Scontro tra le Iene e Barbareschi
E il Fatto chiede l’arresto

Angela Azzaro Pubblicato da
il 11 giugno 2012.
Pubblicato in Politica.

Il direttore del Fatto, Antonio Padellaro

La nuova vittima delle Iene si chiama Luca Barbareschi. Stamattina Filippo Roma e Marco Occhipinti sono andati agli studi di via Monti Tiburtini, dove sta girando il film Mi fido di te, e hanno provato a fargli qualche domanda. Le intenzioni erano quelle di chiedergli conto della sua assenza dal Parlamento e dei finanziamenti Rai.È bastata una battuta sulla Cina, dove il regista andrà a proseguire le riprese del film, per fare scattare la sua rabbia. Li avrebbe spintonati e picchiati, avrebbe rotto la telecamera e rubato il cellulare di Filippo Roma. Le Iene hanno chiamato i carabinieri che hanno chiesto a Barbareschi di restituire il cellulare. Lui non lo ha fatto ed è scattata la denuncia di furto.

Le domande che probabilmente Le Iene avrebbero fatto sono legittime. Quello che non è più tollerabile è il modo in cui le fanno. Lo abbiamo chiamato altre volte giornalismo stalking: un modo di fare informazione che perseguita la persona, non racconta nulla e fa solo scandalo. Come questa volta. Il caso del furto dell’iphone non solo non aggiunge nulla a quanto sappiamo e non risolve il problema dei doppi incarichi dei parlamentari, ma impedisce di affrontare seriamente questo problema. Diciamo che le Iene, questo modo di fare giornalismo, è speculare a quel modo di stare in Parlamento. Sono le due facce della stessa medaglia.

Il legalitarismo delle Iene, il loro comportarsi come dei Savonarola, ha trovato anche questa volta una sponda nella redazione del Fatto quotidiano. Correte a leggerlo prima che sia troppo tardi. A titoli cubitali protestano perché Barbareschi non è stato subito arrestato per il furto dell’iphone. Lo trattano come un mafioso, come un omicida. Allucinante. Preoccupante. Se si continua così chiederanno che si venga messi dentro per flagranza di reato anche per il furto di una mela. Fermiamoli prima che sia troppo tardi.

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34 Responses to Scontro tra le Iene e Barbareschi
E il Fatto chiede l’arresto

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  2. Freddie

    12 giugno 2012 at 20:56

    X ALTIERI E TARANTINO

    Il vostro fine ragionamento invece é questo: un giornalista viene a farti delle domande e tu (parlamentare oltretutto) lo prendi a calci e pugni, gli distruggi la telecamera, gli rubi l’I-Pod e la polizia non deve fare niente, neppure perquisirlo, perchè il prepotente di turno non deve “subire i sorprusi delle forze dell’ordine” ??????

    Ma fateve curareeeeeeeeeeeeeeeeeee

    • Marco Tarantino

      13 giugno 2012 at 00:14

      Io contesto la premessa: le iene non vanno a fare domande, tampinano il malcapitato di turno che non ha il diritto di rifiutare un’intervista, sono pressanti e maleducate. Io non difendo Barbareschi in quanto è lui, ma lo farei per chiunque sottoposto a queste forme di violenza soft.

  3. giulio

    12 giugno 2012 at 20:53

    Possibile non si possa dire che le iene fanno interviste a tradimento e domande trabocchetto? Non abbiamo visto il servizio, e questo è importante, ma tutta l’Italia conosce il loro stile, impeccabile quando stanano delinquenti, di parte quanto attaccano persone non di sinistra, e attenzione, tutti quelli che non leccano il sedere al pd o a sel vengono trattati così non solo le persone di destra, e così come vediamo la carlucci e barbareschi reagire male e incazzarsi, e tante anime pie anche qui si indignano per questo anche se è palese l’intenzione di sputtanare pubblicamente le persone, così nessuno si indigna quando vanno da rutelli e dicono, ma questo lusi cosa ha fatto? Quando anche i bambini capiscono che se a un tesoriere viene concesso di comprare quello che vuole sarà perchè i politicanti di sinistra attingono a piene mani dai nostri soldi? Come per altro la loro cultura (e tutte le poltrone che hanno in mano pagate lautamente da noi, come e peggio di quelli di destra) dimostra? Invece no, domandine caute, simpatiche, famose na risata onorè. Molti sono figli di ricconi o di gente che conta, altri fanno solo inchieste, giuste e dure quanto basta, ma con i politici diventano di parte, però non si può dire, e qualcuno approfitta, in modo ridicolo e da veri e propri smidollati, gridando che, poverino, gli ha preso l’iphone, ma nessuno è andato da fini a chiedere perchè la madre della tulliani ha preso 1,5 MILIONI di euro dei nostri soldi per una fiction di cui al momento mi sfugge il nome, ma avrete già capito perchè, chi va contro quel cattivone è intoccabile, anzi, incoraggiamolo, ma adesso che il berlusca perchè non fanno un servizietto al veleno sul caso penati? A voi la risposta.

  4. Marco

    12 giugno 2012 at 19:51

    Certo che se questa testata viene considerata dai navigatori al 392,548 posto tra i siti web in generale e al 7,670 tra quelli italiani mentre ilfattoquotidiano.it viene considerato al 1,899 tra i siti in generale e 48 tra quelli italiani usando un criterio oggettivo come quello del traffico un motivo ci sarà pure :)

    Fonte: http://www.alexa.com

    Ottimo lavoro…

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      13 giugno 2012 at 00:34

      Caro signor marco lei la pensa esattamente come Berlusconii. Conta chi vende di piú. Ma allora davvero conferma il mio r agionamento: che tr a le Iene e il berlusconismo, tra il Fatto e il berlusconismo c’è una specularità preoccupante. Questo che dice lei non è proprio di una democrazia, ma di un regime totalitario. Beh almeno siete venuti allo scoperto.

  5. Davide T

    12 giugno 2012 at 18:20

    Non sono giustizialista e non gradisco lo stile del Fatto.
    Ciò detto, se qualcuno, con nome e cognome noto, dinanzi a testimoni, mi ruba con violenza il cellulare (furto aggravato, mica bruscolini), gradirei che l’Arma Benemerita (pagata dal contribuente) si mobilitasse per restituire il maltolto.
    Non dico l’arresto (troppo giustizialista…), ma almeno riempire di manganellate il ladro o minacciarlo con la pistola alla tempia, per convincerlo a restituire il cellulare.
    Mi pare un discorso di buon senso, quindi di sinistra.

    • Antonio Altieri

      12 giugno 2012 at 19:26

      Pistola alla tempia con Barbareschi in piedi o ,stile narcos messicani, in ginocchio?
      Manganellate semplici o tipo Garage Olimpo?
      Sono incuriosito.
      Ma questa è sinistra?
      La Costituzione Italiana la invochiamo a corrente alternata? :D

  6. grp

    12 giugno 2012 at 17:59

    Legittime le domande e non tollerable il modo. Quale è il modo giusto allora? Lei crede che Barbareschi accetterebbe una sua intervista “ufficiale” sugli argomenti scomodi proposti dalle jene? A me personalmente stanno antipatiche le cosiddette Jene, ma pur tenendo conto che il loro vero obiettivo è certo fare audience con la provocazione, alla fin fine fanno un migliore servizio di certo giornalismo che si parla addosso. Questo episodio poteva offrire tutt’altro spunto che la infantile polemica con il Fatto per un titolo provocatorio, ma non certo sovversivo e sicuramente meno scorretto di quello dell’articolo su cui ci stiamo confrontando. E io apprezzo già solo la legittimità delle domande, non vedo perchè si debbano usare i guanti di velluto con certi personaggi canaglieschi.

  7. cinzia andrei

    12 giugno 2012 at 15:45

    uffa, non mi fate leggere questi articoli troppo lunghi! capendoci pochino, rimango ancorata a due o tre concetti: che i giornalisti sono prepotenti , e che fra tutti gli attori e produttori italiani con cui ho lavorato -come assistente al doppiaggio, contando quindi come il due di picche- Barbareschi, che in quelle lavorazioni era anche produttore, è una delle persone che ricordo con piu’ stima.
    p.s. il terzo concetto, sicuramente non condiviso dalla testata, è che però io metterei in galera anche quelli che buttano le cartacce per terra.

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      12 giugno 2012 at 18:31

      Sulle cartacce e le sigarette sono daccordo anche io :)

  8. andrea colombo

    12 giugno 2012 at 14:09

    @giorgio tirelli
    1.essere o non essere di sinistra in questa discussione non c’entra assolutamente niente.
    2.noi non prendiamo un euro che sia uno di finanziamento pubblico.
    3. si guardi dalla sua tendenza al pregiudizio o finirà per fare qualche pessima figura.

  9. Fulvio

    12 giugno 2012 at 14:06

    Cosa vi aspettavate da Padellaro, il signor Nessuno del giornalismo italiano? E’ un uomo livoroso, frustrato, a suo modo un autentico talebano. Non poteva che dirigere “Il Fatto Quotidiano” …

  10. Pingback: Le Iene, Barbareschi e il “giornalismo stalking” » TUTTOTV.info - tutte le info sulla tv

  11. Giorgio Tirelli

    12 giugno 2012 at 13:04

    Semplicemente pazzesco…ormai non è più uno stato di diritto. E’ uno stato in cui i potenti (o meglio i prepotenti) possono fare ciò che vogliono e per loro la legge non vale mentre i poveracci e il cittadino comune ne subisce di tutti i colori!

    Se fosse stato un extracomunitario a fare un casino del genere lo avrebbero perquisito subito, portato di peso in caserma e magari sarebbe poi “caduto dalle scale”

    E voi di Altri sareste la “sinistra quotidiana”????

    Da persona di sinistra vi chiedo di non sporcare ulteriormente quella parola, e di toglierla dal titolo

    Mi fate schifo, siete solo zerbini della casta come purtroppo quei carabinieri.

    E restituite i soldi pubblici con cui campate a sbafo (come quelli che danno a Barbareschi) o dateli ai disoccupati

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      12 giugno 2012 at 13:25

      Signor tirelli se avesse a cuore lo Stato di diritto non chiederebbe l’arresto per quello che successo.

      Il suo linguaggio per il resto parla da solo.

      Ps: se l’avesse scritto per il Fatto, sappia che lo avrebbe censurato

      • Sarita

        12 giugno 2012 at 14:44

        A parte la questione del fin. pubblico (che non so e su cui non entro), Giorgio ha descritto semplicemente la realtà.

        Negarla vuol dire essere pessimi giornalisti.

        PS: l’ossessione poi, che lei e Sansonetti avete per il Fatto è un pò infantile.

        Buona giornata

    • Antonio Altieri

      12 giugno 2012 at 15:04

      Sig Tirelli. potrei sapere dove ha preso Lei la patente di “sinistra”? Perchè, vede, anche io sono di sinistra, ma con uno pronto a condannare chiunque non si abbandoni al più bieco populismo (la Casta, i Potenti, i Prepotenti e blabla..) non ci prenderei neanche un caffè! Lei è la prova vivente di come certe persone che si autodefiniscono di sinistra, poi, nei fatti, ragionano come quelli della cosiddetta destra sociale. Le faccio un esempio di conclamata, diffusa,populista imbecillità: in tanti si preoccupano ( anche lei mi sembra) di come si spendono i soldi pubblici. Se lo lasci dire: lei si occupa di spiccioli (populisti). Si rilegga il Trattato di Lisbona e,ora, il MES e…pianga. Cordiali saluti.

    • Marco Tarantino

      12 giugno 2012 at 17:25

      Il suo fine ragionamento mi pare questo: siccome in questo paese la polizia, soprattutto con i più indifesi, si comporta compiendo enormi soprusi quotidiano, mentre con i potenti è oltremodo accomodante, essere di sinistra vuole dire battersi perché anche i ricchi subiscano i soprusi delle forze dell’ordine. Complimenti!

  12. andrea colombo

    12 giugno 2012 at 12:49

    @angela
    1.Penso che quello delle jene sia giornalismo e non populismo. che sia buono o cattivo è secondario. non sta a me dare le patenti di buono o cattivo giornalismo, posso solo dire quello che piace o non piace a me. quello del corriere della sera, che con i suoi titoli maschera ormai qutodianamente la realtà, mi piace molto meno di quello delle jene.
    2.Il peggior alibi che esista è quello che dice “non lo puoi ciritcare perché allora dovresti criticare anche tutti gli altri”. non è un’argomentazione ma un escamotage per assolvere da ogni responsabilità. Sai, la famosa notte in cui tutti i gatti ecc. Comunque mi risulta che svariati soggetti, giornalistici e non, siano andati a rompere le scatole, giustamente, anche agli altri galantuomini che salvarono berlusconi e certo non a gratis. barbareschi non è meglio di scilipoti: gente immonda.
    3.Posso citarti decine, ma che dico?, centinaia di persone “fatte oggetto di inchiesta giudiziaria o giornalistica” che non hanno reagito così. Fatico casomai a trovare esempi affini a quello di cui stiamo parlando.
    4.Angela, giuro che non voglio fare polemiche a gratis, ma la presunzione d’innocenza qui non c’azzecca niente. Se un giornalista rinfaccia a un parlamentare di non lavorare, e quello replica urlando presunzione d’innocenza fa il furbo. Se gli chiedo se per caso è stato coperto di commesse in cambio di un favore fatto e quello mi risponde che è un presunto innocente io capisco al volo di aver colto nel segno. Diverso è il caso di chi scrive “preso l’assassino” a lume di velina di procura: quello in effetti non rispetta la presunzione d’innocenza, ma è un caso totalmente diverso da questo.
    5. Certo che le jene tirano all’audience. Come fanno tutte le testate del mondo.
    6.Sono d’accordo con bombacci, con te e con piero nelle vostre critiche al Fatto. Il punto è che il pezzo di cui parliamo non è una critica al fatto, che c’è ma è periferica. E’ una difesa a spada tratta di barbareschi e con quella io non sono nemmeno un po’ d’accordo.
    Sia chiaro: va benissimo che tu lo difenda. Capita di non pensarla allo stesso modo, e ci mancherebbe altro. Ma va benissimo anche che io segnali una posizione diversa all’interno della nostra redazione.

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      12 giugno 2012 at 13:22

      Caro Andrea, la pensiamo evidentemente in maniera diversa su molte cose.
      Le Iene non fanno informazione vanno in giro con la speranza di farsi spaccare la telecamera. Andare dalle persone e in maniera sprezzante provare a provocarle non aggiunte niente al sapere delle persone, semmai soddisfa il loro bisogno di sangue, che è altra cosa dal buon girornalismo o dal senso di giustizia.
      Come non c’entra la presunzione di innocenza? Il giornalista non dovrebbe partire con una veritá in tasca. Le Iene non sono andate lí per capire, ma con una verità in tasca e sputtanare la persona presa di mira.
      È davvero falso dire che questo pezzo è simpatizzante con Barbareschi, non lo è per niente. Lo avrei pero scritto cosí chiunque fosse stato coinvolto, perchè sotto accusa è una dinamica generale, che seoondo me non va mai e poi mai accettata.
      Che il Fatto nel ragionamento sia marginale è un tuo parere, che da autrice dell’articolo respingo fortemente. Tutto è legato e credo di averlo detto piú volte compresa questa.

  13. Orlando

    12 giugno 2012 at 12:16

    Il titolo di questo articolo è sinceramente fazioso: sono andato a controllare e sul Fatto c’è semplicemente scritto: assedio dei carabinieri ma senza arresto. Cioè la notizia.

    Angela, non ci si dovrebbe indignare invece, che un prepotente come questo Barbareschi che passò a FLI, poi quando c’erano da assegnare soldi PUBBLICI per le sue fiction, tornò subito all’ovile dal suo padrone?

    Quello che ora si è imboscato nel gruppo misto?

    Di modo da spostare più agilmente la sua lingua per capire dove deve leccare nei prossimi mesi ?

    E che si permette pure di aggredire a calci chi semplicemente va a chiedernegliene conto?

    E tu te la vai a prendere con le Jene e il Fatto?

    Cerca di recuperare la lucidità per favore.

  14. Angela Azzaro

    angela azzaro

    12 giugno 2012 at 11:41

    Caro Andrea ma davvero pensi che quello delle Iene sia buon giornalismo? E non populismo?
    Le domande da porre a Barbareschi sono legittime, ma andrebbero poste a tanti che nel parlamento svolgono doppi ruoli. Un esempio che nessuno si sogna di mettere in discussione? Giulia Bongiorno.

    Le Iene non sono andati lì per capire ma per vendere un prodotto: più quelli presi di mira si incazzano, più c’è possibilità di fare audience. Ma che c’entra questo col buon giornalismo, con la comprensione e la denuncia dei fatti? Niente. Scusa Andrea, ma proprio niente.

    Se chiunque fosse oggetto di inchiesta o giornalistica o giudiziaria e venisse trattato in quel modo non credo che reagirebbe in maniera molto diversa. La presunzione di innocenza non vale anche in questi casi? Ma su.

  15. Claudio

    12 giugno 2012 at 11:07

    Dott.ssa Azzaro, complimentoni per la sua ennesima perla di articolo.
    Volevo farle una proposta: lei viene a casa mia per farmi qualche domanda, io la prendo a calci e pugni, le spacco la telecamera, e con la forza le prendo pure il cellulare (che potrebbe avere filamto la scena).
    Dopodichè lei chiama i CC, io mi barrico in casa, e al loro arrivo gli mostro arrogantemente il mio bel tesserino da parlamentare e del resto me ne sbatto , tronfio del mio status.
    Quelli escono,(senza neanche averlo obbligato a restituire il tlf), e le dicono: “le faremo sapere,arrivederci”.

    Ma che bello vivere in un paese , così, vero?

    PS:pensi che ero pure abbonato ad Altri, fino all’anno scorso.
    Poi ho cominciato a leggere articoli come i suoi.

    • Angela Azzaro

      angela.azzaro

      12 giugno 2012 at 11:15

      signor claudio io a casa sua a romperle le palle non ci verrei mai, perché se devo dire qualcosa non mi servirei mai di queste modalità. le lascio alle iene, e a gente come lei.

      ps. purtroppo per lei i nomi e cognomi dei nostri abbonati li conosciamo tutti. e lei non ci risulta… quindi non usi argomenti inutili

  16. andrea colombo

    12 giugno 2012 at 10:51

    Scusa Nicola, io le domande delle iene non le conosco e magari hanno chiesto tutt’altro. Però, se avessero per caso chiesto al grande attore se è vero che di puto in bianco gli sono capitombolate adosso una quantità di produzioni Rai, per pura coincidenza subito dopo aver abbandonato Fini per tornare da Silvio, a me sarebbe sembrata una domanda giornalisticamente lecita. A te no?
    Anche se gli avesser domandato lumi sulla sua prolungata assenza dal Parlamento repubblicano, dal quale continua tuttavia a ricevere uno stipendio o salario che dir si voglia, cioè una cifra corriposta in cambio di erogazione di lavoro, avrei trovato la questione giornalisticamente di qualche interesse. Tu no? Si vede che abbiamo concezioni duiverse del giornalismo e la tua è senz’altro migliore della mia, che tuttavia resta quella che è e sarebbe carino non dover fare i conti con i cazzotti del deputato-attore-produttore per questo.
    Ma questo, a onor del vero, lo dice anche Angela che segnala come le domande potessero essere valide. A lei è il metodo che non piace e non ha mica torto. Solo che la risposta dell’ondivago (da berlusconi a fii a berlusconi a fini aa berlusconi….) a mio parere resta inaccettabile mentre a lei sembra un particolare.
    Un’ultima cosa, per Piero: non è mica vero che il pezzo è sul Fatto. Consta di trenta righe e l’orrido quotidiano dei secondini prestati al giornalismo compare solo alla venticinquesima….

    • Bombacci

      12 giugno 2012 at 11:45

      Per Andrea
      leggo quello che scrivi sempre con enorme interesse per cui mi spingo a pensare che le concezioni che abbiamo del giornalismo non siano così divergenti (in ogni caso non sarebbe una colpa per nessuno). Se mi sono spiegato male me ne spiace ma ne approfitto per precisare che:
      le domande erano lecite;
      la reazione inaccettabile.
      Circa le modalità però non si sta discutendo del sesso degli angeli ma di ciò che, a mio parere, è, molto spesso, la rappresentazione di un giornalismo che non mi piace.
      Detto questo confermo che non mi piace il “finto giornalismo incalzante”. Finto perchè spesso, sentendo certe domande di approfondimento c’è poco e perchè dopo qualche tempo è lampante che l’unico scopo è quello di far imbufalire l’interlocutore.
      Non mi piace il giornalismo che in realtà non pone domande perchè le risposte le ha tutte in tasca
      e tutto il resto che ho cercato di spiegare nel mio precedente commento.

  17. Bombacci

    12 giugno 2012 at 10:14

    TRA PROPAGANDA, CABARET, L’ORA DI ODIO ED IL GIORNALISMO ESISTE UNA DIFFERENZA?
    Si può stare a cavillare se effettivamente una frase è stata riportata correttamente o meno ma l’articolo di Angela Azzaro a mio avviso coglie nel segno e porta al centro un tema che ritengo di rilievo fondamentale perchè strettamente connesso con la democrazia. Addirittura con la democrazia! Boom! Sì con la democrazia se si ritiene davvero centrale il ruolo del giornalismo in una società democratica. Mi chiedo:ormai cosa intendiamo per giornalismo? Io mi auguro l’impegno a riportare i fatti così come conosciuti dall’autore. Si possono esprimere commenti. Si può impostare un pezzo solo sulle valutazioni dello scrivente ma un aggancio con i fatti ci dovrebbe essere. Ci dovrebbe essere, addirittura, la curiosità di comprendere perchè altri la pensano diversamente. La curiosità di ascoltare la versione di altri, di terzi. ascoltare seriamente e poi magari confutare e non condividere ma non sbeffeggiare o non ascoltare o disprezzare. E’ questo il giornalismo che si sta diffondendo in Italia? Oppure un giornalismo in cui si sostiene esclusivamente una tesi o perchè ideologica, o perchè fa vendere. Nessun dubbio nessuna curiosità di mettere in modo genuino in dubbio le proprie convinzioni. Insomma o pasdaran, o galoppini e agit prop, o marketing manager di un’idea o, più spesso, della propria persona che dovrà emergere, il prima possibile come perseguitato e martire. IN questo qualcuno ci vede qualche esponente particolarmente in voga della carta stampata e televisiva?. Ecco il finto martire. Prassi da seguire: fare una bella improvvisata allo pseudo intervistato. Fare una serie di domande che in realtà contengono già la risposta e/o un’offesa. Qualche esempio? esponente di qualsiasi colore politico che le solite fonti paiono indicare come sotto indagine perchè agevolato nel occupare una determinata poltrona. Si può chiedere conto ed incalzare. Altro è affrontare l’intervista in questo modo: Allora è vero che che anche lei è il solito raccomandato che non capisce un c..zo! Alla reazione dello pseudo intervistato vi sono diverse ipotesi: A) se non risponde seguirlo ovunque con domande sempre più offensive; b) se reagisce fisicamente (ED E’ SBAGLIATO!!!!!) ecco lo stupore . Idem se prende a male parole l’intervistatore: il commentino finto sarcastico è “non l’ha presa proprio bene..”.
    Sarebbe come intervistare Sansonetti e: ipotesi A) Spesso le sue posizioni sembrano contro corrente rispetto alla cd vulgata di sinistra. Cosa c’è che non va nel cd spirito legalitario di La Repubblica , Il Fatto etc etc..?Ipotesi b) Allora Sansonetti vuoi continuare a leccare le scarpe ai berloscones e ai ladroni che c’è vai in cerca di finanziamenti.? Davvero si ritiene il secondo essere giornalismo con le palle?
    Mi permetto di scrivere questo perché di Sansonetti ho una stima enorme (anche quando non condivido le idee esposte..e ci mancherebbe, cos’è non si rispetta una persona perché non la pensa come te? a proposito di atteggiamento giornalistico)
    Tutto questo è giornalismo o propaganda politica o cabaret? Nulla di sbagliato negli ultimi due ma credo che il giornalismo debba essere altro. Magari spingere alla riflessione oltre che parlare alla pancia.
    BRAVA ANGELA

  18. Dario

    12 giugno 2012 at 01:49

    cfr : “Lo trattano come un mafioso, come un omicida”

    Mi scusi sig.a Azzaro ma dove lo ha letto per avere questa impressione?

    Mah…

  19. Lanfranco Caminiti

    piero sansonetti

    12 giugno 2012 at 00:12

    Angela ha criticato Il Fatto, non ha chiesto l’arresto di Padellaro! Il problema non è quello di accendere la polemica, il problema si apre se qualcuno pensa che il modo migliore per risolvere una polemica sia quello di procedere all’arresto del proprio interlocutore. Tutto qui. Non c’è bisogno di ritenere che Barbareschi sia un grande artista, né di essere favorevoli alla risposta violenta alle aggressioni giornalistiche, per restare basiti di fronte al titolo del “Fatto”. Basta avere una qualche simpatia per la democrazia e una qualche avversione per i sistemi totalitari e lo stato di polizia…

    • Lida

      12 giugno 2012 at 02:56

      Il problema non è quello di accendere la polemica, il problema si apre se qualcuno pensa che la legge sia uguale per tutti e che il modo migliore per risolvere una “polemica” ( dopo essere stati aggrediti, presi a calci, distrutta una telecamera ed essere rapinati con la forza del cellulare per avere solo fatto 2 domande)sia quello di chiamare le forze dell’ordine. Tutto qui.
      Non c’è bisogno di ritenere che Sansonetti sia un pessimo giornalista, nè di essere nauseati dalla prepotenza dei Don Rodrigo di turno, per restare basiti dai titoli di Altrionline.
      Basta avere avere una qualche simpatia per l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (fosse stato un extracomunitario ?) e una certa avversione per i pre-potenti di turno con il tesserino da parlamentare, e a certi poliziotti deboli con i forti e forti con i deboli…

  20. GiuSci

    11 giugno 2012 at 22:50

    Addirittura la lezione di giornalismo. P.s.nemmeno io ho trovato la parola omicida.

  21. andrea colombo

    11 giugno 2012 at 22:09

    Angela, i titoli del fatto fanno orrore anche a me e la signorina giulia innocenzi mi sembra un po’ tonta, un po’ tanto. il giornalismo stalker non mi piace molto, anche se confesso che mi dà meno fastidio di quanto non dia a te. però i giornalisti non si menano, gli iphone non si sequestrano, i pugni e i calci li si tiene sotto controllo. e su questo, scusa se insisto, ma proprio non si discute. capisco che il giornalismo stalker possa dare ai nervi, ma questo è il brutto della democrazia, senza il quale però non c’è nemmeno il bello e finisce che qualcuno ti scassa l’iphone se appena appena gli rompi le scatole con o senza stalking. credimi angela, non te lo dico per polemica, ma proprio non si può fare. se uno si comprta come uno stronzo frega cavoli di quante responsabilità hanno gli altri, resta uno stronzo e non gli si concedono alibi. e guarda che lo dico davvero senza un filo di polemica.

  22. Luiss

    11 giugno 2012 at 21:36

    Un po’ come il suo articolo infondo, egregia Azzaro. Che non dice nulla, non informa né forma ed è un pretesto per attaccare “Il Fatto”.
    O no?
    Le Iene hanno sicuramente fatto il loro tempo, Barbareschi è sempre stato un piagnone che saltava sul carro del vincitore del momento e soprattutto un pessimo attore e regista, un maleducato spocchioso riciclato nella politica a spese di tutti gli italiani, quindi non facciamone né un martire né un poverello come non riduciamo le Iene a persecutrici quando non lo sono.
    Suvvia, lasci perdere le iperboliche esagerazioni giudiziarie su furti e altro (trattato come un omicida?! Ma dove…) e sia più onesta con i lettori de “glialtri…”, ne ha solo da guadagnare.