Caro Buffon, questo è un regime
la magistratura non si può criticare

Piero Sansonetti Pubblicato da
il 1 giugno 2012.
Pubblicato in Attualità.

Ho sempre detto e scritto che in Italia c’è piena libertà di opinione, di stampa, di espressione delle proprie idee. Mi sono ricreduto. In Italia c’è effettivamente una ampia libertà di critica verso tutti i cittadini e tutti i poteri tranne uno: il potere giudiziario. Il potere giudiziario vive realizzando – per se stesso, cioè a proprio esclusivo vantaggio – un regime fascista su misura. Totalmente illiberale. Chiunque si avventuri a criticare la magistratura (o anche il giornalismo ancillare della magistratura) sa di rischiare la vendetta. Anzi, sa che subirà la vendetta. Forse in tempi brevissimi. Come è successo a Buffon che il mercoledì ha criticato i giudici per la vergogna mediatica costruita intorno al calcio scommesse (e li ha criticati assolutamente a ragione) e il giorno dopo si è beccato una fuga di notizie contro di lui, scientifica, consapevole e squadrista, da parte della stessa magistratura che ha fatto sapere per filo e per segno tutti i fatti suoi, infamandolo e poi trincerandosi dietro la formula assurda: non c’è reato. Ma porca puttana, se non c’è reato perché dai le carte ai giornalisti?

Giorni fa, intervenendo a “Servizio Pubblico” e denunciando le feroci lotte aperte dentro la magistratura (mi riferivo a una faida calabrese) mi sono sentito rispondere dal Pm Scarpinato – che tra l’altro, a quanto mi dicono, è uno dei migliori e più seri investigatori della Sicilia – che di queste cose non si deve parlare in pubblico, tantomeno in uno studio televisivo, perché esistono gli appositi organi disciplinari (della stessa magistratura) che possono occuparsene nel modo giusto e con la giusta riservatezza. Sono rimasto basito.

Capite qual è l’idea? Una cosa è il mondo normale e una cosa diversa la magistratura. La magistratura al disopra del mondo normale, tutto dispone con giustizia, punisce se serve, coi metodi che ritiene i più saggi, assolve, eventualmente, con magnanimità, e non ammette di essere criticata. Una idea molto simile, credo, a quella di Khomeini. Buffon c’è finito in mezzo, come in Iran è capitato a tanti intellettuali laici.

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14 Responses to Caro Buffon, questo è un regime
la magistratura non si può criticare

  1. Renato

    4 giugno 2012 at 22:49

    Non credo che tutta la magistratura sia affetta da senso di onnipotenza e impunità, a parte sporadici casi inquietanti. Anzi, bisogna dar loro atto che lavorano in condizioni difficili; a volte dovute ai limitati mezzi, a volte create ad arte. Credo piuttosto che l’ambiente, il personale di supporto, i satelliti che orbitano attorno ai magistrati, quelli sì, siano a volte corruttibili.
    E i corruttori sono i “giornalisti”, classe ormai scesa, per qualità, preparazione e onestà intellettuale, a livello infimo. Partigiani della causa “copie vendute”, alla faccia della solidità dei contenuti, della libera indagine e della corretta informazione. Il metodo Feltri/Belpietro ha fatto scuola. I diligenti alunni sono corsi a frotte.

  2. Marco Tarantino

    3 giugno 2012 at 07:26

    È proprio vero, chi tocca la magistratura è oggetto di vessazioni ingiuste e inaccettabili. Il fatto che “non c’è reato” rende il tutto ancora più insopportabile, ha il sapore della beffa.

  3. Andrea

    3 giugno 2012 at 03:52

    Complimenti per l’articolo, finalmente un giornalista obiettivo!!

  4. Sam Moser

    2 giugno 2012 at 19:00

    Caro Piero : sei UNICO! E’ verissimo tutto cio’ che dici. Ormai abbiamo una nuova forma di Aristocrazia.

    Si parte dalla Casta con il Re Giorgio, si scende con il cameriere di Bilderberg, Mario Monti, i suoi accoliti e scudieri, Ministri, poi si scende ai pappamentari e politicanti intoccabili strumento utile delle banche e finanza nostrane ed internazionali nonche’ i gruppi di potere arroccati da decenni, una specie di vassalli o utili idioti che si fanno ingrassare a mo’ di nobilame e che fanno di tutto senza mai pagare dazio per nulla. Anzi. Ci ridono pure in faccia.

    Al di sotto si colloca adesso una nuova classe privilegiata di lavoratori e cittadini “speciali” a cui la legge non si applica ( art.18 ) o meglio si applica nel meglio. Questi sono i servetti che ruotano attorno ai politicanti e le cui fila si ingrossano e il cui costo continua, assieme a tutto l’apparato di cui sopra, a gravare solo su una parte limitata della popolazione lavorativa.

    AL livello piu’ basso, la feccia, c’e’ il popolino, la gente comune, i lavoratori nel privato, i pensionati, gli imprenditori di piccole e medie imprese, gli artigiani, le partite iva, etc. etc.

    A lato e per garantire tutto questo apparato c’e’ l’intoccabile Magistratura..i nuovi Richelieu o Mazzarino della nuova aristocrazia. Apparentemente dei servitori ma attualmente intoccabili, ingestibili, non rispondono a nessuno e naturalmente con stampo mafiosistico si avvalgono di tutti i metodi possibili per intimidire e piegare le perosne : GdF, Polizia, Carabinieri, Giornalisti lecchini, etc.

    Sono una galassia a se stante, intoccabile e incotrovertibile … naturalmente politicizzata e legata a doppio filo a certi interessi che coincidono con quelli di parte propria.

    Ecco questo e’ quello che lo Stato Italiano oggi da come fotografia di se stesso.

    Una democrazia inesistente, un “Re” che ha organizzato un colpo di Stato ( dov’e’ la telefonata tra Napolitano e la Merkel? ) e ha messo una persona NON eletta – come lui d’altronde – a gestire un paese senza nemmeno preoccuparsi tanto.

    Tutti i “sacrifici” ed il prezzo pagato per lo sconcio che non si arresta sono scaricati sulla collettivita’ e per lo piu’ su una parte di essa…senza ricorso ne’ discussione.

    Forse non e’ fascismo ma e’ certamente un qualcosa di nuovo e brutto…adeguato forse ai tempi ma che puzza tanto di vecchio e di oppressione e despotismo.

  5. mario gamba

    2 giugno 2012 at 15:55

    bravissimo Piero! niente da aggiungere.

  6. Sandra

    2 giugno 2012 at 11:33

    Caro Sansonetti, non ho le sue idee ma tutte le volte che l’ho sentita parlare mi è sembrata una persona libera. E questo articolo ne è la dimostrazione.Lei è la prova che le idee che avevamo da ragazzi qualcuno è riuscito a portarle avanti. Pensiero libero sempre. Anche da vecchi

  7. Cimolato

    2 giugno 2012 at 10:44

    D’accordo con il contenuto dell’articolo e con il precedente commento di Antonio.
    La cosa più agghiacciante è che le categorie in questione, magistrati e giornalisti, sono tra quelle ad avere le responsabilità più elevate, assieme ai politici.
    Di fatto essi decidono sul destino di moltissime persone.
    Le loro linee guida dovrebbero essere la legge per gli uni, la verità e un codice etico per gli altri e il bene comune per gli ultimi.
    Invece di intendere il proprio potere come una cosa bella, una grande opportunità per fare del bene, costoro si arrogano la facoltà divina di dividere il mondo tra buoni e cattivi.
    In base a questo status illusorio ritengono di non doverne rispondere a nessuno e in base alle loro convinzioni conformano leggi, procedure e articoli di giornale.
    Povera Patria

  8. Antonio

    2 giugno 2012 at 09:53

    Non posso fare a meno di ringraziarla Sansonetti. Quello che sta accadendo da il senso di un’associazione a delinquere mediatico giudiziaria in grado di condizionare tutto. Non c’è un grande vecchio, non c’è una longa manus, sono semplicemente dinamiche sociali che hanno portato a saldarsi due poteri (ovvero, per la precisione, un potere, quello giudiziario, ed un contropotere, che dovrebbe essere quello dell’informazione che bilancia gli altri) con tutti gli effetti distorti che vediamo. Non c’è una volonta a priori di essere cattivi o un’ideologia che guida tutto ciò, come in molti altri momenti della Storia. E come dice giustamente loro stessi si figurano giusti e magnanimi. Ci sono due poteri, ripeto, che saldandosi hanno elevato reciprocamente ed in maniera esponenziale la loro capacità di incidere sugli eventi.
    Il tutto a discapito della democrazia e della libertà degli individui. Poi non vogliamo chiamarlo fascismo? Va bene. Chiamiamolo come volete ma il fenomeno questo è e non vederlo o minimizzarlo è da miopi.

  9. Pingback: (Dis)informazione la misura è colma.

  10. franco arcuri

    2 giugno 2012 at 00:07

    Non generalizzzare mai.
    Il nostro sistema giudiziario è sostanzialmente sano e le storture si hanno principalmente nella fase delle indagini preliminari. Eliminiare le fughe di notizie non è difficile e non si risolve aumentando le pene. Basterebbe prevedere che in caso di fughe di notizie la competenza per le indagini passi alla Procura Generale e ad altra forza di polizia.

  11. toto

    1 giugno 2012 at 21:47

    condivido quasi integralmente il pensiero di Sansonetti. Un solo appunto: per sostenmere la tesi di una magistratura “immune” e che non sbaglia mai non occorre, a mio avviso, cadere nella banalizzazione opposta della critica generalizzata specie se sostenuta atingendo a giudizi di personaggi, nei comportamenti, alquanto discutibili. Alcuni comportamenti e stili di vita e di valori non possono essere “sgonfiati” o “accettati” perchè il titolare è un libero critico della magistratura. Andiamo quindi piano con il ritenere superiore la virtù della critica alla magistratura con la sostanza di una cultura e di un comportamento da vergogna che continuerà a non essere giuridicamnte contestabile o penalmnet rilevante ma che agli occhi dei lavoratori, dei cittadini, dei giovani è assolutamente condannabile. Quindi Sansonetti continua pure come fai giustamente a criticare i “giudizi” e i “giudici” sapendo che tra i giudizi quello sociale, quello che critica e combatte un certo tipo di società non può mai affievolirsi. Con stima

  12. giuseppe

    1 giugno 2012 at 16:53

    X Sansonetti condivido totalmente il tuo pensiero, l’unica cosa che non accetto è la definizione di “regime fascista”, il fascismo è un’altra cosa.Per il resto debbo riconoscere che sei uno dei pochi giornalisti di sinistra ed essere libero, mica è una cosa da poco. distinti saluti giuseppe

  13. Stefano

    1 giugno 2012 at 15:23

    Più che il fascismo a me ha ricordato tanto un metodo mafioso, classico messaggio trasversale. Non ti piacciono i nostri metodi? Guarda che ti succede.. e purtroppo non è il primo e non sarà l’ultimo. Abbiamo magistrati totalmente autoreferenziali e ci sono suoi colleghi servi loro. Se si parla di collusione politica-mafia, si deve parlare anche della collusione stampa-magistratura, che ormai è un dato di fatto.

  14. Angelo

    1 giugno 2012 at 14:47

    Grazie Sansonetti, esiste ancora qualche giornalista serio in questo paese.
    Non per plageria, ma se la metà dei giornalisti in Italia fosse come Lei, forse in Italia ci sarebbe più senso civico e si vivrebbe meglio.