Certo che è difficile dar torto a quel leghista che in Parlamento, dopo le dichiarazioni di Monti sul fatto che i “poteri forti” lo hanno abbandonato, gli ha ricordato di aver sostenuto che i “poteri forti non esistono”. Aveva detto proprio così il premier: i poteri forti non esistono. Insomma ora Monti ammette che esistono e piagnucola perché non è più nelle loro grazie. Che sarebbero le grazie di Confindustria. E – parole di Monti – un giornale che voce dei poteri forti. La testata non la cita ma quel che pare ovvio è che si tratta di “Repubblica” la quale, avendo deciso di presentare la sua ormai famosa lista di “indipendenti” con in testa Saviano, certo ora non fa il tifo per lui. Tra le reazioni una delle prime che registriamo viene dall’Idv, da Maurizio Zipponi: “Che Monti dichiari l’abbandono del sostegno dei poteri forti al suo governo– afferma il responsabile lavoro dell’Italia dei Valori – penso scatenerà la famosa risata che rischia di seppellirlo. Ma quali sono i poteri forti? Sono le banche, i centri finanziari, le agenzie di rating, tutti istituti non eletti dai popoli eppure in grado di mettere in ginocchio i governi. Lo stesso Monti, non eletto dal popolo, governa l’Italia proprio per conto di quei poteri forti, gli stessi che applicano al malato Europa una cura che rischia di ucciderlo…”.
Monti se l’è presa anche con Confindustria che “non ha capito l’importanza della riforma del lavoro”, per averla accolta forse tiepidamente, dal momento che gli industriali sanno benissimo che la manomissione dell’articolo 18 a loro non serve ad aumentare ordini e profitti.
E il Pd che domani riunisce la sua direzione? Per il momento solo Letta continua a “balbettare” che l’appoggio a Monti non si discutere eccetera eccetera eccetera. Una barzelletta. Ma non fa ridere.
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16 giugno 2012 at 02:23
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