Il caso di Sonia Topazio
I precari cedono al moralismo

Angela Azzaro Pubblicato da
il 18 giugno 2012.
Pubblicato in Diritti.

Laureata in Storia e critica del cinema con pieni voti. Attrice, giornalista, scrittrice. Da dieci anni Sonia Topazio è il capoufficio stampa dell’Istituto di geofisica e vulcanologia. Ma ora, dopo tanto tempo e dopo le polemiche sulla nomina del neodirettore, Massimo Ghilardi, amico di Gelmini, finisce nell’occhio del ciclone messa sotto accusa dai precari dell’istituto: Sonia Topazio sarebbe stata raccomandata. Ma la vera colpa è un’altra: l’essere stata una sex symbol, un’attrice che ha lavorato con Tinto Brass, posato per Playboy e collaborato con la rivista d’erotismo Blue.

Conta poco se in questi dieci anni ha fatto bene il suo mestiere, se ha il curriculum adatto (collabora anche con il Messagero scrivendo articoli scientifici). No, ciò che non va bene è il fatto di non avere l’immagine giusta, una sessualità normata ad uso e costumo di questo ritorno di moralismo.

Al Fatto quotidiano che le chiede di rispondere agli attacchi dei precari (che intanto su Fb stanno spammando le immagini porno) risponde che sì è vero, è stata appoggiata da un politico, ma come tutti quelli che sono lì.

Ma il punto secondo noi è nell’uso che viene fatto del suo passato da protagonista dell’immaginario erotico e o porno. È questo che non le si perdona. Ma quale sarebbe la colpa? Coloro che stanno facendo questa campagna denigratoria e squallida dovrebbero spiegarci che male c’è a fare film porno o erotici. I diritti, quelli che giustamente i 400 precari dell’Istituto chiedono, non si conquistano con norme talebane né mettendosi contro il diritto di qualcun altro. Così si costruisce una società peggiore per tutti.

Resta da fare la domanda: come mai ora questo attacco? Ci viene il dubbio che davvero i tempi siano cambiati e che a forza di avere creato un clima di caccia alle streghe possa legittimare chiunque a denigrare, sputtanare, prendersela  con le donne che non sono, secondo loro, perbene.

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16 Responses to Il caso di Sonia Topazio
I precari cedono al moralismo

  1. rita

    23 giugno 2012 at 17:35

    leggo e riporto quanto avrebbe tra le altre cose detto la Topazio: “In un momento in cui non ci sono concorsi, se ti chiudono tutte le porte e con una laurea in lettere non vai da nessuna parte, il minimo che puoi fare è capire dove c’è bisogno di personale e cercare qualcuno che ti segnali”.
    Oh ragazzi, “questa” cosa avrebbe fatto girare abbastanza vorticosamente le palle anche a me, soprattutto per la solita mentalità che rivela, sicuramente non il passato di attrice più o meno hard di Topazio (bel cognome).

  2. rita

    23 giugno 2012 at 11:45

    anche questa volta sono d’accordissimo con lo spirito che anima questi tuoi articoli contro il moralismo, cara Angela Azzaro, al 100%.
    però su una questione non sono d’accordo: non condivido l’idea di base che fa chiedere “che male c’è” a fare, in questo caso, film porno o erotici. Perchè non è che debba andarci sempre bene tutto pur di non fare la parte dei moralisti.
    il moralista per me è colui che giudica la persona col disprezzo, che la addita, che la vorrebbe discriminare, che assume atteggiamenti paternalistici, ma non è che bisogna sempre abbracciare qualsiasi tipo di comportamento.
    E difatti non lo si abbraccia se è vero, a occhio e croce, che ad esempio nessun genitore propone ai propri figli e sullo stesso piano la prospettiva futura di fare l’operaio metalmeccanico o l’astrofisico o il porno-attore.

  3. lukwe

    21 giugno 2012 at 16:36

    Stimatissima e preparata giornalista ?!?

    a me risulta che sia almeno dal 2009 che internamente all’INGV, l’ufficio stampa non se lo fuma nessuno; a parte forse come fonte inesauribile di sghignazzate tra colleghi, più che per i filmetti per la reiterata incapacità di produrre anche solo una mail di 3-4 righe senza svarioni lessicali, errori ortografici, citazioni a casaccio, link sbagliati.

    La cosa incredibile è come in italia casi simili succedano, vengano pubblicamente discussi, e poi non succeda mai nulla.

    Indagare giornalisticamente sui tanto millantati titoli sicuramente non riserverebbe ulteriori sorprese!

  4. Un segnalatore

    20 giugno 2012 at 16:59

    I precari dell’INGV sono allibiti di fronte alle dichiarazioni del Capo Ufficio Stampa dell’INGV (Sonia Topazio), apparse recentemente sui maggiori quotidiani nazionali, in quanto le accuse che li riguardano sono infondate ed offensive.
    I precari di questo Istituto hanno acquisito titoli di studio specifici, competenze e credibilità all’estero come testimoniato dalle numerose pubblicazioni scientifiche sulle migliori riviste internazionali. Tali professionalità contribuiscono a portare avanti l’eccellenza della ricerca geofisica italiana nel mondo.
    Ci sembra inopportuno e surreale che sia dato spazio sui giornali a notizie pseudo scandalistiche quando ci sono 400 persone che da anni sono in lotta per il mantenimento del proprio posto di lavoro, come testimoniato tra l’altro dai contenuti di questo blog.
    http://precariatingv.wordpress.com/

  5. Sonia Cincinelli

    20 giugno 2012 at 13:28

    Sono un’amica di Sonia Topazio. L’ho conosciuta ad una rassegna femminista di poesia qualche anno fa a Nettuno. Presentavamo insieme un reading di liriche per l’8 marzo. Da allora ho potuto apprezzarne le doti umane oltre che quelle di poetessa, scrittrice, giornalista. Questo attacco ad alzo zero nei suoi confronti mi intristisce non tanto per lei (che sa e può difendersi da sola come ha già dato modo) ma per lo stato dell’informazione in Italia. In cui lo “sputtanamento” (ed uso le virgolette non a caso) è diventato un metodo di pseudogiornalismo che ha fatto breccia anche a sinistra. Purtroppo

  6. susanna schimperna

    19 giugno 2012 at 16:10

    Le segnalazioni e le raccomandazioni sono insopportabili, hanno un costo – sociale e non – enorme, quindi su questo punto Sonia fa malissimo a vantarsi, e ancora peggio a fare il gioco dell’ “anche voi”, del “come tutti”.
    Ma gli attacchi a lei in quanto ex attrice per tinto brass e modella per saudelli sono disgustosi. Dite che c’entra il moralismo? E se invece fosse un alibi? Per tirare fuori invidie, frustrazioni, antipatie personali. Il problema è che se si tratta di alibi, di pretesto, purtroppo funziona. Molti lo colgono al volo, per vomitare e ancora vomitare di tutto.
    D’altra parte vi invito a dare un’occhiata ai commenti su youtube sotto i video più diversi. Il sesso è usato per essere violenti e insultare. E’ ancora roba “sporca”, facciamocene una ragione.
    Ps Una persona come Franco Valobra, che chiunque, dico chiunque abbia conosciuto venerava, letteralmente (Sciascia disse che era il più lucido intellettuale italiano, tanto per dirne uno…), venne massacrato perché scriveva su Playmen. Era un alibi: la sua cultura, la sua ironia e la sua mente strepitosa, messi al servizio di una grande libertà mentale, infastidivano e facevano anche paura, quindi dovevano metterlo a tacere (e con questo non dico che Sonia Topazio faccia paura: era per ricordare quanto sia facile, ancora, non solo aggredire e sbeffeggiare, ma emarginare qualcuno sulla base di quello che dice, pensa o fa a livello sessuale. se il tutto non è nel segreto delle camere da letto, ovviamente).

  7. Maurizio

    19 giugno 2012 at 10:02

    Mah, premesso che del passato della signora non mi importa niente, credo che la rabbia dei 400 precari dell’Ingv derivi dal fatto che forse il loro di curriculum era più adatto a ricoprire quel ruolo, che la signora in questione ha avuto perché amica di qualche politicante. Sentirsi poi anche dire che “non si è buoni a niente” ti fa anche girare un po’ i cosiddetti. Ricordate inoltre che questo caso viene fuori dopo che è stato nominato direttore dell’Ingv un tizio laureato in scienze motorie, non proprio un curriculum adatto a chi deve presiedere un ente di ricerca scientifica come quello. Vi scandalizzate giustamente per i banchieri in Rai, mi scandalizzerei anche quando ci sono persone con curricula non proprio adatti in altri enti. E questo al di là della vita privata e artistica delle persone in questione.

    • gli Altri Online

      gli Altri Online

      19 giugno 2012 at 11:19

      Continuiamo a ricevere comunicazioni opposte: in moltissimi ci dicono che Topazio è bravissima e molto preparata.
      Nessuno, in fondo, ha mai smentito questo dato.

  8. andrea colombo

    18 giugno 2012 at 21:14

    Per una volta sono meno in disaccordo del solito con Angela. Questa Sonia Topazio sarà pure stata raccomandata, il che non è commendevole, ma non è certo l’unica. Il cinema italiano è pieno di nomi che non hanno avuto bisogno di raccomandazioni perché i loro genitori erano stelle di prima grandezza e così lavorano anche se sono pippe nerissime (e di solito lo sono). Idem nel giornalismo e temo un po’ ovunque. Quindi prima di fare la morale ci penserei dieci volte. Quel che conta è come fa il suo lavoro e se lo fa bene. Che sia stata una pornoattrice, poi, conta zero comunque.

    • Francesco Pennesi

      19 giugno 2012 at 02:09

      Secondo me è ininfluente sia la sua precedente carriera artistica sia la qualità del suo lavoro. Il suo passato da attrice mi è indifferente perché totalmente scollegato con la carica che ricopre attualmente, la qualità del suo lavoro perché lei stessa ha platealmente ammesso di averlo ricevuto grazie a delle raccomandazioni. Ergo: la Topazio non è perseguitata. E’ soltanto un’altra raccomandata di cui alcuni giornalisti bigotti hanno messo in risalto il suo passato da attrice hard invece che la sua raccomandazione.

      Ottenere un lavoro tramite il nepotismo o la raccomandazione è sempre ingiusto, a prescindere da quanto sia bravo/a il raccomandato.

  9. Roberta

    18 giugno 2012 at 19:51

    no scusate, fatemi capire; il fatto d’aver girato filmini porno diventa quindi una scusante per essere stata raccomandata???
    altroché moralismo, altroché libertà sessuale.
    la raccomandazione è un cancro di questo paese, in questo modo si scavalcano le persone preparate per prediligere gli amici o le amiche, ed il risultato è un paese allo sfascio.

    • Marco Tarantino

      18 giugno 2012 at 20:37

      Nessuno giustifica le raccomandazioni. Quello che non è accettabile è che la sig.ra Topazio venga messa alla berlina non per il fatto che è raccomandata, ma per il passato professionale. L’uso di immagini relative alla sua occupazione precedente sposta di fatto il punto, raffigurandola come inadatta soprattutto per i suoi trascorsi. E questo è inaccettabile e in linea col moralismo insopportabile di questi tempi.

  10. francesco

    18 giugno 2012 at 19:10

    Questa volta non sono d’accordo. E’ verissimo che la carriera da attrice porno di Sonia Topazio è totalmente ininfluente per la carica che ricopre, ed è assurdo che il fatto quotidiano intitoli l’articolo “Miss Topazio, dai set porno ai terremoto”. Accostare il passato (ripeto ininfluente) da attrice porno con il suo attuale incarico è bigotto e totalmente senza senso. Del resto avete giustamente sottolineato più volte come la società italiana (e certa sinistra) sta diventando progressivamente sempre più bigotta e maschilista.
    Però in questo caso l’inchiesta si basava ANCHE e SOPRATTUTTO sul fatto che la Topazio ammette platealmente al giornalista del fatto di essere stata raccomandata. Non solo non cerca di giustificarsi, ma utilizza la tristissima e conosciutissima scusa del “così fan tutti”.
    Queste le finissime parole utilizzate dalla stessa: “Vi dico il nome del politico che mi ha raccomandata se mi dite chi sono i precari che tentano di ancora di screditarmi tirando fuori il mio passato osé. La loro è solo invidia, ma non sono diversi, sono messi lì dai baroni universitari. La differenza è che io ho un grande passato e posso riciclarmi, loro fuori dall’istituto non contano un cazzo”.
    Quindi in questo caso non mi sembra si tratti di persecuzione maschilista,e se anche ci sono dei precari che si indignano per i motivi sbagliati (il suo passato hard), ci saranno altri (spero la maggioranza) che si indigna per motivi giustissimi (il fatto che sia stata raccomandata).

    • gli Altri Online

      gli Altri Online

      18 giugno 2012 at 19:22

      caro Francesco, certo, il passaggio sulle raccomandazioni non è né edificante né (con ogni probabilità) veritiero (i precari sono centinaia, e non si può generalizzare).
      Ma spostare l’attenzione sulla carriera artistica di Topazio è un modo subdolo e bacchettone (e spargimerda) di raccontare la vicenda, drammatica, dei contratti atipici.
      A che pro? Se non quello, tipico del Fatto e di certa politica sinistra, di appellarsi alla “morale” per far passare una bizzarra idea di legalità.

  11. gli Altri Online

    gli Altri Online

    18 giugno 2012 at 19:06

    E voi vi chiederete: lo stigma proverrà da ambienti cattolicissimi, prolife alla cerca di rilancio, opinionisti della reazione o fogli conservatori e manettari… macché. All’origine dello “sconvolgente scoop” c’è Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale del Partito dei Comunisti Italiani.
    Ecco il comunicato:
    “Dopo la nomina di un professore di ginnastica a direttore generale, oggi si scopre che il capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Sonia Topazio, è un’ex attrice erotica ‘raccomandata’ da un politico, alla faccia dei 400 precari. Tutto questo mentre l’Emilia Romagna cerca di superare la tragedia del terremoto. Siamo proprio un Paese ingiusto, dove nani e ballerine la fanno da padroni”.

  12. Elena Bibolotti

    Elena Bibolotti

    18 giugno 2012 at 18:21

    Quelli de “Il Fatto” dovrebbero stare zitti visto che nemmeno rispondono con lettere di default a e mail garbate in cui si domanda di prendere visione dei Curriculum. C’è un muro altissimo tra la redazione di quel giornale, e che da un anno non compro più, e i “precari”. Come sempre la pagliuzza negli occhi degli altri è più evidente, e vorrei proprio vedere in quanti, lì dentro, sono stati assunti per vie tradizionali. Tolto il sassolino, direi che gli anni passano ma la donna rimane “puttana” e l’uomo “puttaniere” ma con accezione positiva, per carità, applaudito da tutti, chiaramente. Mi dispiace per la Signora che, visto il suo curriculum ha tutto il diritto di ricoprire quel ruolo e, per quanto possa contare, ha tutta la mia solidarietà.