I nostri figli viziati a lezione
dai bambini dell’Amazzonia

Laura Eduati Pubblicato da
il 26 giugno 2012.
Pubblicato in Queer.

“Perché i bambini americani sono così viziati?” si chiede Elizabeth Kolbert nel nuovo numero del New Yorker in un lungo articolo che paragona i figli dell’America ricca e middle class con i bambini francesi, molto educati e responsabili a suo dire, e con i piccoli amazzoni peruviani della tribù Matsigenka. Sono proprio questi ultimi a sottolineare gli errori educativi degli occidentali: a tre anni sono capaci di riscaldare il proprio cibo sul fuoco, sanno intagliare rami col machete, ubbidiscono ai genitori senza fiatare e soprattutto senza coercizioni né punizioni severe. I loro coetanei americani, invece, nemmeno a dieci o undici anni partecipano volentieri alle faccende domestiche, pretendono di giocare oziosamente per ore davanti al computer e si ribellano ferocemente quando mamma o papà tentano di ripristinare una qualche disciplina. Per non parlare dei ventenni-trentenni statunitensi: molti di loro, dopo l’università, tornano nella casa dei genitori e vivono come se fossero adolescenti, si svegliano tardi, brontolano se rimbrottati e insomma fanno molto arrabbiare.

I genitori francesi, invece, sembrano naturalmente portati a instillare il senso di responsabilità ai loro figli: non accorrono immediatamente quando il bambino piange e sono sicuri che la frustrazione va imparata fin dall’infanzia per poter affrontare il mondo consapevoli che non tutto sia dovuto. Ma basta davvero diventare più severi per ottenere una progenie matura? Osservando i genitori Matsigenka, gli antropologi hanno notato che questi incoraggiano i loro bambini ad assumersi responsabilità molto presto, accettando che possano correre dei rischi. Lasciare che un bambino possa usare un machete verrebbe immediatamente interpretato, in Occidente, come una palese forma di irresponsabilità genitoriale. E così sembra che padri e madri del nostro mondo (cosiddetto civilizzato) pensino che i loro pargoli non siano in grado nemmeno di allacciarsi le scarpe o rifarsi il letto. Un paradosso, visto che quando invece si tratta di decantare le qualità dei loro figli, non sembrano secondi a nessuno.

E dunque, come vengono educati i bambini Matsigenka? Premiandoli molto quando si rendono utili e autosufficienti, e raccontando loro favole dove le persone pigre e incapaci di eseguire piccole attività alla fine periscono miseramente. Un metodo calvinista che stava alla base dell’educazione dei nostri genitori e dei nostri nonni, e che molti genitori sembrano aver disimparato volontariamente perché la percezione, evidentemente erronea per l’autrice dell’articolo, è quella che soltanto “spalando la neve” sul cammino dei nostri bambini alla fine il cammino sarà più facile e glorioso.

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