Vergognosa sentenza Genova 2001:
Napolitano, intervieni con la grazia!

Piero Sansonetti Pubblicato da
il 14 luglio 2012.
Pubblicato in Attualità.

La Cassazione ha deciso di spedire in prigione, per molti anni, cinque ragazzi che nel 2001 manifestarono a Genova contro l’arroganza del G8 e sfidarono la violenza di Stato organizzata da Fini e da Berlusconi. Per altri cinque ragazzi ha rinviato la decisione di qualche mese. Ha stabilito, nel giro di pochi giorni, un principio molto semplice: se tu picchi, spacchi delle teste, torturi per diverse ore delle persone, magari senza volerlo uccidi anche un ragazzo, sì, sei colpevole, ma la pena sarà mite, un paio d’anni con la condizionale. Se invece rompi delle vetrine, dei bancomat, cioè metti in discussione addirittura la sacra proprietà, allora ti meriti pene molto superiori, dieci o anche quindici anni tutti da scontare in cella. Perché le “cose”, la “roba”, sono molto più importanti delle persone. Le cose si vendono, muovono denaro, le persone no.

Genova 2001 in tutto il mondo è conosciuta come la vergogna della polizia italiana. E’ stato l’unico momento nel quale il mondo ha dubitato della saldezza della nostra democrazia. I giornali europei, americani, australiani, parlarono dell’inaudita violenza della polizia, in parlamento persino D’Alema citò, indignato, i metodi “cileni”della polizia, e invece la conclusione di tutto ciò è che in queste ore la polizia andrà a casa di cinque ragazzi – che ormai sono ultratrentenni, alcuni dei quali hanno dei bambini piccoli – e li trascinerà in carcere dove li lascerà per diversi anni, spezzandogli e annientandogli la vita.

La sentenza ci conferma il ruolo reazionario e autoritario che in questo paese ha la magistratura, e le complicità, eterne, tra magistratura e polizia. Cosa si può fare? Su questo piano, niente: prenderne atto. E magari smetterla di credere che dalla magistratura nel suo complesso possa venire qualche spinta a migliorare questo paese: la magistratura, tranne pochissime eccezioni, fa sempre quel lavoro lì: il cane da guardia. Ed è feroce, con tutti tranne che con i suoi amici.

Sul piano politico qualcosa si può fare: pretendere delle prese di posizioni. Prima di tutto da parte della sinistra parlamentare: ha qualcosa da dire? Ha un’opinione su questi fatti? Seconda presa di posizione richiesta, da parte di Fini: fu il regista sul campo dell’operazione massacro di Genova, cosa pensa 11 anni dopo? S’è pentito?

Terzo intervento, il più importante di tutti, potrebbe essere quello del Presidente della Repubblica Napolitano: lui è l’unico che può fare qualcosa di concreto per correggere questo abominio giudiziario: può concedere immediatamente la grazia ai ragazzi messi in prigione. E’ nei suoi poteri. Certo, il suo gesto potrebbe risultare un piccolo affronto alla polizia e ai giudici. Per una volta il Presidente ci dimostri di non essere più il vecchio stalinista che è stato, e compia un gesto liberale, davvero liberale. Sarebbe un bel riscatto anche per lui.

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2 Responses to Vergognosa sentenza Genova 2001:
Napolitano, intervieni con la grazia!

  1. Tepozzino

    16 luglio 2012 at 10:25

    Purtroppo da questo Presidente non ci si può aspettare nemmeno una graziella per far due pedalate nell’ora d’aria.

  2. ipsilon

    14 luglio 2012 at 20:34

    Napolitano tace sulle condanne. Ed è una vergogna. Invece ha parlato Di Pietro. Ed è una vergogna ancora più grande. Nulla da dire? Ancora qualcuno che crede alla svolta “sociale” dell’Idv?