Il Pd si allea con Casini
Bersani rispolvera vecchie alleanze

Andrea Colombo Pubblicato da
il 25 giugno 2012.
Pubblicato in Politica.

Ma a questi ex giovani del Pci oggi attempatissimi piddini cosa gli facevano nelle sezioni di partito? Li lobotomizzavano? Li sottoponevano a irreversibili lavaggi del cervello che ancora oggi li costringono a comportarsi come se non i decenni non fossero trascorsi?

Possibile che di fronte a una crisi come questa, con alle spalle un massacro sociale che dura da trent’anni e sta peggiorando, quando qualsiasi politico non proprio d’accatto avvertirebbe insieme  lo spavento e l’eccitazione per l’obbligo di inventarsi una strada completamente nuova, questi non riescano ad andare oltre l’eterna ed eternamente demenziale litania dell’alleanza tra moderati progressisti?

Era la fissazione di Togliatti ed era sbagliata già allora, ma nel clima della guerra fredda e della conventio ad excludendum se ne poteva comprendere la ratio machiavellica. E’ stata tre decenni dopo la tomba politica di Enrico Berlinguer, e di comprensibile, in quella notte della Repubblica chiamata compromesso storico e unità nazionale, già non c’era più quasi nulla.

Poi sono arrivati i compagnucci della parrocchietta rossa, Massimone e Walterino. Hanno tirato fuori dalle tasche buche una versione farsesca di quella strategia, dando vita a quell’accordo con Cossiga e Mastella che ha sortito due risultati. Uno trascurabile: l’effimera presidenza del consiglio D’Alema. L’altro di portata storica: la consegna dell’Italia a Berlusconi per un decennio. Complimenti, compagni!

Dopo la doppiezza del Migliore, la tragedia dei ’70e la farsa e dei ronzini di razza, il prossimo passo non può che essere il suicidio conclamato. Per non saper né leggere né scrivere né fare politica, il Pd ci sta provando seriamente. Non bastavano il governo Monti, la cancellazione dell’art. 18, il massacro della base sociale del centrosinistra con l’attivo appoggio di chi quella base avrebbe dovuto rappresentare e difendere. Adesso arriva anche l’ideona di stringere subito un patto con Casini da realizzarsi nella pratica parlamentare e di governo subito dopo il voto.

Tanto per moltiplicare ancora l’astensionismo e consegnare il Paese a un Berlusconi redivivo e a un Beppe Grillo che per vincere la corsa deve solo restare fermo e aspettare che Bersani continui a fare tutto da solo.

Giusto per salvare un Pier Casini che, dopo il fallimento del suo progetto centrista, spera solo nell’immancabile soccorso rosso e per proseguire poi, abbracciati, nella ridente china imboccata con Mario Monti ed Elsa Fornero. Una festa.

Almeno si potesse sperare nella retorica dell’anti casta. Macchè! Questi hanno già deciso che, in virtù dei loro successi, i bonzi del politburo debbano restare in Parlamento. Così potremo continuare a goderci D’Alema, Veltroni, Bersani e compagnia geniale.

Si può solo sperare che IdV e Sel si spiccino a mettere in campo un progetto unitario tale da restituire il senno perduto ai piddini oppure a fornire un’alternativa immediata e non ambigua alla loro demenza.

Altrimenti, quando arriverà qualche populista vero a fare piazza pulita con le cattive, e prima o poi succederà, finirà per sembrarci quasi una liberazione. Almeno non dovremo più sopportare le volpi del botteghino.

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15 Responses to Il Pd si allea con Casini
Bersani rispolvera vecchie alleanze

  1. Tepozzino

    26 giugno 2012 at 15:59

    Caro Democratico Indiretto, anzi scusa In Diretto,
    rido per non piangere. Il Pd ha approvato la riforma delle pensioni, si appresta ad approvare quella dell’art. 18, a svendere le aziende pubbliche residue, dopo aver nel ’96 svendute già gran parte. In tema di sicurezza, manco era nato, che Veltroni invocava il primo famigerato decreto sicurezza. Sul piano Europeo non ha mosso un dito in favore della Grecia ma ha anzi appoggiato e tutt’ora appoggia la cessione della residua sovranità in favore di Berlino. Ora, probabilmente, dopo il connubio con Casini cederà pure sul testamento biologico, aborto e divorzio e tu cerchi ancora con la sirena della destra autoritaria di spronarmi al voto utile? Come Bersy col suo compromessino storico mi sembri proprio fuori tempo massimo.

    • rita

      30 giugno 2012 at 07:48

      ancora una volta sono d’accordo,
      aggiungo però la cosa fondamentale, il mio tarlo: il lavoro precario inaugurato e iniziato col pacchetto Treu.
      e lascerei da parte i cosiddetti temi etici che, in quanto tali, non c’azzeccano con alcuna idea di sinistra o destra.
      e il divorzio ti è chiaramente “scappato”: non credo che nessuno mai rimetterà in discussione la legge e che si faranno le barricate per questo argomento che in quarant’anni non ha praticamente mai sollevato polemiche, al massimo ci sarà qualche piccolissimo battibecco sul voler accorciarne o meno i tempi. ciao.

      • Tepozzino

        1 luglio 2012 at 11:54

        Sì il divorzio m’è scappato. A furia di sentire su radio radicale Pannella (che sul piano economico trovo detestabile) m’è uscito in automatico. Quanto a Treu tutto è iniziato di lì. E continua visto che la Finocchiaro ha applaudito all’abolizione dell’articolo 18. Poi quando la base si è inbufalita ha minimizzato affermando che l’art. 18 non è stato abolito…Questi hanno svenduto la propria base elettorale da anni. E continuano a prenderla per il naso.

  2. Democratico In Diretto

    26 giugno 2012 at 14:39

    Caro Tepozzino, rida pure, ma in campo ci sono da una parte questi qua (PD UDC FLI SEL) dall’altra la destra autoritaria di B, Santanché & Sallusti(che stanno tornando a picconare), più la oramai spentina Lega (di nuovo secessionista), più il Movimento Grillology (al quale penso si affiancherà il tribuno del popolo Di Pietro, se lo pigliano…); poi c’è la destra sociale di Storace, Casa Pound e Forza Nuova. Veda un po’ lei da che parte stare. Buona giornata.

    • Antonio Altieri

      26 giugno 2012 at 19:23

      Per farmi due risate (amare) la attendo al prossimo scandalon ( dal greco:pietra d’inciampo). Ovvero ai prossimi Turigliatto e Rossi et voilà, la frittata è fatta, caro Democratico.
      Ma voi la cosa che le ammucchiate senza un programma che non sia la tattica di sopravvivenza a due giorni,non la imparate mai?
      Una strategia di lungo periodo fondata su saldi valori di riferimento? Quella no, eh?

  3. Antonio Altieri

    26 giugno 2012 at 11:44

    Quel che mi lascia più perplesso è vedete un Bersani che si allea con un Casini in una alleanza di ferrivecchi. C’è poi un fatto davvero esilarante: uno degli imprenditori più ricchi, Caltagirone, rilascia, l’altro giorno,una intervista dai toni duri,netti, per certi versi quasi “rivoluzionaria” quando senza mezzi termini, liquida l’Europa merkeliana delle Banche, come una fregnaccia pazzesca.
    Ora, stante che Casini e Caltagirone sono genero e suocero…..ma quei due non si parlano? Non si leggono a vicenda?
    E, colmo dei colmi ( mai avrei creduto di doverlo dire), Caltagirone è molto più coraggioso, nella sua presa di posizione verso questa Europa usuraia, di Bersani e Casini messi insieme.
    Robe da matti.

    • Tepozzino

      26 giugno 2012 at 11:48

      Hai ragione ma il suo è il classico coraggio della disperazione. Da un po’ di tempo si è aperta la caccia al Calta, unico superstite dell’apparato finanziario berlusconiandalemiano.

  4. Tepozzino

    26 giugno 2012 at 11:11

    Le future nozze tra Bersy e Pierfurby sono il disperato tentativo di opporsi all’ondata manettara che sta montando ed entro settembre li travolgerà. Ieri hanno fatto le pubblicazioni e tra un pò celebreranno il matrimonio cercando di svicolare dal rito ambrosiano che incombe.
    P.S. Che il Pd e l’UDC siano i difensori di Istituzioni, Partiti, Sindacati, Costituzione è uno dei colmi più esilaranti degli ultimi anni. Un po’ come Jago è il migliore amico di Otello o Gano di Magonza il paladino più fedele di Carlo Magno.

  5. Democratico In Diretto

    26 giugno 2012 at 10:34

    A rigore di comportamenti e scelte politiche, non solo Renzi (come dice giustamente Casini), ma anche Di Pietro è più a destra dell’UDC. Vendola secondo me è anche lui della combriccola che prospetta l’unione progressisti moderati; infatti vinse le elezioni da governatore solo per la neutralità di Casini, e se le avesse perse addio SEL. Un altro punto è importante: i progressisti, da soli, non vanno mai oltre il 40% nelle elezioni nazionali, senza contare che tenerli tutti assieme è praticamente impossibile. Che deve fare il PD, stare tutta la vita all’opposizione e far governare Cicchitto, Gasparri e Santanché?

    PS: in fondo, la politica italiana si divide tra demolitori e difensori di Istituzioni, Partiti, Sindacati, Costituzione. Lo so che le facce dei ” difensori ” sono spesso indifendibili (non tutte e non sempre), ma detto questo, mi pare non ci siano dubbi sulla scelta di schieramento.

    • Nicola

      27 giugno 2012 at 09:17

      Ma scusa, ma il PD non si era fatto èr unire “progressisti” e “moderati” sotto la stessa bandiera? Eppure dopo pochi anni ci venite a dire che bisogna aprire ai moderati”. Ma non erano giá nel PD? Questa logica porta ad aprirsi perennemente a destra senza mai tenere conto dei contenuti.

  6. andrea colombo

    25 giugno 2012 at 22:28

    Ti capisco riccardo. però mi permetto di segnalarti che nella pratica politica da un paio d’anni le posizioni dell’Idv sono più o meno impeccabili, in particolare per quanto riguarda il lavoro. una sinistra, anzi una politica, non ideologica e non comunista guarda a questo e solo a questo. e siccome questo, cioè i fatti, è da anni del tutto condivisibile penso che IdV e Sel debbano sbrigarsi a dire senza paure e ambiguità che se il Pd continua su questa strada loro andranno alle elezioni insieme e saranno gli elettori a deicdere se preferiscono una coalizione d’alternativa o quella Bersani-Casini

    • filippo boatti

      25 giugno 2012 at 22:47

      Concordo al 100%.

    • Riccardo

      25 giugno 2012 at 23:29

      intanto grazie per l’attenzione e la spiegazione. Io vi osservo e vi ascolto da fuori, nel senso che non appartengo e non mi sento omogeneo a nessuna linea politica di sinistra italiana, ma voglio capire come si forma una idea politica di sinistra e come si comporta nello scenario politico attuale e in una fase economico-sociale così delicata. Lo faccio più volentieri con voi, qui, dentro questo contenitore, che alle kermesse bolognesi. Pensa, sono un convinto lettore del Foglio da sempre e mi trovo perfettamente a mio agio tra le righe dei vostri articoli, l’importante è confrontarsi con idee e pensieri intelligenti. Spero con questo outing di non prendermi delle sberle…

  7. Riccardo

    25 giugno 2012 at 22:10

    Non ho molta pratica con questo giornale, perciò non mi permetto di trarre affrettate conclusioni, ma considerando che finora mi è parso lo specchio di una bella e autentica sinistra non ideologica e non comunista ( qualcosa di sconosciuto a coloro che oggi si sentono di rappresentarla ), questo articolo, per quanto condivisibile nel suo scopo, mi lascia piuttosto perplesso riguardo le alternative di sinistra da proporre prima dell’avvento dell’uomo nero. Se si paventa l’affacciarsi di un populista a fare piazza pulita mi chiedo se l’antidoto va cercato nell’IDV. Mah…!

  8. Riccardo

    25 giugno 2012 at 20:43

    il social-frankismo del PD non è eterno, non vedo nel futuro ma credo che i soldi dei finanzieri frankisti un giorno finiranno e poi voglio vedere se questo popolo di sinistra democratica esiste veramente e non è solo una questione di interesse.