Cara Emma, credo che tu abbia sbagliato, in modo grave, votando a favore dell’arresto di Lusi. E vorrei spiegarti perché lo credo.
Tu dici: non c’è fumus persecutionis. Nel senso che non ci sono elementi per credere che i giudici che hanno chiesto l’arresto di Lusi abbiano qualcosa di particolare contro di lui. Non sono d’accordo. Io credo che un giudice che decide di mandare in prigione qualcuno senza ragione, e senza che esistano le condizioni stabilite dalla legge per l’arresto (come è nel caso Lusi), comunque abbia qualcosa di particolare contro di lui o lei. Arrestare senza motivo è una persecuzione. E quelle 27 mila persone che sono in carcerazione preventiva (o almeno il 90 / 95 per cento di loro lo è in violazione della legge) siano tutte vittime di altrettante persecuzioni. Il fatto che una parlamentare come te non possa fare niente di specifico per interrompere quelle persecuzioni non mi pare che tolga nulla al fatto che nel caso di Lusi, invece, si poteva fare qualcosa.
Tu dici: l’aula del Senato non è un tribunale e non deve “giudicare” Lusi. Emma, tu, votando a favore dell’arresto, hai giudicato Lusi. Tu hai permesso che fosse arrestato senza motivo, cedendo alla prepotenza dei giudici. Tu hai emesso una sentenza e Lusi ha iniziato a scontare la pena in conseguenza di quella sentenza.
Tu dici: deve cessare l’ipocrisia di chi si commuove per l’arresto di Lusi e se ne sbatte degli altri 27.000 in carcere preventivo. Sono d’accordo: la soluzione però non è quella di sbattersene anche di Lusi.
Tu sei alla testa di tante battaglie, insieme a Marco Pannella e ad altri compagni radicali, per denunciare l’illegalità delle carceri italiane, e per chiedere che questa illegalità sia almeno in parte superata, o comunque ne siano alleviate le conseguenze con l’amnistia e l’indulto. Favorendo l’arresto illegale di Lusi si aumenta, non si diminuisce l’illegalità.
Emma, io credo che la magistratura, con le sue recenti e continue richieste di arresto dei parlamentari, voglia semplicemente portare a casa un risultato simbolico importantissimo a favore del carcere preventivo. Perché? Perché oggi la magistratura lavora (cioè svolge le indagini) con tre soli strumenti: le intercettazioni telefoniche (spesso indirizzate allo scopo…), i pentiti (spesso indirizzati allo scopo…) e il carcere preventivo, usato come strumento di pressione fisico e sostanzialmente di tortura.
Io so che nel Settecento si decise di abolire la tortura e di dichiararla illegale, in Francia, perché si stabilì che era un “anticipo di pena” e che non si potevano mescolare strumenti di indagine e strumenti di pena. Nel Settecento erano più avanti di noi. Non credo, Emma, che tu abbia molti dubbi sul motivo per il quale è stato chiesto l’arresto di Lusi: per farlo “cantare”. Non capisco, con tutto il bene che ti voglio, perché tu abbia votato per questo obbrobrio.
Con stima e affetto, Piero Sansonetti
Antonio Altieri
22 giugno 2012 at 11:01
Stanno per levarti pure le mutande e tu ancora parli di rimborsi elettorali? Onleon, non hai capito una mazza di quello che sta accadendo
Auguri.
Grazia Zia
22 giugno 2012 at 09:47
Che delusione, la Bonino. Grande delusione. Sono d’accordo con Sansonetti. Veramente non si capisce come abbia potuto votare per questo obbrobrio: è una cosa quasi “contro natura”….
onleon
21 giugno 2012 at 22:38
Mi pare che tutto il PD ha votato a favore dell’arresto di Lusi e anche abbiano commentato nelle varie interviste. Non che cambi l’opinione pubblica verso l’anti politica ma una volta che ne buttano dentro uno ”dovete spiluccare” sul discorso della Bonino? …ma per piacere…elogiate invece il PD che fa pulizia!! E criticateli invece per la Margherita di cui è restato solo il nome per incassare i vergognosi rimborsi elettorali.
Prima ”trasparenza” poi ”sinistra”
Saluti e buon lavoro.
Tepozzino
21 giugno 2012 at 15:39
E’ chiaro che l’arresto è una persecuzione. Ma se una punta al Quirinale che fa? Si mette in rotta di collisione con la magistratura? ‘Ste cose le po’ fa’ Pannella o la Bernardini. Mica le poteva fa’ Emma che zitta zitta ha col suo discorsetto ha iniziato la sua campagna elettorale per succedere a Re Giorgio.