Dice che Monti ha salvato la situazione, sconfitto la Merkel e vai che i mercati volano. A leggere i giornali filogovernativi sembra proprio che sia così. Ma se ci si fa un giro nei siti degli economisti, nel blog Keynesblog che li raccoglie o si fanno due chiacchiere con gli “esperti” qui e là, si capisce bene che il vertice dal quale Monti è uscito salvatore della Patria è il vertice dal quale esce salvatore solo del suo governo, che stava traballando. Il che vuol dire che i risultati ottenuti non servono a dare ossigeno all’economia reale, a tamponare la disoccupazione e in definitiva, farci stare tutti un po’ più sereni.
Secondo l’economista Sergio Cesaratto (dal blog di Micromega), l’accordo stipulato prevede che l’European Stability Mechanism che parte a luglio con una dote di 500 miliardi di euro – sarà usato per ricapitalizzare le banche spagnole per sostenere i titoli di stato italiani e spagnoli. Monti se la vende come una gran bella vittoria (sua) ma le risorse sono scarse e soprattutto, chi gliele dà? Gli stessi paesi che sono da sostenere, mentre Grecia e Portogallo hanno ancora bisogno di aiuto, mentre i debiti bancari spagnoli e quelli pubblici italiani gira intorno ai trilioni. Questo non frenerà la speculazione finanziaria più di tanto e per giunta il paese che volesse usufruire degli aiuto dell’Esm deve umiliarsi a sottoscrivere un “memorandum di intesa”, cioè, ordini precisi della Germania su cosa fare, come è accaduto per la Grecia. Obiezione: e la borsa che vola? Fabrizio Goria, su l’Inkiesta scrive che: «non devono illudere i guadagni sul mercato azionario. Nel mondo dei bond governativi, dopo due ore di rally tutto è tornato sulle stesse quote di ieri. Il tasso d’interesse del titolo di Stato decennale italiano è tornato sopra il 6% mentre quello spagnolo a ridosso del 7 per cento».
Insomma, secondo molti economisti tra cui Gustavo Piga che lo scrive nel suo blog personale, l’unico rimedio serio è l’intervento diretto della Bce. E comunque, perché l’ossigeno eventualmente possa alleviare le sofferenze dei paesi messi male – conclude Keynesblog – tutto ciò dovrebbe avvenire «senza condizioni di austerità ad esso incorporate, senza cioè richiedere ai Paesi che vengono eventualmente aiutati dalla Bce un rafforzamento delle politiche di austerità. Sarebbe come dare ad un poveraccio su un cornicione a rischio di caduta dal grattacielo una mano scivolosa: esito disastroso».
Fabio Sabatini
30 giugno 2012 at 18:30
Semmai è gustavo Piga, non Spiga. Fabrizio Goria non è un economista. E comunque sono d’accordo con Sergio Cesaratto e, appunto, Gustavo Piga.