Sul Corriere della Sera Sergio Rizzo racconta la parentopoli che regna nella Siae con la miriade di benefit e agevolazioni che hanno i suoi dipendenti (soprattuto di vertice). Sul nostro sito avevamo dato notizia della politica di tagli alle pensioni che la Siae stava facendo per mettere a posto i conti. Ve lo riproponiamo, perché le due cose non sono slegate.
***
L’Italia popolo di eroi, santi, poeti, artisti, navigatori. Purché non rompano le scatole, non pretendano riconoscimenti, non abbiano bisogno di mangiare e non si ammalino. Per fortuna dalla lista possiamo depennare alcune categorie: gli eroi che di solito muoiono giovani, i santi in quanto appunto santi e quindi felicemente lontani da certe necessità, i navigatori perché gli armatori ci fanno sapere che non trovano marittimi (curioso, ne risultano 30 mila; ma di questa presunta sparizione parleremo un’altra volta). Restano quindi i poeti e gli artisti. Solo quelli al top delle classifiche dei libri e cd più venduti, però. Perché, vista la crisi della discografia e dell’editoria italiana, se scendono già soltanto di qualche posizione rischiano la fame. E guai ad ammalarsi, proibito invecchiare.
La Siae, che fino alla fine del 2011 elargiva ai soci a partire dai 60 anni uno stratosferico assegno mensile di 615 euro, e aveva un fondo di solidarietà per tutti (indennità giornaliera per ricoveri), ha interrotto i versamenti. Di colpo. Senza neppure avvisare chi li riceveva. Con una delibera che ha valore retroattivo (inaudito), per cui chi aveva maturato il diritto per raggiunta anzianità, si è ritrovato (come nel caso di Tony Pagliuca, ex tastierista de Le Orme e da tempo compositore di musica classica contemporanea, che ha scritto in proposito una lettera aperta a Celentano), a non avere più nulla. Zero. Niet. Ci sarà la possibilità però, per questi Adpd, Aventi Diritto Privati di Diritto, di riscuotere a 65 anni un bel contributo. Certo, ci vuole un po’ di pazienza. E un requisito indispensabile: dimostrare una vera povertà, ovvero non superare gli 8.000 euro l’anno di reddito. Ma a quel punto le virtù della pazienza e dell’indigenza verranno lautamente premiate con un bell’assegno mensile di 116 euro.
Al nuovo regolamento del Fondo di Solidarietà per gli associati, diffuso con un comunicato del commissario straordinario Siae nominato da Monti, Gian Luigi Rondi, gli autori hanno reagito con sbalordimento e indignazione. Duecento di loro hanno già firmato un appello (tra questi Dacia Maraini, Carlo Lizzani, Ettore Scola, Diego Cugia), ci sono riunioni delle varie associazioni, prese di posizioni singole e di piccoli gruppi. Rondi, da parte sua, ha sottolineato come ben prima del suo arrivo le autorità di vigilanza avessero rilevato come le prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà fossero in realtà avulse dalla solidarietà e avessero natura previdenziale. Questione di forma, insomma. Ma intanto i soci, unici ad aver diritto alla “pensione”, per anni si sono visti prelevare automaticamente il 4 per cento dalla Siae. E sia i soci (che sono 1.085) sia gli associati non si sono, logicamente, preoccupati di stipulare assicurazioni private perché sapevano di poter contare sui rimborsi del loro Fondo: quindi ora si trovano, dal punto di vista sanitario, completamente scoperti.
Va a questo punto detto che la distinzione tra soci e associati fino all’anno scorso era netta. Per diventare soci, erano richiesti dei requisiti precisi (per esempio, se parliamo della categoria musica, occorreva aver pubblicato un certo numero di opere a stampa presso un editore musicale), grazie ai quali la qualifica attualmente spetta a 1.085 iscritti. Di questi, circa 500 percepiscono annualmente meno di 20 mila euro di royalties, e la maggior parte di essi (350) è sotto la soglia dei 5.000. Un assegno a 60 anni di 617 euro è davvero troppo? Forse invece di togliere l’assegno di professionalità (anzianità) a tutti, potrebbero ridarlo a questi 500 soci. Anche valutando la loro situazione di anno in anno: se un anno le tue royalties superano un certo tetto non ricevi il contributo, altrimenti sì. Oppure si potrebbero studiare altre formule. Ricordando che nella Cassa Soci ci sono al momento 87 milioni, che non sono esattamente 87 centesimi. Qualunque cosa, eccetto che sospendere erogazioni che non sono soltanto in molti casi indispensabili, ma giuste e dovute. E non possono essere, chissà quando e chissà come, sostituite da un offensivo, indecente e inutile assegno di povertà.
Alberto
27 giugno 2012 at 01:02
Non mi meraviglio piu’ di nulla I casi sono due o sono fuori di testa o ci fanno
Ermanno Capelli
19 febbraio 2012 at 22:02
E’ UNA VERGOGNA e lo direi anche se io non fossi stato toccato da questa CASTA che dà sempre di più ai cosidetti grandi autori a scapito dei piccoli come me. Ma c’è una COSA ANCORA PIU’ VERGOGNOSA che fa la SIAE: Non dà alcuna possibilità agli autori di controllare la veridicità dei propri diritti. Chiaro che di questa VERGOGNA ULTERIORE MA MOLTO PIU’ GRANDE non parleranno0 mai i mostri sacri della musica e cioè I GRANDI AUTORI CHE GUADAGNANO MILIONI DI EURO ALL’ANNO….ma ricordatevi tutti Voi che siete iscritti alla siae che questi milioni di euro che la siae DA’ AI COSIDETTI GRANDI AUTORI sono in gran parte soldi rubati ai cosidetti PICCOLI AUTORI…e qui mi fermo poichè noi piccoli non possiamo certo pagare un PRINCIPE DEL FORO tra l’altro anche ESPERTO DI SIAE affinchè ponga fine a tutte le schifezze che la SIAE ha fatto in passato e all’ignobile soppressione dell’Assegno di Professionalità ai 1.086 soci di cui io FACEVO PARTE: Purtroppo siamo in Italia e non frega un bel niente a QUASI NESSUNO se 1.085 autori che non HANNO SFONDATO ora sono nella merda. Fosse successa una cosa così negli Stati Uniti in 48 ore si sarebbero uniti tutti gli autori: GRANDI E PICCOLI, RICCHI E POVERI e in qualche modo le cose sarebbero tornate a posto….Chiedo scusa…negli USA non sarebbe successo un SOPRUSO COSI’ , un sopruso così era ed è possibile solo in ITALIA, dove i ricchi stanno diventando sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Per concludere Faccio una domanda a tutti i miei colleghi iscritti SIAE:”NON vi siete mai domandati perchè ci sono autori perlomeno discutibili che fanno GRANDI SUCCESSI e guadagnano milioni di euro ed altri autori sicuramente più talentuosi che non riescono mai a fare un VERO SUCCESSO?” Non rispondetemi perchè ve lo dico io che ho frequentato le più grandi case discografiche per 30 anni. Ecco la risposta: I SUCCESSI VENGONO CREATI DALLE CASE DISCOGRAFICHE indipendentemente dalla qualit6à delle canzoni” Cosa sto dicendo?…Sto dicendo che quando una GRANDE CASA e cioè una MAJOR decide di far fare successo a una certa canzone, la canzone fa successo. Cordiali saluti. Teniamoci in contatto, io per il momento devo affrontare un intervento chirurgico e poi si vedrà. Alla luce di questi schifosi fatti non permettete ai vostri figli di fare gli autori di canzoni …a meno che non ABBIANO SANGUE BLU. Ermanno Capelli.
Francesco
17 febbraio 2012 at 23:59
ad un mio “vicino di casa” invalido senza una gamba gli è stata tolta la pensione di invalidità…… Si sta negando quel minimo di umanità che spetta ad ognuno di noi. E’ veramente vergognoso
Pingback: Vicenda S.I.A.E. Gli autori si riuniscono per il rispetto dei loro diritti | Eventi online