Finalmente non siamo più soli a invocare il “big bang” della politica italiana. Un paio d’anni fa, quando noi de “Gli Altri” abbiamo iniziare a battere su questo tasto, in molti ci hanno guardato con sospetto. “Perché mai un “big bang”? Forse volete allontanarvi dalla sinistra? Siete trasformisti, siete traditori, siete venduti”.
A noi sembrava semplicemente di avere scoperto l’acqua calda. E cioè di esserci accorti – correva l’anno 2010 – che destra e sinistra italiana avevano fallito clamorosamente, che erano rimaste senza idee e senza programmi, che non riuscivano più a produrre pensiero politico e “progetti di società”, che non riuscivano neppure a costruire gruppi dirigenti, e di conseguenza non potevano più essere i pilastri di una nuova politica. Ma se la vecchia destra e la vecchia sinistra non sono più i pilastri della politica, i casi sono due: o si rinuncia alla politica o bisogna ripartire da zero. Noi dicevamo: ripartiamo da zero, cioè realizziamo, appunto, un vero e proprio “big bang”, torniamo a misurarci con le idee, con i grandi valori, con i progetti di società futura, con i principi di fondo (tolleranza, egualitarismo, individualismo, collettività, stato, mercato eccetera) e vediamo se sulla base del pensiero e non delle bandierine lise di una volta, riusciamo a ricostruire dei grandi schieramenti che si affrontino, si combattano, ripropongano il conflitto ma nella modernità e non si limitino a replicare, quasi a recitare, un conflitto che non esiste più. Eravamo però una minoranza piccolissima perché la grande maggioranza era per l’altra soluzione: rinunciare alla politica e sostituire la politica con una specie di cerimoniale del sottopotere, delegando i grandi compiti della politica (governare, produrre idee, distribuire risorse, riformare la società) a poteri esterni, e cioè al potere del mercato e dei padroni del mercato.
Vi dirò la verità: a un certo punto stavamo quasi quasi per crederci che eravamo noi ad essere i pazzi. A forza di sentirci dire che “pensare” è tradire, che scrivere fuori dal pensiero dominante è solo voglia stupida di stupire, e che rinunciare alla distinzione novecentesca tra destra e sinistra vuol dire negare la sacralità della sinistra, ci era venuto il dubbio che avessero ragione gli altri.
Poi è arrivato Monti, è arrivata Fornero, cioè si è realizzato il disegno tecnocratico e di abolizione della politica, e ora non siamo più soli a invocare il “big bang”. Si moltiplicano finalmente le voci e allora noi torniamo a insistere.
E insistendo vorremmo chiarire un punto. Per mettere in moto un processo virtuoso di “big bang” occorre partire da una cosetta piccola piccola: sciogliere il Pd, che è un partito vuoto, privo di prospettive, nato – e dunque geneticamente marcato – da uno schema antichissimo di politica, basato solo sulla suddivisione del sottopotere, sulla cancellazione dei progetti, delle idee, e sull’offerta ai poteri reali (ai poteri forti) di un ceto politico informe e subalterno disposto ad amministrare la sotto-politica e il sottopotere, senza disturbare il manovratore.
Il Pd è stato un tentativo generoso, da parte del vecchio ceto politico ex Pci ed ex democristiano, di mettersi a disposizione della borghesia italiana per provare a trovare un nuovo equilibrio che superasse il berlusconismo e restituisse all’Italia una situazione di moderatismo, di conservazione, e di placido ritorno agli anni Cinquanta. E’ andata male. Monti ha interamente fagogitato lo spazio politico del Pd. Monti è una specie di Pd più bravo.
Bene, il “big bang” ha bisogno che scompaiano i due grandi partiti che hanno dominato in questi vent’anni. Il Pdl è sulla buona strada. Ora il problema è sgomberare il campo dal Pd.
Sam Moser
29 giugno 2012 at 20:41
Concordo con Sansonetti. Il problema e’ che il PD ex PCI+DC non puo’ rinunciare al suo dogma ottocentesco ne’ tantomeno ai fondi pubblici se no la sua burocrazia e la sua mafiosistica e tentacolare presenza di smorfiosi come la mantiene e senza di questa come fa e resistere ed esistere? E’ un problema difficile da sciogliere…una specie di fusione ad autoalimentazione di un mostro che non ha piu’ ragione di esistere.
Vogliamo cio’ che dice Sansonetti. Idee, programmi, progetti, realizzazioni, azioni concrete, mandare al macero decenni di inciuci e burocrazia e pulire la societa’ da tutta questa masnada di approfittatori e ladri legalizzati.
E’ una piovra come tutto il resto il PD e come tale gli vanno talgliati i tentacoli e tolto l’inchiostro…democraticamente, ma va fatto.
Ripartire da zero.
roberto
28 giugno 2012 at 10:15
Non si preoccupi. Il PD si è alleato all’UDC che porta sfiga.
(Esempio elezioni regionali piemontesi Ghigo-Bresso UDC allata a Ghigo vince Bresso. Bresso-Cota, l’UdC passa a Bresso, vince Cota!)
filippo boatti
27 giugno 2012 at 23:07
Al PD non concedo nemmeno di essere stato un tentativo né di essere generoso… glielo concediamo a Berlinguer che pur avendo preso cantonate bestiali, era in buona fede, era onesto ed era di sinistra. Il PD è un errore storico dall’inizio alla fine, e speriamo che finisca presto. Ma non è detto perché interpreta una sottocultura italica dura a morire, un parlamentarismo fine a se stesso, ottocentesco, trasformista, giacobino e senza popolo. E’ più facile che il PD diventi un pezzo della nuova destra piuttosto che scompagia.
filippo boatti
27 giugno 2012 at 23:46
ho dimenticato: e clericale.
claudio
27 giugno 2012 at 21:01
Dopo quello che ha avuto il coraggio di dire la Fornero al wall street journal il Pd dovrebbe sfiduciarla domani mattina stessa…ma non lo farà. Ennesima ragione – e non ce n’era davvero bisogno – per scioglierlo assieme a tutti gli altri partiti (sì perché nemmeno uno di “destra” dovrebbe accettare questo scempio sociale, politico, culturale e giuridico)
Qualcuno spieghi alla Fornero che cos’è la Costituzione e cosa è scritto all’art. 4, ah già sono tecnici e se ne sbattono della Costituzione, altrimenti non sarebbero lì…..)