È incredibile, Silvio persevera. Dopo tutto quel popò di casino che ha combinato e incurante del momento di grave crisi dei connazionali si concede il lusso di organizzare ancora delle cene nella dimora di Arcore. Non solo: si permette di invitare chi gli pare e sembra addirittura che provi a divertirsi. Deve essere davvero un momento triste e abulico, quello del giornalismo italiano, se tra le prime notizie dei quotidiani campeggia il redivivo “reportage” dall’harem del Cavaliere.
La grande pietra dello scandalo sarebbe ora il resoconto di Marysthelle Polanco, testimone del processo Ruby, che in un’intervista a Oggi fornisce dettagli che “attizzano” la stampa nostrana. “Le cene continuano, e pure i dopo-cena” strillano i titoli dei principali siti d’informazione. E giù con le sottolineature mezze indignate e mezze divertite sugli usi carnascialeschi delle serate incriminate. Eh sì, perché passi che vai a cena dal presidente (pardon, ex presidente) ma se ti vesti da Ronaldinho o da Obama, da Di Pietro o da D’Alema, te la vai proprio a cercare la censura dei nostri Savonarola.
Sui dubbi gusti del travestimento si potrebbe discettare all’infinito, scervellandosi sul tasso di erotismo che può derivare da certe bizzarre trasfigurazioni. Ma poi la chiacchiera da bar dovrebbe finire lì, lasciando il posto al banalissimo precetto che ognuno è libero di far quel cacchio che gli pare, anche di indossare – poveretta lei – la maschera di D’Alema. E invece il tutto diventa articolo a nove colonne, o materiale per gli inquirenti. Che in Italia è la stessa cosa.
Sam Moser
20 giugno 2012 at 18:02
Sempre utile avere un capro espiatorio o uno specchietto per le allodole per distrarre l’opinione pubblica dalle vere problematiche.
E’ piu’ scandaloso dimenticarsi della famosa seduta spiritca e “Gradoli” di un Prodi o delle altre porcherie che hanno visto la sinistra filo-sovietica avviluppata per decenni che continuare a concentrarsi su Berlusconi. Abbiamo poi visto che tutte queste manovre politiche della magistratura creano solo problemi al paese e sono un flop…da Topolanek in Sardegna, ai voli di Stato per finire appunto ai Bunga Bunga…sono delle cose pazzesche che rasentano le fantasie costruite ad-hoc durante il fascismo ed il nazismo e le sistematiche purghe sovietiche…
Questo tipo di propaganda fa pena. Le persone vanno battute sul campo e con progetti e programmi. Invece oggi nel momento piu’ difficile dal dopoguerra siamo in mano a banksters e golpisti – dopo aver forzato con il ricatto il Berlusca a smammare -. Non abbiamo bisogno di Berlusca ma ci liberi Iddio da tanta schifezza che ruota attorno ad un sistema scandaloso ed anti-democratico se il popolo non ci riesce.