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	<title>Commenti a: «Abortirai con dolore». Le mie 100 ore di strazio tra leggi e obiettori</title>
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	<description>Gli Altri online &#124; la sinistra quotidiana</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 20:12:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: angela</title>
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		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 12:06:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Monica,ho letto la tua esperienza che è stata la stessa mia di circa 20 giorni fa. Penso che negli  ospedali i dottori dovrebbero preoccuparsi del bene dei pazienti senza avvalersi di obiezione di coscienza “troppo comodi”.E’ molto importante far sapere in quale sistema ci troviamo, ed è per questo che riporto qui la mia esperienza.
Giovedì 2 settembre, veniamo chiamati a casa per comunicarci che l’esame dell’amniocentesi ha  presentato  il cromosoma della  trisonomia 21. Corriamo all’ospedale Sant’ Anna di Roma  per ritirare le risposte, siamo talmente affrettati che portiamo con noi anche il nostro piccolo di 3 anni . Il dottore ci spiega che cos’è la trisonomia 21 e cosa comporta per il bambino: purtroppo già so che farò perchè ne avevamo parlato tante volte con mio marito. Mi giro e vedo il mio piccolino giocare ingenuamente con le sue macchinine su una sedia e li capisco che è iniziato il nostro calvario: quel fratellino che faceva già parte della nostra famiglia e di cui già parlavamo da tempo (come nasce?come si forma?quando ci posso giocare?) non ci sarà più. Vengo a sapere che le uniche due strutture dove vengono “trattate meglio le pazienti come me” che voglio fare l’IVG, sono il San Giovanni ed il San Filippo Neri. Non capisco bene cosa significhi “essere trattata meglio” ................Scelgo la struttura del San Filippo perché è la più vicina a casa mia.
 Il giorno dopo ho appuntamento con la D.ssa Parachini, la quale mi spiega schiettamente che andrò ad affrontare: un parto (avendo già un figlio sapevo di cosa parlava), e la procedura per la stimolazioni delle contrazioni, ed essendo tutto  indotto artificialmente, niente poteva essere previsto....... fra le altre cose mi spiega anche che per il ricovero e per la terapia  devo essere seguita da dottori NON obiettori di coscienza che sono solo 4 su 16 dottori (assurdo!)........... da qui vivo il mio secondo incubo perché comincio a capire la frase  “essere trattati bene”. Faccio altre domande sull’epidurale ed altro, ma la mia mente è su quella grande fetta di obiettori di coscienza, presenti nell’ospedale, che potrei incontrare lungo il mio percorso. Faccio il colloquio con lo psicologo (o psichiatra non ricordo) cercando di capire da quale parte fosse (io li ho chiamati i buoni ed i cattivi), sono talmente sconvolta  psicologicamente dalla mia situazione personale e da quella che ho appreso sui dottori che non ricordo molto sul colloquio.
Dopo un week end da dimenticare, il lunedì saluto il mio piccolo(ignaro di tutto) che va a stare dalla zia e mi ricoverano in reparto ginecologia. Penso che è una buona cosa stare in questo reparto anziché  in ostetricia. Purtroppo i reparti sono così vicini che è inevitabile incontrare quelle belle pancione, e penso che io ed il mio bambino non arriveremo mai a questo punto.
Il martedì comincio ad informarmi se inizierò  la terapia e chi ci sarà di turno: bene ci sono i buoni! La D.ssa L. Di Troia viene a farmi visita con il suo dolce sorriso mi dice che cominciamo la terapia: sono le 9,00 di mattina. Alle 18,00 i dolori che ho avuto per tutto il giorno sono fortissimi ma,nonostante tutto, la mia preoccupazione è: chi arriverà al turno di notte? Riuscirò a finire prima che arrivino i cattivi? Come un ossessa cerco di fare domande su chi è di turno, non riesco a concentrarmi solo sul mio parto perché sò che se arriverà un dottore obiettore dovrò aspettare fino all’indomani per continuare il mio travaglio – ma come si può? Riprendere fisicamente e psicologicamente un travaglio l’indomani dopo 12 ore di travaglio? E’ come essere un computer: essere in stand-by fino al prossimo turno!- 
Per fortuna verso le 20,00, mentre vado in sala travaglio, incontro la D.ssa Parachini mi stringe le mani e la sento quasi di famiglia: come un sollievo ora posso concentrarmi su quello che dovrebbe essere la mia sola preoccupazione! Alle 21.00 avviene l’espulsione, poi il raschiamento ed il dopo  ancor meno facile lo sto ancora vivendo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Monica,ho letto la tua esperienza che è stata la stessa mia di circa 20 giorni fa. Penso che negli  ospedali i dottori dovrebbero preoccuparsi del bene dei pazienti senza avvalersi di obiezione di coscienza “troppo comodi”.E’ molto importante far sapere in quale sistema ci troviamo, ed è per questo che riporto qui la mia esperienza.<br />
Giovedì 2 settembre, veniamo chiamati a casa per comunicarci che l’esame dell’amniocentesi ha  presentato  il cromosoma della  trisonomia 21. Corriamo all’ospedale Sant’ Anna di Roma  per ritirare le risposte, siamo talmente affrettati che portiamo con noi anche il nostro piccolo di 3 anni . Il dottore ci spiega che cos’è la trisonomia 21 e cosa comporta per il bambino: purtroppo già so che farò perchè ne avevamo parlato tante volte con mio marito. Mi giro e vedo il mio piccolino giocare ingenuamente con le sue macchinine su una sedia e li capisco che è iniziato il nostro calvario: quel fratellino che faceva già parte della nostra famiglia e di cui già parlavamo da tempo (come nasce?come si forma?quando ci posso giocare?) non ci sarà più. Vengo a sapere che le uniche due strutture dove vengono “trattate meglio le pazienti come me” che voglio fare l’IVG, sono il San Giovanni ed il San Filippo Neri. Non capisco bene cosa significhi “essere trattata meglio” &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Scelgo la struttura del San Filippo perché è la più vicina a casa mia.<br />
 Il giorno dopo ho appuntamento con la D.ssa Parachini, la quale mi spiega schiettamente che andrò ad affrontare: un parto (avendo già un figlio sapevo di cosa parlava), e la procedura per la stimolazioni delle contrazioni, ed essendo tutto  indotto artificialmente, niente poteva essere previsto&#8230;&#8230;. fra le altre cose mi spiega anche che per il ricovero e per la terapia  devo essere seguita da dottori NON obiettori di coscienza che sono solo 4 su 16 dottori (assurdo!)&#8230;&#8230;&#8230;.. da qui vivo il mio secondo incubo perché comincio a capire la frase  “essere trattati bene”. Faccio altre domande sull’epidurale ed altro, ma la mia mente è su quella grande fetta di obiettori di coscienza, presenti nell’ospedale, che potrei incontrare lungo il mio percorso. Faccio il colloquio con lo psicologo (o psichiatra non ricordo) cercando di capire da quale parte fosse (io li ho chiamati i buoni ed i cattivi), sono talmente sconvolta  psicologicamente dalla mia situazione personale e da quella che ho appreso sui dottori che non ricordo molto sul colloquio.<br />
Dopo un week end da dimenticare, il lunedì saluto il mio piccolo(ignaro di tutto) che va a stare dalla zia e mi ricoverano in reparto ginecologia. Penso che è una buona cosa stare in questo reparto anziché  in ostetricia. Purtroppo i reparti sono così vicini che è inevitabile incontrare quelle belle pancione, e penso che io ed il mio bambino non arriveremo mai a questo punto.<br />
Il martedì comincio ad informarmi se inizierò  la terapia e chi ci sarà di turno: bene ci sono i buoni! La D.ssa L. Di Troia viene a farmi visita con il suo dolce sorriso mi dice che cominciamo la terapia: sono le 9,00 di mattina. Alle 18,00 i dolori che ho avuto per tutto il giorno sono fortissimi ma,nonostante tutto, la mia preoccupazione è: chi arriverà al turno di notte? Riuscirò a finire prima che arrivino i cattivi? Come un ossessa cerco di fare domande su chi è di turno, non riesco a concentrarmi solo sul mio parto perché sò che se arriverà un dottore obiettore dovrò aspettare fino all’indomani per continuare il mio travaglio – ma come si può? Riprendere fisicamente e psicologicamente un travaglio l’indomani dopo 12 ore di travaglio? E’ come essere un computer: essere in stand-by fino al prossimo turno!-<br />
Per fortuna verso le 20,00, mentre vado in sala travaglio, incontro la D.ssa Parachini mi stringe le mani e la sento quasi di famiglia: come un sollievo ora posso concentrarmi su quello che dovrebbe essere la mia sola preoccupazione! Alle 21.00 avviene l’espulsione, poi il raschiamento ed il dopo  ancor meno facile lo sto ancora vivendo.</p>
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		<title>Di: erika</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-1809</link>
		<dc:creator>erika</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 12:49:57 +0000</pubDate>
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		<description>leggendo la tua storia ho immaginato quello che avrei sicuramente dovuto affrontare circa 10 anni fa, quando, a causa di un esito sbagliato del tri-test, mi è stato detto, senza mezzi termini: &quot;signora, al 99% suo figlio è down, cosa fa lo tiene o abortisce?&quot;. dire che è stata una doccia gelata è dir poco. ringrazio dio, il cielo, le stelle e chiunque ci sia se c&#039;è di aver avuto al mio fianco mia madre, che in quell&#039;occasione ha avuto la freddezza di fare mille domande e far capire a quella dottoressa o infermiera che fosse (sinceramente di lei ricordo solo la sua glacialità unita ad un&#039; espressione scocciata) che nelle modalità dell&#039;esame che mi era stato fatto qualcosa non quadrava, infatti ne mancava una parte, cioè l&#039;ecografia da dove poter prendere le misure del feto da comparare... si erano dimenticati di prescrivermela. il rimedio è stato quello di sottopormi ad un&#039;amniocentesi di urgenza, sono stati i 30 giorni più brutti della mia vita, poi finalmente, la bella notizia: il mio bimbo godeva di ottima salute. ancora oggi mi chiedo come abbiano fatto a darmi un esito di un esame mai fatto o forse di qualche altra mamma. e se quel giorno mia madre non ci fosse stata, che decisione avrei preso? sicuramente la tua. e cosa sarebbe successo quando, a cose fatte, sarebbe risultato che il feto non aveva anomalie di alcun tipo? col senno di poi avrei dovuto denunciarli tutti, ma in quel momento ero talmente sfasata che non mi si è nemmeno palesata l&#039;idea. ancora oggi comunque quando passo davanti a quell&#039;ospedale mi vengono i brividi. La tua storia, la mia e quelle di moltissime altre donne, anche se diverse tra loro, hanno tutte un comun denominatore e cioè quella di avere uno stato che ancora oggi non è in grado di tutelare i diritti dei suoi cittadini e che troppo si fa influenzare da un credo religioso che pur di imporre la propria ideologia non si fa alcuno scrupolo a passare sulla vita di tutti.
con infinito affetto erika</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggendo la tua storia ho immaginato quello che avrei sicuramente dovuto affrontare circa 10 anni fa, quando, a causa di un esito sbagliato del tri-test, mi è stato detto, senza mezzi termini: &#8220;signora, al 99% suo figlio è down, cosa fa lo tiene o abortisce?&#8221;. dire che è stata una doccia gelata è dir poco. ringrazio dio, il cielo, le stelle e chiunque ci sia se c&#8217;è di aver avuto al mio fianco mia madre, che in quell&#8217;occasione ha avuto la freddezza di fare mille domande e far capire a quella dottoressa o infermiera che fosse (sinceramente di lei ricordo solo la sua glacialità unita ad un&#8217; espressione scocciata) che nelle modalità dell&#8217;esame che mi era stato fatto qualcosa non quadrava, infatti ne mancava una parte, cioè l&#8217;ecografia da dove poter prendere le misure del feto da comparare&#8230; si erano dimenticati di prescrivermela. il rimedio è stato quello di sottopormi ad un&#8217;amniocentesi di urgenza, sono stati i 30 giorni più brutti della mia vita, poi finalmente, la bella notizia: il mio bimbo godeva di ottima salute. ancora oggi mi chiedo come abbiano fatto a darmi un esito di un esame mai fatto o forse di qualche altra mamma. e se quel giorno mia madre non ci fosse stata, che decisione avrei preso? sicuramente la tua. e cosa sarebbe successo quando, a cose fatte, sarebbe risultato che il feto non aveva anomalie di alcun tipo? col senno di poi avrei dovuto denunciarli tutti, ma in quel momento ero talmente sfasata che non mi si è nemmeno palesata l&#8217;idea. ancora oggi comunque quando passo davanti a quell&#8217;ospedale mi vengono i brividi. La tua storia, la mia e quelle di moltissime altre donne, anche se diverse tra loro, hanno tutte un comun denominatore e cioè quella di avere uno stato che ancora oggi non è in grado di tutelare i diritti dei suoi cittadini e che troppo si fa influenzare da un credo religioso che pur di imporre la propria ideologia non si fa alcuno scrupolo a passare sulla vita di tutti.<br />
con infinito affetto erika</p>
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		<title>Di: filomena</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-1805</link>
		<dc:creator>filomena</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 06:35:13 +0000</pubDate>
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		<description>mia cara Monica è tra le lacrime che ti scrivo!
nel 77 ero una giovane minorenne alla sua prima esperienza amorosa,il risultato fu una gravidanza mai realizzata neanche mentalmente,il ragazzo con cui avevo concepito mi accompagnò da uno dei ginecologi più illustri della città ufficialmente per una visita,era la mia prima visita, fu un incubo tra urla e morsi a chi mi teneva ferma ,il grande professionista, poi scoperto fosse anche uno dei più grandi obiettori di coscienza,praticava un raschiamento senza anestesia ,senza analisi ect,quando si è stancato del mio pianto disperato di bambina terrorizzata e dolorante ha tolto gli strumenti in malo modo dal mio corpo martoriato dicendomi che se volevo proseguisse dovevo chiedere per favore...............................inutile dire che sono stata portata via in condizioni .........Da allora mi sono sempre battuta per una legge a tutela della donna............e leggere adesso quello che ancora succede mi riporta indietro.....riprovo tutto il dolore e l&#039;umiliazione di tanti anni fa!
Ti abbraccio con tanta tristezza  e tra le lacrime che ormai non controllo più, ma con una nuova consapevolezza, certe battaglie non vanno mai abbandonate !!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mia cara Monica è tra le lacrime che ti scrivo!<br />
nel 77 ero una giovane minorenne alla sua prima esperienza amorosa,il risultato fu una gravidanza mai realizzata neanche mentalmente,il ragazzo con cui avevo concepito mi accompagnò da uno dei ginecologi più illustri della città ufficialmente per una visita,era la mia prima visita, fu un incubo tra urla e morsi a chi mi teneva ferma ,il grande professionista, poi scoperto fosse anche uno dei più grandi obiettori di coscienza,praticava un raschiamento senza anestesia ,senza analisi ect,quando si è stancato del mio pianto disperato di bambina terrorizzata e dolorante ha tolto gli strumenti in malo modo dal mio corpo martoriato dicendomi che se volevo proseguisse dovevo chiedere per favore&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.inutile dire che sono stata portata via in condizioni &#8230;&#8230;&#8230;Da allora mi sono sempre battuta per una legge a tutela della donna&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;e leggere adesso quello che ancora succede mi riporta indietro&#8230;..riprovo tutto il dolore e l&#8217;umiliazione di tanti anni fa!<br />
Ti abbraccio con tanta tristezza  e tra le lacrime che ormai non controllo più, ma con una nuova consapevolezza, certe battaglie non vanno mai abbandonate !!!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: blimunde.it &#124; Abortirai con dolore. Una testimonianza</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-1316</link>
		<dc:creator>blimunde.it &#124; Abortirai con dolore. Una testimonianza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:09:02 +0000</pubDate>
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		<description>[...] è stato pubblicato sul settimanale &#8220;Gli altri&#8221;. Leggi tutti i commenti e lascia il tuo, anche su questa [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] è stato pubblicato sul settimanale &#8220;Gli altri&#8221;. Leggi tutti i commenti e lascia il tuo, anche su questa [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandra Barbieri</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-351</link>
		<dc:creator>Alessandra Barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 06:29:00 +0000</pubDate>
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		<description>Monica, la tua storia mi ha fatto piangere. Non solo di dolore per quello che hai passato, ma anche di rabbia. Tanta.
Rabbia perche&#039; di fronte ad una scelta come la tua, di prenderti sulle spalle tu il dolore e portartelo dietro pur di risparmiarlo a tuo figlio (perche&#039; non nascondiamoci dietro a un dito, le motivazioni per una IVG a quella settimana sono SOLO ed ESCLUSIVAMENTE quelle) l&#039;unica cosa lecita e&#039; il silenzio. E il rispetto. Magari un abbraccio.

Ho avuto la fortuna di due figlie sane, ma al pensiero di quel che avrei provato se cosi&#039; non fosse stato ho un nodo allo stomaco che non se ne va.

L&#039;obiezione di coscienza e&#039; una cosa vergognosa. Potevo capirla al momento in cui la 194 e&#039; stata approvata. Per coloro che erano GIA&#039; ginecologi. O al massimo specializzandi in ginecologia. Ma appunto come norma transitoria.
Se non ti senti di assistere le donne in questo frangente semplicemente fai il dentista, o l&#039;otorino. O vai a lavorare nella clinica di Santa Maria Immacolata dei Sacramenti. 
Ma se lavori pagato dallo Stato (che almeno formalmente e&#039; laico) fai TUTTO quello che lo Stato ritiene lecito fare.

Mi dispiace, mi dispiace come non immagini di quel che hai dovuto passare....come se dover rinunciare a tuo figlio non fosse stato abbastanza... :((</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Monica, la tua storia mi ha fatto piangere. Non solo di dolore per quello che hai passato, ma anche di rabbia. Tanta.<br />
Rabbia perche&#8217; di fronte ad una scelta come la tua, di prenderti sulle spalle tu il dolore e portartelo dietro pur di risparmiarlo a tuo figlio (perche&#8217; non nascondiamoci dietro a un dito, le motivazioni per una IVG a quella settimana sono SOLO ed ESCLUSIVAMENTE quelle) l&#8217;unica cosa lecita e&#8217; il silenzio. E il rispetto. Magari un abbraccio.</p>
<p>Ho avuto la fortuna di due figlie sane, ma al pensiero di quel che avrei provato se cosi&#8217; non fosse stato ho un nodo allo stomaco che non se ne va.</p>
<p>L&#8217;obiezione di coscienza e&#8217; una cosa vergognosa. Potevo capirla al momento in cui la 194 e&#8217; stata approvata. Per coloro che erano GIA&#8217; ginecologi. O al massimo specializzandi in ginecologia. Ma appunto come norma transitoria.<br />
Se non ti senti di assistere le donne in questo frangente semplicemente fai il dentista, o l&#8217;otorino. O vai a lavorare nella clinica di Santa Maria Immacolata dei Sacramenti.<br />
Ma se lavori pagato dallo Stato (che almeno formalmente e&#8217; laico) fai TUTTO quello che lo Stato ritiene lecito fare.</p>
<p>Mi dispiace, mi dispiace come non immagini di quel che hai dovuto passare&#8230;.come se dover rinunciare a tuo figlio non fosse stato abbastanza&#8230; <img src='http://www.glialtrionline.it/home/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> (</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: monica micheli</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-336</link>
		<dc:creator>monica micheli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 17:01:11 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Claudio, ti ringrazio davvero per il tuo racconto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Claudio, ti ringrazio davvero per il tuo racconto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ariel 54</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-335</link>
		<dc:creator>Ariel 54</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 15:52:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ricordo quelle povere criste che lasciavano la stanza, al mattino, a quelle che dovevano fare il corso per il parto: che inutile catttiveria!
Hai avuto molto coraggio, Monica, ma l&#039;avresti pagata cara in caso contrario!
Un governo che si riempie la bocca di famiglia toglie gli insegnanti di sostegno, che poi sono insegnanti normali riciclati malamente, non fa niente per asili, scuole materne e scuole in genere.
E&#039; già dura con un figlio sano. Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo quelle povere criste che lasciavano la stanza, al mattino, a quelle che dovevano fare il corso per il parto: che inutile catttiveria!<br />
Hai avuto molto coraggio, Monica, ma l&#8217;avresti pagata cara in caso contrario!<br />
Un governo che si riempie la bocca di famiglia toglie gli insegnanti di sostegno, che poi sono insegnanti normali riciclati malamente, non fa niente per asili, scuole materne e scuole in genere.<br />
E&#8217; già dura con un figlio sano. Un abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Claudio</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-334</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 07:32:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.glialtrionline.it/home/?p=417#comment-334</guid>
		<description>Io e mia moglie &quot;abbiamo&quot; avuto la stessa esperienza 4 anni fa.
Siamo stati insieme per tutto il tempo.
Ho percorso decine di volte un corridio dove tutti festeggiavano l&#039;arrivo di una nuova vita. Il passaparola evitava che questa comunità di neomamme provate ma felici, di padri orgogliosi, bimbi saltellanti e parenti vocianti si spingesse fino all&#039;ultima stanza in fondo.
Il ricordo del contrasto fra il mondo di qua e quello di là,  degli sguardi e delle frasi di chi dovrebbe essere animato da pietà e comprensione cattolica, e che invece ti guarda e agisce con un disprezzo malcelato, della solitudine di una donna nella sua sofferenza più profonda sono quanto mi rimarra per sempre. 
&quot;Non ce la faccio più, non ce la faccio più...&quot;
Angelica era l&#039;ostetrica che teneva la mano di mia moglie insieme a me quando improvvisamente (ma chi conosce questa pratica di aborto sa che spesso è così...)  il feto uscì.
Mentre Angelica si precipitava sul telefono a chiamare il dottore che naturalmente era impegnato atrove, io tenevo fra le mani la testa di mia moglie. Ci siamo guardati per lunghi minuti faccia contro faccia fino all&#039;arrivo del medico che doveva separarla da quella che era stata la fonte di tutti i suoi dolci pensieri per 5 lunghi mesi e che ora era immobile fra le sue gambe.
I suoi occhi erano spalancati, increduli, spaventati. Piangeva.
E&#039; stato solo l&#039;inizio del viaggio. Elena è una bimba mai nata, vive solo nella testa dei suoi genitori. La disperazione, i ricordi e il rimorso non ci abbandoneranno mai.
L&#039;ipocrisia di uno stato e di molti suoi cittadini che si dicono cristiani ma che del messaggio di Cristo non hanno capito niente è stata un&#039;amara conferma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io e mia moglie &#8220;abbiamo&#8221; avuto la stessa esperienza 4 anni fa.<br />
Siamo stati insieme per tutto il tempo.<br />
Ho percorso decine di volte un corridio dove tutti festeggiavano l&#8217;arrivo di una nuova vita. Il passaparola evitava che questa comunità di neomamme provate ma felici, di padri orgogliosi, bimbi saltellanti e parenti vocianti si spingesse fino all&#8217;ultima stanza in fondo.<br />
Il ricordo del contrasto fra il mondo di qua e quello di là,  degli sguardi e delle frasi di chi dovrebbe essere animato da pietà e comprensione cattolica, e che invece ti guarda e agisce con un disprezzo malcelato, della solitudine di una donna nella sua sofferenza più profonda sono quanto mi rimarra per sempre.<br />
&#8220;Non ce la faccio più, non ce la faccio più&#8230;&#8221;<br />
Angelica era l&#8217;ostetrica che teneva la mano di mia moglie insieme a me quando improvvisamente (ma chi conosce questa pratica di aborto sa che spesso è così&#8230;)  il feto uscì.<br />
Mentre Angelica si precipitava sul telefono a chiamare il dottore che naturalmente era impegnato atrove, io tenevo fra le mani la testa di mia moglie. Ci siamo guardati per lunghi minuti faccia contro faccia fino all&#8217;arrivo del medico che doveva separarla da quella che era stata la fonte di tutti i suoi dolci pensieri per 5 lunghi mesi e che ora era immobile fra le sue gambe.<br />
I suoi occhi erano spalancati, increduli, spaventati. Piangeva.<br />
E&#8217; stato solo l&#8217;inizio del viaggio. Elena è una bimba mai nata, vive solo nella testa dei suoi genitori. La disperazione, i ricordi e il rimorso non ci abbandoneranno mai.<br />
L&#8217;ipocrisia di uno stato e di molti suoi cittadini che si dicono cristiani ma che del messaggio di Cristo non hanno capito niente è stata un&#8217;amara conferma.</p>
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		<title>Di: Shaina</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-330</link>
		<dc:creator>Shaina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 13:39:14 +0000</pubDate>
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		<description>Avrei fatto la stessa cosa...

Ti abbraccio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei fatto la stessa cosa&#8230;</p>
<p>Ti abbraccio&#8230;</p>
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		<title>Di: Ale</title>
		<link>http://www.glialtrionline.it/home/2010/04/10/%c2%ababortirai-con-dolore%c2%bb-le-mie-100-ore-di-strazio-tra-leggi-e-obiettori/comment-page-1/#comment-305</link>
		<dc:creator>Ale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 17:39:32 +0000</pubDate>
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		<description>Diamo spazio all&#039;esperienza nel dibattito pubblico e politico. Denunciamo ipocrisie e ideologie camuffate da disorganizzazione. E&#039; già espresso nella 194, ma mai abbastanza, il rispetto della DIGNITA&#039; PERSONALE DELLA DONNA.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo spazio all&#8217;esperienza nel dibattito pubblico e politico. Denunciamo ipocrisie e ideologie camuffate da disorganizzazione. E&#8217; già espresso nella 194, ma mai abbastanza, il rispetto della DIGNITA&#8217; PERSONALE DELLA DONNA.</p>
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