Alle volte mi viene il dubbio di essere un genio e un gigante nel pensiero giuridico. (Raramente, non vi preoccupate, raramente…). Mi è venuto questo dubbio quando mi sono accorto che praticamente solo io, in Italia, avevo capito quello che la Corte di Cassazione ieri ha reso chiaro: sul piano del diritto non esistevano le condizioni per ordinare l’arresto del senatore Luigi Lusi, accusato di essersi fregato parecchi soldini dalle casse del defunto partito della “Margherita”. Io avevo detto che secondo me non esistevanoi i presupposti per l’arresto perché avevo sentito dire che per arrestare qualcuno è necessario che esista il pericolo che lui reiteri il reato (ma ormai le casse della Margherita sono vuote…) o che fugga (ma Lusi è pieno di beni immobili in Italia, e dove se ne va?) o di inquinamento delle prove (ma essendo avvenuto l’arresto sei mesi dopo la scoperta dello scandalo, se voleva inquinare le prove, hai voglia a inquinare….).
Beh, l’intero parlamento italiano, la totalità dei giornali delle Tv delle radio eccetera eccetera, su questi elementi elementari non avevano evidentemente ragionato. E non ci aveva ragionato neppure il grosso della magistratura. Per fortuna è arrivata la Cassazione a dire: “ma che siete matti?”
Ora, a parte il fatto che comunque, per motivi burocratici, Lusi dovrà restare in galera fino a settembre, per colpa della poca conoscenza giuridica dei giudici e dei senatori, a me resta questa domanda: ma è giusto che un intero Parlamento ignori le norme essenziali del diritto? Ma come faranno a fare le leggi, i legislatori, se ignorano le leggi fatte da altri legislatori? (Oppure se, comunque, alle leggi preferiscono le forche, specie se l’imputato è antipatico?)
Democratico Non Diretto
2 agosto 2012 at 08:16
Anche per me è buona la seconda, la perfida supposizione… Bisogna domandarsi quanto danno farà ancora questo cedere posizioni ai bruciori di stomaco della cosiddetta opinione pubblica, e dove ci sta portando, ad esempio, l’ideologia dell’uomo perbene, appendice dell’uomo qualunque di Giannini e Di Pietro, del M5S (che se non piglia immediate precauzioni possono anche fargli vincere le elezioni, come a Parma… a proposito, il cosiddetto programma del M5S non contiene nulla sulla giustizia. Sarà un caso?). La domanda POPOLARE è sempre più tutti in galera, come esortava Bracardi… L’effetto reale che produce, però, non è più colpevoli stanati mettiamo tra i colletti bianchi, ma più capri espiatori scelti a caso tra poveracci, piccola delinquenza ed extracomunitari. A me risulta che in carcere ci sono più di 20.000 detenuti in attesa di giudizio… In grandissima parte si tratta di delinquentelli che sono poco pericolosi, ma anche di innocenti (così almeno risulteranno al processo, statistiche alla mano). E risulta pure che il governo dei tecnici – ben consapevoli del disastro giudiziario, a partire dal ministro -, non ha fatto nulla per diminuire l’inverosimile numero dei processi (che dà lavoro all’inverosimile numero di avvocati…), l’affollamento nelle carceri, né si è mai sognato di rimettere in discussione gli orribili CIE (vuol dire che tiene più al consenso popolare che a risolvere davvero i problemi). Altro che Lusi! Il quale, ad andare in carcere, può essere pure che ci abbia guadagnato, se è vero che ne uscirà come vittima della giustizia…
AngeloDiPierro
2 agosto 2012 at 01:33
Piero Sansonetti ha ragione da vendere. E avanza anche un po’.
massimo micucci
1 agosto 2012 at 13:37
Beh l’assenza di motivazioni rilevata dalla Cassazione non doveva suscitare nei senatori il dubbio di un fumus? ma che legislatori sono ?
sabina
1 agosto 2012 at 13:18
Sansonetti
visto che è così bravo a vedere “oltre”
cortesemente mi puo’ spiegare l’apertura di Sel all’UDC?
Lo so che non c’entra un fico con il suo post
ma mi sta prendendo il panico e ho bisogno di agitarmi in maniera scomposta
gli Altri Online
1 agosto 2012 at 14:52
abbiamo appena visto un twitter di vendola che smentisce, non ti agitare! (troppo)
Michele Castellari
1 agosto 2012 at 11:48
Che a valutare la situazione di Lusi bastasse “uno sguardo”, come Lei dice, ho molti dubbi. Siamo (saremmo) in presenza di malversazioni pluriennali, reiterate, per certi versi persino confessate, del valore di decine di milioni di euro, con propaggini mobiliari e immobiliari in Italia, in Europa e persino altrove, rispetto alle quali gli accertamenti dell’autorità giudiziaria sono stati lunghi, complessi, e sono tuttora in corso. Escludere che vi sia e che vi fosse (per esempio) un pericolo di occultamento di situazioni ancora non note, diventava, anche “a un primo sguardo”, piuttosto complesso. E non vale nemmeno, credo, il discorso “non lo aveva fatto nei primi sei mesi, perchè avrebbe dovuto farlo dopo?”, che può essere riversato nel suo esatto contrario (“magari lo ha già fatto in questi sei mesi, perchè consentire che continui a farlo anche dopo?”). L’esistenza dei presupposti per l’arresto di Lusi era stata ritenuta da un pubblico ministero, quindi da un giudice per le indagini preliminari, infine da un intero tribunale per il riesame. Tutti “persecutori” ? E comunque, in assenza di elementi certi nell’uno o nell’altro senso, e nel dubbio di una valutazione preventiva e privilegiata quale quella di cui può disporre un parlamentare rispetto a qualunque altro cittadino, un parlamentare che a sua volta debba stabilire l’esistenza o meno di un fumus persecutionis, come è chiamato a decidere ? Postulare l’intento persecutorio del giudice (che sarebbe, per inciso, un reato a carico di quello stesso giudice), o escluderlo fino a inequivoca prova del contrario, e rimettere alle ordinarie tappe del processo penale il compito di decidere se, come, quando e perchè una misura cautelare possa essere decisa, oppure no ? Chiarisco che, anche per conformazione professionale (sono avvocato), non sono nè un forcaiolo nè un giustizialista, e ho condiviso millanta volte sul mio profilo di facebook molti articoli illuminati e intelligenti del Suo giornale, e anche Suoi, che si pongono in benedetta controtendenza rispetto al giustizialismo travaglio-dipietresco da cui è affetta da anni (e direi da decenni) la sinistra italiana. Ma in questo caso specifico, non riesco a seguirla nel suo ragionamento.
piero sansonetti
1 agosto 2012 at 11:20
su che base si decide l’intento perscutorio? Io chiedo: se è accertato – e bastava uno sguardo per accertarlo – che non esistevano i presupposti per l’ordine di cattura e che dunque l’ordine di cattura era illegittimo (come affermato dalla Cassazione) come si può escludere che l’intento dei giudici (dal momento che è molto difficile pensare che i giudici non avessero consapevolezza dell’assenza di presupposti per l’aresto) fosse persecutorio e cioè puntasse alla esmplare punizione preventiva di un membro illustre del Parlamento?
Io chiedo: è più probabile che i giudici abbiano commesso un errore tecnico (e in questo caso, dice Lei, il Parlamento non aveva potere di intervento) o che volessero prendsesela con Lusi (dunque perseguitarlo)? Ammesso anche che le due ipotesi siano parimenti probabili, ammetterà comunque che tutte e due sono ragionevoli, e dunque che è legittimo il sospetto di persecuziuone, il “fumus persecutionis”, giusto? E allora è chiaro che il Parlamento, sulla base del semplice sospetto, doveva respingere la richiesta di arresto. Perché nonb lo ha fatto? Per insipeinza o per viltà (vberso l’opinione pubblica forcaiola)? Credo per la seconda ragione, ma questa è unba pura e perfida supposizione.
Michele Castellari
1 agosto 2012 at 11:00
Chiedo scusa, Sansonetti, ma la sua analisi è un po’….frettolosa. I senatori non erano chiamati a decidere se sussistessero o meno i requisiti per applicare a Lusi la custodia cautelare. Altrimenti il Parlamento diventerebbe una sorta di organo giurisdizionale penale aggiuntivo rispetto a quelli previsti dalla Costituzione e dalle leggi: e così naturalmente non è. I parlamentari erano chiamati solo a stabilire se la richiesta di arresto di Lusi fosse o meno dolosamente persecutoria nei suoi confronti: e si è deciso di no. Come a dire che poteva ben esserci l’assenza di qualunque persecuzione o intento persecutorio da parte dei giudici nei confronti di Lusi(e questo e solo questo spettava decidere ai parlamentari), ma contemporaneamente potevano essere assenti (per ragioni obiettive e tecniche che non c’entrano nulla con la persecuzione) le esigenze di applicazione di custodia cautelare. Dunque, la decisione assunta dal Senato, era e resta perfettamente compatibile con quella adottata dalla Cassazione, senza alcuno scandalo o contraddizione.