Benigni sponsor della festa Pd
Grande artista o giullare di corte?

Pubblicato da
il 7 agosto 2012.
Pubblicato in Attualità.

Lo slogan “metterci la faccia” va molto di moda. Vuoi dimostrare a qualcuno che non ti tiri indietro di fronte a una disputa dagli esiti incerti? Dici: “Ci metto la faccia”. Vuoi rimarcare il tuo impegno per una causa persa ma nobile? Pronunci: “C’ho messo la faccia”. Vuoi farti usare per veicolare la mossa tattico-strategica di Pierluigi Bersani di candidarsi premier con il maxi-partito di Mario Monti? Beh! se la faccia che ci metti, e soprattutto se la metti sul manifesto ufficiale della festa del Partito Democratico, è quella di Roberto Benigni, hai fatto bingo.

Intendiamoci, ho sempre disapprovato gli ipercritici che a priori sono ostili  agli artisti che vanno a fare il loro mestiere a una festa di partito. Per me, gli spazi di quelle feste sono un palcoscenico come un altro. Insomma, non è per niente detto che esibirsi colà voglia per forza dire che aderisci al programma di quel partito. Il problema per Benigni è che, appunto: c’ha messo la faccia. Sul manifesto. Nel linguaggio della comunicazione vuol dire molto. Vuol dire, per esempio, che non solo aderisci a quel progetto politico, ma addirittura ne diventi veicolo e promoter…

E che male c’è? Non è forse Benigni un uomo di sinistra da sempre organico prima al Pci e poi a tutte le sue trasformazioni successive? Sì, sì: è vero. Il fatto è che con il Pd di Bersani la parabola del vecchio partito comunista è riuscita ad approdare, senza se e senza ma, nel campo avverso: quello liberal-liberista (per non dire capitalista tout court). E, su questa constatazione, magari uno si aspetterebbe che un uomo libero, come sono liberi i giullari e i poeti, Benigni avesse provato almeno a defilarsi dall’ingrato compito del metterci la faccia.

Odio le pregiudiziali. Magari il folletto toscano ci sorprenderà tutti presentandosi sul palco e, anziché sparare agli zombi (uno a caso: Berlusconi) punterà dritta la sua lingua al rapporto contronatura Bersani-Monti (e altri degni compari di quest’ultimo). Magari, arroterà la lingua e, mettendoci la faccia, farà partire nei confronti della confraternita liberista una sonora pernacchia. Magari…

 

 

 

 

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9 Responses to Benigni sponsor della festa Pd
Grande artista o giullare di corte?

  1. andrea colombo

    8 agosto 2012 at 07:22

    Non ci spererei Miro, faccia o non faccia. Ma già che ci siamo, secondo te qualche comico italiano troverà mai il coraggio per ironizzare su san Giorgio Napolitano?
    In quasi sette anni non lo ha fatto nessuno, mi pare, e vedrai che in questi ultimi mesi sarà lo stesso. A Benigni poidovrebbero levargli la pelle per fargli prendere di mira il sovrano.
    Non che conosca tutta la satira italiana, ma io ne vedo solo due che potrebbero tranquillamente avere il coraggio di farlo, e sono tutti e due poco simpatici a questo giornale: Vauro e Sabina.

    • Tepozzino

      8 agosto 2012 at 10:10

      Io aggiungerei anche Corrado Guzzanti.
      da Aniene 2:
      “Qualcuno dice che il Governo Monti è stato un golpe. Qualcuno dice di no. Io credo che la verità sia nel mezzo. Questi tecnici erano partiti veramente con l’intenzione di attaccare la democrazia ma non ne hanno trovato traccia”.

    • Alessandro

      8 agosto 2012 at 10:44

      mi sto preoccupando, non solo condivido con Andrea Colombo l’antipatia per Vauro e la Guzzanti, ma grazie ad alcuni spammer odierni ho avuto modo di leggere il suo pensiero su Cossiga che condivido totalmente! Ne cito una: “Mai capiti i compagni che volevano fare la rivoluzione pensando che lo Stato non dovesse difendersi…”, mai capiti neanche io!
      Per riprendermi ho bisogno di una bella discussione su antisionismo e antisemitismo…

    • miro renzaglia

      8 agosto 2012 at 13:56

      Crozza lo imita spesso, anche di recente… e Fiorello lo ha imitato per qualche mese alla radio… ma si può fare di meglio… ;)

  2. Sam Moser

    8 agosto 2012 at 00:38

    x Paul : scusa c’e’ liberta’ di opinione o no? A me Beningni faceva impazzire agli inizi…poi sempre piu’ “imborghesito” e “intellectual-chic” coningaggi da capogiro…e va bene pure quello ma non fatemelo diventare un santino ne’ un santo che non e’. E’ semplicemente diventato un bravo maneggino e furbissimo uomo d’affari della sua immagine tutto li. Nessuna critica ma alla fine appunto che faccia cio’ che vuole ma non ci prenda per idioti

  3. Paul

    8 agosto 2012 at 00:04

    Non commento l’articolo che alla fine è un po’ insulso e provocatorio ma è anche misurato. Commento i commenti. Pessimi. Dare addosso a Benigni, uno dei pochi italiani di cui andar fieri, è demenziale. Fará quello che vuole o no? Deve chiedere permesso a voi per farsi stampare la sua faccia su un manifesto del pd? Questa gente col dito sempre puntato fa ribrezzo…

    • miro renzaglia

      8 agosto 2012 at 02:06

      ma che è diventato lo sport preferito di questo sito denigrarmi?

      mo’ il mio articolo è, allo stesso tempo, “insulso e provocatorio”…

      se davvero fosse così, ovvero: essere allo stesso tempo banale e pro-vocare i vostri neuroni a rispondere argutamente alle mie banalità sarei un genio…

      rasserenatevi… non sono né insulso né un genio… mi piace smuovere le acque e vedo che ci riesco con una certa frequenza…

      va bene così… ;)

  4. Tepozzino

    7 agosto 2012 at 20:40

    Se esiste uno organico al Potere è Benigni. D’altronde ma quale coraggio ci voleva a prendere per i fondelli Andreotti o Craxi? Nessuno, dato che anzi quelli eran ben felici della sua satira. Non parliamo di Berlusconi. Avessi mai sentito mezza parola contro i seri Professoroni alla Monti o Prodi. Non parliamo poi dei buonisti alla Veltroni, che lo sanno tutti è molto ma molto più spietato e vendicativo di tanti cattivoni. Il Benigni con questi è sempre stato in ginocchio. Un poveraccio, e povera sinistra a considerarlo un corrosivo giullare.

  5. Sam Moser

    7 agosto 2012 at 20:01

    ..ragazzi ma quando vi svegliate? Sara’ bravo ed era bravissimo…ma alla fine e’ solo un grande furbacchione che prende in giro tutti, ma proprio tutti…

    Anche lui ormai e’ decotto…