Erano giorni che stavo in pensiero. La stessa angoscia che ti afferra quando la bimba, appena 16enne, ti saluta vestita – vestita poi si fa per dire – con una minigonna ascellare e dice: ciao pà, torno tardino stasera… Tardino? Che vuol dire tardino? Le 11, mezzanotte. L’una, tiè. E poi passano le 2 e non si vede, le 3 e niente. E tu con gli occhi sbarrati ti chiedi se chiamare la polizia, i carabinieri oppure direttamente gli ospedali. Ecco, la domanda, con tanto di angoscia, è proprio la stessa: che cazzo di fine ha fatto Saviano? Saranno due giorni buoni che non si sente: non un commento sulla morsa infernale di Minosse né sulla paura dei tuoni di fraulein Merkel. Neanche il cervo finito nella vasca e salvato dai vigili del fuoco l’ha rianimato: più di 2 milioni di visualizzazioni su youtube e lui? Niente: non una parola, non un cenno. Sparito! Almeno su Schwazer si farà vivo, mi ero detto. Ma come, il biondino tirolese si buca di Epo come una groviera e lui non dice la sua? Macché, silenzio. E via con l’angoscia, le notti insonni e sta fottuta sensazione di sentirsi soli, abbandonati, persi. Ma ieri finalmente è tornato. E l’ha fatto per Russo: il pugile campano che picchia come un fabbro che manco Rocky. E Russo – ha finalmente detto Saviano - deve vincere l’oro contro i clan di Marcianise. Ovvio no? I clan, chi altri.
Ecco dov’era. Era infognato in qualche stanza a farsi di olimpiadi e a riflettere sulla camorra, la box e Bambi. Chè secondo me l’ha visto eccome il video del povero cervo finito in piscina. Figuriamoci. Bentornato Roby!
Sigismondo
13 agosto 2012 at 16:35
Ma chi ha scritto questo “articolo” ha letto e capito “La bellezza e l’inferno”? Ha ascoltato e capito l’intervista a Saviano? Ha letto quanto scritto dallo stesso Saviano sulla home del proprio profilo facebook a proposito della “vicenda Schwazer”?
Non venero Saviano, né lo odio, ma neppure mi è indifferente, semplicemente lo rispetto. Prima di scrivere certe cose bisognerebbe informarsi un minimo, non è difficile. Saluti
Timechaser
13 agosto 2012 at 09:09
Saviano l’intoccabile, Saviano che ha fatto della Camorra un affare , ma per se stesso, Saviano che ha scritto un libro (secondo me scritto anche maluccio ) Saviano che non riesce a produrre nulla dopo quello, Saviano che fa l’accigliato, il preoccupato, l’allarmista, il perseguitato, perche’ senza tutto questo sarebbe nessuno . Saviano che ci ha veramente rotto i c…..i!
Patroclo
13 agosto 2012 at 09:03
Per Massimo: Ecco un’altro invidioso. Mediocri banalità? Ma smettetela. solo invidia. non sarete mai al suo livello. sfigati.
alfonso de vivo
12 agosto 2012 at 23:24
Se qualcuno degli illustri commentatori e lo stesso estensore dell’articolo avesse perso il tempo di ricercare su google il nome del pugile Clemente Russo avrebbe scoperto che è detto Tatanka ed è stato il protagonista di un film, intitolato proprio Tatanka che parlava della sua storia cioèdi un ragazzo di Gomorra che fa il pugile, rifiuta di mettersi al servizio della Camorra, fugge all’estero per non essere ucciso, ma poi torna con lo scopo di andare a vincere le Olimpiadi. Quante brutte figure si potrebbero evitare se sifacesse bene il proprio lavoro!
Davide Varì
12 agosto 2012 at 23:40
In effetti l’estensore del corsivo conosceva la storia di Tatanka. Così come è assai probabile che la conoscano anche molti commentatori del blog. E in effetti mi risulta che la storiella del Rocky di Marcianise l’abbia scritta proprio Saviano. Il che rafforza la tesi di fondo del corsivetto in questione. Pugni, camorra e riscatto e il gioco è fatto.
Carlo
12 agosto 2012 at 10:46
Fantastico! Assolutamente fantastico! Me lo vedo, che si guarda le olimpiadi e pensa: “che posso dire di queste? Come posso agganciarle alla camorra? Qui finisce che non ci trovo niente da dire. Che figura ci faccio?!”.
E all’improvviso, il colpo di genio; un pugile Campano.
Campano = camorra.
Binomio perfetto.
Il gioco è fatto.
Ma manco per niente!
E sù, basta con sta storia.
Ormai la tua l’hai detta e scritta in tutte le salse; e t’ha pure reso bene, immagino.
E non tiriamo fuori la storia della vita sotto scorta, con i relativi costi per il contribuente.
Insomma, che vogliamo dire?
Buon mestierante della parola, discreto scrittore, scadente attore accigliato e cupo in volto, ma poco originale.
Niente che la Magistratura non sapesse già abbondantemente da tempo.
Davide Varì
11 agosto 2012 at 12:49
mi pare un giudizio eccessivamente duro. era un corsivetto amichevole. epperò ne terrò conto.
Gino
11 agosto 2012 at 12:45
Chi ha scritto questo laido articolo dovrebbe vergognarsi….fate schifo….degno di “Libero”…
MaurizioC
11 agosto 2012 at 15:19
Mi pare un giudizio un po’.. ermetico!
Magari argomentare un po’ di più no?
No perchè questa storia, che quando un napoletano, un siciliano o un calabrese si mette in evidenza positivamente in un qualsiasi ambito, si continui a ripetere la filastrocca che così si risponde(o addirittura si vince!!!) alle varie delinquenze più o meno locali, è davvero penosa!
“Gli uomini che fecerero l’impresa” per prendere a prestito il titolo di un film non cambiano nulla se non diventano dei maestri da seguire; e per essere maestri da seguire devono poter educaare i giovani non col risultato ma trasmettendo loro la passione per le cose belle e fatte bene. Certo che il pugile potrà essere uno di questi maestri ma si vedrà perchè, per ora, non ha minacciato o sconfitto nessuna camorra.
Che questo campione abbia vinto è bello sia per lui che per l’Italia, ma ora i camorristi avranno più paura o si sentiranno una spina al fianco perchè i picciotti (perdonatemi la sicilianità del termine) vorranno fare a pugni onestamente invece che per delinquere?
Oppure il Roberto nazionale voleva semplicemente dire che una medaglia napoletana dice al mondo che a Napoli non sono tutti camorristi?
Beh certo che se non lo diceva lui, noi mica ci saremmo arrivati a concepire un concetto così complesso e geniale!
Massimo
12 agosto 2012 at 00:48
Eh, che esagerazione!!! Ora non si può manco sfottere un po’ il Saviano nazionale! Perchè forse non è vero che ce lo ritroviamo, prezzemolino per ogni minestra, a discettare su ogni argomento: chè poi su ogni argomento, fosse pure il modo di cucinare il ragù (be, no: lì abbiamo come sommo maestro Eduardo De Filippo in “sabato, domenica e lunedì”), il Nostro ha la sua da dire, da trasmettere come sacro verbo… Che poi ti accorgi farcito di mediocri banalità…