La sterzata di Nichi Vendola e di Sel ha suscitato molte e opposte reazioni. La hanno applaudita in coro i dirigenti del Pd e i grandi giornali. Ha suscitato smarrimento e delusione in una parte consistente dell’area che guardava al governatore della Puglia come a una speranza innovativa per la sinistra. Queste reazioni si sono però appuntate su due elementi che costituiscono, a conti fatti, solo epifenomeni: l’apertura (peraltro piena di distinguo e dunque essenzialmente ambigua) all’Udc e la rottura con l’Italia dei Valori.
Essendo il partito di Casini oggi quello più fedele all’ortodossia del governo Monti e quello di Di Pietro il più vicino alla Fiom di Landini, era inevitabile che il doppio e contestuale spostamento desse nell’occhio e facesse scandalo. Tuttavia entrambe queste ricollocazioni sono solo articolazioni, in sé non essenziali e anzi entrambe sgradite, della scelta principale. Sono prezzi da pagare per quella che è la vera opzione strategica adottata da Sel: l’ingresso a tutti gli effetti nel Pd. La road map dell’unificazione la si vedrà più tardi. Sarà fortissimamente influenzata, nei tempi e nei modi, dalla nuova legge elettorale. Ma il punto d’arrivo, salvo miracolosi ripensamenti o traumatici imprevisti, è già fissato.
Ufficialmente, è vero, dovrebbe trattarsi di una “semplice” alleanza tra forze diverse. I leader delle stesse forze, però, non navigano bendati e sanno perfettamente che con ogni probabilità alle prossime elezioni si arriverà con una legge elettorale nuova. Sanno anche che questa legge elettorale sarà proporzionale, dunque ogni partito dovrà raccogliere i propri voti col rischio, per Sel, di non superare la soglia di sbarramento. Sanno infine che le probabilità che il premio di maggioranza venga assegnato alla coalizione sono scarse, mentre quelle che venga accreditato al primo partito sono schiaccianti. Detto premio di maggioranza, infine, sarà certamente alto: Bersani lo vorrebbe addirittura del 15%, uno sproposito, ma anche se si aggirasse intorno al 12% i suoi effetti sarebbero incisivi.
Se la nuova legge sarà questa, Sel non avrà scelta. L’ingresso in una lista comune col Pd sarà obbligatorio. Se corresse da sola, le probabilità di superare la soglia di sbarramento sarebbero esigue, tanto più dopo aver improvvidamente annunciato la disponibilità a un accordo con i montiani del Pd dopo le elezioni. Inoltre tra gli obiettivi di un premio di maggioranza esorbitante c’è proprio la legittimazione di una nuova campagna sul “voto utile”, che diminuirebbe ulteriormente, per Sel, le chances di superare la soglia di sbarramento.
L’unica sarebbe quindi la formazione di una lista comune col Pd. Che la si chiami lista della speranza o a della disperazione, certo è che con rapporti di forza come quelli dati non ci sarebbe speranza alcuna di contrabbandare il listone come frutto di un accordo paritario. Sarebbe nella migliore delle ipotesi un ingresso con tutti gli onori nel Pd. Nella peggiore un’annessione pura e semplice.
Ma anche se il premio di maggioranza venisse assegnato alla coalizione invece che al singolo partito, cambierebbe solo il percorso, non l’approdo. Il giorno dopo le elezioni Sel si troverebbe coinvolta con assoluta internità nella guerra piddina tra i sostenitori di un governo Monti sostenuto dalla stessa maggioranza attuale e quelli di un governo Bersani che, fondato sul sostegno determinante dell’Udc, potrebbe prendere distanze solo cosmetiche dalla politica di Monti.
In questo scontro, che purtroppo ricorda molto il classico dilemma tra padella o brace, il partito di Vendola si muoverebbe a pieno titolo come un’area interna al Pd: nello specifico una sinistra alleata con Bersani e i suoi sostenitori contro l’ala “montiana” incarnata da D’Alema, Veltroni, Letta e soprattutto Napolitano.
Sulla carta, è vero, in questa ipotesi Sel manterrebbe una piena autonomia. Potrebbe allearsi con il Pd senza confluire in una lista unica, raggiungere in tandem il premio di maggioranza assegnato alla coalizione, incamerare una rappresentanza parlamentare più folta grazie a quel premio ma poi, a fronte di scelte del Pd non condivise, prendere i suoi parlamentari, inclusi quelli ottenuti grazie al cospicuo premio, e andarsene. Solo che non bisogna essere rabdomanti della politica per capire che fine farebbe un partito che si comportasse così, dopo che proprio esercizi simili, prolungatisi per un ventennio circa, hanno stomacato i cittadini tutti e quelli della sinistra molto più degli altri.
Conviene dire le cose come stanno: il passo che Sel si accinge a fare sarà irreversibile. Vendola avrà tempo per fermarsi fino a un attimo prima di formalizzare il patto col Pd, il che potrà avvenire solo una volta definita la legge elettorale. Ma a partire da un attimo dopo non potrà più tornare indietro.
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Roby
22 agosto 2012 at 18:32
ma cosa state dicendo Colombo e Sansonetti..ma chi ve lo ha consigliato questo articolo, Travaglio o Ferrero..ed io in passato a difendervi dagli insulti dei miei ex compagni del prc, ma quante volte Vendola ve lo deve dire che SEL se entra in coalizione lo fa su di un programma alternativo alla politica iper liberista attuale..e non mi si venga a dire che Di Pietro è stato escluso da questa coalizione, lui si è autoescluso perchè si vuole sostituirea a sinistra cercando di raccattare voti, ma lui si è sempre dichiarato LIBERAL DEMOCRATICO e non ha mai pensato di essere alternativo a quella politica, peccato Sansonetti ..non ti pensavo capace di propagandare cose non vere.
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malagigi
13 agosto 2012 at 20:09
dunque. il ’900 era finito, il PRC era solo un’accozzaglia di retrogradi trinariciuti, l’affabulazione del leader poteva sostituire le stanche liturgie dei partiti, il nuovo avanzava sospinto dai sondaggi… tutto per diventare la corrente di sinistra del PD. E se fosse un po’ più complessa la strada per fondare la Sinistra del XXI secolo? Forse un po’ meno attenta ai media e un po’più a “quel tarlo mai sioncero che chiamano pensiero”.
andrea colombo
13 agosto 2012 at 10:28
Francesco, io cerco di mostrare il massimo rispetto per le scelte di Sel anche nel dissenso. Però cerchiamo di non prenderci per il culo. Vendola ha sostenuto “fino alla noia che il nuovo centrosinistra non si costruisce nelle anguste stanze dei ceti politici”. Di grazia, sai dirmi in quali ariose piazze è stata presa la decisione di rompere con l’IdV e dirsi disponibili all’accordo con l’Udc invece di puntare su un cartello di sinistra per forzare la mano al Pd come era stato fino a 10 giorni prima (con tanto di conferenza stampa congiunta nichi- di pietro)? Chi lo ha deciso se non l’ “angusto ceto politico”? Il droghiere sotto casa? Va bene la militanza, ma quando acceca è troppo!
Stefano Pariselli
13 agosto 2012 at 12:56
Sono un militante di Sel, anzi sono un coordinatore di circolo (Terracina) e sottoscrivo parola per parola l’articolo di Andrea Colombo, del resto le mie riflessioni amare e il mio stato d’animo sono comuni a tanti compagni e compagne già pronti a restituire tessere e responsabilità direttive. Il cantiere del centrosinistra si è ridotto ad un accordo di palazzo, rispetto al quale documenti politici precedenti, dichiarazioni pubbliche, lavoro dei militanti, sono stati bellamente rovesciati. C’è ancora tempo per prendere atto che il pd, d’intesa con l’udc, intende proseguire le politiche di Monti anche nella prossima legislatura, convocare un congresso straordinario e tornare al senso originario dell’esistenza di Sel; che non è mai stato quello di entrare in Parlamento con un manipolo di ascari del pd…
andrea forgione
13 agosto 2012 at 08:46
Svendola ha svenduto la stessa idea di una sinistra riformista ed innovatrice , capace do governare il paese . Lui e Bersani , accettando di sottomersi culturalmente alla peripatetica democristiana , solo per la loro smodata ambizione di essere uomini di governo e per perpetuare i privilegi del potere, di cui godono da piu’ di venti anni, ci faranno morire tutti democristiani. Cio’ che offende e’ che nonostante questo dietrofront essi continuano a dirtsi di sinistra con frasi prefatte , ideologie di facciata mentre nella sostanza sono uguali a tutti gli altri aristocratici parrucconi, professionisti della politca che hanno rubato il futuro alle giovani generazioni italiane. Ci rimane una sola possibilita’: un voto per spazzare via questi gattopardi. Forse , caro Sansonetti e’ giunto il tempo di valutare l’idea di voatare grillo e Di Pietro ……poi ci restano solo i forconi .
Francesco
11 agosto 2012 at 19:02
A Chianciano si poteva restare dentro il Prc oppure uscirne per entrare direttamente nel Pd. Eppure, si è scelta una terza strada: quella più difficile, quella più ardua; quella di ricostruire in Italia una sinistra larga, non marginale capace soprattutto di incidere sulla reale situazione economica e politica.
Non vedo da parte di Nichi nessuna resa o volontà di farsi annettere dal Pd. E’ stato detto e riaffermato pubblicamente. Il problema, su cui si sta avvitando tutta la discussione, dopo l’accordo con Bersani, sa molto di “politicismo”, è riferito solo a sigle senza “popolo” e ceti politici che dovrebbero mettersi insieme. In tutta questa discussione, manca il riferimento alla partecipazione popolare e democratica. Fino alla noia, Nichi Vendola ha sostenuto che il nuovo centrosinistra non si costruisce nelle anguste stanze dei ceti politici, ma attraverso la partecipazione del popolo del centrosinistra. E’ il tema delle primarie. E’ il popolo dela sinistra che deve decidere, il vero sovrano. Decidere chi è il candidato e soprattutto con quale programma. Io credo che questa sia la vera sfida da affrontare. Il popolo del centrosinistra, votando Nichi Vendola, alle primarie dà un segnale inequivocabile: uscire dalle politiche liberiste, costruire un governo di alternativa che abbia come solidi punti di riferimento, la giustizia sociale, i diritti sociali, i diritti civili, il reddito minimo garantito, la patrimoniale. Nichi è stato sempre coerente con questa impostazione. Tanto è vero che tramite questo strumento democratico di partecipazione dal basso, non avremmo Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, Doria a Genova e lo stesso Nichi alla regione Puglia. Quindi, nessuna resa, ma la consapevolezza che soltanto attraverso la partecipazione del popolo del centrosinistra possono essere messe in discussione politiche liberiste e neoliberiste.
toto
10 agosto 2012 at 22:20
Caro sansonetti, sono un tuo lettore assiduo, prima a Liberazione e pio con gli altri. Ti condivido quasi sempre, mi fai anche arrabbiare..ma stavolta ti invito ad una riflessione. da qualche mese (come se fosse più una tattica che una line editoriale) mi pare che tu e gli altri cerchiate con sempre più accanimento l’originalità, il clamore, lo stupore. E’ quello che dici che ti rende originale, non la fase o il controcorrente. vedi su Vendola possiamo dire tante cose buone, tante cattive ma se fossi tu e colombo a sbagliarti? Se ad esempio (che ne dici di valutare questo?) non sia stata proprio la presa d’atto che da una parte la diciamo sinistra è ferma a spolverare busti del secolo scorso, e dall’altra il PD aveva già chiuso con l’UDC a permettere di fare la mossa di rottura di questa cornice avanzando/spiazzando il PD principalmente con l’accettazione dell’alleanza? Non pensi che questo abbia allontanato dall’alleanza programmatica proprio l’UDC (forse conservando quella pos-elettorale)e che ora si gioca tutto sul consenso che Nichi alle primarie e sel alle elezioni prenderanno?. Possibile che tutto quanto fuori da SEL è cosa migliore?. Quanto mi sarebbe piaciuto il soccorso “originale” di Rina Gagliardio in questo periodo, al posto di quella che in questi mesi voi definite anlisi “altra”…ma vi assicuro che oltre al sensazionalismo di questo periodo state ragionando proprio come quei vecchi arnesi del PRC da cui vi siete allontanati. Poi mi sbaglierò, ma a quando l’ambizione di affiancare almeno le scommesse senza catalogarle e stroncarle sul nascere come annessioni? E se poi sondando il popolo del PD vi accorgereste che molta gente pur stando dentro il pD apprezza l’ide di un centro sinistra PD/SEL se non si legge più come in passato neoliberisti/massimalisti ma socialisti/sinistra libertaria ed ecologista allora qualche dubbio può darsi che avvolgendovi vi faccia meglio argomentare e riflettere
andrea colombo
10 agosto 2012 at 19:26
Effettivamente ci sono parecchi fraintendimenti Paolo. Io le cose che hai scritto le sottoscriverei tutte, una per una e ciascuna al 100%.
La domanda è: La strada imboccata da Sel è la migliore per raggiungere questi obiettivi? Per me proprio no. Penso che Vendola stia cadendo nella stessa trama con la quale D’Alema e i Ds hanno già neutralizzato Cofferati nel 2003. Andrà alle elezioni alleato con un Pd condizionato dalla sua fortissima componente interna montiana, obbligato ad allearsi se gli va bene con Casini che è ipermontiano e se gli va male anche con Silvio per rifare l’unità nazionale, nonché condizionato da un’Europa che chiederà, prevedo, a tutte le forze in campo di firmare l’impegno a proseguire sulla linea del rigore, pena la decimazione economica. E questo, anche qui, sempre che gli vada bene. Ove, come è probabile, dovessimo chiedere lo scudo, al posto della richiesta di firma ci sarebbe il memorandum capestro della trojka. E Bersani si adatterà, firmerà, accetterà tutto come tutto ha accettato in questi mesi perché non può fare altro. Con Nichi o senza Nichi.
Fare pesare la forza di una cartello non allineato avrebbe forse costretto il Pd a tornare all’alleanza di Vasto, che resta l’ipotesi di gran lunga migliore. In caso contrario lo avrebbe messo in condizione di dover fare i conti con una concorrenza sul mercato elettorale troppo forte per ignorarla e proseguire come se niente fosse sulla linea montiana. Eliminare la concorrenza di Nichi è un favore ai rigoristi, non un ostacolo. Quindi ritengo che per raggungere gli obiettivi concreti, limitati e tuttavia realistici che elencavi tu sia stata scelta la strada più controproducente.
Aggiungo che comunque una scelta di questa portata, diciamo per semplificare tra Syriza e l’asse con Bersani un partito come Sel non può prenerla senza aver fatto prima una dibattito su vastissima scala, in rete e anche in carne ed ossa, vero e non fittizio, con la disponibilità a cambiare linea ove la sua base lo chiedesse. Dov’è questo dibattito? Di Sel si parla ovunque tranne che nel sito di Sel, sul quale di tutta questa roba non trovi una parola. Non è una cosa buona. Di più non è una cosa accettabile, quindi posso solo sperare che sia colpa dell’agosto torrido e che dal 20 agosto in poi le cose cambino.
Paolo
10 agosto 2012 at 18:23
Aggiungo poi che proprio per poter parlare del mondo che sogniamo sia il non condannarci alla marginalità, e quindi che Nichi abbia scelto l’unico percorso perché SEL possa ambire ad incidere davvero sulla realtà, sulla vita quotidiana di tutti noi. Rileggo le risposte e penso a quanto poco é stato compreso il mio messaggio, che era basato su una pura constatazione delle contraddizioni che attraversano il PD. Ma il ragionamento sull’Europa e sulla necessità e tendenza obbligatoria, tra l’altro, di confrontarsi sempre più a livello di grandi famiglie europee é necessario, così come è un esito sperato che la nostra proposta confluisca nel Partito Socialista Europeo. Su questo in SEL, si é discusso e numerosi articoli anche sul sito rivendicavano l’adesione di SEL al programma di Hollande in Francia e lo prendevano (e lo prendono oggi più che mai) come esempio e spunto per una sinistra in Italia. In Italia, ad essere interessato allo stesso discorso é il PD di Bersani. Poi non facciamo le verginelle e fingiamo di non sapere che nel PD si confrontano alcune visioni differenti. E non facciamo finta di non sapere che la mossa di Bersani con Vendola non é piaciuta a tutti nello stesso modo nel PD. E che altro se non sfidarli sul piano delle idee? SEL deve lavorare sempre di più alla propria piattaforma, il documento che Vendola ha portato a Bersani (chissà perché nessuno ne parla mai di questo) e che é disponibile in rete, (http://www.sellombardia.it/milano/pagina.asp?id=3417) mi sembra ottimo e sfido chiunque a non entusiasmarsi di fronte ad un programma così (e quanti di quelli che ora criticano lo hanno letto?), perchè credo che quando si va a votare, e anche prima se si é degli attivisti, lo si fa sulla base del programma di un partito, si vota o si fa militanza per il partito che ha il programma a cui ci sentiamo più vicini e più legati rispetto alle priorità, sensibilità ecc. Ora è da qui che dico che se SEL arrivasse al 10% si scongiurerebbe ogni rischio di “stranezza” da parte del PD, scongiurando ogni alleanza con chiunque altro e lo si potrebbe finalmente inchiodare alle sue responsabilità d governo, dopo che hanno sottoscritto un programma che rivendica il reddito minimo, il taglio alle spese militari, la patrimoniale, una aliquota altissima per i redditi sopra il milione di euro, l’allargamento dell’art.18 alle aziende con meno di 15 lavoratori, le unioni civili, la legalizzazione della cannabis, l’abolizione della Bossi-Fini e Fini-Giovanardi, lo ius solis, la promozione delle bonifiche e della spesa per la tenuta del territorio, incentivi per le energie pulite….Non vale forse la pena allora darsi da fare, e senza tanto farsi prendere dall’”alleanzismo”, lavorare per affermare SEL in primo luogo, che potrà confrontarsi così con il PD e ripeto evidenziarne le contraddizioni, per costruire un polo democratico e progressista che vinca le elezioni con un baricentro decisamente spostato a sinistra? Io penso che sia la migliore opzione e con realismo l’unica via perseguibile per incidere sulla vita dei cittadini e migliorarla…soprattutto fasce come i precari, che fino ad oggi non hanno goduto di NESSUN diritto!!! E basta, é dal 1993 che cantiamo “Voglio ‘o salario garantito”, ora lo voglio davvero perché mi serve e sono stufo di aspettarlo, perchè tante altre sono state le volte che mi sarebbe servito…
Paolo
10 agosto 2012 at 16:33
Scusate, temo di essere stato frainteso se tanta indignazione provoca un pò di realismo. Allora cerchiamo di essere ancora più concreti: Io sogno un mondo completamente diverso, lotto per questo da 20 anni, ma siccome sono precario da decenni e mi sono rotto le palle di dovermi arrangiare a fare mille lavoretti dopo una laurea, un master e anni di esperienza, mi sono rotto le palle di dovermi nascondere per fumare una canna, o mi vergogno con i miei amici nati in Italia che però devono ancora fare il permesso di soggiorno perché il padre magari li ha portati qualche mese al paese originario…tanto per fare tre esempi molto pratici…e li voglio questi diritti, ora e se non è ora li voglio alla prossima tornata elettorale e non dipendere da un governo che farà sicuramente politiche di austerità, perché l’unica speranza é quella di essere noi decisivi per impedire le politiche di austerità…E di passare per il cinico non mi va, perché forse qualcuno qui avrà i genitori che gli passano la paghetta (nulla di male per carità, visto il welfare che abbiamo), ma io sono a spasso e il reddito minimo garantito scusate ma e me fa la differenza. Come mi farebbe la differenza una legge che legalizzi la cannabis. E questo solo per restare sul pratico. Poi sui motivi per cui é nata SEL, anche qui, non mi sembra che il dialogo con il PD fosse escluso….Poi mi si dirà: “sì ma non il Pd che ha appoggiato Monti”. Ok. Il fatto è che ricordo ancora, il PD non è un partito, é un insieme di anime e noi faremmo un gran piacere non solo a SEL ma alla sinistra tutta, se riuscissimo a fare emergere le contraddizioni interne al PD e riuscissimo ad emarginare la componente più filo-montiana e allearci con chi intende il PD come un grande partito laburista, socialista. E se si arrivasse a questo risultato non mi sembra che saremmo lontani dal progetto originario….
Marco
10 agosto 2012 at 16:08
e proprio vero che anche in un piccolo partito come SEL si puo’ trovare di tutto. io sono un iscritto ma francamente l’idea di politica di paolo mi fa paura. oggi non penso più di far politica per fare la rivoluzione, ma credo che fare politica in un partito di sinistra abbia un senso per cambiare questo mondo e cambiarlo si puo’ cercando di introdurre nel dibattito politico e soprattutto praticare stili di vita e modelli totalmente alternativi, non certo esercitandosi in patetici giochini da pseudo geni della politique politiciènne. chi dovrebbe appoggiare bersani e i suoi in una sorta di golpe interno al pd? sel, nichi o migliore????? ci mettiamo a fare le congiure di palazzo contro d’alema e uolter??? possibile che non ci sia alternativa tra il patetico arroccarsi all’identità comunista e il fascino perverso della manovra politica e della congiura di palazzo?
andrea colombo
10 agosto 2012 at 14:02
@paolo
Poi, Paolo, ovviamente posso sbagliare, ma secondo per questa strada non è che Sel non arriva al 10, ma secondo me rischia forte di non passare nemmeno la soglia del 5%, se cambia la legge.
andrea colombo
10 agosto 2012 at 14:00
Ringrazio Paolo. Il suo post esemplifica perfettamente e per intero la concezione della politica che Sel diceva di voler combattere e contro la quale era nata. Però per fare politica (usando parole forti) in questo modo non c’era bisogno di Vendola e di Sel. C’era già D’Alema, e meglio di lui in questi estenuati giochini non ne trovi. C’è un unico limite, alla resa dei conti così si perde sempre. Sempre.
Paolo
10 agosto 2012 at 13:46
Andrea quello che non comprendi tu e tanti altri é che il PD non esiste se non come pacchetto voti che vale il 25%-30%. Chi lo conquista si prende anche quei voti. E il progetto di Bersani é di conquistarlo (la segreteria non é sufficiente) e farlo diventare l’opposto di quello che fu il PD di Veltroni, che é poi il PD che vediamo in Parlamento. Con Bersani non credo che l’ala veltroniana sarebbe poi molto rappresentata in parlamento, specie se rimane la legge attuale, ma Bersani tenderà e portare i suoi “allievi” che sono i “giovani” più a sinistra del PD: Fassina, Orfini, Fausto Raciti…E con loro, che hanno subito il governo Monti si può fare un accordo. E d’altronde ad un anno,s e va bene, dalle elezioni, con tutti i media contro, come possiamo sperare, come SEL ma anche come sinistra senza aggettivi, o radicale se preferiamo, di influire sul prossimo governo? Lasciare il PD all’Udc oggi sarebbe un suicidio, ve lo immaginate stare all’opposizione con Di Pietro e Ferrero? E dico all’opposizione perché anche se si facesse un cartello con loro qualcuno pensa seriamente che avrebbe chances di vittoria? Intanto sia De Magistris, che “riconosce la centralità del PD”, sia Diliberto, che ha già preso accordi per posti del suo Pdci in liste PD, non ci pensano nemmeno a perdere questo treno, che sarà anche l’ultimo, perchè poi di reddito minimo garantito se vanno su e destre non ne potremo più nemmeno sentir parlare, visto che ci porteranno o al default o alla perdita della sovranità nazionale e probabilmente a tutte e due. La strada che ci si prospetta davanti é una strettoia, ma va presa, e soprattutto da ora in poi voglio fare questa domanda a tutti: perché invece di temere il “moderatismo” del PD non lo si rende impossibile votando in massa SEL, che se arrivasse a doppie cifre, ben difficile sarebbe poi per il PD fare manfrine post-elettorali con il nascente Polo della Nazione. (Ricordiamoci anche che queste elezioni segneranno un riazzeramento degli schieramenti, con una nuova geografia politica legata alle grandi famiglie politiche europee, quindi be ci sta la proposta PD-SEL che é l’unica ad andare nel senso della sinistra più efficace a livello europeo, quella del Partito Socialista Europeo (e non invece della GUE dei comunisti) e che avendo la fortuna di avere un Hollande che fa politiche di sinistra e lo spread scende abbiamo l’opportunità di legare il socialismo francese alla nuova sinistra “laburista” ,”socialista” (nel senso europeo) italiana. Per questo penso che sia l’unica strada da percorrere ma che occorra cambiare marcia: dalla fase dell’elaborazione a quella del fare: ripeto se SEL arrivasse almeno al 10% renderemmo impossibile ogni giochino eventuale del PD.
andrea colombo
10 agosto 2012 at 11:03
@boatti
scusa filippo, ma quale tesi cercherei di dimostrare “forzando concetti”? Sono di Sel sin dal primo giorno. ci sono rimasto nonostante errori tanto clamorosi quanto eloquenti come il non appoggiare de magistris a napoli e orlando (al secondo turno) a palermo. per ora ancora mi ci sento di sel, ma certo non come prima per motivi di merito, evidenti, e di metodo. non si possono passare anni a narrare di democrazia diretta e partecipazione e poi prendere decisioni come queste (e parlo solo di quelle ufficiali, non dell’ngresso nel Pd sennò mi dici che fantastico) in 10 personcine nella segreteria. o mi sbaglio? sei stato consultato sull’opportunità di aprire all’udc e chiudere all’idv, o di preferire un accordo col partito montiano di letta, ichino, d’alema e veltroni ad altre ipotesi,in particolare quella che a sel, semplificando, chiamano “la syriza italiana”? io no, e sì che li sento spesso quelli che lo hanno deciso.
@sofia martino
l’ “articolista” conosce a fondo il progetto politico alla base della nscita di Sel, sa perfettamente che comportava una strategia mirata a diciamo “recupare” la componente di sinistra del Pd separandola da quella centrista.
L’ “articolista” nega risolutamente, e potrebbe addurre decine di dichiarazioni orali e scritte, conversazioni pubbliche e private, che alle origini di Sel ci fosse un’ambizione tapina come “riportare più a sinistra il Pd”. L’obiettivo era farlo esplodere il Pd, fuinzionare da detonatore e non per spostarlo a sinistra ma per dare vita a una forza radicalmente nuova, anche nel modo di intendere la poltiica.
L’ “articolista” ritiene che, per come si sta prefigurando, l’alleanza tra Sel e Pd vada in direzione diametralmente opposta a quella ispirazione originaria.
Quando all’assenso della Fiom sulla svolta di Nichi, decisamente non mi risulta. Avrò informazioni peggiori delle vostre….
nishangainberlin
10 agosto 2012 at 09:32
io personalmente mi sono stancata di seguire ´sta massa d´imbroglioni – mio figlio dice che e´una parola che nn si usa piu`, peccato perche´ci azzecca.. ) ma se una parola va detta allora scelgo quela di Cristan Macsim: Fottiti!
http://nishangainberlin.blogspot.de/2012/08/epifenomeni-fisionomici.html
Federico
10 agosto 2012 at 07:57
Assoluta fantapolitica senza senso; un’analisi sballata che dimostra la totale incomprensione della politica di SEL da parte dell’articolista.
Marco Tarantino
9 agosto 2012 at 23:32
articolo perfetto e analisi condivisibile. Del resto, considero Colombo uno dei migliori notisti politici (e con cui non condivido solo la valutazione che fa di Di Pietro e dell’ IDV. Vendola sta suicidando SEL. Punto.
Pino
9 agosto 2012 at 22:48
In giro ho letto questo rifacimento di Montale, che rende bene l’idea:
Spesso il male minore ho incontrato:
era il politico strozzato che bisbiglia,
era il raggiungimento della soglia
parlamentare, era il democristiano stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era l’astenuto nella sonnolenza
del sabato, e il deluso, e il grillino alto levato.
trovata qui: http://www.animasalva.com/
Ellepunto
9 agosto 2012 at 19:07
Colombo ha ragione.
A tutti quelli che hanno creduto in Vendola, per un nuovo partito di sinistra che portasse con se’ gli elettori di sinistra del PD, dico che anch’io ho condiviso questa speranza, ma che forse era buona per il pre-monti, mentre per il dopo-monti è illusione velleitaria, anzi, dannosa. L’ha detto perfino Vendola, una volta, che in questo suo disegno c’era una buona dose di velleitarismo, ma che lui ci provava lo stesso. Mi sa che i bei discorsi (una nuova narrazione..) che hanno ammaliato tanti (io fra questi) si riducono a politicismo.
E a tutti i militanti di Sel che vogliono andare al governo col Pd di Letta e Fioroni chiedo: per fare cosa? Chi andrà al governo nel 2013 dovrà obbedire agli ordini della troika Bce-Ce-Fmi senza sgarrare, sennò i mercati cazziano.
bruno
9 agosto 2012 at 18:35
SI CHIEDE A VENDOLA CHIARIMENTI….RICORDIAMOCI CHE GOVERNO MONTI è SOSTENUTO DAL PD, CHE CASINI SI ALLEA CON BERLUSCONI IN MOLTE REGIONI, una alleanza va fatta su programmi comuni, ma senza che le idee nostre vengano sacrificate all’alleanza, altrimenti meglio da soli.
Sofia Martino
9 agosto 2012 at 18:34
Confluire nel Pd???… e perchè mai Sel dovrebbe farlo? chi parla, forse, non conosce a fondo il progetto politico alla base della stessa nascita di Sel: riaprire la partita a sinistra, riportando il Pd ( costituito da due anime, una liberista e filomontiana e l’altra più affine a Sel), ultimamente sbilanciato verso il centro,appunto più a sinistra; per rimettere ordine e ripristinare i diritti scippati serve governare, non fare i duri e puri all’opposizione… perchè da lì non si rimette a posto nulla, posto che al governo si avrebbe o un Monti bis o la destra populista berlusconiana… lo hanno compreso tutti,( anche Di Pietro, che ha invitato a Vasto Bersani…) solo Ferrero, per ora, pare non capire…
Tepozzino
9 agosto 2012 at 19:04
Per rimettere a posto i diritti non serve governare. Anche perchè dopo il governo Monti e le relative riforme costituzionali (obbligo pareggio di bilancio e fiscal compact) il governo italiano conta un fico secco e non c’è più nulla da governare. Si decide a Berlino o nel board della BCE dove l’Italia conta come il due di picche. Al più si agirà come commissari liquidatori, prendendosi gli sputi addosso.
Per rimettere a posto i diritti sociali serve informarsi su che razza di truffa ai danni delle classi lavoratrici è stato l’euro. Leggetevi Mundell economista americano che giustamente ha chiarito come l’Euro stia facendo il lavoro che a suo tempo fecero Reagan e la Thatcher ed anni fa diceva appunto che era stato pensato proprio per questo scopo: abbattere lo stato sociale europeo.
Per chi si è innamorato del Pupazzo nostrano da sputacchiare (ieri Berlusconi oggi Monti) ed ambisce ad incarnarlo in futuro vorrei ricordare che il programma attuato da Monti è tutto scritto in una letterina di Draghi inviata un anno fa al Governo italiano. Eppure a sinistra si continua a dire diamo più potere all’Europa alla BCE.
renato patrito
9 agosto 2012 at 19:11
per fortuna ti sbagli, ferrero non è rimasto solo a pensare che con il pd non ci si allea…non si dicono le bugie agli operai, ai pensionati, ai precari, alle donne, ai disoccupati, ai migranti, agli omosessuali, agli studenti. Ho elencato le categorie affinchè tu possa riflettere su quanto c’è da fare per la nostra gente che il “decalogo” e la “speranza” neanche affrontano con il binocolo.
andrea
9 agosto 2012 at 18:26
sono tesserato sel ma non votero’ mai un alleanza col pd che ha votato porcate in parlamento (pensioni,articolo 18)e sostenuto la giunta lombardo in sicilia.spero che di pietro e fds facciano qualcosa,prontissimo a votarli.
Sofia Martino
9 agosto 2012 at 18:37
infatti…l’Idv in Europa non è certo a “sinistra”…e non credo possa definirsi di sinistra chi ha invocato le leggi reali e chi si è opposto alla Commissione d’inchiesta sul G8! la Fiom è assai più vicina a Sel…
Paolo
9 agosto 2012 at 18:25
L’IDV di sinistra é la barzelletta più grande che ho sentito da lungo tempo….Il partito più vicino alla FIOM é sempre stato SEL e l’accordo PD-SEL avrà l’appoggio di Landini…il nostro riferimento rimane la Francia di Hollande che fa politiche di sinistra e fa scendere lo spread…Benissimo ha fatto Vendola ad accettare la sfida e se Vendola vincesse le primarie ribalterebbe tutti i calcoli fatti fino ad ora da tanti….impegniamoci tutti per fargliele vincere e portare le istanze della sinistra radicale a tutta la coalizione del centro-sinistra…E che il PD sia imprescindibile lo dice anche De Magistris….pare che non lo sia solo per FdS che infatti viaggia sul 2%….
Tepozzino
9 agosto 2012 at 18:42
Scusa, ma le politiche di sinistra di Hollande che fanno scendere lo spread quali sono? Per ora ha sgomberato due campi rom con le ruspe. Come Sarkò. Come Uolter.
Lo spread francese scende perchè i mercati (i tedeschi in larga parte) affilano gli incisivi vedendo profilarsi la prossimissima svendita del patrimonio Italia. Hollande anzi perora che avvenga prestissimo perchè spera di raccogliere qualche briciola e soprattutto di allontanare il turno della Francia.Come a suo tempo fece quell’idiota di Berlusconi (ma anche di Bersani o del muto Vendola) che invece di impedire lo sfracello in Grecia si contentava di affermare insieme a Re Giorgio che non siamo come i Greci. Ma tanto poi toccherà pure a lui.
Daniel Rustici
9 agosto 2012 at 19:07
“Il nostro riferimento è hollande che fa scendere lo spread” ma che guardiamo allo spread come l’ultimo dei montiani? Alla faccia della sinistra dallo sguardo autonomo dai mercati
Marco
9 agosto 2012 at 15:08
a parte le stucchevoli polemiche, l’articolo di Andrea solleva delle questioni veri e importanti sul futuro di SEL. La posizione e le dichiarazioni di Nichi hanno sollevato tra moltissimi iscritti e simpatizzanti di SEL (tra i quali anche io) dubbi e perplessità. Ora proprio queste perplessità espresse chiaramente, oltre a un certo assordante silenzio di gran parte del gruppo dirigente di SEL, pone dubbi sulla linearità dello scenario disegnato da Andrea. E’ chiaro e dichiarato che SEL nasce per riaprire la partita e quindi anche con la speranza (illusione?) di spaccare il PD. Ora che da questa spaccatura alcuni in SEL sperino di ritornare a qualcosa tipo il vecchio PCI è ugualmente vero (e a me, come ad Andrea, questo fa abbastanza orrore). Pero’ SEL non è solo questo e chiaramente un entrare nel PD riguarderebbe solo quel ceto politico stanco di restare fuori dal palazzo e non certo quel poco di passione, nuova militanza, attivismo che in SEL ha trovato uno spazio per continuare o ritornare a fare politica.
quindi restano i dubbi e a me piacerebbe molto che l’intero gruppo dirigente del partito si esprimesse sullo scenario che ci puo’ attendere
Tepozzino
9 agosto 2012 at 14:48
Leggo che l’obiettivo di Sel sarebbe quello di portare il PD a riallinearsi alla socialdemocrazia europea. Non comprendo cosa indichi quest’ultimo termine. Forse Hollande? Se sì, vorrei ricordare che il tipetto pochi giorni fa ha perorato che l’Italia si faccia commissariare. Di fatto è l’identica posizione del Sarkò. Si sacrifica l’Italia e si spera che non tocchi alla Francia. Se invece si allude alla Germania, peggio che andar di notte. I socialdemocratici tedeschi sono molto ma molto più determinati della CDU nel volersi fagocitare i paesi del Sud Europa. Situazione che non stupisce solo che si apra un libricino di storia e si veda cosa accadde nel 1914. Non parliamo poi del partito socialista spagnolo e greco perchè de mortuis nihil nisi bonum.
andrea colombo
9 agosto 2012 at 14:14
@boatti
dici? io scommetterei di no. vedremo…
andrea colombo
9 agosto 2012 at 13:56
@filippo boatti
ecco appunto, lo avevo detto che qualcuno avrebbe immediatamente detto: “ohibò! ma entrare in un listone non è mica confluire in un partito”. Grazie lo so da solo. quello che ho scritto è che il percorso, dopo quel passo, sarà obbligato. E comunque mi speighi che senso ha aprire a casini (e per favore non mi dire che sono stati i giornali a travisare che l’ho già sentita), portare al minimo storico i rapporti con la Fiom (e ti assicuro che è così), perdersi epr strada una parte dei propri potenziali elettori (anche questo è sicuro, direi) se non per un progetto a modo suo ambizioso come quello di spaccare dall’interno il Pd?
Filippo Boatti
9 agosto 2012 at 14:10
La Fiom sosterrà il patto PD-SEL… per realismo politico di cui il sindacato metalmeccanico non è certo privo… Landini è un moderato e con lui la maggioranza della Fiom.
Filippo Boatti
9 agosto 2012 at 14:17
Il senso è che la strategia dei migliori perdenti non ci interessa più… a te va bene e stai forzando dei concetti per dimostrare la tua tesi… SEL non ha mai escluso una confluenza col PD nel caso che il PD si renda disponibile a ri-allinearsi alla socialdemocrazia europea, ma per ora anche questa è fantapolitica, il PD è stabilmente ancorato al post-compromesso storico berlingueriano.
Daniel Rustici
9 agosto 2012 at 16:14
Filippo ma perchè ogni volta che qualcuno osa criticare la linea della dirigenza di SEL viene tacciato di voler perdere, di essere minoritario, settario,ecc?
Vedo che molti compagni di SEL non appena si intavola una discussione sull’alleanza col PD tirano fuori queste frasi fatte di vendola…secondo me bisogna rompere questo schemino mentale: ad essere minoritario, ad abbaiare alla luna è chi vuole diventare una costola del più grande partito liberista italiano o chi invece vuole costruire una sinistra larga e dallo sguardo autonomo rispetto ai voleri di lorsignori? In Grecia chi ha preso più voti? Sinistra democratica organica ai socialisti o syriza, antagonista ed alternativa al bipolarismo?
Filippo Boatti
9 agosto 2012 at 20:21
Siamo in Grecia?
Tepozzino
9 agosto 2012 at 20:45
Manca pochino pochino.
andrea colombo
9 agosto 2012 at 13:50
Senti Christian Ruocco, mettiamola così: io che sono fantasioso insisto nel dire che la mossa di vendola va in quella direzione. Le dinamiche politiche non sono come l’interruttore con cui accendi o spegni a luce. Un momento c’è il buio, tu premi e un attimo dopo ecco la luce. Non funziona così. Sono appunto dinamiche: processi e percorsi. Dire che di una dinamica, cioè di un processo e di un percorso, si può parlare solo quando è realizata significa rinuciare a fare politica e a parlare di politica, se non per giudicare ex post. Il che è nioiosissimo oltre che inutile.
Guarda, non è che voglio essere polemico, ma ti giuro che la politica non si fa così, e tanto meno il giornalismo politico. Il quale, appunto, serve solo ad analizzare, anticipare e interpretare. Altrimenti ci si potrebbe limitare a pubblicare i comunicati ufficiali, ma per quello bastano gli uffici stampa. Comunque ti ringrazio per la lezione di giornalismo. Cercherò di imparare.
Detto questo, non c’è niente di male se tu non la pensi come me e sei convinto che non ci sia nessuna marcia di Sel verso il Pd. Sono tanto contento per te che così ancora per un po’ non ci soffri.
Marco
9 agosto 2012 at 13:47
Non può stracciarsi le vesti chi ha seguito il guru anticomunista, ormai seguace di Padre Pio, che, dopo aver distrutto Rifondazione, un partito che lo aveva candidato in collegi sicuri per più anni, spara cazzate su Cuba. Intanto a Cuba sono stati approvate le unioni civili tra gay, in Italia?
Nessuna lezione dai figli di Sansonetti dalle liquidazioni d’oro, da ex autonomi che hanno abbracciato il capitale, Vendola e, per ultimo, Monti…
Filippo Boatti
9 agosto 2012 at 13:45
Fantapolitica pura… un listone elettorale (obbligato dall’ennesima legge truffa) non è certo la stessa cosa di una confluenza nel PD… anzi un certo grado di freddezza politica, che ci vuole sempre, dovrebbe far prendere in considerazione le due ipotesi, perché se ti danno il premio di maggioranza alla lista (cosa schifosa intendiamoci) è ovvio che nessuno ne vuole rimanere fuori.
Christian Ruocco
9 agosto 2012 at 13:35
Tesoro mio, io credo sia sempre utile avere un vocabolario sottomano (tanto più che tu sei giornalista e io no). Per tua fortuna ci sono io che ti sostengo, per cui ecco a te:
“Fantapolitica= narrazione di avvenimenti politici IMMAGINARI/ipotesi politica NON basata su dati reali”
Ecco stando al significato sei tu che fai fantapolitica. Poi magari si può rivelare esatta in futuro ma al momento tant’è: fantapolitica.
E scusa ma a me piace la politica vera e non quella basata, cito testualmente, “su una certa esperienza di notista politico, su una conoscenza piuttosto approfondita dei soggetti in questione e su elementi più diretti” che, ridotto ai minimi termini, significa “non ho prove né fonti da portare a sostegno alla mia tesi”.
gino
9 agosto 2012 at 13:29
Indubbiamente la scelta suicida di Vendola nasce dall’idea presuntuosa e irrealistica di poter condizionare il Pd rispetto alla sua scelta liberista di fondo. Poi le forme della coalizione, coabitazione, annessione ecc.ecc. chiaramente sono influenzate dalle contingenze politiche. Però questo dato rimane ed emerge chiaramente a tanti militanti di Sel soltanto ora. Non che la situazione a sinistra del Pd e Sel sia migliore…
andrea colombo
9 agosto 2012 at 12:42
christian , amore bello, la fantapolitica è quella di chi non vede quel che vuol vedere e tu sei tra quelli. mi spaice turbarti i sonni ma non è motivo sufficiente per fare la quarta scimmietta insieme a te. in ogni caso ti assicuro che non scrivo mai di poltiica senza sapere di cosa parlo. La fede cieca dà più ai nervi a me che a te. Io non aprlo di cosa ha in mente Vendola. Interpreto quel che Vendola fa, anzi dice di voler fare, e va da sé che detta interpetazione si basa in equa misura su una certa esperienza di notista politico, su una conoscenza piuttosto approfondita dei soggetti in questione e su elementi più diretti. Conclusione: non sono io a parlare per fede, sei tu a non voler vedere per fede.
Christian Ruocco
9 agosto 2012 at 12:30
la sicurezza con cui ogni giornalista esprime le sue opinioni pare renderlo più un demiurgo che altro.
Che giornalismo è quello che si lancia nella fantapolitica? Al momento lo scenario qui prospettato è fuori dalla logica di chiunque in Sel. Se voi poi riuscite a leggere nella mente di Vendola ben venga. Ma è una tesi che, per noi, è paragonabile a quella della Chiesta su Dio che vede e sa i nostri peccati.
Daniel Rustici
9 agosto 2012 at 12:24
Sono d’accordo con Colombo, SEL si sta suicidando.
Vendola ragiona come se non ci fosse stato Monti, è prigioniero dei miti fondativi della nascita del partito…a me sembra del tutto evvidente che il polo della speranza rappresenti la ND italiana, quello che la Troika vuole che la gente voti…del resto in italia non esiste una destra propriamente detta “responsabile”…e i padroni europei ed italiani puntano sul PD e sull’UDC. In queste condizioni la sinistra doveva presentarsi antagonista ed alternativa a quel polo…
andrea colombo
9 agosto 2012 at 11:18
Gianfranco, mettiamo da parte i formalismi e andiamo alla sostanza. Se la legge elettorale sarà proporzionale con sbarramento e assegnerà il premio di maggioranza al primo partito Sel dovrà formare una lista comune col Pd, e su questo non ci piove. A quel punto si potrà dire che entrare in un listone non significa entrare nel partito ecc. ma sono chiacchiere e chi non lo sa è perché non vuole saperlo.
Le primarie di coalizione, in una coalizione ridotta a due partiti se non a un unico listone, possono significare una cosa sola: contarsi in vista di una imminente unificazione.
Sia chiaro, i compagni di Sel non pensano affatto a una resa. Pensano che grazie all’asse con Bersani sposteranno il Pd a sinistra, bilanceranno e metteranno in minoranza le forze ieri blairiane oggi montiane (i soliti gemelli-coltelli max and walter), spingeranno i democristiani fuori dal Pd e alla fine avranno realizzato l’obiettivo che si erano dati dal 2008: dar vita a una forza di sinistra nuova, unitaria, né identitaria né soggiogata dal liberismo. Una forza che, nei loro miraggi, somiglia come una goccia d’acua a un Pci del terzo millennio. Progetto che, secondo me, è non solo votato a certa sconfitta ma soprattutto, se anche riuscisse, sarebbe non un sogno ma un incubo.
Del resto, se non fosse questa la posta in gioco, perché Vendola avrebbe creato una simile spaccatura con la Fiom, con l’IdV, che oggi piaccia o non piaccia è un partito di sinistra nella pratica se non nelle dichiarazioni identitarie, e con la sua stessa base? Per puro e insensato autolesionismo?
Filippo Boatti
9 agosto 2012 at 13:50
Ma quale PCI del terzo millennio… in SEL prevale l’orientamento verso il socialismo europeo… abbiamo sempre detto che se il PD fosse d’accordo non c’è problema ad una unificazione… il problema è che il PD è orientato al compromesso storico post-berlingueriano, SEL è interessata a un partito stile PSF. Un listone è un listone è un listone… ipotesi orrenda ma è dal 93 che le leggi elettorali sono orrende.
Gianfranco
9 agosto 2012 at 10:26
Ma di che cosa stiamo parlando?
Vendola sa benissimo che una scelta del genere può essere fatta solo con l’ avvallo di un congresso.
In un congresso questa linea sarebbe estremamente ninoritaria e se per non si sa quale alchimia dovesse passare, Vendola sa anche che SEL subirebbe una scissione di grandi proporzioni.
Gli iscritti a SEL non vogliono sentir parlare di accordi col PD, che al limite subirebbero a tortocollo, figurarsi una adesione o peggio una annessione.
Nessuno di noi ha intenzione di morire democristiano.