Ingroia, la Juve è come il Cav
va sconfitta in campo

Nicola Mirenzi Pubblicato da
il 2 giugno 2012.
Pubblicato in Attualità.

Il procuratore antimafia Antonio Ingroia non riesce proprio a liberarsi della legge. La vede ovunque. Anche nel calcio. Dove l’unica legge che esiste è quella del più forte. Intervistato dalla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” ha detto di essere «tifoso dell’Inter». «La squadra della legalità», l’ha definita. In opposizione alla Juve, che «rivendica un trentesimo scudetto che gli è stato giustamente cancellato».

Anche io sono tifoso dell’Inter. E in questi anni di ribalte e sconfitte me ne sono sentite dire di tutti i colori: arrogante, perdente, vittima, piagnone, indossatore di scudetti altrui. Legalitario: mai. A dire il vero cosa significhi essere una squadra di legge e ordine non riesco a capirlo chiaramente. Ho il sospetto che si tratti di un insulto. Perché al di là della noia burocratica del fair play è evidente che l’inganno – cioè la finta – è la materia prima del talento. Da Messi a Roberto Baggio, da Ronaldo a Kakà, da Ibrahimovic a Roberto Carlos, nessuno è mai riuscito a scucire un’esclamazione di stupore senza stravolgere qualche regola fissata, senza mentire all’avversario, suggerendogli una traiettoria e sgattaiolando via dall’altra.

Più di tutti è stato Diego Armando Maradona a svelare l’essenza mariuola del pallone, vincendo la più importante partita della sua vita – Argentina-Inghilterra, anno 1986 – con uno sporco gol di mano. Va da sé che secondo il procuratore Ingroia quell’irregolarità andava punita con l’espulsione. Ma la giustizia segue percorsi più tortuosi di quelli tracciati dalla legge e nessuno riuscì a mettere in condizioni di non nuocere quel bandito di Diego Armando. Anche perché quella manata non era affatto una manata qualsiasi: era la manifestazione del divino in terra. Come dissero gli argentini, la mano de dìos.

Sì, certo: chi trucca le partite va fermato. Non c’è bisogno di premetterlo ogni volta. Ma confesso che da interista mi vergogno di quello scudetto che Massimo Moratti fece cucire sulla nostra maglia dopo la famigerata calciopoli. Non sono mai riuscito a portare con fierezza un trofeo guadagnato a tavolino. A dispetto della Juventus, poi: la nemica giurata. Contro la quale, caro procuratore Ingroia, vale ciò che valeva per Silvio Berlusconi. Si batte in campo, non nei tribunali.

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6 Responses to Ingroia, la Juve è come il Cav
va sconfitta in campo

  1. michi75

    6 giugno 2012 at 18:25

    Ultima di oggi:Tavaroli al processo telecom Ha detto sotto giuramento che il dossieraggio”ILLEGALE” nei confronti della juve fu commissionato dall’onesto Moratti,e pensare che l’impavida inter ha provato a dare tutta la colpa a Giacinto Facchetti che di parole ne può dire ben poche.Una domanda ma non era l’inter,che dopo la pesanta ma prescritta relazione di palazzi diceva:-Giacinto uomo onesto e di grande virtù non si tocca,e poi non può nemmeno parlare per difendersi!

  2. michi75

    4 giugno 2012 at 13:50

    Illustrissimo dott. Ingroia l’essere interista ed evidentemente odiare lla Juve le fanno dimenticare cosa significa prescrizione,cosa significa spionaggio industriale,passaporti falsi,persino le motivazioni di una sentenza che lei dovrebbe aiutarci a capire(campionato 2004\2005 non alterato)sono da lei snobbate,ed infine lo scudetto di cartone anzi di carta igienica avrebbe dovuto profondamente sdegnare una persona come lei che ha fatto dell’ideale di giustizia un motivo di vita,invece noto amaramente che l’odio calcistico in italia acceca tutti.

  3. michi75

    2 giugno 2012 at 20:32

    Che ci possiamo fare il tifo e l’odio calcistico annebbiano la mente anche di integerrimi magistrati,non l’ho mai votato non mi è simpatico ma sui magistrati Silvio Berlusconi ha pienamente ragione.

  4. Nicola Mirenzi

    Nicola Mirenzi

    2 giugno 2012 at 12:28

    @paolo, a calcio vince chi è più bravo, non chi è più onesto. sull’ovvio dei popoli del non truccare le partite siamo tutti d’accordo.

    @Lucio Palombini dovremmo trovare il modo di segnalarlo al procuratore Ingroia.

  5. Paolo Magnani

    2 giugno 2012 at 12:06

    Lo scudetto lo vince chi in campo è stato onesto. Chi ha barato va rimosso dalle classifiche, come Ben Johnson a Seul.

  6. Lucio Palombini

    2 giugno 2012 at 10:07

    Caro Mirenzi, a proposito del “candore” dell’Inter andrebbe ricordato anche l’affare Recoba e quelle strane telefonate emerse nelle intercettazioni. Non crede?
    http://www.luciopalombini.it/Politica-Nazionale/102.html?view=entry
    Probabilmente siamo tutti colpevoli