Il Comitato nazionale di bioetica abbandonate le spinose questioni della fecondazione assistita e del testamento biologico si butta anima e corpo, soprattutto corpo, sugli interventi di chirurgia estetica. Il Comitato più reazionario che si potesse mettere insieme che cosa poteva fare se non dire l’ennesimo niet? E infatti. Il documento che è stato presentato oggi e che verrà votato la prossima settimana dice basta “agli interventi invasivi” e chiede ai medici di “non dire sempre sì alle pazienti”.
Molti di voi sicuramente stanno pensando che si tratta di un documento positivo, giusto, da condividere. Ma a tutti coloro che sono convinti della bontà di questa posizione vorrei far notare come il Comitato nazionale di bioetica, a prevalenza di cattolici integralisti, dica le stesse cose anche per questioni che non vi trovano molto probabilmente d’accordo come l’interruzione di gravidanza o la scelta o meno di staccare la spina quando una persona è in coma. Sono due cose diverse? Sicuri?
Se ci pensate il meccanismo è sempre lo stesso. Lo Stato, o chi per lui, non si pone come tutore della libera scelta e quindi di una corretta informazione e di un buon servizio sanitario, ma come semaforo etico della vita dei cittadini. Si pone cioè come Stato etico. Anche in questo caso l’atteggiamento è lo stesso: dire ciò che è bene e ciò che è male rispetto ai modelli di bellezza. Stabilire un indirizzo a cui le persone dovrebbero attenersi.
Resta solo da sperare una cosa: che il documento non diventi anche legge. Qualcuno ci aveva già pensato. Destra e sinistra uniti quando si tratta di essere proibizionisti. Visti i tempi che corrono non sarebbe così strano. Ma tocca a noi non cadere nella trappola. I dubbi, legittimi, sulla chirurgia estetica non diventino voglia di censura anche da parte da nostra.
Giuliana Spanu
12 luglio 2012 at 23:29
Ho allargato il discorso è vero..come te credo che non debbano essere lo stato, la religione, tantomeno i medici a dire basta. E’ qualcosa che riguarda la nostra identità di genere, che chiama noi donne a discutere e decidere, non altri. Per questo trovo utile sollevare anche la questione delle mgf, che viaggia in parallelo, ma per la quale i niet son stati accettati eccome.
rita
12 luglio 2012 at 13:14
@ Angela Azzaro
l’idea di integralismo che spieghi mi convince, soltanto non mi preoccuperei di sottolineare il dato del “cattolico”; il perché è sottinteso…
“ ….in questo paese non si riesca manco a decidere come morire o come vivere la dice lunga”, dici.
Il fatto secondo me è che chi si trova a dover decidere su questi argomenti – vita, morte – è proprio impossibilitato a rinunciare alla propria visione delle cose, dato che la posta in gioco è oggettivamente troppo alta rispetto ad altri argomenti dove invece è PIU’ naturale cercare una sintesi.
Non è quindi questione di essere arroganti e fanatici e voler imporre la propria visione riguardo questi temi, è che quando sei chiamato – in qualsiasi veste, comitato etico o meno – a decidere su questioni così grandi, non puoi fare altrimenti; oppure, IO credo che non potrei fare altrimenti senza per questo ritenermi una fanatica.
Sulla legge 40 mi dai l’occasione per dire una cosa per me fondamentale (e generale, non rivolta a te in particolare): il referendum secondo me è fallito non tanto per l’intervento del cardinale Ruini, ma perché le argomentazioni di chi la voleva eliminare si sono limitate sempre e (quasi) solo alle frasi lapidarie del tipo “La legge sulla fecondazione assistita rappresenta tuttora il punto più basso …” senza però spiegarne i motivi.
Perché, dove, questa legge contiene principi così bassi?
Ad esempio, cosa c’è di basso nel dire che non si eliminano gli embrioni malati (sottolineo basso, non logico, ricollegandomi invece a quanto prevede la legge 194 ..)?
O cosa c’è di altrettanto sconcio nel rifiutare l’eterologa?
Esiste veramente il “diritto” di avere un figlio naturale?
Sono semplicemente punti di vista che da una parte sono stati spiegati con argomenti molto forti (condivisibili o da rigettare totalmente non mi interessa), mentre dall’altra ci si è limitati molto spesso a giudizi pessimi MA non approfonditi né spiegati, a slogan e parole d’ordine. Ricordo a questo proposito le tante sintetiche (e per me penose) opinioni di personalità illustri che L’Espresso all’epoca pubblicò in più pagine (uno per tutti: ricordo Paolo Hendel che disse: voto sì perché questa legge è una schifezza).
Un’altra domanda, altrettanto fondamentale per me: la fecondazione medicalmente assistita non è forse una forma di accanimento terapeutico per superare quei limiti individuali che, al contrario, nel discorso del “fine vita” vengono invece invocati?
rita
10 luglio 2012 at 14:52
prima di eventualmente dire altro.
sono andata a vedere i nomi dei componenti il comitato etico nazionale e in larga parte non li conosco.
allora vorrei sapere chi sono i cattolici integralisti e cosa intendi, Angela, per cattolico integralista.
angela azzaro
10 luglio 2012 at 15:05
la composizione del Comitato è nota da tempo. Intendo per integralista uno che pensa di imporre il proprio parere, le proprie convinzioni, la propria idea di vita e di morte agli altri. Qualcuno pensa che la vita inizia con lo sperma, bene. Un suo diritto. Ma perché deve imporre a me la stessa cosa? Il fatto che in questo paese non si riesca manco a decidere come morire o come vivere la dice lunga. La legge sulla fecondazione assitita rappresenta tuttora il punto più basso, anche se nella pratica molte cose cambiano.
Io però vado anche oltre. Secondo me il comitato di bioetica non dovrebbe proprio esistere, come è stato un errore soprattutto della sinistra pensare di legiferare in queste materie. La costituzione garantirebbe di fatto la libertà di scelta unita al diritto alla salute. Invece ci siamo infiliati in questo tunnel, pazzesco. La chirurgia estetica da questo punto di vista rappresenta ulteriormente una trappola perché, come ho già scritto, vede contraria anche la sinistra, ma per motivi altrettanto integralisti (intendendo per integralismo…)
angela azzaro
10 luglio 2012 at 13:30
Come Nanni penso che il punto qui toccato sia quello di riflettere sull’invasività dello Stato. Quanto alle tette biscottate si potrebbe dire lo stesso dei cervelli biscottati da modelli obsoleti che però ritornano sempre, come quello di madre moglie zia e cugina. però questi vanno bene, mentre rifarsi una parte del corpo no. Beh, questo è moralismo. Non so come altro chiamarlo. Se Raffaella Fico rimette in piazza la scena della ragazza madre abbandonata, tutti guardano, leggono, ma ci trovano poco da ridire. Il modello di mamma anche quando così usurato va bene. Se si rifacesse il seno, apriti cielo, finirebbe sulla graticola. Eppure stiamo sempre facendo i conti con modelli, ruoli, immaginario. Detto questo, sono certa che Raffaella Fico è se stessa quando decide di annunciare che aspetta un figlio da Balotelli, ma sarebbe se stessa anche se si rifacesse il seno. Insomma, cavolo, siamo soggette a tutto tondo sempre, anche quando ci rifacciamo a dei modelli. Anche perché questo vale pure per gli uomini che invece vediamo sempre come singoli individui.
Nanni Riccobono
10 luglio 2012 at 13:11
Laura Venezia, non sono d’accordo con te e mi sento pure un po’ seccata perché, essendo tu medica, x prima reazione tendevo a leggerti più compunta e seriosa, Ma hai capito il senso del pezzo di Angela? Te lo chiede una (si, so’ femmina pure se mi chiamo nanni) che manco le iniezioni d’antibiotico se ha un’infezione grave si farebbe…non ho buchi alle orecchie e ormai ho anche una certa età…ma se un legislatore con l’aggravante di essere bioetico mi viene a rompere su cosa posso o non posso fare al mio corpo mi infibulo da sola in pubblico davanti alle telecamere del Parlamento!!!!! Ma come si permettono?
Quanto alla discussione semantico filosofica tra angela e susanna, ragazze, non ci ho capito niente. Però quella cosa del deturnamento gliela vedo fare ad Angela tutti i momenti ed in effetti il risultato è veramente buono.
Laura Venezia
10 luglio 2012 at 15:09
Cara Nanni,
non so perché ti sia seccata-mi spiace ma resto del mio parere. La chirurgia plastica è una branca a cui vanno posti dei limiti-che poi sia il comitato di bioetica a farlo, ben venga. Mi creda, ho più difficoltà a capire il suo pregiudizio nei confronti degli antibiotici. Ma, per formazione personale rispetto la posizione di tutti.
Laura Venezia
10 luglio 2012 at 11:48
Scrivere di chirurgia plastica e bioetica getterebbe nel panico persino lo specialista più disinvolto: si tratta di un connubio quantomeno micidiale e, per citare Susanna Schimperna, “ridondante”. Come (quasi) medico credo fermamente che l’esistenza, come la medicina, sia costellata di segni e che nessun segno possa lasciare questa terra se non passando prima attraverso il corpo. Non intendo giudicare chi abbia voglia di ricorrere alla chirurgia plastica-uno studente in medicina sa che la prima regola è non stigmatizzare il paziente. Nè lo Stato può restare a guardare in silenzio gli abusi purtroppo endemici quando si parla di certe branche mediche (che di strettamente ‘medico’ poi, cosa hanno?). Però, vorrei riflettere su un dato: la cute, l’involucro che custodisce il nostro corpo, ha la stessa derivazione embriologica del sistema nervoso. Per questo, spesso, è colma di segni-quei segni che sono violenti perché sono veri. Allora, impariamo a leggere il nostro corpo, prima di sferruzzarci sopra solo perché l’estate italiana chiede alle donne sederi e tette biscottate (pardon, Susanna-e grazie per il tag).
Laura Venezia
Giuliana Spanu
10 luglio 2012 at 11:32
ok, come la mettiamo con le mutilazioni genitali?
angela azzaro
10 luglio 2012 at 13:01
ma infatti giuliana il problema è sempre la libera scelta e la discussione intorno ai modelli. non puoi però pensare di imporre le scelte per legge sia essa legge dello Stato o della religione
Giuliana Spanu
12 luglio 2012 at 23:05
Quello che mi fa sorridere è che al di la’ delle opinioni divergenti sul problema da te sollevato, siamo tutti pronti ed unanimi quando si tratta di inorridire davanti a pratiche come l’escissione, la circoncisione, l’infibulazione. Allora mi chiedo: dov’è questa libertà che rivendichiamo per noi di gonfiarci il seno, le labbra, gli zigomi, ridurci le piccole labbra, farci succhiare il grasso dal corpo? Come possiamo davvero sentirla una libera scelta, tralasciando il fatto che pur sempre di operazioni invasive si tratta, di modificazioni e soprattutto del tentativo di corrispondere a dei canoni? E’ da questo pulpito di civiltà che possiamo criticare, aborrire, condannare gli altri tipi di mutilazioni fatte per “ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche”?
Ale Scrocco
10 luglio 2012 at 07:56
Questa poi! Facciamo a intenderci: la bioetica deve, fino a prova contraria, disutere sulla qualità e sul senso della vita. Ammonire l’ individuo a guardare con maggior attenzione, consapevolezza e capacità di autoregolamentazione la propria e altrui esistenza. Lì si deve fermare. Ora si attaccano alla chirurgia estetica, che come qualunque forma di operazione da parte di Medici Chirurghi dovrebbe a prescindere essere eseguita con crtiri che salvaguardno il benessere collettivo e individuale. Ora di oo cosa si va a discutere? Del rifarsi o meno, come e da chi e se e quanto? Proibissero le guerre. Tutte. Di qualunque tipo. Lì c’è bios e ethos quanto ne vogliamo…poi parliamo del farci o non rifarci le tette, i pettorali, l’imene o il pene…ma dopo.
Laura Pavia Napolitano
10 luglio 2012 at 03:41
per una minorenne rifarsi il seno è vietato, questo si sa bene, non sapevo che oggi, si discute su cose che fanno parte della libertà di una donna, o,di un uomo, cioè, volersi ritoccare se credono che sia giusto, in verità, a questi interventi non avevo mai pensato, ma, se io, volessi ricorrere alla chirurgia estetica, e non potrei farlo per divieto di una legge completamente assurda fatta, da gente assurda, mi sentirei schiava, amo la libertà, e non intendo perderla anche se al momento non penso assolutamente ad un ritocco tipo punturine,o cose varie, ritengo che tutto questo sia ingiusto e dico, a questi signori che ci governano: pensate a fare le cose giuste che fino ad esso avete fatto solo cose boiate.
susanna schimperna
10 luglio 2012 at 00:22
“Basta agli interventi invasivi” è semplicemente ridicolo, dato che la maggior parte della chirurgia estetica si basa su questi interventi (le famose “punturine” che avrebbero fatto tutte le nostre dive certo non necessiterebbero, per essere praticate, di laurea e specializzazione). Ma che una cosa sia diffusa o qualcuno la pratichi non vuol dire, ci mancherebbe, che sia giusta, sana, auspicabile. L’argomento quindi non è valido che per un risvolto: la grande ipocrisia.
“I medici che devono dire no” è superfluo, ridondante, una presa in giro se non addirittura un’offesa per i medici: è ovvio che i medici dicano di no, che se vado da un chirurgo plastico e gli chiedo di tirarmi una pancia piatta lui mi congeda consigliandomi uno psicologo, se ho una quarta di reggiseno e voglio una sesta mi spiega che forse sono affetta da dismorfofobia e per di più voglio mettere a serio rischio la mia schiena. Considerare i chirurghi plastici-estetici-ricostruttivi degli scemotti in libertà è veramente demenziale. Ammettiamo invece che siano davvero scemi? Allora si prendano provvedimenti e ben più risolutivi di queste proposte di norme buffonesche e questi richiami inutili.
La Chiesa cattolica considera il corpo sede dello Spirito santo e per questo inviolabile. Curioso, ma un senso ce l’ha. E lo Stato, invece? Cosa vuol farci credere, per convincerci che non siamo padroni di poter fare del nostro corpo quello che vogliamo? Deve trovare uno straccio di teoria che suoni credibile, se vuole legiferare su questi argomenti.
Ps Scusa Angela, io “tette” è un termine che non reggo più. Unico micro appunto al tuo bel pezzo.
Angela Azzaro
10 luglio 2012 at 09:30
Grazie susi
Sull’uso delle parole tette è evidentemente una citazione. Le femministe americane direbbero una citazione parodica. Si prende una parola, oppure un elemento dell’immagnario, e invece di negarlo lo si attraversa e se ne ribalta il segno. Le tette, spero che qui sia evidente, diventano nel mio discorso da mero oggetto del desiderio _ che poi non c’è proprio nulla di male _ soggetto rivendicativo del desiderio. Insomma sposto una immagine che si puó essere logorata su un altro piano. Sono sempre piú convinta che il linguaggio sia importante. Ma come faccio a convincere gli altri: impedendoli di scrivere alcune parole? Penso che il mondo migliore sia la parodia, il deturnamento, l’uso provocatore dell’antipoliticamente corretto. In questo caso lo scopo è poi colpire il Comitato che tratta il desiderio e la bellezza come se si potessero normare con un documento. Beh, l’uso della parola tette ci riporta a qualcosa di piú complesso e come ricorda anche il tuo dissenso verso la parola molto piú contraddittorio
rita
10 luglio 2012 at 17:24
non “i chirurghi” plastici, estetici, ecc sono scemotti e dicono sempre di sì, ma alcuni tra di loro di sicuro lo sono o almeno lo sembrano, almeno a giudicare da “certi” risultati a dir poco mostruosi.
In concreto poi cosa dovrebbe significare “Allora si prendano provvedimenti e ben più risolutivi di queste proposte di norme buffonesche e questi richiami inutili”?
La battaglia contro i moralismi mi trova sempre d’accordissimo, ma in questo caso e a meno di un mio abbaglio, mi sembra che non c’entri molto e che le decisioni prese siano di semplice buon senso.
norman zoia
10 luglio 2012 at 00:06
… a mano a mano si fisserà una lunghezza massima della zazzera per i maschi (ricordate il tempo dei capelloni? Beh, all’epoca il sottoscritto ne prese di sputi e anche di peggio!).. Per contrappasso si procederà a fissare la lunghezza minima della gonna… il numero dei piergcing consentiti, l’estensione dei tatuaggi, magari anche la gamma di colori per le cravatte e quanti “fuck you” settimanali in dotazione per dissentire
Sam Moser
9 luglio 2012 at 22:04
Se questo e’ lo “Stato Etico” con un golpista non eletto come Presidente, un Presidente del Consiglio cooptato e non eletto trasformato in Senatore a vita in un battibaleno assieme alla sua “banda dei tecnici” e poi lo Stato che legalizza il furto alle spese dei cittadini contro la loro volonta precisa ed espressa con finanziamento pubblico dei partiti, condanna al risarcimento di criminali in caso di legittima difesa, tasse a non finire, servizi inesistenti, tutto volto a coprire la casta e il sottobosco di pappamentari, politicanti e camerieri dei politicanti ed i loro clienti….la rappresentativita’ e’ una bugia : il tutto e’ un’azione di uno Stato alla fine delegittimato e ai confini della legalita’ e Costituzionalita’ e di sicuro della vera democrazia e rappresentativita’ dei cittadini….