Nella crisi che sta travolgendo la politica non passa ora che non arrivi la notizia della nascita di un nuovo partito. Alcune voci sono infondate ma altre hanno il sapore amaro della verità. Dopo mesi di informazioni vendute più o meno sottobanco, ormai pare certo che Saviano scenderà in campo con le sue liste, cioè le liste di Repubblica, spacciate come esempio di società civile.
Dietro l’operazione ci sono il magnate De Benedetti e, forse è questa l’unica sorpresa rispetto alle voci che giravano da tempo, il segretario del Pd Bersani che si candiderebbe come premier. Davanti alla possibilità di essere fatto fuori dal partito di Repubblica Bersani ha giocato il tutto per tutto: meglio far fuori il suo partito che essere fatto fuori lui. Beh, un grande.
È infatti certo che se questa operazione andasse in porto del travagliato partito Democratico non resterebbe in piedi neanche il ricordo, neanche una foto sbiadita del tempo che fu. I sondaggi del resto parlano chiaro: vince chi come Grillo spara a zero sui partiti e si presenta come rappresentante del popolo, della società. È leggendo questi sondaggi che a Repubblica si devono essere convinti che è arrivato il momento di agire, portando a compimento un disegno che ai meno ingenui era chiaro da tempo.
Il punto è allora chiedersi quale siano le differrenze tra la discesa in campo di De Bendetti e quella nel ’92 di Berlusconi? Entrambi possessori di potenti mezzi di comunicazione, entrambi contro i partiti esistenti e a favore della società civile, entrambi pronti a presentarsi – qui si capisce l’uso di Saviano – come salvatori della patria.
La fine del berlussconismo ci riserva, come prevedibile, un’uscita ancora piú reazionaria. Ma non tutto è perduto. A questo punto resta da capire che cosa faranno Sel, Idv e quel pezzo di Pd che aveva scommesso, perdendo, sulla svolta a sinistra del partito di Bersani. Finalmente stracciata la foto di Vasto, che già da tempo sapeva di vecchio, riusciranno a rilanciare un nuovo progetto o subiranno il fascino di Saviano suicidandosi?
Andrea Tua
31 maggio 2012 at 15:56
bhè dai.. una qualche differenza tra berlusconi e debenedetti ce la vedo.. anche se il progetto resta tra l’inquietante e lo spaventoso…
Tepozzino
31 maggio 2012 at 17:10
Pur’io ci vedo una bella differenza. La stessa che a Firenze ha contraddistinto il passaggio tra Piero de’ Medici e Gerolamo Savonarola.
AngelaAzzaro
1 giugno 2012 at 11:27
grande Tepozzino, mi sembra paragone perfetto
gli Altri Online
31 maggio 2012 at 15:39
Apprendiamo dal sito di Repubblica che Saviano smentisce ogni voce di una sua diretta candidatura in politica. Nella rubrica “l’antitaliano” che cura sull’Espresso se la prende anzi con coloro che lo chiamano in causa. “Il punto è – dice lo scrittore – che per queste persone, chiunque non venga percepito come schierato, fa paura e va delegittimato”. Subito dopo però aggiunge: “Il mio mestiere è quello di scrivere, ma non rinuncio alla possibilità di costruire un nuovo percorso in questo paese”. Siamo sicuri che sia davvero un “no” alla discesa in campo? In ogni caso tutta questa vivacità attorno all’ipotesi di “liste Saviano” dimostra che nell’area piddina vicina a De Benedetti ci sono movimenti di una certa consistenza, e che il “partito di Repubblica” non è più soltanto un orizzonte visionario di noi pedanti criticoni..
alessandro
31 maggio 2012 at 09:05
il “cinguettio” di saviano è davvero un’immagine azzeccata.
Massimo
31 maggio 2012 at 01:32
Ormai Saviano è strabordante. Lo ritroviamo dappertutto. Perfino nelle ore tremende del terremoto, il sito di Repubblica riportava il suo allarmato cinguettio che invitava a lasciare libera la rete per consentire le comunicazioni per i soccorsi. Si crede forse già ministro degli interni?
angela azzaro
31 maggio 2012 at 09:51
massimo, tutto ma non ministro dell’Interno. non credo di potercela fare
la punk
31 maggio 2012 at 00:44
cavolo marco detta così rimpiango berlusconi!
marco tarantino
31 maggio 2012 at 14:19
Francesca, ho parlato di immaginario, cioè il modello che Berlusconi ha cercato di proporre (ovviamente non parlo di come ha poi governato in questi anni nè di quello che ha fatto). Il partito Repubblica , a livello dell’immaginario, propone primato della moraità, repressione dei costumi, sobrietà e negazione del conflitto sociale, sottomissione alle logiche della economiche extranazionali.
rita
31 maggio 2012 at 15:10
A questo ultimo proposito, copio e incollo lo stralcio di un pezzo trovato per caso nel sito “il moralista”, a firma di Francesco Maria Toscano che non conosco.
L’articolo parla del successore di Draghi alla guida di Bankitalia; questo lo stralcio:
” …. Ma il fatto che inquieta di più riguarda il tifo, più o meno evidente, che i vari Bersani e Casini fanno per l’uomo indicato da Draghi. ….. Perché mai i cosiddetti leader del centrosinistra dovrebbero spingere proprio per l’uomo di Draghi, massimo rappresentante di quelle politiche iperliberiste che hanno affamato l’occidente e il mondo intero? Perché la sinistra, intesa nel senso classico del termine, è solo un’illusione che cresce sulla pelle degli sprovveduti. I comunisti, finito miseramente il proprio credo, hanno colmato un improvviso vuoto valoriale mutuando i dogmi e il cinismo di tecnocratici senza scrupoli né visione di insieme. Dalla destra politiche di soffocamento dei ceti deboli ce le aspettiamo e possiamo pure contrastarle a viso aperto. Sono molti più pericolosi , al contrario,personaggi come Bersani e Casini che, presentandosi fintamente come fautori di istanze di uguaglianza, puntellano nei fatti un sistema pensato e costruito per mandare in rovina milioni di persone. Solo chi agisce in nome del popolo ha tutti gli strumenti indispensabili per metterlo in ginocchio e aumentare così le fila delle moderne schiavitù al servizio di una ipocrita razza padrona”.
Marco Tarantino
30 maggio 2012 at 20:13
una differenza sostanziale è che, almeno a livello dell’immaginario, Berlusconi prometteva un mondo un cui esaltare la libertà individuale, ridimensionare il moralismo e il ruolo dello stato. Il partito-Repubblica vuole l’esatto contrario.