Compratevi i dollari
e metteteli sotto il materasso

Lanfranco Caminiti Pubblicato da
il 26 luglio 2012.
Pubblicato in Economia.

Nonostante l’ostentata calma di Bruxelles (Juncker, presidente dell’Eurogruppo, e tutti gli staff hanno fatto sapere che non c’è alcun motivo perché loro non vadano in vacanze già programmate), siamo nel panico. Anzi, per riprendere l’espressione del VIX Cboe (l’indice di volatilità nel mercato delle opzioni e dei futures, il cosiddetto «indice della paura») stiamo, nella scala che misura i livelli di ansietà, tra il 40-45 e il 45-50, ovvero tra ansietà estremamente alta e quasi panico. C’è ancora un margine per entrare nel panico, certo. Con questi scapocchioni che ci comandano, ci metteremo un amen a trovarci dentro fino al collo.

Dunque succede che Madrid – mentre ben sei delle sue Comunidad dichiarano di trovarsi vicino al fallimento – e nonostante sia stato già varato un aiuto della Ue per ricapitalizzare le banche spagnole di 100 miliardi, si è resa conto che qualunque sforzo facciano la tempesta degli spread, cioè del fatto che a ogni scadenza gli investitori non ricomprano più i titoli di Stato sul mercato primario mentre sul mercato secondario è tutta una corsa a mollarli, non tende a diminuire, anzi. E che non può bastare il trucchetto delle banche che comprano i titoli dopo essersi fatte dare i soldi dalla Bce, considerando che poi dovranno allocarli e che questa partita di giro sta finendo con il rendere istituzionale la tossicità.

Allora, scrive alla Ue, tirando dentro Francia e Italia, i cui primi ministri dopo il vertice – uno degli ennesimi, definitori – di fine giugno erano rientrati in patria gongolanti per avere messo spalle al muro la Merkel (sorvolerei qui sul vergognoso scendiletto con cui i gazzettieri nostrani hanno raccontato la vicenda), ricordando date, luoghi e personaggi in cui i tre si sarebbero messi d’accordo, per accelerare sullo scudo salva-spread, e mettono sul sito del governo la lettera. Apriti cielo: Monti si caca subito sotto e scrive immediatamente che lui no, lui mai ha parlato di questa cosa; Hollande, che per la verità è più realistica la cosa, uguale. Madrid ritira la nota che aveva pubblicato ufficialmente.

Poi, potete scrivere quello che volete, che siamo come le foglie d’autunno sugli alberi e che ci vorrebbe più Europa, che Moody’s – che si limita a dire delle ovvietà, cioè che stiamo ballando sulla tolda del Titanic – fa parte del complotto demoplutogiudaico, che gli americani hanno poco da impartirci lezioni, che è tutta colpa dei tedeschi che non si rendono conto che è soprattutto a loro che non conviene sfracellare l’euro e l’Europa e che il destino della Germania è di essere europeizzata e non di germanizzare l’Europa. E tutto quello che volete, però il fatto è che pure un asino, come me, capisce che qui le cose non tornano.

Soprattutto quando per spiegare che i fondamentali dell’Italia sono buoni perché noi abbiamo un grande risparmio privato che gli altri se lo sognano, allora vuol dire che vogliono i soldi nostri. Vogliono i nostri risparmi, l’oro alla patria. Se l’espressione vi sembra esagerata, forse un tantino bellica, sapete come hanno definito il gabinetto di crisi che dovrebbe sovrintendere le tempeste d’agosto sui nostri titoli? La war room, il gabinetto di guerra. E vabbè che siamo tutti Nando Mericoni, americani a Roma, però.

Ci conviene ritirare tutti i soldi, ovunque voi li abbiate messi, e anche se non è un buon momento – ieri il dollaro ha continuato a rafforzarsi –, cambiare i nostri euro nella valuta americana, che tanto continuerà a apprezzarsi. E poi, metterli sotto il materasso. Per la spesa, non vi preoccupate: vi garantisco che qualunque supermercato, ma posso testimoniare che anche gli ambulanti senegalesi e i negozietti dei cingalesi, prendono tranquillamente i dollari.

Di sicuro, in questo momento, il materasso è il posto più sicuro al riparo dai ladri.

Quelli istituzionalizzati, dico.

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10 Responses to Compratevi i dollari
e metteteli sotto il materasso

  1. Sam Moser

    1 agosto 2012 at 05:25

    I ‘geni” della finanza – tra cui D’Alema che si proponeva “salvatore della patria” nei momenti della crisi e si autoproponeva senza i pizzini di Bersani ma apertamente come “consulente” di Monti – sicuramente suggerirebbero acquisto di Rubli…non si sa mai che i Soviet ritornino…e possano cosi’ usare tutti quelli messi nei loro materassi assieme ai nuovi…( le Lirette in circolazione sono ormai tutte state confiscate…)

  2. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    29 luglio 2012 at 09:12

    egregio cantimori, la ringrazio per il suo rinvio al sito goofynomics, benché già lo conoscessi e lo trovi divertente e stimolante insieme. d’altronde nel suo exergo recita: «ispirato al noto pensiero di Pippo  [...]», dove Pippo è il personaggio di Disney, presumo. Pippo, cioè Goofy, da cui goofynomics.
    meno chiaro, anche da questo punto di vista, mi è il suo rinvio a una discussione seria, come se qui invece si pettinassero le bambole.

  3. elio cantimori

    28 luglio 2012 at 15:02

    “La teoria delle zone monetarie ottimali implica che l’euro è stato una vittoria politica di chi desiderava che in Europa gli aggiustamenti macroeconomici si scaricassero integralmente sul mercato del lavoro (traducendosi in “lacrime e sangue”). Vi sembra una vittoria della sinistra? Un’analisi seria delle vie di uscita parte anche dalla risposta a questa domanda.”

    traggo questa citazione dal blog goofynmics del Prog. Bagnai e vi chiedo di ripartire da qui per una discussione seria di carattere economico politico,per il resto c’è Repubblica..

  4. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    26 luglio 2012 at 19:22

    @ bombacci: se ha pazienza, legga, a proposito di doppia moneta, quanto scrivo qui: http://www.lanfranco.org/articoli.php?titolo=%20Per%20una%20doppia%20moneta
    lo segnalo, solo perché il discorso è un po’ più articolato, anche per quel che riguarda moneta di conto e circolante [solo che sono meno ottimista di sette anni fa sull'europa e invertirei le cose adesso].
    quanto alla neodipendenza da bernanke piuttosto che da draghi, è vero solo in parte quando teme, perché ci sarà pure una differenza tra l’usare una moneta di cui si decide altrove [l'euro, considerando che noi abbiamo già 17 euro, quanti sono i paesi che lo usano e che hanno tutti come riferimento l'euro tedesco], e usare una moneta diversa [la lira] da quella [il dollaro] che si decide altrove, pur avendola come riferimento. in realtà quello che propongo non è nient’altro che quello che già accade, dove a ogni “aggiustamento” del dollaro succede un aggiustamento delle altre monete.
    una sorta di sme. d’altronde l’hanno riproposto seriosamente alcuni eurotecnocrati, lo sme. il che, come già l’altra volta, non ci salverebbe dagli attacchi speculativi né dalla sfiducia generalizzata.
    e poi, allora, tanto valeva tenerci quello.

  5. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    26 luglio 2012 at 13:24

    vedete, la mia non è punto una provocazione. lo vado ripetendo da tempo: uscire dall’euro, riprendere la lira e agganciare la nostra moneta al dollaro. o pure al renminbi cinese o alla pizza di fango del camerun. insomma a qualsiasi altra moneta [meglio il dollaro, per via della politica] che non sia l’euro. e mantenere l’euro, finché sarà possibile pure. cioè, entrare in un sistema di doppia moneta, moneta circolante e moneta di conto. a me questa, che vado ripetendo da anni, sembra l’unica strada possibile. tenendo insieme l’europa, ma anche trovando una via d’uscita dalla strettoia del rigore monetario. mi pare peraltro che autorevolissimi economisti [io sono un dilettante allo sbaraglio] comincino a prendere e suggerire seriamente la cosa [doppio euro, euromediterraneo e euro del nord, moneta comune e moneta unica e via di questo passo]. il fatto è che noi non abbiamo un piano B, quindi non decideremo un bel nulla, e ci ritroveremo a subire decisioni prese altrove.

    • Tepozzino

      26 luglio 2012 at 14:23

      Infatti, a meno di miracoli dell’ultima ora, ci faranno fare la fine della Grecia. Non ce la meritiamo così come i Greci non la meritavano e non la meritano (nonostante le idiozie che, salvo rarissime eccezioni, ripetono tanti sedicenti di sinistra). Se avessimo una classe dirigente decente (e ci includo anche i sindacalisti) tante bugie che ci hanno ripetuto in questi dieci anni non verrebbero svelate di botto, ora che son sotto gli occhi di tutti. E nonostante questo a sinistra (non parlo del PD il cui gruppo dirigente è uno dei principali truffatori) ci sono ancora inspiegabili timidezze. Si sogna un’unione dei popoli europei. Ma se non siamo neanche in grado di esprimere un’unione dei paesi mediterranei che da dieci anni stanno sulla graticola, davvero questi pensano di unificare l’operaio tedesco, il manager olandese ecc. che ci hanno messo sulla graticola e ci rosolano ben bene? Lo so benissimo che tu sei uno dei pochissimi che esprime queste banali verità. Ma perchè a sinistra son ciechi, sordi e muti? E se non son muti, sparano fregnacce piramidali?

    • Bombacci

      26 luglio 2012 at 15:31

      A Lanfranco Caminiti.
      Se la scelta è di uscire dall’Euro allora perdonami ma non riesco a capire il discorso sul ritirare i soldi dopo averli convertiti in dollari se non come provocazione. Se si dovesse fare una scelta del genere (credo che se non è subita ma determinata richiederebbe una politica con la P maiuscola) credo sia meglio attuarla in modo “ordinato”. Come del resto la tua proposta di agganciare la cd neolira al dollaro presuppone una gestione ordninata.
      Sull’uscita dall’euro ho le mie opinioni (soprattutto come e quando farlo e soprattutto in quali condizioni di debito) ma al di là di tutto ciò poiché mi sembra che la tua tesi sia ragionata vorrei capirla meglio.
      Se usciamo dall’euro e agganciamo la lira al dollaro non è che per caso rientriamo nello stesso meccanismo? Cioè non abbiamo il controllo della politica monetaria. Lo stesso avviene oggi solo che invece che la FED c’è la BCE ed invece che Bernanke c’é Mario Draghi.
      IN entrambi i casi non avremmo la gestione della politica monetaria!
      Mi spieghi meglio il discorso della moneta circolante e quella di conto?
      In ordine alla doppia moneta euro1 ed euro2, credo che il dibattito riguardasse soprattutto una svalutazione ordinata della moneta per certi paesi restando nell’eurozona . Messi a posto i conti (la svalutazione aiuta il debitore e svantaggia il creditore) il paese sarebbe gratificato e potrebbe disputare il campionato di serie A( Mio Dio come ci siamo ridotti)
      Grazie comunque di continuare ad affrontare il tema..

  6. Tepozzino

    26 luglio 2012 at 12:58

    Caro Bombacci,
    Le tue proposte sono ragionevoli, ma proprio per questo nessuno le prende in considerazione. Il famoso vincolo esterno, instaurato in Italia dal 1979, ha sortito l’effetto che in Italia la politica si è disinteressata dei problemi economici. Dal 1979 in poi ogni scelta di politica economica è stata spacciata come imposta da altri. In questo vincolismo deresponsabilizzante tutta la sinistra ci è caduta con tutti i piedi. Il fatto è che alla scuola dell’obbligo ci si fermava al 1914. Nessuno gli aveva spiegato le cause della prima guerra mondiale. E tra queste c’è che i socialademocratici tedeschi prima son tedeschi e poi socialdemocratici. Sperare che siano questi politici a rendersi che gli europeisti tedeschi prima son tedeschi e poi europei è una pia illusione.

    • Bombacci

      26 luglio 2012 at 15:37

      D’accordo con te sui tedeschi.
      Il vero default temo che sia già avvenuto e riguarda l’Europa. E’ difficile trovare un leader politico che parli di Europa e non di interessi nazionali. Le banche non si prestano i soldi. L’export intercontinentale diminuisce e si sviluppa extraUE.
      Rimane Barroso, Van Rompuy e Lady Ashton..converrete un po’ pochino.

  7. Bombacci

    26 luglio 2012 at 11:57

    Su buona parte dell’articolo posso anche essere d’accordo..sulla conclusione (che poi da’ anche il titolo all’articolo no!). A meno che l’invito a ritirare tutti risparmi dalle banche dopo averli convertiti in dollari sia soprattutto una provocazione volta a sottolineare l’inerzia e l’incompetenza e, a conti fatti si può affermarlo senza tema di smentita, l’inefficacia dell’azione dei governi europei, delle istituzioni comunitarie e delle tecnocrazie (in quelle realtà in cui la politica ha deciso di autosospendersi).
    PROFEZIA CHE SI AUTO-AVVERA
    Non sono d’accordo perché trattasi di classico caso di profezia che si auto-avvera. Togliete i risparmi perché la catastrofe è imminente e, in realtà, è un simile comportamento che porterebbe il nostro Paese, in pochi giorni al cd. default (termine bruttissimo ma giusto per capirci).
    RIMEDI ALLA CRISI..
    Per uscire dalla crisi l’Italia dovrebbe iniziare ad agire come se ritenesse scontato che l’Europa (e la BCE) non può/non vuole intervenire. Il punto di debolezza è il debito pubblico o, meglio, collocare a tassi sostenibili i titoli di stato?
    La politica riprenda il timone ed elabori strumenti per renderci autonomi dagli investitori esteri (il giappone ha il rapporto debito pil al 238% ma il debito è in mano giapponese e dunque non è in balia dei mercati (meglio è meno in balia dei mercati).
    Come fare a far acquistare debito?Qualche proposta:
    pagamento a imprese (attualmente il ritardo è pluriennale) in titoli con tassi ragionevoli(i titoli poi sarebbero scambiabili) Allora sarebbe simile ad una moneta? Bravissimi: sarebbe simile ad una moneta ma non dipenderemmo dalla bundesbank (se vi piace chiamatelo dribbling finanziario);
    fondo-veicolo per acquisto debito italiano (in Germania esiste una specie di cassa depositi e prestiti in salsa teutonica che non entra nel computo del debito pubblico di Frau Merkel. Tale strumento-fondo spa controllato dallo Stato italiano e avente come garanzia il patrimonio immobiliare italiano compra a tassi ragionevoli i titoli di stato;
    altre ideuzze ve ne sono.
    MA CHI SE NE FREGA..
    In realtà di questo tema (che io ritengo vitale) frega poco..Guardate i commenti sugli articoli relativi al problema dell’omofobia, se una comportamento è fascista o meno, su Sanremo o che so? Sono decine e decine. Quando si affronta il tema della crisi del debito sovrano o si parla genericamente di baratro, fare la fine della Grecia, contagio etc etc. o non si commenta proprio.
    Io sono d’accordo che la politica deve riappropriarsi della propria centralità. Dovrebbe però sforzarsi anche di meritarselo facendo proposte concrete e che affrontano i temi di maggiore urgenza. Altrimenti la democrazia è in pericolo non solo per la condotta commissiva della finanza ma anche per la condotta omissiva della Politica.