Ratzinger a Milano: Dio Patria Famiglia e… vestaglie purpuree

Aurelio Mancuso Pubblicato da
il 2 giugno 2012.
Pubblicato in Attualità.

Ed eccolo il patriarca d’Occidente (titolo in verità scomparso da alcuni tempi per non “sminuire” il ruolo universale del papa), vescovo di Roma, Primate d’Italia, e inoltre Pontefice, vicario di Cristo, e così via che per tre giorni a Milano enfatizza con la sua presenza il 7° Convegno  mondiale della famiglia, quella famiglia che come oggi ha ricordato è solo quella sposata e, uomo donna, possibilmente allietata da numerosa prole.

La duplice veste (con innumerevoli vestaglie annesse) di Capo dello Stato Vaticano e di Capo della chiesa cattolica, resiste da secoli (certo era più gratificante quando a disposizione c’era lo Stato Pontificio), irrompe ancora una volta sulla scena politica e sociale italiana.

Nonostante il bellissimo discorso di saluto del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che gli ricorda “guardandosi negli occhi” che il suo mandato prevede di accogliere tutte le forme familiari e di non discriminare nessuno, Ratzinger non si fa intimorire, e dalla sala del Trono dell’Arcivescovado ricorda alla Milano che conta, che la chiesa non accetta le famiglie al di fuori del matrimonio, l’aborto, l’eutanasia, e vuole libertà di scelta per le famiglie rispetto alla formazione dei propri figli (traduzione soldi alle scuole cattoliche).

Pubblicamente quasi impassibile, mentre dentro le mura leonine sta andando in scena lo scontro più violento tra i potenti della Curia, il papa vorrebbe liquidare gli stracci pubblici anche esponendo al seguito un Tarcisio Bertone al centro di un uragano devastante per la credibilità di un’istituzione che ha fatto della discrezione uno dei suoi pilastri.

La verità la sanno tutti e non sono necessari gli ottimi libri di Gianluigi Nuzzi che ha svelato fatti noti alla giustizia italiana e pubblicato atti, lettere, documenti ufficiali provenienti direttamente dalle sacre stanze, per sapere che Vaticano e Chiesa (quella del popolo di Dio, dei preti missionari, delle opere realmente caritatevoli) sono sempre più percepite come entità incompatibili.

Tornando all’ennesimo spottone in onda da giorni nella capitale meneghina, si tratta di una macchina organizzativa oliata, generata dal precedente papa polacco, che di scenografie e set mediatici se ne intendeva davvero. Le masse oranti, provenienti da tutti i continenti, grazie ai contributi delle potentissime organizzazioni cattoliche internazionali, sono truppe pacifiche che Stalin non seppe vedere, ma che resistono da secoli e, grazie a un uso sapiente di milioni di dollari, delle reti web, dei mass media, si ampliano ed estendono il potere cattolico in ogni dove. Rispetto ai cosiddetti valori familiari vaticani, la realtà è assai più complessa.

Nell’Occidente la gerarchia sa di aver perso la sua missione di repressione della libertà familiare, nel resto del mondo invece la guerra prosegue con grande determinazione. E l’Italia non è per il Vaticano in Occidente, è il suo ben concimato orticello che gli regala l’8XMille, mano libera su tutti gli affari dentro e fuori le mura, una posizione di reverenziale rispetto (noi siamo fantastici a confondere la superstizione con la fede), quindi, di poter dire tutto quello che gli pare, compreso che qui, nel suo Stato di elezione, libertà familiare, leggi di tutela e così via non devono essere approvate. Finché la politica sarà più amorale delle interdizioni vaticane, che in passato erano assai meno potenti, Ratzinger potrà procedere tronfio nelle vesti dorate in processione in tutto l’italico suolo. Ah già è anche il 2 giugno!

 

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6 Responses to Ratzinger a Milano: Dio Patria Famiglia e… vestaglie purpuree

  1. Roberto

    4 giugno 2012 at 22:53

    Per Daniele: non so bene tecnicamente come funziona l’8×1000, ma ripeto, nessuno mi obbliga a dire Chiesa Cattolica, posso in qualche modo indicare le mie preferenza, mentre per i soldi per il TAV (per dire) non posso farci niente.
    — Ho sentito il discorso del Papa su Youtube e davvero mi rammarico che una testata di sinistra che stimo non abbia ripreso alcuni concetti espressi dal Papa e che purtroppo la sinistra sta dimenticando. Con il suo linguaggio, il Papa ha parlato di “armonia” tra gli impegni lavorativi e altre attività, di convivialità (ricordate Ivan Illich?) nell’attuale moda dei negozi sempre aperti, ha ribadito la necessità di dedicare tempo alla cultura/sport/natura e relazioni… ha ripreso il tema dell’ essere/avere.
    L’ho sintetizzato male, ma vale la pena di sentire la seconda parte soprattutto.
    Insomma se un partito riprende, magari con termini più laici, certi concetti, avrà il mio voto!

    • rita

      5 giugno 2012 at 12:01

      aggiungo che se per un qualsiasi legittimissimo motivo si avversa o ci se ne sbatte totalmente di tutto ciò che riguarda la religione e la chiesa cattolica, bisogna informarsi bene prima, la scelta inconsapevole e le recriminazioni a posteriori non valgono.

  2. daniele

    4 giugno 2012 at 14:46

    Caro Roberto, il meccanismo dell’8×1000 è una truffa perché a decidere la quota parte destinata alla tua confessione sono i contribuenti che effettuano una scelta, non il totale delle persone fisiche che per ignavia non lo fanno. Del miliardo di euro che la chiesa cattolica intasca annualmente (!!!) circa 400 mln provengono da scelte consapevoli e circa 600 (!!!) dalle dichiarazioni lasciate in bianco.
    Per il 5×1000 vale però solo la scelta consapevole. Pensi che questo sia un caso o una svista che perdura dal secondo concordato di 25 anni fa?

  3. roberto

    4 giugno 2012 at 13:01

    Questo è uno dei pochi articoli della rivista che reputo “poco interessanti”, Anzi su due dettagli mi trova esattamente su posizioni “politiche” opposte. (politiche, lasciamo perdere il discorso religioso che sarebbe troppo complesso)
    Cioè 8×1000 e “soldi alle scuole cattoliche”.
    In realtà 8×1000 anche se in misura minore del 5×1000, rappresenta un modo di scegliere come instradare i soldi dell’erario. Nessuno obbliga a scrivere Chiesa Cattolica piuttosto che Valdesi o Stato o chessivuole.
    -Scuole: purtroppo in Italia la maggior parte delle paritarie sono cattoliche, salvo rare Staineriane o diplomifici. In realtà sarebbe bene che lo Stato fosse socialdemocratico nel offrire le opportunità; la gestione di certi servizi (scuola, assistenza, territorio…) fatte da realtà di base (volendo “anche” cattoliche).
    Per quanto riguarda ieri a Milano, non so che dire. Io non c’ero.

  4. rita

    3 giugno 2012 at 14:19

    Alla lunga però questi discorsi e queste eterne polemiche a me sanno di vecchio e mi infastidiscono.
    Perchè, al di là di tutto, non c’è nessuna reale costrizione a fare nostri quei valori sintetizzati nelle parole “Dio PaTria Famiglia”, nessuno ci costringe a pensare di voler far parte di questa Chiesa cattolica, questa immensa comunità per certi versi così abominevole nelle sue posizioni gerarchiche; nel momento in cui il 90 e passa per cento di noi fa battezzare i propri figli (per poi disertare le chiese, si sa), lo fa in maniera tanto immatura e conformista quanto libera e garantisce un enorme potere al Vaticano.
    Cosi come – indipendentemente dai complicati meccanismi pratici che non conosco – nessuno ci costringe a dare l’8 per mille alla stessa chiesa.
    E’sempre la solita questione di quella maturità e di quelle scelte non conformiste che, evidentemente, non ci vogliamo assumere, considerandoci per primi degli eterni bambini condizionabili e bisognosi di qualcuno che ci guidi e ci porti per mano, terrorizzati (oggi come oggi del tutto incomprensibilmente rispetto a decenni fa, quando comunque qualche caso sparuto di chi faceva scelte controcorrente sul questi temi c’era) dall’idea di scostarci da quel che fa la maggioranza.

  5. daniele

    3 giugno 2012 at 00:07

    Bellissimo. Quando Aurelio Mancuso scrive di Vaticano si sente tutta la sofferenza di un credente di fronte a quello schifo ormai insopportabile. Ha ragione, non è economicismo d’accatto, qualsiasi lobby al mondo con un miliardo di euro garantito dall’8xmille (dei quali più di 600 sono un regalo vergognoso) sposterebbe le montagne.