La Sicilia è oggi il territorio più fluido dal punto di vista politico in Italia. Le elezioni di Palermo, che hanno visto prevalere a sorpresa Leoluca Orlando sull’altro candidato del centrosinistra, Ferrandelli, dopo una lunga serie di colpi di scena, ne sono la prova più evidente. L’annuncio delle dimissioni di Lombardo, previste per la fine di luglio ha ulteriormente messo in agitazione il mondo politico siciliano. Con la probabilità del voto ad ottobre, i partiti e la società civile cominciano ad organizzare le forze, e qualcuno ha già deciso di partire prima, per bruciare i tempi e imporre la propria candidatura.
È il caso di Rosario Crocetta che oggi ha ufficializzato la sua corsa a governatore della Sicilia. L’ex sindaco antimafia di Gela, attualmente europarlamentare Pd, ha voluto specificare: «non sarò il candidato dei potenti».
Crocetta sa infatti che la mossa di appoggiare Fabrizio Ferrandelli, sostenuto dall’ala lombardiana del Pd, ha fatto storcere il naso a molti suoi estimatori, che si sono chiesti cosa ci facesse un simbolo dell’antimafia associato alla figura del governatore indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
E se quella di Crocetta è una mossa per scombinare le scelte nelle segrete stanze del suo partito, costretto in una durissima crisi interna tra i lombardiani e la parte che spinge per staccarsi dall’abbraccio mortale del governatore catanese, probabilmente domani arriverà l’altra grande candidatura di rottura nel centrosinistra.
È stato diffuso oggi un appello di intellettuali e personalità dello spettacolo a sostegno della candidatura di Claudio Fava. «Le prossime elezioni regionali in Sicilia rappresentano l’occasione per un riscatto civile e politico dell’isola. Dopo l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il presidente Lombardo e la condanna definitiva del suo predecessore Cuffaro, le siciliane e i siciliani hanno il dovere e l’opportunità di voltare pagina restituendo limpidezza alla politica e buon governo alle istituzioni regionali. La Sicilia merita un’altra politica e un altro futuro», scrivono i firmatari, che concludono: «Con questo spirito noi chiediamo a Claudio Fava, per la sua storia personale, l’impegno civile e la lunga militanza nella lotta contro la mafia, di candidarsi alla Presidenza della Regione Sicilia». L’appello porta la firma di Emma Dante, la vedova di Libero Grassi Pina Maisano, Franco Battiato, Nando Dalla Chiesa, Dacia Maraini, Leo Gullotta, Gustavo Zagrebelsky, Giuseppe Fiorello, Letizia Battaglia, Moni Ovadia, Roberto Andò, Nino Frassica e Ninni Bruschetta.
Un appello trasversale, fatto da personalità molto diverse tra loro e con sensibilità politiche differenti, che preannuncia, se il dirigente di Sel domani nella conferenza stampa convocata dovesse accettare di correre, una campagna che mira a ripetere in Sicilia quanto avvenuto con De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano, dove la società civile ha svolto un ruolo primario.
Resta da capire come reagirà il Pd alla probabile candidatura di Claudio Fava e soprattutto a quella di Crocetta, che pur forzando la mano si definisce “uomo di partito”. E mentre Lombardo ha avviato un deciso spoil system nei centri nevralgici del potere siciliano, per serrare i ranghi in vista della nuova tornata elettorale, il centrodestra nel frattempo prova a riorganizzarsi. Da una parte, Micciché ci mette la faccia col suo partito Grande Sud, dall’altra il Pdl corteggia il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
C’è caos dunque sotto il cielo siciliano, ma nessuno fa finta di non sapere che lo scranno di Palazzo di Orleans potrebbe essere decisivo anche per i futuri equilibri del paese.
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Carlo
10 giugno 2012 at 00:11
Non è sufficiente liberarsi di Lombardo. Il Pd non ha disdegnato di sostenerlo e ora prova a inciuciare con l’Udc e compagnia bella. Se Fava mantiene l’impegno di non contrattare nulla con i partiti ma di dare la parola e il potere di decidere le priorità a cittadini e sostenitori ne vedremo delle belle!
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