Morire di sete in mare
E noi a sorvegliare le frontiere

Laura Eduati Pubblicato da
il 12 luglio 2012.
Pubblicato in Attualità.

Quindici giorni di navigazione errabonda e disperata nel Canale di Sicilia, e nessuno che si accorga di quella bagnarola senza bussola né benzina, con cinquantaquattro persone a bordo partite dalla Libia alla fine di giugno, secondo il racconto dell’unico superstite, e morte durante la traversata, una ad una. Morte di sete, dopo avere tentato di bere l’acqua del mare.

Morire disidratati sotto il sole cocente. Secondo i medici, in condizioni normali l’agonia può durare dai tre ai cinque giorni. Già nel primo giorno senza acqua il corpo comincia lentamente a perdere liquidi e la concentrazione di sodio nei tessuti comporta tachicardia e bassa pressione, a volte nausea e vomito. Poco a poco si smette di urinare, e si entra in uno stato di sopore e stordimento. Una debolezza generalizzata che costringe a rimanere sdraiati, in stato confusionale. Dopo due giorni è possibile avere delle allucinazioni, la sensazione di sete è insopportabile. Poiché i cinquantaquattro naufraghi si trovavano in mare aperto, d’estate, la loro pelle si è ustionata, e anche questo provoca una fuoriuscita di liquidi che porta più rapidamente alla morte.

L’uomo sopravvissuto, di origine eritrea, racconta che la navigazione è durata quindici giorni, ma è impossibile che l’acqua fosse finita il primo o secondo giorno. Nessuno sopravvive due settimane senza bere. Se i tempi coincidono, questo significa che per molti giorni e molte notti l’imbarcazione ondeggiava senza meta senza che nemmeno un peschereccio la avvistasse e desse il segnale di emergenza. Pare davvero impossibile, in un tratto di mare così trafficato come quello che separa il Nord Africa dall’Italia.

L’agenzia europea Frontex, che si occupa di sorvegliare le frontiere del nostro continente per fermare il flusso di migranti illegali, lo scorso 19 aprile ha pubblicato il dossier “Annual risk analysis 2012” dove sottolinea le due frontiere più calde: il confine con la Turchia (55mila migranti hanno ufficialmente ma illegalmente passato la frontiera con la Grecia nel 2011) e il Canale di Sicilia (56mila, quasi tutti sbarcati a Lampedusa e provenienti da Libia e Tunisia). Per questo motivo, una nota di Frontex dello scorso febbraio avvisa che l’operazione JO Hermes sarebbe proseguita per l’intero 2012. Secondo il “codice di condotta” di Frontex, le operazioni congiunte per sorvegliare le frontiere terrestri e marine devono rispettare i diritti fondamentali e il diritto alla protezione internazionale. Dove erano i mezzi della JO Hermes in questi ultimi quindici giorni, mentre i cinquantaquattro migranti morivano di sete?

Senza menzionare il fatto che, sempre secondo il racconto del superstite ora ricoverato a Zarzis (Tunisia), oltre la metà delle persone imbarcate aveva la cittadinanza eritrea e dunque erano potenziali richiedenti asilo. Soltanto la scorsa settimana l’agenzia Habesha di don Mosé ha lanciato, solitaria, la notizia del respingimento di 76 eritrei che stavano navigando dalla Libia verso l’Italia. Secondo quanto raccontano i respinti, le navi responsabili del forzato dietrofront avevano bandiera libica e italiana, e ora si troverebbero in carcere. Esattamente come accadeva quando al potere c’era Gheddafi e nel governo italiano c’erano Berlusconi e Maroni.

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One Response to Morire di sete in mare
E noi a sorvegliare le frontiere

  1. sabina

    12 luglio 2012 at 09:22

    Monti è il mastino messo a guardia delle frontiere e del capitale. Siamo così spaventati dalla crisi che non riusciamo nemmeno ad alzare lo sguardo su nient’altro che spread e recessione. Forse è come dice la Klein in shock economy: si utilizzano grandi traumi collettivi (reali o strumentali) per ardite operazioni di ingegneria (macelleria) sociale, privatizzazzioni, perdita di diritti e bazzecole del genere. E mentre restiamo inchiodati alla paura del futuro per noi e i nostri figli , Monti e il suo esecutivo su altre questioni dirimenti, quella dell’accoglienza dei migranti è una di queste: tacciono . Il il basso profilo è piu’ educato, piu’ sobrio e sicuramente piu’ efficace e letale.
    Tace Monti, Tace Cancellieri e pure Ricardi mi pare senza voce. Pieta’ l’è morta mentre ognuno cerca di sopravvivere . Che schifo