Non usa mezzi termini Mario Monti nell’intervista rilasciata al settimanale Tempi che da più di due giorni tiene banco su tutti media nazionali: le cause delle difficoltà in cui versa l’Italia sarebbero legate soprattutto all’evasione fiscale indi per cui, ragiona il Professore, è necessario dispiegare “strumenti forti” ed instaurare un vero e proprio “stato di guerra” per combattere il fenomeno.
Ci sono almeno due obiezioni, fondamentali, che mi sento di muovere al premier Monti in questo ragionamento: la prima di carattere più strettamente linguistico-formale, la seconda sul mero piano dei contenuti. Come si fa a non rabbrividire nel sentire una delle più alte cariche della Repubblica dichiarare lo “stato di guerra” contro una parte, in questo caso gli evasori, del proprio popolo? È agghiacciante il silenzio se non l’applauso a parole che aprono di fatto a violazioni dello stato di diritto e in definitiva, stando alla dichiarazione bellicosa di Monti, alla guerra civile. Gli evasori sono il perfetto capro espiatorio per potere impunemente giungere all’apice del disegno politico nato con il cambio di governo: la creazione di un regime illiberale, al di fuori delle regole della democrazia e dello stato di diritto, che permetta al grande capitale finanziario di svincolarsi da lacci e lacciuoli della democrazia e delle libertà sociali e civili dei popoli. Oggi tocca agli evasori essere combattuti al di fuori delle leggi in stato di pace, domani però potrebbe toccare ai ladri di mele. Se il principio del rispetto delle garanzie giuridiche viene messo in discussione, anche solo a parole, per uno prima o poi verrà messo in discussione per tutti.
Ma ora veniamo alla seconda obiezione, quella più di sostanza. È proprio vero, come sostiene Monti, che sia l’evasione fiscale la causa primaria di tutte le sventure italiche? Credo che qualsiasi buon economista concordi sul fatto che un tasso elevato di furbetti sia una palla al piede per lo sviluppo, per la giustizia sociale e per il buon funzionamento della società. Ma da qui ad affermare, come subdolamente fa il nostro premier, che l’origine scatenante della crisi sia da ricercare nei noti vizi italici ce ne passa. Ci passa la volontà da parte dell’oligarchia neoliberista, di cui Monti è espressione, di scaricare le proprie responsabilità sul popolo rozzo e cafone che non paga quanto deve a lorsignori. E di fronte a tutto questo nessuno fiata, l’evasione è il tabù dei tabù specie a sinistra.
Dall’alto delle loro comode amache e dei loro riscaldati salotti la sinistra-che-conta ci ha spiegato che l’illegalità è sempre sbagliata, anche quando la scelta per molti piccoli imprenditori è quella tra il pagare le tasse o il suicidio. D’altronde si sa, la figura del piccolo imprenditore non gode di buona fama tra i radical-chic a stipendio astronomico e fisso che lo deridono come il prototipo dell’elettore di destra evasore. Questo snobbismo, questa volontà di non comprendere l’altro hanno reso la sinistra un monolite capace solo di parlare al lavoro dipendente mentre restava ammutolita di fronte ad una pletora di nuove tipologie di lavoratori che, per scelta o necessità, sono autonomi e senza padrone.
Forse è questo che davvero fa paura a una parte della sinistra, l’assenza di padroni la fa sentire nuda. Quindi meglio cadere nei luoghi comuni su gli imprenditori che sono tutti evasori e aggrapparsi disperatamente alla sottana di Monti, nella sacra guerra ai furbetti.
rita
20 agosto 2012 at 21:37
Il governo Monti doveva essere il governo dell’equità. Poi i fatti hanno detto il contrario e anche di più.
Ma su un’enunciazione di principio di quel genere, così come su quest’ultimo riferito alla guerra all’evasione fiscale, non si può non essere d’accordo, chiunque sia a dirlo.
Anche questa volta il governo Monti si confermerà per quel che è stato finora? Visto quel che è successo in questi dieci mesi è difficile essere ottimisti.
Però anche qua non capisco perchè un dato debba minimizzarne un altro come l’evasione fiscale.
daniele
20 agosto 2012 at 16:34
Davvero un bell’articolo. Entra nelle pieghe di uno dei tabù più granitici di noi sinistra. Premessa d’obbligo ma priva di qualsiasi moralismo: evadere il fisco è sbagliato. Ma da qui a perdere completamente la bussola ce ne corre. Lo sappiamo, tanta parte di noi, che non deve fare i conti con vessatori pagamenti iva o inps, ha sostituito il sol dell’avvenire con l’odio per gli evasori. Molta parte del popolo della sinistra, intellettualmente ingenua e sciatta, è convinta che le condizioni materiali di vita siano peggiorate a causa di debito pubblico e mancato gettito fiscale, e non a causa del più grande piano di rivincita sociale che la storia ricordi. 30 anni fa le forze del capitale hanno cominciato a riprendersi tutti i privilegi intaccati dalla grande stagione dei movimenti popolari di emancipazione politica e sociale. Riduzione drastica del salario reale, fine di ogni politica ordinata sugli affitti, prezzi degli immobili lasciati agli istinti selvaggi della speculazione, martellante campagna ideologica contro la spesa pubblica, pietra tombale su qualsiasi programmazione economica e politica monetaria dei governi nazionali, imposizione del golpe monetario di classe rappresentato dall’euro… e il “cazzuto” ministeriale romano col “il manifesto” sotto al braccio tutto il giorno a imprecare contro la mancata fattura dell’idraulico. Che cosa triste siamo diventati.
sabina
20 agosto 2012 at 11:26
L’evasione è brutta sporca e cattiva come il muratore che ti rifa’ il bagno e non rilascia fattura ” Aho’ tutto regolarmente in nero signo’, ma le faccio lo sconto del 30% mmo’ adesso subito… sputace!”
Godo al pensiero del muratore puzzone all’inferno degli evasori, nel girone tributario voluto dal monti-satana
dove il resto dell’eternità lo trascorrerà nella compilazione di dichiarazioni per il 730, 740, unico, tarsu, imu, red, isee, ipt,iva …
godo lo giuro , così impara lo stronzo a usare il Range Rover immatricolato fuoristrada per pagare meno bollo e girarci per i fatti suoi la domenica! ahhh
non vedo l’ora.
Monti pero’ non dice nulla sull’elusione dei belli, dei ricchi , dei sobri, di quelli che indossano giacca e cravatta o tailleurs, che si portano appresso borse di cuoio grasso, che impugnano montblanc . Sull’elusione dei ricchi non dice nulla e nulla dice su come neutralizzale l’ alito al mentolo di pagatissimi consulenti alla Tremonti capaci di applicare le norme per complicate operazioni di fusioni finanziarie, localizzazione in paradisi fiscali, intestazioni fittizie a prestanome
e sfilarci dalle tasche milioni di euro ogni anno.
Monti-Rambo sa benissimo che per ristabilire un minimo di equita fiscale non servono i carri armati quando basterebbero norme ben scritte e non aggirabili da personaggi che fanno i ministri a tempo perso e i consulenti nella vita.
uno scontrino ci seppellirà
roberto
20 agosto 2012 at 10:51
Condivido sostanzialmente l’articolo. Inoltre aggiungerei:
i sistemi tendono ad una loro omeostasi: quando c’è qualcosa “fuori posto” tutto il resto va “fuoriposto” per ottenere comunque una situazione stabile. L’Italia aveva scelto questo stato Posto-sicuro=tante_tasse precariato=riesci_a_evadere. Questo equilibrio ora non regge più, ma occorre essere molto attenti a modificarlo senza creare tensioni. La situazione verso cui andremo è sempre più precari con molte tasse salvo qualche priviligiato che potra invece tenere lezioni di morale pubblica!
Filippo Boatti
20 agosto 2012 at 08:31
La creazione di un regime illiberale… ma che stupidaggini.
paolo calogero
19 agosto 2012 at 16:31
scusate l’offesa da me provocata alla lingua italiana con il commento precedente…..il bello è che l’avevo anche corretto…..diciamo che è colpa del caldo
paolo calogero
19 agosto 2012 at 16:27
Acuto e brillante l’articolo che, prima di sottoscriverlo, dovrei leggere per intero le parole di Monti a Tempi. Il titolo però c’azzecca poco. Non mi sembra che la questione centrale sia quella dei più ricchi o dei meno ricchi.
rita
19 agosto 2012 at 14:14
E’ una distinzione che molti fanno: chi evade poco o pochissimo, chi evade tutto o cifre astronomiche.
E su questa idea tende a fare distinguo.
Ora, i distinguo sono doverosi: per comminare eventualmente una sanzione, è gisto “pesare”.
Il nodo però è quello di una mentalità generale che dovrebbe una buona volta cambiare, ma non so quante generazioni ancora ci vorranno ed è il problema problema cronicizzato che ci investe tutti, nessuno escluso.
E vorrei non sentir più dire “eh ma finchè chi ci comanda ruba è ovvio che rubiamo anche noi….” dato che ormai l’età adulta l’abbiamo raggiunta e che non dovremmo avere bisogno del buon esempio o della guida di chicchessia.
Ladri di mele? Sì, in diversi casi, in diversissimi altri però mi sa quello che si evade non è solo qualche mela: penso a tutti quelli che fanno un doppio lavoro ad esempio e non mi sembrano così pochi, se si pensa ai pensionati e ai dipendenti pubblici; diciamo che io ne ho conosciuti e ne conosco moltissimi, la stragrande maggioranza e non sempre spinti da stretto bisogno economico.
Certo, la mia esperienza vale per quel che vale.
L’articolo dice: “È proprio vero, come sostiene Monti, che sia l’evasione fiscale la causa primaria di tutte le sventure italiche”? Non credo, so solo che l’evasione fiscale, non certo da oggi, ha raggiunto cifre stratosferiche. E credo anche che non si possa sempre dire che i problemi sono ben altri, è una somma di dati negativi e cercare di combatterne uno non mi sembra un’idea malvagia.
Che poi questo orrendo governo lo voglia fare davvero non lo so.
Ma in questo caso il termine “guerra” l’ho trovato appropriato e mi sembra un po’ pretestuosa l’obiezione sul dato linguistico-formale.
Vediamo cosa pensano altri …
Daniel Rustici
19 agosto 2012 at 13:15
Grazie a te carissima
Elena Bibolotti
19 agosto 2012 at 13:08
perché il bello è che moltissimi evasori sono ladri di mele. la Fornero aveva promesso di prendere i grandi e intanto quelli si godono le vacanze sullo yacht battete bandiera panamense. Grazie. bell’articolo.