Carlo Giuliani muore ogni anno
Se solo smettessimo di usarlo…

Daniel Rustici Pubblicato da
il 20 luglio 2012.
Pubblicato in Attualità.

Carlo Giuliani dovrebbe essere dimenticato. Su quella tragedia dovrebbe scendere un oblio collettivo, per permette di restituire la memoria di Carlo a chi lo conosceva e gli voleva bene. Perché? Perché non è possibile ogni anno, il giorno dell’anniversario della sua morte, assistere all’infinita contesa su quei maledetti secondi, su quel fotogramma di Carlo con l’estintore in mano e quella pistola che sbucava dalla camionetta dei carabinieri.

Da una parte c’è chi, biecamente e senza un briciolo d’umanità, sottointende che “se l’è cercata” , dall’altra chi fa di lui un’icona, un martire, un eroe, un nome da inserire in qualche slogan. Un ragazzo strappato dalla vita, da tutto il suo carico di sogni ed aspettative, poco più che ventenne non merita alcuna strumentalizazzione, né da una parte né dall’altra.

Questo non vuol dire che la giustizia non debba fare il proprio corso, non significa non condannare gli abusi che le forze dell’ordine compirono a Genova sui manifestanti, per strada e alla scuola Diaz. Solo sarebbe bello non fare di Carlo Giuliani uno strumento politico. Perché se la vita deve essere fine e non strumento di qualcuno o di qualcosa, la fine della vita, a maggior ragione, non può essere il mezzo per perpetuare la contesa tra la richiesta di democrazia integrale e la risposta autoritaria che si inaugurò fuori dalle porte di quel G8.

Viene il magone a pensare alle infinite possibilità che la vita avrebbe potuto offrire a Carlo e a quello sparo che le chiuse di colpo tutte, per sempre. Ma proprio per rispetto di quella vita strappata così presto alle infinite strade del destino bisogna smetterla di ridurla a quei pochi istanti di macabra e definitiva notorietà. Bisogna dimenticarli quegli istanti. Per lasciare Carlo libero di volare via, sopra il rumore di quella manifestazione, sopra le urla di chi scandisce slogan, sopra quello scontro politico di dimensioni epocali che si consumò a Genova nel 2001. Scontro che quelli dalla parte di Giuliani persero, mentre lui perdeva la vita.

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9 Responses to Carlo Giuliani muore ogni anno
Se solo smettessimo di usarlo…

  1. Tepozzino

    23 luglio 2012 at 12:05

    Sono trascorsi ormai 11 anni dai fatti di Genova. Capisco che son tanti (ma a me sembran pochi) e ci si può dimenticare cosa è successo. Però ce ne son stati di documentari. Anche del Minoli, che di certo non può catalogarsi come un acerrimo nemico del Governo o delle Forze dell’Ordine. E dunque i poveri lavoratori a 1600 euro al mese hanno pestato i manifestanti pacifici. Quelli violenti non li hanno sfiorati. Hanno pestato gente a terra, per 1600 euro al mese. Innescando la violenza. Perchè vabbè, Martin Luther King, Ghandi eccetera, ma se sei aggredito a freddo potrai reagire o devi prenderle fino a farti fare a polpette? Questa idea che le Forze dell’Ordine son state attaccate non so dove l’avete presa. I black bloc devastavano, ma di quelli il nostro apparato repressivo non ne ha beccato nemmeno uno. Poi, vista la figuraccia, hanno pensato di vendicarsi alla Diaz. Sempre su persone inermi e spacciandoli (inventando prove rivelatesi finte) che fossero i black bloc. Il mio sogno è che le Forze dell’Ordine si ricordassero che chi va in piazza, spesso, manco ce l’ha quei 1600 euro al mese. E vorrei che capissero che per la Costituzione sono servitori del Popolo Italiano e non della sua sola classe dirigente. In una parola, che si rendessero conto che pure loro son sfruttati ed il potere che esercitano sui manifestanti sarebbe centuplicato se si rendessero conto di chi è il loro vero nemico.

  2. MaurizioC

    22 luglio 2012 at 17:18

    Gli eroi sono quelli che si alzano tutte le mattine per lavorare e crescere dei figli con fatica e speranza di dar loro un occhio sulla vita che possano portarli a costruire una società più umana.
    Chi va per strada a lanciare sassi o estintori contro dei lavoratori di 1.600 euro al mese è solo un povero disgraziato illuso e incapace di affermare un bene. Chi usa violenza è sempre un perdente e senza buone proposte.
    Certo che la responsabilità non è sua (nel senso di educazione) ma dei suoi cattivi educatori e di una società che sotto sotto dice: beh di fornte al potere e ai padroni bisogna protestare e se poi si usano le maniere forti.. beh che vuoi se la sono cercata questi piedipiatti servi dei padroni!

    Le Forze dell’ordine che hanno pestato quei ragazzi e i loro suepriori che hanno dato ordini?
    In galera a pane e acqua per 10 anni!
    Ma i “giuliani” devono costruire invece di sfasciare perchè c’è tanto da costruire in questo nostro paese e se vai a fare lo “sfascista- teppista” senza un briciolo di idee se non il sogno del mondo del Mulino Bianco, puoi fare benissimo il volontario in qualche parte o magari lavoarare gratis invece che gettare sassi contro altri lavoratori; cos’ magari cominci a mettere un mattone (non u sasso contro qualcuno)per costruire!

    I nostri padri hanno ricostruito questa Italia dopo la guerra corciandosi le mani, protestando pure ma non usando violenza! I sindacati sono stati utilissimi a bilanciare le forze in campo ma ora stanno incaprettando l’Italia.
    Non si possono osannare i Luther king, i Ghandi i Madre Teresa e al contempo i “giuliani” perchè sennò si è schizofrenici!

    • MaurizioC

      22 luglio 2012 at 21:33

      Errata/Corrige…
      …I nostri padri hanno ricostruito questa Italia dopo la guerra corciandosi le maniCHE e NON LE MANI!!

  3. Tepozzino

    21 luglio 2012 at 11:32

    I tre campioni della non violenza hanno operato in un contesto in cui qualcuno comunque qualche sasso lo tirava.
    Quanto agli scalmanati (i famigerati black bloc) si sono aggirati indisturbati, tanto che alla fine il messaggio che il Potere voleva passasse è passato: chi protesta è un delinquente. L’asimmetria della strabica giustizia italiana ha fatto il resto. Distruggi un bancomat 15 anni. Pesti a sangue un cittadino arrestato illegalmente: dai 3 ai 5 con concessione delle attenuanti generiche.
    Quanto alla casta è un falso obiettivo. Quelli son burattini che ormai puzzano di cadavere: veri zombies con i baffi o senza.

  4. Valentina

    20 luglio 2012 at 23:11

    @Sam Moser anche io sono, come te, contro la violenza. solo che fra me te te c’è una piccola differenza: io sono contro la violenza senza eccezioni.

  5. Sam Moser

    20 luglio 2012 at 22:57

    Anch’io sarei andato a manifestare a Genova ma assolutamente MAI avrei fatto l’imbecille come gli scalmanati che hanno aggredito le forze dell’ordine.

    Se vio rivedete i filamti e’ inutile giustificare un Giuliani o il branco che si accanivano contro la camionetta dei Carabinieri.

    Carlo Giuliani e’ vittima della sua stessa violenza: il carabiniere la vittima di uno Stato impreparato ad affrontare certe esplosioni di violenza ( proiettili di gomma, pistoile “elettriche” non letali, etc. ).

    Io non sono assolutamente per la violenza. Vi porto ad esempio Madiba Mandela, vittima della discriminazione e violenza piu’ grande al mondo, Ghandi e lo stesso Luther King…hanno cambiato interi paesi senza tirare un sasso…

    Solo da noi siamo ancora a quiesti livelli e continuiamo a giustificare chi non si merita per niente ne’ nomi di stanze al parlamento ne’ tantomeno meritava di lasciarci la pelle.

    Io non giustifico nessuno ma Giuliani e’ un pessimo esempio si cui trincerarsi. Inoltre il clima di odio e violenza ed i black block hanno esasperato il tutto mettendo a ferro e fuoco la citta’ pretestuosamente.

    Non e’ tollerabile. Poi leggo oggi che qualcuno paragona queste proteste alla Spagna o Grecia. La cosa e’ ben diversa.

    Li nessuno era toccato nella massa dei lavoratori da ingiuste e pretestuose azioni volte a dissanguare il paese. Qui di rivoluzione ce n’e’ proprio bisogno ma non quella ormai passata e strumentalizzata di 100 anni fa. La gente ha la 00 piene del sopruso quotidiano di una casta e “classe dirigente” da schifo.

    Non piu’ ideologia ma praticita’ e torno a dire i miei idoli sinceramente nelle azioni, ffatti e pensieri sono i tre che ho menzionato sopra.

    • Daniel Rustici

      Daniel Rustici

      20 luglio 2012 at 23:21

      sono per dimenticare Carlo Giuliani anche per evitare che si cada nella retorica un po’ schifosa del “se l’è cercato”. Nessuno si merita un colpo mortale, e non certo te lo meriti se lanci un sasso. Io sono per la nonviolenza, ma la nonviolenza di chi criminalizza chi tira un sasso ma tace sul resto la rigetto al mittente. Carlo deve essere lasciato in pace: basta alla retorica di chi la pensa come te, ma anche alla retorica di chi grida “carlo vive e lotta insieme a noi!”. Carlo è morto. Smettiamo di usarlo come materia di contesa poltica.

  6. Viky

    20 luglio 2012 at 20:32

    Non condivido assolutamente. Dimenticare non si può. Dimenticare è quello che vogliono che facciamo i mandanti del massacro del G8 a Genova che sono ancora in parlamento. Carlo Giuliani non muore ogni 20 luglio che ricorre, il ricordo di Carlo Giuliani vive in tutti noi ancora e ogni 20 luglio ci ricorda in che razza di paese viviamo dove è normale sparare i manifestanti, deportarli in un’eventuale casermetta di Bolzaneto, torturarli e sopprimere ogni ordine democratico precedentemente costituito. Carlo Giuliani non viene strumentalizzato, Carlo viene ricordato e non si può dimenticare in quali circostanze abbia perso la vita e chi ne è colpevole.
    Io personalmente vivo ogni 20 luglio come un giorno di lutto in cui mi rendo conto sempre di più che è un abominio quanto accaduto e non si può continuare a vivere in un mondo del genere dove i morti ammazzati sono migliaia. Dimenticare porterebbe solo a fare lo sporco gioco dei colpevoli, che non vogliono che il ricordo delle loro azioni atroci sia ancora vivo dentro di noi e ci dia la forza di continuare a lottare perchè giustizia sia fatta e questi avvenimenti non continuino ad accadere.
    Carlo Vive.

  7. Tepozzino

    20 luglio 2012 at 19:12

    Mi spiace ma non condivido. Dimenticare quegli istanti in cui una vita aperta a tante possibilità è stata spezzata sarebbe un delitto mostruoso. Proprio oggi che le piazze di Spagna sono in ebollizione e dicono no ai sobri, felpati, burocrati europei, proprio oggi bisogna ricordare Carlo Giuliani. Oggi tanti spagnoli si troveranno, come a Genova, come in Grecia, di fronte la Legge e le forze dell’Ordine, in tanti rischieranno come Carlo. E non perché se la sono andata a cercare, ma perché su quella piazza li spinge la grigia ed ipocrita violenza delle elite europee.
    Troppe vite vengono spezzate quotidianamente dalla sobria, felpata, sfrontata, ipocrita avidità di potere di questi euro-banco-burocrati. E’ una violenza molto più feroce di quella che talvolta si è manifestata in piazza, perchè si ammanta della legalità, anzi si para le terga con quelle garanzie previste dalla Costituzione, che viene invece disapplicata per tutti gli altri povericristi. La nomina a senatore a vita la sera prima di insediarsi a capo di un governo che doveva abrogare l’art. 4 della Costituzione, svuotare di contenuti il 36 ed il 38, rendere vana chiacchiera il 3 e, da ieri, cedere la Sovranità di cui all’art. 1 a Francoforte – e per far questo esigeva l’usbergo dell’immunità parlamentare a vita – non è violenza? E’ peggio della violenza perchè in modo ipocrita si fa scudo della Legge, mentre la svuota dal di dentro. Tutte le leggi che hanno reso una celia per gonzi la Costituzione italiana del 1948 sono di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali. Leggetevi l’art. 75 della Costituzione è scoprirete che non possiamo neanche sottoporle a referendum abrogativo. Altro modo violento di usare la legalità costituzionale per non lasciare alla gente alcuna via di lotta legalitaria e spingerla sulla piazza, dove la aspetta la loro Legge e le loro Forze dell’ordine a perenne tutela di ogni privilegio, anche quello di spezzare una vita per supposta legittima difesa.