Va a trovare Lele Mora e si becca tre anni
Renato Farina è un perseguitato: difendiamolo

Piero Sansonetti Pubblicato da
il 12 luglio 2012.
Pubblicato in Diritti.

Renato Farina è stato condannato a tre anni di prigione, senza condizionale, per un atroce reato: è andato a visitare Lele Mora in carcere e ha portato con se un amico di Lele Mora dichiarando che quel signore era un suo collaboratore, mentre invece non lo era. Renato Farina, in quanto deputato, aveva il diritto di visitare il carcere, ma il signore amico di Mora no, non aveva diritto. Perché la legge prevede che solo i deputati o i consiglieri regionali possano visitare i detenuti.

Mi autodenuncio: mi è capitato varie volte, qualche anno fa, di visitare delle carceri e dei Cpt facendomi passare per collaboratore di alcuni deputati (dei quali non farò il nome). Non credo che visitare i detenuti in carcere sia un reato, visto che è anche un precetto della Chiesa (“visitare i carcerati” è una delle sette opere di misericordia previste dalla religione cristiana), ispirato direttamente da un brano del Vangelo (“Ero in carcere e mi avete visitato…” Matteo, 35/36).

Renato Farina è stato accusato, in passato, di avere lavorato per i servizi segreti e per questo è stato radiato dall’ordine dei giornalisti. Io penso che sia una pessima cosa lavorare per i servizi segreti, e che Farina non avrebbe dovuto farlo, penso anche che sia una cosa ancora peggiore arrogarsi il diritto di radiare uno dall’elenco dei giornalisti e proibirgli di svolgere questo lavoro. E quindi penso che Farina, all’epoca, abbia fatto un’enorme sciocchezza e anche subito un’enorme ingiustizia.

Stavolta non ha fatto nessuna sciocchezza. Ha compiuto un ‘opera meritoria. È follia considerare reato quest’opera meritoria e per di più punirla con una pena altissima (tre anni senza condizionale vuol dire che se la condanna andrà avanti fino alla cassazione, Farina dovrà passare tre anni in cella). La condanna è solo il risultato evidente e indiscutibile di una vera e propria persecuzione politica, consapevole e tenace, condotta da un settore della magistratura sulla base degli spropositati poteri che possiede. Sarebbe bello sperare che il Parlamento, in modo bipartisan, insorga contro questo atto totalitario e fascista.

Oltretutto in questa vicenda c’è una sola cosa davvero illegale: l’assurda detenzione in carcere preventivo di Lele Mora che avviene in spregio di tutte le leggi.

Be Sociable, Share!
Puoi seguire gli aggiornamenti di questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Both comments and pings are currently closed.

11 Responses to Va a trovare Lele Mora e si becca tre anni
Renato Farina è un perseguitato: difendiamolo

  1. Fabio L

    14 luglio 2012 at 10:55

    NO DEMOCRATICO LA SENTENZA: -”stanti le descritte professionalità criminali e capacità economica di origine illecita ‘doppiate’ dall’attività di drenaggio di denaro anche successiva alla dichiarazione di fallimento” delle sue società. Per questo reato Mora ha patteggiato la condanna a 4 anni e tre mesi. Il patteggiamento e’ stato ratificato il 4 novembre 2011 dal gup di Milano Elisabetta Meyer. La sentenza è passata in giudicato”….

  2. Democratico Non Diretto

    13 luglio 2012 at 21:13

    Fabio L, non penso che Mora stia in galera per quella condanna lì… Nessuno, che io sappia, sta in galera dopo un patteggiamento per il reato di bancarotta, al massimo ai domiciliari.

    Sansonetti, anche a me terrorizza dover pensare a questa maniera, ma penso che il paese oramai è andato (non se più a causa mia o più a causa del comportamento e dell’azione politica di Farina e dei componenti della sua parte politica). Quindi mi mantengo in una posizione scettica. Del resto penso che Farina verrà assolto nei prossimi gradi di giudizio, come è giusto che sia. Se proprio mi devo indignare, però, mi indigno per i 18 mesi di galera (CIE) a cui vengono condannati migliaia di innocenti; pure per la barbara condizione in cui versano i detenuti italiani; pure per i massacri che periodicamente avvengono nelle cosiddette camere di sicurezza delle questure, che arrivano finanche al… suicidio…

    Infine, terrore per terrore, anche a me potrebbe terrorizzare che tanta gente pensa.

  3. Fabio L

    13 luglio 2012 at 16:56

    PS Democratico, MORA E’ IN GALERA PERCHE’ CONDANNATO NON E’ CARCERE PREVENTIVO. HA PATTEGGIATO PER BANCAROTTA

  4. Fabio L

    13 luglio 2012 at 16:50

    Che Farina sia “controllato speciale” è indubbio. che abbia commesso una ragazzata anche. MA insomma, non è il primo ne l’ultimo che fa questa cosa. rimane il primo e l’ultimo ad essere condannato… Una sentenza abnorme e sciocca come sciocco il gesto di Betulla

  5. andrea

    13 luglio 2012 at 16:49

    Concordo in tutto con l’articolo di Sansonetti, eccetto una cosa: quando dice chè p pessima cosa lavorare per i servizi segreti. Ora, in base al medesimo principio che anima l’articolo, se visitare detenuti in carcere non è reato, nemmeno aiutare i servizi segreti del tuo paese è reato. Avesse aiutato i servizi di un paese straniero, contro gli interessi dell’Italia, allora sì che avremmo un reato, quello di alto tradimento. Ma delle due l’una, o i servizi segreti sono leciti, e aiutarli a sua volta lo è, o non lo sono, ed allora non si capisce perchè in Italia esistano ancora e, soprattutto, perchè non ci sia uno straccio di forza politica che ne chieda l’abolizione. Quando facciamo una affermazione etica (si deve / non si deve fare), dovremmo sempre chiarire le motivazioni metaetiche della stessa (perchè si deve o non si deve?). Grazie per l’ospitalità.

  6. simone

    13 luglio 2012 at 12:34

    Il problema è che nessuna ingiustizia è stata compiuta.
    Secondo una legge Farina non poteva farsi accompagnare da chiunque ma solo da un collaboratore; un PM ha il diritto ma soprattutto il dovere di indagare laddove vi sia traccia di reato, questo perchè è legato dall’obbligatorietà dell’azione penale; certo quel PM non potendole seguire tutte le tracce di reato ha anche il diritto di scegliere quali seguire; un giudice non può fare a meno di applicare un alegge dello Stato.
    L’ingiustizia è in quella legge dello Stato che punisce un reato che forse è appunto un atto di carità e che punisce quel reato con la reclusione fino a 3 anni. Ma scherziamo? Tre anni di privazione della libertà per quel “reato?
    L’ingiustizia è fatta laddave un magistrato potendo scegliere quali reati perseguire si ingarbuglia per anni a perseguire politici e partiti (che certo non sono dei santi).
    Avete presente quelle tre procure che contemporaneamente indagano su un reato che non c’è?

  7. Piero Sansonetti

    Sansonetti

    13 luglio 2012 at 12:03

    Temo che ci sia un sacco di gente che la pensa come democratico non diretto. E questo mi terrorizza

  8. Democratico Non Diretto

    13 luglio 2012 at 10:33

    Di Farina condannato? Sì, vabbè, è vero quello che scrive Sansonetti. Ma non è che uno non ci dorme la notte… che d’altra parte tanti di quelli del partito di Farina, o del suo Giornale di riferimento, manderebbero in galera chiunque appena sospettato di crimini che non sfiorano la cosiddetta classe dirigente (e con leggi da loro inventate tengono in galera i cosiddetti clandestini, anche se non hanno commesso reati… per non dire dei poveri tossicodipendenti). Lo stesso per Lele Mora, non è che uno non ci dorme la notte… Ma che diavolo ha fatto Mora (VERAMENTE, non le cazzate che gli attribuiscono ufficialmente) per meritare più di un anno di carcerazione preventiva? Quali segreti custodisce? Secondo me qualcosa che ha a che fare con le NUOVE NARRAZIONI che dice Vendola. Può darsi che sia lui, Lele Mora, a detenere le regole generali della NUOVA NARRAZIONE.

    • Giovanni Carlini

      14 luglio 2012 at 17:57

      sempre meglio prevenire!

  9. andrea colombo

    13 luglio 2012 at 08:29

    Come immagino che i magistrati sappiano benissimo, quella di entrare in carcere come “collaboratori” dei politici, che hanno il diritto di visitare le carceri quando gli pare,è una pratica comunissima. Credo che non ci sia giornalista che non lo ha fatto almeno una volta e in alcuni casi, io per esempio, decine di volte.
    Trovo Farina quasi insopportabile. A differenza di Piero avrei radiato l’agente Betulla dall’ordine (a parte il fatto che avrei prima cancellato quell’assurdità corpoprativa che è appunto l’ordine dei giornalisti). Trovo lo stesso incredibile non solo questa condanna ma anche il silenzio complice che la ha accolta: frutto della più cretina e colpevole tra le regole imposte dalla sinistra, quella secondo cui “le sentenze non si commentano”.

  10. Tepozzino

    12 luglio 2012 at 19:52

    Piero hai ragione su tutta la linea. Mi vien da ridere quando si blatera della magistratura indipendente. Indipendente da chi? Di certo dal potere politico. Non però da quello economico. Corona ha attentato appunto al potere economico, permettendosi di rendere pubblici i vizietti di uno degli eredi designati. Quello che faceva la parte del simpatico. E dunque la magistratura s’è attivata per il delitto più grave di cui ci si possa macchiare: quello di lesa maestà. Il Farina c’è rimasto invischiato e ne paga pure lui le conseguenze. Non siamo di fronte ad atteggiamenti ritorsivi, vendicativi,da faida mafiosa, del potere? Oggi il potere economico abbandona al braccio secolare (la magistratura indipendente) il reo farina. Tanto ormai a sinistra è pieno di idioti legalitari. Se lo dice la legge che è reato tanto basta loro. E così la magistratura indipendente perseguita per due anni Storace perchè s’è permesso di criticare Napolitano. E questa magistratura condanna Farina per un falso palesemente innocuo (anzi meritorio).