Fioravanti, brutta battuta “rubata”,
rispetto per la strage di Bologna

Andrea Colombo Pubblicato da
il 26 luglio 2012.
Pubblicato in Attualità.

Si avvicina il trentaduesimo anniversario della strage di Bologna e puntualmente gli avvoltoi tornano a volare. Stavolta è un documentarista che chiede a Valerio Fioravanti un’intervista, se la vede negare per ragioni di comprensibile opportunità, scambia quattro chiacchiere in libertà, le registra di nascosto e poi le contrabbanda come intervista ufficiale. Risultato: su tutti i quotidiani campeggiano titoli splatter sul mostro che “offende i parenti delle vittime della strage”.

Perché? Cosa ha detto, non in un’intervista ma in una chiacchierata, dunque con tutte le iperboli del caso, Valerio Fioravanti? La frase più incriminata è quella secondo cui Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, sarebbe un parente a metà, avendo perso la suocera.

E’ una battuta brutta, di quelle che si fanno quando non si pensa di essere registrati: l’abitudine di diffonderle dice tutto su che mestiere pezzente sia diventato il giornalismo. (Non solo nel caso di Fioravanti, sia chiaro: se Vittorio Emanuele dice al telefono che Giuliana Sgrena è una troia ha tutto il diritto di non vedere l’epiteto sbattuto sui giornali, e questo anche se lui è un verme e Giuliana una bellissima persona).

Per spiegarsi la battuta in questione, del resto, bisogna ricordare che Bolognesi non è solo il presidente ecc. E’ anche un tipo che se affermi che il processo contro i Nar per Bologna grida vendetta agli occhi della giustizia non si perita di chiamarti depistatore di fronte a migliaia di persone ed è pronto a fulminare chiunque osi avanzare dubbi in merito a una sentenza che di dubbi ne solleva a carrettate.

Oltre a questa incredibile offesa alla memoria delle vittime, Fioravanti ha solo aggiunto che i servizi deviati non esistono. Apriti cielo! Come si è permesso? Scusate tanto ma è una opinione, a mio parere del tutto condivisibile e comunque del tutto lecita. Dov’è lo scandalo, di grazia?

Non è il primo episodio del genere. Un altro regista ha girato e soprattutto fatto molto girare un film in cui si vede Francesca Mambro ammazzare un povero ragazzo con tanto di colpo di grazia, senza un motivo creato. Così, tanto per fare. E’ una bugia, ed è stato dimostrato anche sul piano processuale, ma tant’è. Trattandosi di Francesca Mambro tutto è lecito.

Un’altra volta, rispondendo a una domanda su chi fossero a suo parere i veri responsabili della strage, Fioravanti rispose: “Non lo so. Per quel che ne so io potrebbe anche essere stata una tribù di omosessuali africani o chiunque altro”. I giornali titolarono a tutta pagina: “Fioravanti: a fare la strage sono stati gli omosessuali”. Quando si è mostri si è mostri.

Il punto dolente è in realtà tutto qui. Questo florilegio di bassezze e di idiozie ha un obiettivo preciso: affermare che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono due psicopatici assassini, e non due delle migliaia di giovani che negli anni ’70, per lo più a sinistra ma anche a destra, ritennero che solo la violenza e la lotta armata potessero cambiare le cose in questo Paese.

Non è tanto la costruzione di due mostri quanto quella di un movente. Siccome in oltre trent’anni nessuno è riuscito a spiegare, e nemmeno a ipotizzare, perché mai i due si sarebbero resi responsabili della più sanguinosa tra le stragi, l’unica è concludere che lo hanno fatto perché sono mostri pazzi. Si sa che i cani arrabbiati, come James Holmes a Denver, sbranano senza bisogno di un movente. Comodo, no?

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6 Responses to Fioravanti, brutta battuta “rubata”,
rispetto per la strage di Bologna

  1. Asterix

    2 agosto 2012 at 15:56

  2. Asterix

    1 agosto 2012 at 21:07

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/30/strage-alla-stazione-laudio-originale-di-valerio-fioravanti-contro-paolo-bolognesi/310297/

    qui sopra il link all’audio originale di cui si parla nell’articolo.

    A mio parere, le offese di Fioravanti alle vittime sono state ripetute a pappagallo dal finiano Raisi, anche lui smentito da chi ha un minimo di intelligenza e onestà intellettuale.
    Bolognesi, il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Bologna, può essere criticato per mille motivi ma NON per le stronzate dette da Fioravanti e Raisi.
    La suocera di Bolognesi non è morta anni dopo la strage di Bologna – come hanno sostenuto Fioravanti e l’ex carabinieri Raisi – ma subito.
    Lo vogliamo capire che se Fioravanti e Raisi la smettessero di calunniare tutto e tutti farebbero una figura migliore?

  3. rita

    28 luglio 2012 at 12:03

    a leggere l’articolo “L’intervista? Taroccata
    C’è chi fa troppa politica” sul Corriere di Bologna di ieri, si può capire il perchè della battuta di Fioravanti ad esempio ….
    Banale dire che fare i giornalisti non è un mestiere come un altro e per tutti, serve soprattutto il carattere e il coraggio di cercare e raccontare la verità.
    Ancora una volta invece non vedo traccia di coraggio, di un minimo di onestà, ma solo ipocrisia, mistificazione, smania appunto di far apparire il mostro di turno sempre più mostruoso.
    Credo che chi viene preso da simili furori moralistici e manichei, come minimo non sia migliore di colui che vuol mostrificare.

  4. daniele

    26 luglio 2012 at 16:53

    Caro Andrea, quando scrivi di queste storie, cioè delle grandezze e delle miserie dell’ultima generazione che ha provato a togliere di mezzo il capitalismo con le armi, si sente proprio che ti frigge la pelle. Immagino che pesi le tue parole come un orafo, anche quando si parla di fasci. E nonostante questo, il tuo rigore giornalistico rimane notevolissimo.

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