Coalizione Udc-Pd-Sel
Vendola, dicci che non è vero

Daniel Rustici Pubblicato da
il 26 giugno 2012.
Pubblicato in Politica.
È stato un corteggiamento lungo ed estenuante: allusioni, ammiccamenti, dinieghi. Ma alla fine il Pd, per bocca del suo segretario Bersani, ha ufficializzato il fidanzamento con Casini e la sua Udc. La formula per celebrare le immineneti nozze elettorali è quella di un “patto tra progressisti e i moderati” ( dove non si capisce chi e dove siano i progressisti) voluto per “governare l’Italia”, naturalmente il tutto in nome della “responsabilità”, dell’”unità nazionale” e altre formule iperpolitichesi quanto vuote.
Ora bisognerà vedere chi si aggregherà a questo ennesimo compromesso storico fuori tempo massimo e subito viene da pensare a cosa faranno quella Sel e quel Vendola che tanto avevano scomesso sullo schema dell’alleanza organica coi democratici e delle primarie. Pare ormai evidente che quel progetto (foto di Vasto, condizionamento a sinistra dell’alleanza se non addirittura premiership di Vendola stesso) sia fuori dalla realtà e che un partito come Sel in una santa alleanza con Casini si troverebbe solo a fare la parte dell’utile idiota che porta voti, senza avere la possibilità di contare per davvero. E a questo punto allora, mi si passi il leninismo, che fare?
Dalla dirigenza dei vendoliani arrivano messaggi contradditori: se da una parte si esprime preoccupazione per un’apertura, quella di Bersani, che non contiene nessun elemento di rottura ed alterità rispetto alle politiche di Monti, dall’altra si ribadisce che Sel non mette pregiudiziali sulle alleanze, preferendo discutere sui contenuti.
Da altre parti, lo fa ad esempio Gilioli sul suo blog, si propone lo scioglimento simultaneo di tutti i partiti a sinistra del Pd per provare a dare vita ad un soggetto in grado di egemonizzare l’area progressista italiana, escludendo un patto coi centristi.
Vendola per ora tentenna, ma la base di Sel preme abbastanza compatta per rifiutare l’opzione dell’osceno mènage à trois con Casini e Bersani, prefendo relgalare loro la giusta intimità che richiede una luna di miele.
Per uscire dall’impasse, forse, basterebbe mettere in pratica le parole che diedero vita all’esperienza di Sinistra Ecologia Libertà, quell’”aprire la partita e non il partito”, quell’iniziare “a fare politica non col risentimento, ma col sentimento”, quel “riconettersi alla nuda vita” che per non diventare slogan vuoti hanno bisogno di concretarsi in un’azione politica limpida che non è fatta di patti col diavolo per la presa del palazzo, ma piuttosto di alleanze dal basso su temi concreti e quotidiani. Se la Sinistra ha voglia di ritornare ad avere un ruolo in questo Paese più che cercare in tutti i modi di avere una qualche poltrona in un governo ultracentrista, dovrebbe provare a dare vita ad un’alleanza di forze nettamente di rottura rispetto al sistema che ha prodotto la crisi, ad una coalizone capace di dire cose chiare su reddito minimo, diritti civili e difesa dei diritti del lavoratori ad esempio. Per fare come Syriza anzi meglio di Syriza, cioè per vincere, ma vincere la partita non il governicchio con l’Udc. Tu che dici, Nichi?
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19 Responses to Coalizione Udc-Pd-Sel
Vendola, dicci che non è vero

  1. Daniel Rustici

    Daniel Rustici

    27 giugno 2012 at 08:35

    @filippo boatti puoi benissmo pensare che la socialdemocrazia sia il migliore dei mondi possibili, ma magari senza dare dell’ignorante, provinciale,ecc a chi non la pensa come te.Se per te l’unico problema della sinistra italiana è l’allineamento a quelle europee è legittimo, ma a a me francamente non pare che nessun partito socialista d’europa stia affrontando alla radice la crisi del capitalismo. Certo, con Hollande c’è stata una svolta a sinistra di ciò che fa riferimento al PSE, ma di quell’aggregazione ricordiamoci che fa parte anche un certo PASOK…
    Comunque ti invito ad uscire dal vezzo di certe suggestioni dialettiche ( “se non vuole fare solo testimonianza”ecc) e a ragionare cocretamente. Tu mi pare proponi di far diventare SEL il partito dell’alternanza prendendo il posto del PD solo spostandosi un attimino a sinistra, io invece penso che all’alternanza si debba contrapporre una proposta d’alternativa e non venirmi a parlare di testimonianza, perchè se ci “sprovincializziamo” un po’ dalla visione eurocentrica e guardiamo ad esempio all’america latina, penso in particolare all’ecuador, vediamo che essere di governo e di alternativa è possibile.

  2. andrea colombo

    27 giugno 2012 at 00:10

    tutto sommato sono abbastanza d’accordo sia con boatti che con rustici, che secondo me dicono più o meno la stessa cosa. uno un po’ più diffidente, l’altro più fiducioso, ma sono particolari

  3. vincenzo di meo

    26 giugno 2012 at 23:24

    VENERDI’ CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA DI NICHI VENDOLA E ANTONIO DI PIETRO

    Roma, 26 giu. (TMNews) – “Costruire l’alternativa per cambiare l’Italia”. I leader di Idv, Antonio Di Pietro, e di Sel, Nichi Vendola, danno appuntamento per presentare la loro iniziativa venerdì 29 giugno, alle 17, nella sala stampa di Montecitorio. Alla conferenza stampa, comunica una nota, parteciperanno anche “altri esponenti politici e istituzionali”.

  4. filippo boatti

    26 giugno 2012 at 21:22

    La conferenza stampa con Di Pietro (l’ennesima) dimostra che Gli Altri l’ha sparata grossa… SEL aveva il dovere e ce l’ha ancora di verificare fino in fondo se può esistere il margine di un alleanza col PD. Perché la prima preoccupazione è di vincere le elezioni non di arrivare secondi e questo fino a oggi (e anche domani ma si spera non dopodomani) si poteva fare solo col PD. Non stiamo mica giocando a chi è più di sinistra e non possiamo rifare l’Arcobaleno 2. A noi interessa più Hollande che Syriza che al momento non ha sbocchi se non di stare in minoranza come quel PCI che Andrea Colombo ha giustamente criticato. Se il PD conferma che va organicamente al centro come è probabile (che è una cosa diversa che scrivere un programma di sinistra e poi allargarlo a Tabacci) è ovvio che non ci possiamo stare. Ma la prima preoccupazione deve essere di far saltare per aria l’alleanza fra PD e UDC. E questo si può fare con l’iniziativa politica e sono convinto che Nichi e Tonino a questo pensano e che ci possono riuscire. Se non ci riescono, si va da soli.

    • Daniel Rustici

      Daniel Rustici

      26 giugno 2012 at 23:31

      Non mi sembra di aver sostenuto che SEL abbia dettò sì all’udc, ma che per ora da quelle parti le risposte sono state ambigue e vedremo se si chiariranno con la conferenza di venerdì. Ad onor del vero SEL ha sostenuto sia Hollande sia Syriza, poi certo tra le due opzioni è chiamata a scegliere perchè sono due alternative diverse.

      • filippo boatti

        26 giugno 2012 at 23:43

        Daniel non credo che la sciatteria giornalistica aiuti la sinistra. Naturalmente fai bene a fare tutte le critiche che ritieni a SEL e molto probabilmente le condividerei tutte. Ma da quale documento, dichiarazione o informazione hai appreso di una coalizione UDC-PD-SEL, sapendo per giunta che SEL ha sempre difeso la necessità di non emarginare IDV? Forse hai pensato che un titolo di questo genere avrebbe aiutato SEL a decidersi, ma guarda che non serve basta parlare con gli elettori e con gli stessi militanti e verificare quando sono incazzati col PD: sempre di più. Poi su Syriza io non penso affatto male, ha fatto bene SEL ha sostenere sia Hollande che Syriza, rimane che il modello dovrebbe essere quello della socialdemocrazia europea.

        • Daniel Rustici

          Daniel Rustici

          27 giugno 2012 at 00:44

          Come dice Colombo, più o meno diciamo le stesse cose: comunque per la cronaca sono iscritto a SEL quindi non ho nessun interesse a screditarla, solo credo sia chiamata ad una scelta di campo e a smetterla con i tentennamenti. Al di là del titolo, che tra l’altro non ho fatto io, in nessuna parte dell’articolo dico che questa sarà la coalizione, ma pavento un’ipotesi che da quel che è dato sapere non è esclusa al 100% ( il famoso non mettere pregiudiziali sulla alleanze). Ecco io credo che qualche pregiudiziale invece vada messa ma vedremo venerdì cosa succederà :)

        • Daniel Rustici

          Daniel Rustici

          27 giugno 2012 at 01:00

          Poi, personalmente, non sono neanche d’accordo che il modello sia quella della socialdemocarzia europea che a me pare più una gabbia, dorata ma pur sempre una gabbia. Sel nasceva come ricerca di un’alternativa, diversa dal comunismo novecentesco,al capitalismo. Ridurre tutto questo ad un appiattimento alla socialdemocrazia classica non mi parrebbe un’operazione molto innovativa…Hollande non mi dispiace, ma è comunque un correttivo di sistema e non esce dal recinto della Bce et similia…è davvero questo il nostro modello ideale? Io credo che si possa e si debba spingersi molto oltre :)

          • filippo boatti

            27 giugno 2012 at 02:16

            Guarda, questa è una grossa cazzata ed è il frutto della beata ignoranza e del provincialismo italiani. L’unico modello stabile che nel secondo novecento si è posto concretamente il tema del superamento del capitalismo è stata la punta avanzata della socialdemocrazia europea. Vai a vedere Brandt, Palme, Polanyi o il nostro Lombardi. Il resto è un oltrismo ipocrita e perbenista che è stata la tomba del PCI (faccio sempre riferimento all’articolo di Colombo) i cui eredi una volta crollato il muro si sono votati direttamente al liberalismo forcaiolo di Scalfari disprezzando il socialismo democratico che invece avrebbero dovuto prendere in considerazione come via d’uscita alla crisi. Certo il socialismo europeo non è nemmeno lontanamente perfetto ed è soggetto a periodiche crisi ma a differenza della provinciale sinistra italiana, che è scomparsa, il PSF, la SPD, il Labour ecc. sono ancora vivi e vegeti e non avendo dimenticato le radici riescono a superare le loro crisi e a rigenerarsi… la differenza è qui e se noi vogliamo uscire dall’anomalia italiana abbiamo bisogno di un modello stabile che possa affrontare i problemi nel tempo e non di affabulazioni superficiali e pseudoreligiose che pongono sempre “oltre” la soluzione dei problemi. Del resto Syriza si porrà presto questi problemi se vuole vincere le prossime elezioni e non restare una opposizione testimoniale.

          • filippo boatti

            27 giugno 2012 at 02:17

            La gabbia dorata è il provincialismo italiano da cui non si vuole uscire.

  5. marco tarantino

    26 giugno 2012 at 20:06

    L’articolo esplicita il timore che, per paura di rompere col PD, SEL venga fagocitata dall’accordo PD – UDC divenendo irrilevante. Am e pare che la scelta di indire una conferenza stampa Venerdi, unita all’intervista fatta oggi da L’Inchiesta (la più esplicita contro il governo e la più dura col PD) vadano nella giusta direzione

  6. Antonio Altieri

    26 giugno 2012 at 19:28

    Ci serve Syriza anche qui e di corsa…ci serve.

  7. raffaele tessitore

    26 giugno 2012 at 17:35

    sono un assessore comunale della provincia di Caserta e credo che l’unica seria strada possibile sia quella di un polo di sinistra. I cittadini chiedono in questo momento scelte chiare e precise,il resto è tatticismo…..

  8. andrea colombo

    26 giugno 2012 at 17:24

    Cmq vedo che Nichi e Di Pietro hanno convocato una cnferenza stampa comune per venerdì pomeriggio. In questo momento può significare solo che quell’ “oscillazione” è stata risolta (come era nell’aria già da sabato) e che Sel e IdV minacceranno la formazione di una lista comune. Però oggi tira una forte aria di accorda sulla legge elettorale proporzionale, tanto che Berlusconi la addirittura già annunciata, e questo rimescoelrebeb di nuovo le carte. Sempre che la facciano davvero e sempre che ce ne sia il tempo e non si voti a ottobre.
    Ciao Marco!! Un abbraccio

  9. Marco Grispigni

    26 giugno 2012 at 17:13

    Andrea ha ragione quando afferma che la rottura radicale e irreversibile con il PD è una scelta complessa per SEL in quanto rimette in discussione l’intera strategia politica del gruppo dirigente. detto questo, è proprio per la rilevanza di una eventuale scelta di rottura (che personalmente auspico) che SEL non puo’ che discuterne prima e verificare l’attendibilità dell’offerta di Casini e della risposta positiva del PD. Il punto resta quello di non rompere non con D’Alema, Veltroni e altri loschi figuri, ma di mantenere un rapporto con quella parte del gruppo dirigente anche locale del PD e con una parte della sua base elettorale che per semplificare sono più in consonanza con Fassina che con Fassino

  10. andrea colombo

    26 giugno 2012 at 16:49

    Secondo me, nella sostanza, Rustici ha ragione. E’ vero che Vendola ha sempre detto no alle continue e pressanti richieste del Pd di mettere l’IdV fuori dall’alleanza (per paura di non poter chiudere l’accordo postelettorale con Casini se ci fosse Di pietro fra le palle). Ma è anche vero che, per come Sel ha impostato sin dall’inizio la propria ragione di esistere, una rottura col Pd è sentita davvero come ultimissima spiaggia. Di qui quella sensazione di oscillamento che giustamente Rustici ha percepito.
    Traduco: Sel non ha mai detto apertamente che se la linea del Pd sarà quella del montismo temperato (e cos’altro sarebbe l’alleanza post elettorale con Casini?) allora è meglio e più trasparente che in campo ci siano due ipotesi distinte: una Bersani-Casini (e non frega se insieme da prima o da dopo il voto) e una con le forze d’alternativa. Ma così rischierebbe di vincere Berlusconi? E che palle co’ sto ricatto!!! Se uno ha questo problema esistenziale va sotto la sede del Pd e li martella perché non proseguano nella catena di errori folli che fanno da quando esistono.

  11. filippo boatti

    26 giugno 2012 at 16:24

    in questi giorni Vendola ha sempre difeso Di Pietro anche quando le ha sparate grosse. non trovo utile che anche Gli Altri si metta a inventare cazzate.

  12. sergio

    26 giugno 2012 at 15:40

    Da quale dichiarazione, da quale frase, da cosa insomma l’autore dell’articolo desume che Vendola tentenna? Non confondiamo le opinioni personali – legittime – con l’informazione.

  13. Franco Maltinti

    26 giugno 2012 at 15:08

    Caro Niki,
    è ora che tu la pianti di perdere tempo e consensi correndo dietro al P.D.
    Devi rimetterti alla testa del progetto originario e costituire una sinistra concorrenziale ed alternativa
    al P.D.
    Tutto il resto sono solo vecchie sceneggiate.