Il voyeurismo invade la Francia:
dopo le olgettine, le “hollandettes”

Daniele Zaccaria Pubblicato da
il 28 giugno 2012.
Pubblicato in Esteri.
Il termine grida vendetta ed è talmente brutto da trasmettere tutta una serie di pulsioni omicide. La stampa italiana lo attribuisce all’autorevole Le Monde, il che è vero solo in parte. Stiamo parlando delle “hollandettes” (le Hollandine), ridicolo nomignolo con cui vengono chiamate le giovani ministre appena nominate dal presidente francese François Hollande, in contrapposizione con le decadute sarkozettes (sic), le donne che cinque anni fa l’ex inquilino dell’Eliseo nominò nel suo esecutivo.

In realtà  il quotidiano transalpino lo ha utilizzato un paio di volte e appena di sfuggita: se si digita la parola sui motori di ricerca del web appare infatti molto più citato dai media italiani che dai loro colleghi d’oltralpe. Non c’è da stupirsi per un circo mediatico ipocrita e pruriginoso come il nostro (basti pensare alla vicenda delle “olgettine”), tanto più che stavolta può coprirsi dietro la foglia di fico della stampa straniera e praticare il suo voyeurismo per interposta persona. E, tra un portfolio fotografico e l’altro (Corriere.it), un’allusione soft core e l’altra, può addirittura permettersi di accusare, come fa Libero (sì, proprio Libero) i nostri cugini di malcelato  “maschilismo”.

Dalla strettissima minigonna di Fleur Pellerin, ministra di origine asiatica per le politiche delle piccole e medie imprese, ai tacchi affilati di Aurelie Filippetti, responsabile della Cultura ed ex militante altermondialista, fino al sorriso smagliante di Najat Vallaud-Belkacem, ministra 34enne per di Diritti delle donne, in pochi, anzi quasi nessuno ha salutato l’irruzione sulla scena francese di politiche giovani e competenti. Macchè: loro sono soltanto le hollandettes, delle graziose appendici del piccolo grande capo, hanno una funzione estetica, un ruolo decorativo, servono ad allungare il brodo primordiale del gossip para-politico e ad alimentare la compiaciuta giostra del pettegolezzo maschile. Molto più in Italia che in Francia.

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