L’Idv Barbato indica la luna
Il Pd guarda il dito (medio)

E’ già partita la santa inquisizione dei miltanti del PD contro il parlamenare dipietrista Barbato colpevole di avere sostenuto in aula quello che pensa mezza italia ovvero che questo governo “ha rotto i coglioni”, il tutto condito con un dito medio rivolto ai banchi dei democratici. La mancata educazione, il linguaggio greve, le parolacce possono infastidire, lo comprendo. Ma le reazioni scomposte dei democratici, che sui social network gridano contro un comportamento che giudicano leghista, grillino, troppo volgare per i loro fini palati progressisti, certifica che non hanno capito quanto sia abissale la distanza tra loro e quello che, con un’espressione un po’ gergale, viene chiamato “il paese reale” ( di cui Barbato si è fatto sincero portavoce).
Queste reazioni mostrano appieno il grande limite del Partito Democratico: il suo sentirsi in missione, per conto di Dio o del Capitale o dell’ombra ormai sbiadita e di Marx poco importa, per difendere la sacralità e la forma delle istituzioni repubblicane dall’irrompere in esse della vita cruda e vera. Nell’ottica di questo compito divino, che Napolitano ha assegnato loro, poco importa se in Parlamento si trovano a votare provveddimenti che cancellano i diritti più elemenetari delle persone o a segnare cambiamenti profondi e irreparabili per milioni di lavoratori; l’importante è salvare l’apparenza e ostentare un comportamento sobrio e responsabile.Per questo il gesto di Barbato, per quanto volgare sia, è atto rivoluzionario. Quel dito medio disvela e denuncia il feticismo per le forme vuote dei democratici, è portatore di alterità rispetto al bon ton alla Lina Sotis di cui il governo si fa alfiere, mette in scena quella rabbia verso chi, sotto dittatura della BCE, sta portando allo sfascio questo paese. Se la volgarità esibita era la cifra del berlusconismo, l’educazione formale, responsabile e borghese è quella del montismo e del postmontismo di cui l’alleanza PD-UDC è l’embrione. In questo contesto un po’ di “plebeismo” è utile e funzionale alla critica politica da sinistra, non come un rutto liberatorio ma come elemento capace di rompere lo schema della sudditanza ad una sobrietà che per milioni di persone sta diventando disoccupazione, povertà, disperazione.
Contro tutto questo non si risponde solo con un “vaffanculo”, ci vuole ben altro certo. Ma prima di costruire l’alternativa bisogna spezzare, rompere, distruggere il muro che il Potere ha eretto tra sé e le nostre speranze ed aspettative. Per passare oltre bisogna prima alzare il dito medio contro questa maledetta austerità.
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Antonio Altieri
3 luglio 2012 at 18:23
Sarei molto curioso nel sapere cosa ne pensate di questa intervista del Washington Post a Monti: (http://tinyurl.com/c3rhrfp)
- “If Italians become discouraged that their efforts aren’t helping, it could unleash “political forces which say ‘let European integration, let the euro, let this or that large country go to hell’, which would be a disaster for the whole of the European Union,” Monti said”
TRADUCO: Se gli Italiani si scoraggiano vedendo i loro sforzi vani, cio’ potrebbe liberare “forze politiche che dicono ‘abbandoniamo l’integrazione Europea, abbandoniamo l’euro, che vadano tutti all’inferno(?)’. il che potrebbe essere un disastro per l’intera Unione Europea,” ha detto Monti.
Come mai di questa ottima e lungimirante uscita del Premier Monti in Italia non e’ arrivata notizia?