Starporno contro Chiesa e Capitale
Con Céline il voto francese è hard

Daniele Zaccaria Pubblicato da
il 2 giugno 2012.
Pubblicato in Esteri, gli Altri.

il manifesto elettorale di Céline Bara

Si è sempre definita di estrema sinistra, per questo lo scorso anno comunisti e trotzkisti francesi l’avevano accolta con gentilezza, ma di candidarla alle elezioni neanche a parlarne, va bene lo spirito di apertura, va bene il gusto un po’ paternalista della trasgressione, ma una pornostar nelle proprie liste proprio no, il fatto potrebbe “disorientare i compagni”. Anche perché il programma politico della 33enne Céline Bara, che si definisce una “stalinista libertaria”, è decisamente radicale e disorientante: servizi pubblici gratuiti, stipendi uguali per tutti, abolizione dei luoghi di culto, abolizione dell’omeopatia, soppressione delle frontiere, legalizzazione di tutte le droghe, conquista dello spazio, ma anche reintroduzione della pena di morte e sterilizzazione dei disabili: «Voglio lottare contro il capitalismo e il lepenismo che imperversano nel nostro paese, voglio che l’umano riacquisti la sua importanza».
Di fronte ai balbettii della politica, Céline ha deciso di fondare un partito tutto suo, il Mal (Movimento antideista libertario) e di presentarsi alle legislative del 10 giugno nel dipartimento dell’Arièges (storica roccaforte socialista), sostenuta dal marito nonché cugino Cyrille Bara: «Che c’è di male? Anche Jerry Lee Lewis ha sposato sua cugina!», replica a chi l’accusa di sponsorizzare pratiche incestuose.
Ancor più del il capitalismo è la religione il bersaglio più odiato: «Le religioni sono il flagello dell’umanità, bisognerebbe davvero proibirle». Difficile cogliere il confine tra serio e faceto in una donna che ha vissuto la sua vita in modo estremo e provocatorio e che ha sempre coltivato un fiero sentimento della propria indipendenza, l’unica attrice pornografica francese a non utilizzare uno pseudonimo l’unica che rivendica orgogliosamente il proprio nome. In lotta con le case di produzione pornografiche definite “sfruttatrici”, nel 2007 ha fondato una società indipendente che offre gratuitamente i propri film in rete «per impedire agli squali di arricchirsi bisogna lottare a favore della gratuità del porno». Un conflitto virulento, che la porta a farsi 18 mesi di prigione, accusata di complicità in tentato omicidio con il consorte Cyrille: i due avevano violentemente aggredito il produttore Hervé Pierre Gustave, una specie di Larry Flint transalpino. «La prigione è stata dura ma anche importante: pensavo che mi avrebbero continuamente picchiata e violentata come si vede nei film porno, invece ho scoperto una grande solidarietà tra detenute». In una circoscrizione che vede il partito socialista governare da oltre 50 anni, ma con l’estrema destra che sfiora il 25%, Cèline Bara non si fa grandi illusioni, come si dice in gergo vuole solamente dare un segnale: «Punto al 4-5%, per me già sarebbe il paradiso».

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2 Responses to Starporno contro Chiesa e Capitale
Con Céline il voto francese è hard

  1. rita

    2 giugno 2012 at 13:48

    pornostar o meno, un bel programmino davvero e una vera libertaria, non c’è che dire.
    sono convinta che i comunisti e trotzkisti francesi siano stati disorientati molto più dalla sostanza che dalla forma.

  2. Susanna

    2 giugno 2012 at 12:15

    Leggere queste cose permette di rivalutare Borghezio. Per la serie, c’è sempre chi sta peggio. :)