Perché io non sono cristiano
ma voi meno di me

Massimiliano Parente Pubblicato da
il 10 agosto 2012.
Pubblicato in Queer.

Una volta ho scritto che finché si ammazzano tra cristiani e musulmani poco male, credono nella vita eterna, cosa volete che sia? È successo il finimondo. Un’altra volta ho scritto che non sono cristiano, anzi in pratica sono anticristiano, e apriti cielo. Non il cielo del nostro pianetino, del nostro sistema solare, della nostra galassia, sperduto tra cento miliardi di miliardi di pianeti, in un universo visibile terrificante di cento miliardi di galassie, ma il loro cielo cristiano, favolistico, medievale, popolato di angioletti e dove si va quando si muore, lassù.

Io capisco perché si incazzano tanto: se i cristiani seguissero il Vangelo non ne resterebbe neppure uno, perché non conosco nessuno che porga l’altra guancia, che ami il prossimo suo come se stesso, che desideri essere ultimo e non il primo, che consideri il denaro un male a tal punto da meritarsi una dannazione eterna. Insomma: come potete, da cristiani, pensare alla pensione quando c’è gente che non arriverà a domani? Come potete accontentarvi di fare l’elemosina al senzatetto sotto casa anziché portarlo cristianamente a casa vostra?

A me, lo scrivo papale papale, non me ne frega niente dell’Africa perché non faccio nulla per l’Africa, non penso neppure un minuto al giorno all’Africa: penso al nuovo romanzo che sto scrivendo, a giocare alla X-Box, a comprarmi un altro paio di occhiali fosforescenti, sono un egoista. Mi mobilito per le battaglie liberali perché sono individualiste, questo sì, di destra o di sinistra che siano, spesso né di destra né di sinistra in un Paese che non ha né una destra né una sinistra.

Eppure per oltre il novanta per cento degli italiani, cattolici dichiarati, l’Africa dovrebbe essere una priorità, dovrebbero pensare sempre ai terzi mondi sparsi nel mondo e nei paraggi e non fare neppure troppe distinzioni tra i loro figli e uno zingarello pidocchioso, anzi. Più estremo di Marx c’è Gesù Cristo, con la differenza che il primo è storicamente esistito, il secondo è un personaggio fantasy della mitologia religiosa che risorge e moltiplica pesci e muore facendosi crocifiggere. Perfino il papa mi fa ridere, crede in questo personaggio immaginario che governa il mondo e duemila anni fa ha mandato questo figlio che si è fatto crocifiggere sacrificandosi per l’umanità, ma gira in papamobile, blindato, per paura di una pallottola. Comunque sia ognuno crede in quello in cui vuole credere.

Invece la priorità dei cristiani, a parte Veltroni ma a libri e parole, non è di salvare l’Africa ma di impedire a una coppia di omosessuali di amarsi, quando gli stessi cattolici hanno voluto per se stessi il matrimonio civile e il divorzio, non ammessi dalla loro stessa Chiesa. Oppure si sono impegnati per vietare la ricerca scientifica sulle staminali embrionali perché un embrione è già una persona, un signor embrione, pur potendolo abortire dopo, quando l’embrione è un feto (e io spero che quando dalle staminali arriverà la cura per una malattia terribile di noi mortali riusciremo a vietarla ai cattolici italiani). Oppure, altra bella priorità cristiana, impedire l’eutanasia, la libertà di morire come ti pare. Perché la vita non è tua, è del Signore, ti rispondono: in sintesi, il loro Signore li chiama, e loro oppongono resistenza tenendosi attaccati a respiratori artificiali. Una strana contraddizione, ma così hanno deciso.

Io se fossi cristiano come voi che vi dite cristiani, e mi scrivete per il mio non cristianesimo, non mi basterebbe starmene a casa mia, al calduccio, con la mia famigliola felice, magari a guardare Quello che non ho per sentirmi più buono. Al limite penserei a quello che non ho mai fatto per essere davvero cristiano, e più che preoccuparmi dell’immigrazione incontrollata ne sarei felice, perché per dare da bere agli assetati e da mangiare agli affamati non dovrei fare troppa strada, basterebbe aprire evangelicamente la porta e farli accomodare.

Tuttavia quando io mi dichiaro anticristiano perché mi piace il capitalismo e vorrei guadagnare di più per comprarmi tante cose fiche e perché del prossimo mio (a parte le persone a cui voglio bene) non me ne frega niente, molti lettori cristiani si arrabbiano e poco cristianamente mi insultano. Però poi protestano per pagare meno tasse, e sono ossessionati dai soldi, e vogliono essere i primi, mentre dovrebbero dare a Cesare quel che è di Cesare e porgere l’altra guancia e il resto darlo a chi ha meno e voler essere ultimi per essere i primi, altrimenti sono guai eterni. Addirittura a pensarci se esistessero tutti questi cristiani perfino la crisi economica sarebbe benedetta: tutti poveri? Meglio, tutti dritti in paradiso, passando per la cruna dell’ago.

 

 

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8 Responses to Perché io non sono cristiano
ma voi meno di me

  1. Jonovan

    17 agosto 2012 at 20:50

    Caro Parente,nel suo art. sono dette grandi verità e qualche bugia,quando lei si riferisce al N.S.GESU’come ad una favola. Un buon Giornalista-scrittore, ed io credo lei lo sia prima di affermare ciò si documenta.CRISTO GESU’ è esistito,come sono esistiti i veri cristiani,almeno nei primi secoli D.C. In seguito Satana si insinuò fra i veri cristiani che per loro natura umana debole e fallace,si sono fatti traviare dalle sue seduzioni divenendo per suo volere una entità politica che con il compromesso con l’Imperatore Costantino viene denominata Religione di stato e cattolica. Quindi di fatto viene istituita una religione Politica,meglio definita Cristianesimo,il quale nulla ha a che vedere con la Cristianità,in quanto nel primi la verità viene mescolata a principi,usi e tradizioni meramente umani.Nel secondo caso vengono enunciati insegnamenti allo stato puro di N.S.SIGNORE GESU’. Tanto devo a lei ed ai suoi commentatori. I miei saluti.

  2. rita

    17 agosto 2012 at 06:28

    Andando a leggere articoli recenti di Massimiliano Parente scritti per Il Giornale, devo ammettere che alcuni sono molto piacevoli e anche efficaci, come ad esempio quello che si intitola “carissime donne non vi stancate di essere un noi?”.
    A parte il vezzo di non usare l’apostrofo che, alla lunga e come tutte le mode, stufa.
    Su questo pezzo però confermo l’impressione del cazzeggio estivo da bar.

  3. Yuri

    16 agosto 2012 at 01:53

    Adoro gli articoli che parlano chiaro.
    Questo parla chiaro delle incoerenze di chi si ispira a una favola per fare l’opposto, e del tentativo dell’autore di avere una sua coerenza, di essere sincero.
    Siccome anche io mi considero egoista e ritengo più corretto dichiararlo, lo apprezzo. Ma anche se fossi cristiano, lo dovrei apprezzare, anzi, dovrei concordare: Massimiliano Parente, indirettamente sta cercando di trattare con più rispetto il Vangelo, no?

    MaurizioC: non so perché ma ho la sensazione che tu sia cattolico, ma non nel senso di credente nel Vangelo, ma nel senso di conformista abitudinario che crede e difende quello che gli è stato insegnato senzsa rifletterci troppo… Perché invece di replicare attacchi.

    L’idea che l’autore debba rinunciare al calendario gregoriano è talmente infantile… Forse Massimiliano userebbe il sistema Maya, se si usasse quello, non credo che gliene possa importare, no? Mentre se un cattolico usasse i risultati di ricerche condotte su cellule staminali o il divorzio, dovrebbe chiedersi fino a che punto è veramente cattolico… Ma non credo che a Massimiliano importi molto definirsi gregoriano o mayano, o forse per te l’uso di un codice convenzionale e la credenza in un valore morale sono equiparabili.

    E poi perché Massimiliano dovrebbe parlare dei cristiani coerenti? Non sta dicendo (non lo dice, prova a rileggere l’articolo senza fare il tifo per la tua squadra del cuore) che tutti i cristiani sono incoerenti. Non sta parlando dei cristiani, non sta parlando di ogni cattolico, non sta parlando di nessuno. Sta palrando di comportamenti. Sta dicendo: se uno crede nella vita eterna e poi fa di tutto per vivere a lungo, mi chiedo quanto ci creda. Non sta parlando di uno, non sta parlando di te né di Padre Kolbe: sta parlando di convinzioni, credenze, principi e contraddizioni. Riesci a capire la differenza tra soggetti e azioni? O come confondi le convenzioni con i valori, allo stesso modo confondi i valori con le persone? Perché secondo la regola della commutazione significa che confondi un essere umano con un’unità di misura, non so se mi spiego…

    Il tuo punto 3) invece la trovo una provocazione interessante e varrebbe la pena di discuterne. E’ una domanda lecita, se l’avessi fatta a me l’avrei presa molto sul serio. Io non ammazzo nessuno, e non mi piacerebbe doverlo fare, e non passo la vita a divertirmi, e non mi piacerebbe doverlo fare. Questo forse mi rende incoerente con una visione del mondo immanente e una visione della mia vita fuggente. Forse hai ragione, se me la fai nel mio blog tenterò di darti una risposta, una spiegazione, e sopratutto decidere tra Raskolnikov e Marie Curie.

    @Luca (oggi sono polemico) ah perché doveva far ridere? Ero convinto che un articolo dovesse far pensare! Come sono retrò.

    • rita

      16 agosto 2012 at 12:12

      scusa Yuri, forse fraintendo, ma quando dici
      “se uno crede nella vita eterna e poi fa di tutto per vivere a lungo, mi chiedo quanto ci creda” cosa vuoi dire? Cioè, uno che creda in una vita oltre questa terrena, cosa dovrebbe fare per essere credibile?
      Non occuparsi di questa vita?
      Trascurare la propria salute o addirittura far di tutto per raggiungere al più presto l’aldilà?
      Ad ogni modo, alla fine giudico questo articolo un “cazzeggio”. Preciso che non conosco l’autore e se nelle sue intenzioni invece non lo fosse, beh, allora penso che sia un articolo che non porta a nessuna riflessione seria, è superficiale, strafottente, banale negli esempi che fa (il porgere l’altra guancia), sprezzante fin dall’inizio nei confronti delle posizioni dei credenti (le favolette, il medioevo, gli angioletti …), come dice Luca non fa neanche ridere.
      E la parte in cui l’autore afferma: “A me, lo scrivo papale papale, non me ne frega niente dell’Africa perché non faccio nulla per l’Africa, non penso neppure un minuto al giorno all’Africa: penso al nuovo romanzo che sto scrivendo, a giocare alla X-Box, a comprarmi un altro paio di occhiali fosforescenti, sono un egoista. Mi mobilito per le battaglie liberali perché sono individualiste, questo sì, di destra o di sinistra che siano, spesso né di destra né di sinistra in un Paese che non ha né una destra né una sinistra”, non ha niente a che vedere con quel tipo di sincerità volta a un minimo di volontà e di slancio verso un’umanità migliore, è una frase che sembra detta da un dodicenne, infantile oltrechè sintomatica di una modo di porsi finto-alternativo e finto anti-politicamente corretto.
      Una critica seria dovrebbe guardarsi bene dal ritenere di essere in diritto e nella posizione intoccabile di chi può distribuire etichette e patenti di coerenza e moralità varie.

  4. rita

    12 agosto 2012 at 00:02

    il novanta per cento cattolici dichiarati? magari cattolici per tradizione, moltissimi per conformismo e per non dare un dispiacere a mammà e papà pur essendo adultissimi nel momento in cui avanzassero l’idea di non voler battezzare i figli, ..
    Non cattolici dichiarati, e osservanti solo in minima parte.
    E io spero che questa storia prima o poi finisca perchè la trovo nauseante.
    Provocare il finimondo dichiarandosi anticristiani? Mah, a me ad esempio non risulta, dipende sempre dall’interlocutore di turno e dall’eventuale grado di fanatismo e intolleranza di cui è pervaso.
    Il fatto che sia cattolico non c’entra: i più fanatici e inclini allo scandalo che conosco io sono atei (o sedicenti tali), ma questo non dimostra proprio niente.

  5. MaurizioC

    10 agosto 2012 at 14:41

    Beh, visto che ti definisci come super-coerente (invocando la coerenza per i cristiani) come minimo dovresti rinunciare alla convenzione del calendario gregoriano e a tuttte le cose inventate/scoperte dai religiosi di tutti i tempi (medicine, macchine, coltivazioni ecc..); inoltre potresti essere più serio e leale e fare un elenco (con nome e cognome però, se ci riesci!!!!) di tutte le persone credenti che sono morte per salvare altri uomini.. (piccolo spunto: Padre Kolbe ecc…)
    Infine, non mi risulta che ogni, e sottolineo OGNI, cristiano scriva su quanto sono disperati o idioti o non so cosa, quelli che non credono, perchè è arte stupida oltre che falsa.

    Insomma:
    1) non vedo che problema poni; tu sei contro embè?
    2) non sei serio nell’analisi perchè fai di tutt’erba un fascio;
    3) sei un moralista incoerente col tuo NON credere, perchè se non te ne frega niente di nessuno perchè non elimini gli altri salvando solo chi ami? Tanto la vita è breve perciò sei un fesso a non divertirti senza limite alcuno ed eliminando chiunque voglia impedirtelo!

  6. carlo

    10 agosto 2012 at 13:30

    dolorosamente,spudoratamente vero.
    Non ci trovo nulla da ridere, ma molto di cui riflettere. Magari con serenità, dimenticando il frastuono.

  7. Luca

    10 agosto 2012 at 12:35

    Non capisco che c’entri un articolo come questo su questo giornale. Non sono cristiano, sono anticristiano per altri motivi, perché non mi piacciono le favolette. Poi a parte le due righe iniziali non fa neanche ridere…