Luca Telese sul Fatto ha scritto che la Fiom, con l’assemblea organizzata il prossimo 9 giugno, si sta lanciando in politica. Abbiamo chiesto al responsabile lavoro dell’Idv Maurizio Zipponi, collaboratore de gli Altri, se gli sembra plausibile un’ipotesi del genere. La risposta, in sintesi, è “baggianate”.
Perché escludi l’ipotesi? Ne stanno parlando in tanti.
La tesi secondo cui la Fiom stia pensando di organizzarsi in partito è una totale baggianata. La Fiom è un soggetto politico il cui bene più prezioso è l’autonomia dai partiti, dai governi e dagli imprenditori.
E l’assemblea del 9 giugno? Il fatto che la Fiom presenterà una sua “lista” di “desiderata” ai politici che ha invitato? Tra cui Di Pietro, Vendola e Bersani…
Noi andremo all’assemblea del 9 perché desideriamo andarci e perché siamo convinti che il tema del lavoro può diventare il tema fondamentale dell’alternativa per un governo di centrosinistra. L’assemblea è su questioni per noi decisive: democrazia, rappresentanza, trasparenza. E ovviamente noi abbiamo le nostre idee come la Fiom ha le sue. Non siamo i notai di nessuno ma un partito che punta al cambiamento.
Ci saranno anche i rappresentanti della Federazione della sinistra che sembrano tenerci molto a “mettere il cappello” sulla Fiom…
Fa parte del gioco della sinistra, un déjà vu poco interessante. A questo atteggiamento noi rispondiamo puntando al merito, con una domanda agli interlocutori, e cioè: da che parte state? Noi stiamo dalla parte dei lavoratori. Punto.
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