Stai dalla parte degli animali?
Per Left sei fascista

Pubblicato da
il 12 giugno 2012.
Pubblicato in Diritti.

Secondo Antonio Musella, che ha scritto un articolo su Left (23) del 9 Giugno, l’animalismo è nero. E sarebbe nero, l’animalismo, perché l’amore per gli animali unisce losche figure militanti di organizzazioni xenofobe come Forza nuova (100% animalisti è il nome dell’organizzazione animalista a cui piace dirsi così, per gioco ed ignoranza, “fascista”), ad altrettanto losche figure, come l’onorevole Michela Brambilla, che sembra diventata l’angelo custode dei mammiferi. Bene, bravo Musella. Un fenomeno diventa “nero” perché ci sono degli individui che pensano di rappresentarlo degnamente. Sarebbe come dire che ogni movimento rivoluzionario è da respingere perché a Cuba si è finiti in dittatura.

Facciamo ordine nel disordine mentale di Musella, e cominciamo da un dato ovvio: l’amore per gli animali non è un fatto politico. Non solo, non è neanche animalismo. La Brambilla, e i sedicenti ragazzotti fascisti, sono uniti da un genuino, e talvolta apprezzabile, ripudio di certa violenza ingiustificata sugli animali non umani. Venendo a Green Hill, che lo stesso Musella cita, ci troviamo dinnanzi ad una crudeltà nei confronti di un animale che consideriamo sacro in Italia – il cane – e assistiamo ad una caccia al voto, forse anche animata da sinceri principi, della Brambilla e ad un’esposizione di camice nere e volgarità da parte dei fascisti che non sarebbero andati bene a Mussolini neanche per pulire i cessi del Senato. Non è che l’animalismo sia nero, caro Musella, è che quello che lei descrive non è animalismo: è amore per gli animali (alcuni animali, per altro) sbandierato da soggetti poco raccomandabili. Che poi, in fondo, bastava chiamare l’articolo su “Left” – “certo animalismo è nero” – e io avrei evitato di risponderle. Possiamo avere pedofili che fanno attraversare le vecchiette sulla strada, assassini che si fermano al rosso ed evasori fiscali che fanno beneficenza: ma questi non sono “bravi cittadini neri” – non sono proprio bravi cittadini.

L’animalismo non è un generico amore per certi animali tant’è, caro Musella, che come tanti movimenti di critica sociale ha le sue radici nella filosofia ed è parte integrante di un progetto più ampio, l’antispecismo. Spiegata “for dummies”, la questione dell’animalismo che poi è, invero, la questione dell’animale, concentra il suo mordente sul rifiuto di ogni discriminazione. Un simpatico signore australiano, che oggi è professore emerito a Princeton (quel posto in cui stava Einstein, ha presente Musella?), di nome Peter Singer, ha definito l’animalismo sulla base del femminismo, della rivendicazione dei diritti dei neri, della lotta all’antisemitismo – ovvero – in netta continuità ad un processo di evoluzione morale della specie Homo Sapiens che respinge il male istituzionalizzato nei confronti di certi individui, in grado di soffrire e di costruire proprie realtà e relazioni, solo perché diversi per certe caratteristiche: razza, sesso, orientamento sessuale … specie. Il vero problema, e non riguarda solo pessimi articoli come quello uscito per “Left”, è che tutti si riempiono la bocca di paroloni, di critiche e di sprezzanti analisi di faccende complesse che, purtroppo, non sanno manco dove stiano di casa. Non si preoccupi Musella, perché la mia critica riguarda anche i ragazzi del muretto fascista, e la signora dei circoli inesistenti della libertà. Se la Brambilla avesse fatto lo sforzo di leggere Singer, di documentarsi sull’evoluzione del dibattito filosofico che ha caratterizzato l’antispecismo, avrebbe fatto il piacere di non definirsi “animalista” ma, “amante degli animali” – e dei nani autoritari, probabilmente.

L’animalismo è politico per sua stessa natura, perché in continuità con lotte che hanno caratterizzato i movimenti emancipatori umani e perché, chiedere una società senza sfruttamento animale, significa rivoluzionarne l’assetto – se mancano le risorse che prendiamo dagli animali, tutto va ripensato. Non solo, se l’animalismo è antispecismo, ed è dunque un’opposizione ad ogni discriminazione, la Brambilla e i fascisti de noantri, si escludono da soli. Immaginiamo, per amore degli esperimenti mentali, che un partito seriamente animalista vada in parlamento. Cosa crede, Musella, che potremmo votare con la Brambilla il finanziamento delle guerre umanitarie o il respingimento dei barconi di Lampedusa? Quando si dice che l’animalismo e la destra sono agli antipodi si intende questo: può anche esistere qualcuno di destra che ami gli animali, ma è il suo stesso essere di destra che gli impedisce di essere antispecista. Leggere di animalismi neri è come ascoltare qualcuno di nostra conoscenza parlare di toghe rosse… ma mica sarà berlusconiano lei, Musella?

Be Sociable, Share!
Puoi seguire gli aggiornamenti di questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Both comments and pings are currently closed.

7 Responses to Stai dalla parte degli animali?
Per Left sei fascista

  1. Isabella-vegan-abolizionista-antispecista

    23 giugno 2012 at 16:09

    pienamente d’accordo con te, l’ha scritto con i piedi quell’articolo.

  2. Serena - diecimici

    14 giugno 2012 at 20:52

    Musellasi é fatto scrivere il testo da Guttalax Togni, le parole “duro e puro” nei confronti di Paolo Mocavero sono sue. E infatti ha scritto le boiate che in genere scrivono i “circenzi”. A noi ce rimbalza

  3. raffaele

    14 giugno 2012 at 13:21

    il cucciolismo è di destra? ahahahah bella questa… il cucciolismo è il primo gradino verso la consapevolezza, bisogna aiutare questa gente a fare il secondo gradino (magari a non mangiar il coniglio e a non comprar pellice), poi il terzo… Scusa il comunista che prepara la salsiccia felice alla sua bella festa cos’è allora? ahahahah

  4. raffaele

    14 giugno 2012 at 12:58

    ho scritto anche Musella chiedendo di rivedere complemente l’articolo. Lui non è assolutamente informato dei fatti, a cominciare dal titolo della manifestazione di cui parla tanto per dirne una. Occupy è il gruppuscolo del posto che ha organizzato. Non ci son stati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, quetso è banale basta guardare i video che girano. Bastava far questo. Ha mischiato Nar, Brambilla etc. con greenhill ma si rendo conto di quel che scrive? La protesta a Montechiari è di stampo autonomo, altro che fascista. Invito tutti a leggere il sito del coordinamento fermare greenhill. Molti di noi proveniamo dalle file della sinistra, ma non del PD-PDL-Pdfrb-pcfrt-pcdgsh. E comunque caro Leonardo anche la sinistra ha votato per le famose missioni pace, c’è stato un tizio “turigliatto” (?) che ha votato contro, ed è stato espulso… da quel momento non voto più quel partito e nessun altro.

  5. mario

    13 giugno 2012 at 17:21

    Musella non distingue gli animalisti dai cucciolisti. il cucciolista, a differenza dell’animalista, considera degno di protezione e rispetto solo l’animale cuccioloso e carino, capace di non sfigurare in un salotto ben ammobiliato e che sa stare al suo posto. il resto è cibo.
    In effetti, il cucciolista è di destra.

  6. Camilla

    12 giugno 2012 at 18:33

    Eccellente commento!!

  7. Pingback: L’animalismo non è nero | Leonardo Caffo