La jattura inflitta da un destino inclemente all’italico popolo di sinistra (e non solo) ha colpito ancora. Il celebrato baffetto è ingrigito, la spocchia più gagliarda che mai. Le guance appena cascanti rivelano che anche dalla volpe del tavoliere il tempo reclama un pedaggio. Non dalla sua visione della politica. Quella è scolpita nell’eternità. Fissa come solo ciò che è inanimato sa essere. Impermeabile a smentite e sconfitte. Incapace di imparare dai disastri provocati. Incorreggibile.
Per Massimo il Peggiore la politica, in fondo, non è diversa dagli amati origami: un gioco solitario e autistico che trova compimento in sé, senza bisogno di fare i conti con i risultati e tanto meno con faccende triviali come le persone umane, tanto meno eleganti e simmetriche delle formule e degli schemi di gioco politico. Dei “dalemoni”.
L’ultimo colpo di genio il Maestro lo ha consegnato oggi a una lunga intervista pubblicata dal Corriere della Sera. Dice che Monti è l’anima del nuovo centrosinistra, e non c’è da stupirsene dato che quella del vecchio era Tony Blair e lo sanno tutti che al peggio non c’è mai fine. Afferma che, invece, l’IdV va messa alla porta perché non è di sinistra e sia chiaro che non lo avrebbe mai detto della vecchia IdV solo giustizialista. Quella al geniaccio gli piaceva eccome. E’ la nuova IdV, quella che alla battaglia per la legalità ha affiancato quella per la giustizia sociale e che, orrore degli orrori, è pappa e ciccia con la Fiom, che gli repelle e gli sembra destrorsa.
Cosa mai intenerà questo ex comunista che non ha perso né il pelo né il vizio della doppiezza per “sinistra” resterà un mistero inspiegato. (leggete l’articolo di Alessandro Antonelli)
Al fondo, il succo del dalemismo è sempre lo stesso: un’alleanza con il centro per portare al governo un uomo che, facendo politiche di destra, impedisca alla destra di conquistare le poltrone regalandogli in cambio la vittoria politica. E’ un’operazione discutibile, per andare giù d’eufemismi pallidi, sul piano etico. Ma è un’operazione fallimentare sul piano politico: finisce sempre per regalare alla destra non solo il progetto ma anche i cadreghini. E’ grazie a questa bussola scassata che Massimo D’Alema ha consegnato con le sue proprie mani questo paese a Silvio Berlusconi. Fosse stato per lui, del resto, anche in certo numero di importanti Regioni e Città sventolerebbero ancora i gonfaloni d’Arcore.
Ma non c’è sconfitta che tenga, non c’è sbaglio che faccia premio sull’eternità delle nomenklature. In qualsiasi “Paese normale”, come da autorevole citazione, leader di lunghissimo corso e plurisconfitti come Massimo D’Alema e Walter Veltroni sarebbero in pensione da lustri. In giro per il mondo, a tenere conferenze. Onorati, riveriti, ma anche messi finalmente in condizione di non nuocere.
Fino a che l’Italia non sarà, appunto, un Paese normale prima di tutto da questo punto di vista, senza pià compagni del politburo in carica vita natural durante, è inutile illudersi su possibili cambiamenti. Sotto col prossimo Silvio: fino a che i D’Alema terranno banco ce ne sarà sempre uno pronto dietro il prossimo angolo. Giustamente.
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Bellissima e condivisibile la frase “un’alleanza con il centro per portare al governo un uomo che, facendo politiche di destra, impedisca alla destra di conquistare le poltrone regalandogli in cambio la vittoria politica.”
Da torinese posso dire che l’atteggiamento suddetto non è un’invenzione di D’Alema, ma di Gianni Agnelli, che auspicava un sindaco comunista ed un prefetto democristiano.
Il discorso sarebbe molto lungo, ma alla base di tutto sta secondo me una mancata “laicizzazione” della politica: Non appartenenze idelogiche, sempre più astratte e strumentali, ma che modello di società si vuole.
Su Blair poi ci sarebbe molto da dire, a me personalmente stava abbastanza simpatico, ma bisognava capire il contesto, lui veniva dopo la Tatcher, noi dopo Andreotti. Purtroppo la D’Alema & C. hanno preso una generica “modernità” senza capire gli elementi positivi del New Labor.
Sam Moser
1 luglio 2012 at 17:03
come diceva Sansonetti bisogna ripartire da zero…