostenere la mobilitazione internazionale che tenta di bloccare questa terribile barbarie. Il nobile gesto di Carlà va quindi apprezzato. Ma non si può però non notare una forte contraddizione tra ciò che la première dame sostiene per il Paese lontano e il suo intollerabile silenzio per ciò che sta avvenendo a casa propria. Mentre lei infatti si batte per la vita di una donna, tante donne vengono deportate dal suo per nulla gentile marito. Tante donne e tanti uomini. Tanti bambini. Che hanno un’unica colpa: essere sinti o rom. Come può una persona battersi perché la libertà e il rispetto della vita valgano in Iran e consentire che vengano calpestati a casa propria? Ci vuole poco coraggio e molta, troppa, ipocrisia.

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