In Italia si stanno diffondendo i corsi salva-matrimoni, in Inghilterra sono stati istituiti corsi per genitori, zii, nonni, e magari pure cugini se ci sono, in cui viene insegnato come prendersi cura dei bambini. Si tratta di lezioni a cura delle pubbliche amministrazioni, fortemente volute da chi crede – come David Cameron e come Walter Veltroni che ci pensò per primo, dieci anni fa – a uno stato più intelligente dei cittadini, abilitato attraverso gli “esperti” da lui decisi a definire cosa sia giusto e sbagliato nella sfera privata, a dare regole di comportamento valide per tutti.
David Cameron avrebbe qualche straccio di ragione in più, perché in gioco ci sono nozioni di tipo tecnico che, ignorate o trascurate, possono mettere a rischio la salute del bambino. Però il primo ministro non pone l’accento su questo pericolo, niente affatto. Si affanna a spiegare che una brava mamma e un bravo papà sono il primo mattone di una nazione forte e di sani principii, che si tratta del futuro della collettività, che alle coppie va insegnata l’arte del focolare domestico. Alla domanda «ma lo stato non sarà troppo impiccione?» lui risponde piccato «non impiccione, ma saggio e sensibile». Insomma, la buttiamo sull’ideologia, altro che storie. Il sacro stato che su un piano diverso prosegue l’opera del buon padre di famiglia, o persino ne fa le veci. Già sentito. E non in sistemi democratici. Dettaglio non trascurabile, che se da una parte rende ancora più evidente l’intenzione normativa e omologatrice dall’altra fa scadere tutto nel comico (per cui non si sa se spaventarsi o ridere: dipende dal senso critico dei cittadini britannici), è che nei corsi vengono date anche “utili indicazioni” sui nomi da appioppare al nascituro, in base a quelli più diffusi, quelli più impegnativi e quelli più “alla moda”. Però. Ampia scelta. I futuri genitori o nonni dei pargoli ne avranno un brivido di libertà. Ammesso che non vengano istradati anche qui per la via migliore (indoviniamo quale?).
In Italia ci si concentra invece sulle coppie. Troppe separazioni, troppi divorzi. A Bologna, Carpi e Rovereto grande successo. A Padova da aprile c’è un corso con materie come gestione del conflitto, comunicazione verbale e corporea. C’è anche sessuologia: “per ribadire, a chi l’ha dimenticato nella quotidianità, i tempi e ritmi del comunicare col sesso”. Le coppie ringrazieranno commosse questo memo, e seguiranno obbedienti le indicazioni sulla tempistica (ma i “ritmi” che sono? la durata?). A Venezia i corsi li hanno già tenuti e ahiloro non li hanno riprogrammati quest’anno, per mancanza di fondi (erano costati 12 mila euro). A Roma, e precisamente a Ostia, dopo l’esperimento di Veltroni con 100 coppie, dieci anni fa, ci saranno corsi in autunno.
L’accento sarà anche sulla gestione delle finanze, dato che i problemi economici sembrano tra le più importanti cause di rottura della coppia. Chissà, magari lezioni dal titolo “come dividersi un uovo sodo in quattro”. Forse basterebbe il famoso sketch di Totò.
Sempre, naturalmente, l’ansia delle ricadute sociali delle separazioni: dato che siamo già abbastanza inguaiati, e i padri che non sanno dove dormire e le madri che non riescono ad andare avanti con un assegno minimo creano ulteriori problemi, per favore statevene in coppia. Insomma, attenti a non far esplodere i conflitti – a costo di un’ulcera –, imparate a sopportarvi. Ergo: rassegnatevi.
Non può funzionare. Perché finché la sopportazione e la rassegnazione avevano come movente l’offerta della sofferenza a Dio e la promessa del paradiso, la forza si trovava. Ma l’idea che le persone accettino l’infelicità e l’ipocrisia in nome pace sociale è troppo bizzarra per qualunque sia pur imperfettissima democrazia.
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Paolo Frumento
28 maggio 2012 at 23:34
Grazie Susanna che non ti sei dimenticata di Paolo di Nizza.
Se non sono obbligatori, ritengo che i corsi possano anche aiutare persone altrimenti ancora più sbussolate. La ricetta migliore per me è semplice: cercate il regno di Dio, il resto vi sarà dato 100 volte tanto. Le parole scritte così però possono dire e non dire, un pò come sotto il titolo dello Zarathustra ‘un libro per tutti e per nessuno’.
Che poi patisca personalmente ancora qualche attitudine di pensiero ripetitivo che mi rende anafettivo o invasore dell’altro, non è una questione nè sociale nè politica ma psichiatrica.
Così il matrimonio rischierebbe anche per me di non essere una soluzione. Se forse accetto il mio stato attuale, qualunque esso sia, è probabile che avrei i suggerimenti interiori per sapermi rapportare in una situazione di coppia.
Vittorio Lussana
28 maggio 2012 at 16:02
Con tutta la formazione che servirebbe, in tutti i campi e settori profesisonali stracolmi di gente messa lì non si sa bene perché, questi qui pretendono di ficcare il naso nella gestione dei sentimenti privati delle persone, cioè proprio là dove non dovrebbero metterlo… Stiamo proprio alla frutta, come si suol dire!
Lo Scrocco
28 maggio 2012 at 12:31
Alessandra, Ale sotto insomma, ha sollevato una grande, importantissima questione…teoricamente, uno va alla Asl pensando che lì, se non dove, possa trovarsi il “miglior specialista”…Servizio Sanitario Nazionale, vuoi mettere? E chi lo conosce il privato? Chi può permetterselo soprattutto? Vai al consultorio Asl e ti trovi degli incompetenti…ma come? Io vado lì pcheer avere un minimo di garanzia che mio figlio, mia figlia, me stesso, il partner, un familiare…siano in “buone mani”? E quale regola stabilisce che quelle mani sono buone per il mio caso specifico? Una specializzazione? Un concorso statale superato? E se quello psicologo (ma potrebbe essere un medico, chiunque altro) fosse un tempo stato, mettiamo pure, “il migliore”, e adesso fosse peggiorato?.Dico sempre che non esiste la psicoligia, esistono gli psicologi. Per me ha senso. Esiste lo psicologo di strada, lo psicologo prete, lo psicologo scrittore di romanzi, lo psicologo astrologo, lo psicologo odontoiatra…la psicologia è una scienza PROBABILISTICA. È PROBABILE CHE FUNZIONI NEL MIO CASO, MA NON NEL TUO, CON QUELLO PSICOLOGO, PIUTTOSTO CHE CON UN ALTRO…E ALLORA? Risposte a voi…
ale
27 maggio 2012 at 21:22
che nervi!!!! l’anno scorso ho avuto a che fare con una psicologa “esperta” di adolescenti in difficoltà, regolarmente assunta all’asl. beh, io una persona così cafona arrogante e chiaramente impreparata non pensavo esistesse. roba che se avessi avuto tempo e soldi l’avrei denunciata. solo in seguito ho scoperto i danni che aveva già combinato, ma intanto è sempre là nel suo bell’ufficio pagata per sparare cazzate. il punto è questo: mettiamo pure che una persona confusa perché in difficoltà si rivolga a un “esperto” perché non ha amici in grado di consigliarla/è troppo riservata per affrontare certi discorsi con gli amici… ma che succede poi se l’esperto è un emerito idiota che nel migliore dei casi non serve a un accidente, nel peggiore fa ancora più casino? bah. io per esperienze personali starei alla larga da strutture del genere, ma non nego di essere particolarm. sfigata nei miei rapporti con il variegato (e spesso scalcagnato) mondo dei terapeuti
susanna schimperna
27 maggio 2012 at 17:44
laura, è proprio il punto di partenza che contesto. mentre dei deboli questa società, detta proprio com’è, se ne sbatte, in ogni modo e maniera vedo il tentativo di intervenire con funzione “educativa”.
io ho in orrore anche della scuola dell’obbligo, figurati. salvo la bellissima figura del maestro o della maestra, la odio e la schifo. non aiuta a sviluppare le proprie potenzialità, ma a bloccarle, ridurle, livellarle, quando non addirittura estirparle. vuoi che non trovi spaventosa l’idea di poter entrare nelle dinamiche delle coppie così, con un corso, valido per tutti, fatto da persone che “hanno studiato sui libri giusti” e ottenuto “un attestato”?
vedo ancora la vita come l’opportunità di sperimentare ogni giorno e mettere noi stessi alla prova, ogni giorno. non vedo e non voglio percorsi prestabiliti o giusti per tutti. che le persone ricorrano volontariamente – e non essendo malate, picchiate, ricattate – all’aiuto di “esperti relazionari” è come dire che rinunciano all’enorme privilegio (e impegno, certo) di scoprire da sole cosa fare.
ps sempre più mi sembra che la prevenzione sia peggiore della repressione. a livello sociale e magari anche individuale potrà contenere i danni ed essere segnata come una voce di bilancio attiva, ma bisogna vedere quali parametri usiamo. e quindi, quanto perdiamo in unicità e fiducia in noi stessi.
paolo vites
27 maggio 2012 at 16:22
gran bell’articolo come sempre. è vero, ormai lo stato ci educa dalla culla alla tomba ed è una educazione destinata a produrre solo mostri. lo stato ha preso il posto della chiesa che almeno come dici tu offriva una speranza di una vita eterna migliore. lo stato ci offre solo comeessere buoni cittadini pagare le tasse e obbedire
Cinzia
27 maggio 2012 at 13:57
Ennesima ipocrisia dello stato…prima ha fatto di tutto per far sciogliere i matrimoni, creando la legge sul divorzio, ora che gli fa più comodo per i suoi sporchi motivi vorrebbe far rimettere insieme tutti i divorziati???Ma basta!!!
Laura
27 maggio 2012 at 10:04
post scriptum. Ricordo che un’amica, molto tempo fa, decise di seguire i corsi prematrimoniali della parrocchia. Il sacerdote fece alle coppie un test: ognuno, per conto proprio, doveva stilare la classifica delle priorita’ assolute e poi doveva confrontarle con quelle del fidanzato /a. Una o due coppie cominciarono a litigare di fronte a tutti, perche’ lei aveva scritto 1 famiglia 2 bambini etc e lui 1 vedere la partita la domenica e 2 lavoro. Non si erano mai detti veramente cosa si aspettavano dalla loro unione, lei cadeva dalle nuvole e lui anche. Se non ricordo male, smisero di andare al corso e non si sposarono. Non si sposo’ nemmeno la mia amica, durante il corso infatti il fidanzato esprimeva opinioni che a lei infastidivano moltissimo, e la porto’ a pensare che forse non era l’uomo giusto. Quindi possiamo dire che l’effetto di quel corso, pur condotto da un sacerdote, fu quello di far riflettere le coppie e non quello di spingerle a sposarsi a tutti i costi.
Laura
27 maggio 2012 at 09:57
Susanna cara, non sono ancora persuasa… Il consiglio che dici tu, arrivato all’improvviso, e’ il consiglio di un amico che per forza di cose ha una visione soggettiva della questione. Puo’ essere una fortuna, ma capita poche volte. Non sono sicura che i consulenti matrimoniali diano etichette di pazzia o sanita’, se due persone stanno bene insieme pur con modalita’ assurde e poco logiche, bene. Perche’ dovrebbero rivolgersi ai corsi per coppie in crisi? Non so se i corsi di cui parli abbiano come obiettivo quello di insegnare le regole della coppia perfetta, o se spingano davvero al ricomponimento posticcio di ogni frattura purche’ non avvenga una separazione. Forse forniscono suggerimenti di buon senso, spunti di riflessione, consigli non obbligatori per coloro che si dibattono in una relazione infelice. Sono convinta che chi si rivolge ad un parere esterno vuole salvare la relazione, altrimenti lascerebbe che le cose facciano il proprio corso. Forse io e te non saremo mai d’ accordo : ).
Jennifer
27 maggio 2012 at 09:09
L’aumento (rispetto a quando?)delle separazioni e dei divorzi è normale in un paese civile. Nesuno può entrare nel merito di un matrimonio infelice e neanche di uno felice. Parere personale. Il vero problema sono i figli per tutte le coppie. E’ lì che bisogna impegnarsi, confrontarsi ed aggiustare il tiro quando non si ottengono risultati. Parlo naturalmente di persone in buona fede e non di chi va avanti per forza d’inerzia, per ignoranza o semplice poltronite.
Si ama parlare dei torti della scuola, spesso con ragione, ma il punto di riferimento dei figli sono i genitori separati o in coppia.I risultati sono sotto gli occhi di tutti: due milioni di giovani senz’arte nè parte che vanno avanti per forza d’inerzia come hanno visto fare ai loro genitori.
A questo si aggiunga un paese nel quale il lavoro viene considerato una dannazione. Su un milione di posti di lavoro vacanti 750.000 sono stati coperti dagli immigrati. Gli immigrati sono spesso molto più colti dei nostri giovani sbandati e sempre più spesso iniziano con lavori umili. In seguito si sistemano in posti lasciati vacanti da una generazione che non vuole studiare nè impegnarsi.
E questo grazie a genitori poco attenti e stimolanti.
susanna schimperna
27 maggio 2012 at 01:17
cara laura, un consiglio esterno di una persona che ci vuole bene, un consiglio esterno forse arrivato non come consiglio ma per una meravigliosa coincidenza, un consiglio o suggerimento o anche semplice parola che sentiamo nostri, diretti a noi e solo a noi? allora sì, certamente sì.
ma non è questo il caso. qui c’è l’intromissione che pretende di insegnare ciò che è bene e ciò che è male, le lezioni, l’appiattimento, la schematizzazione dei rapporti, il dover – dall’altra parte – andare “a imparare”… davvero tutto questo non ti fa orrore? il modo di esprimere i sentimenti è nostro, solo nostro. ci sono coppie incredibili, che all’analisi di un consulente matrimoniale risulterebbero pazzoidi o peggio, e invece sono splendide, uniche.
perfetti estranei che per mestiere spiegano ad altri perfetti estranei come vivere i loro rapporti perché allo stato fa comodo che il tasso di separazioni diminuisca. brrrr…
attenzione, è saltata la prep art “della” nell’ultima riga del pezzo: “in nome della pace sociale” è la frase corretta.
Matilde
27 maggio 2012 at 00:23
I diritti umani sono l’elemento essenziale che consente ad ogni individuo di vivere degnamente in quanto persona. Solo attraverso il rispetto di essi si possono ottenere la libertà, la giustizia, la pace, permettendo all’individuo e alla comunità di svilupparsi integralmente.
I diritti umani sono naturali perché sono comuni a tutti gli individui sin dalla nascita e non devono essere acquistati né ricevuti o ceduti come concessione o eredità.
I diritti umani sono universali perché identici per tutti gli individui, senza distinzione di sesso, etnia, cultura, religione, opinione politica, origine nazionale e sociale.
Tutte le persone nascono libere ed uguali in dignità e diritti.
I diritti umani sono indivisibili in quanto sono da intendersi come non separabili; infatti la libertà, la sicurezza e la giustizia sono garantite solo se vengono tutelati tutti i diritti (civili, economici, sociali, culturali).
La violazione di uno solo di essi costituisce una minaccia nei confronti di tutti gli altri.
Infine, sono inalienabili: nessuno può sottrarre i diritti umani ad un’altra persona perchè gli individui li conservano per tutta la vita anche nel caso in cui le leggi positive degli stati dovessero eliminarli o limitarli.
I diritti umani sono oggi garantiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, proclamata il 10 dicembre del 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Essa riguarda tutte le persone del mondo, senza alcuna distinzione e sancisce l’esistenza di diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere in vita.
francesco
26 maggio 2012 at 23:38
sembra che ai politici stia sfuggendo di mano la situazione per un generale improvviso risveglio, loro vorrebbero riadormentarci, noi non abbiamo ben capito se è giorno o ancora notte…attenzione riadormentarsi può far perdere un appuntamento….
))
Alberto
26 maggio 2012 at 21:54
PROVA
Frau Meri
26 maggio 2012 at 21:18
C’è una crisi dei ruoli.Oggi ho parlato con un’amica che ha comprato il secondo libro per imparare a trattare con i figli adolescenti.Sono le conseguenze dell’incomunicabilita’, che al di la’ delle apparenze che i social network vorrebberro celare, è molto forte.Manca molto il sentire.In diverse forme di relazioni umane.E non saranno i corsi menzionati purtroppo a farlo ritornare
susi
26 maggio 2012 at 20:27
Speriamo, che non funzioni, io invece temo che tante persone, sentendosi ormai stanche e disorientate, possano aderire a certe iniziative, perchè siamo in tempi in cui , ahimè, una “guida sicura” potrebbe apparire quella figura slvifica che non si riesce a trarre da sé stessi. A me sembra uno scenario orwelliano…
gianclaudio
26 maggio 2012 at 20:17
e’ in edicola “corso per salma”, nel primo fascicolo la prima lezione “la mano morta”e in omaggio lo scorrimano dell’autobus
Corina
26 maggio 2012 at 20:07
mi sembra di essere tornata nella Spagna del dopoguerra…
Laura
26 maggio 2012 at 20:06
cara Susanna, io penso invece che un corso per coppie in crisi non sia affatto un abominio. Perche’ dici che l’obiettivo e’ quello di rassegnarsi all’infelicita’ coniugale? La mia opinione personale e’ che aumentano divorzi e separazioni per i motivi piu’ vari, e tra questi c’e’ anche quello di sancire una infelicita’, riconoscerla e prendere atto che insieme non si va da nessuna parte. Prima pero’ di sancire la separazione definitiva, le coppie normalmente tentano strade diverse, dibattendosi tra voglia di lasciar perdere e voglia di continuare. Non tanto perche’ credono nella famiglia indissolubile, quanto per i figli, per evitare un senso di fallimento esistenziale, perche’ temono la solitudine e via discorrendo. Il punto e’ che c’e’ una tremenda ignoranza sul ricomponimento dei conflitti, molte coppie vanno dall’avvocato a pochi mesi dalle nozze per motivi futili, perche’ si erano fatte un’idea falsa del matrimonio, perche’ prima della cerimonia non si erano mai detti davvero quello che si aspettavano dalla loro unione, perche’ non hanno mai comunicato davvero, perche’ non sanno gestire la vita sessuale etc etc. Se parli con i terapeuti famigliari, ne senti di tutti i colori. E a volte basta un consiglio esterno per sbloccare una situazione che pare incancrenita, per capire quale sia la vera posta in gioco, le priorita’ dell’ uno e dell’altro. Non e’ mica per santificare la famiglia come cellula fondante della societa’, e’ per evitare drammi inutili che porterebbero a figli separati dai genitori quando basterebbe sedersi tranquillamente e discutere della faccenda. Non trovi?
Emanuela
26 maggio 2012 at 20:02
Per la Pace sociale….ma dei bei corsi intensivi per diventare dei corretti, onesti e capaci politici…? Visto che da soli non ce la fanno?!……..
Pio Antonio Caso
26 maggio 2012 at 19:57
a settembre nel giorno di San Gennaro festeggerò il 25° anniversario di matrimonio. Niente male, pensando di esserci arrivato al terzo tentativo. Orgoglioso dei miei errori: tutta farina del mio sacco.
anna disanza
26 maggio 2012 at 19:53
L’UNICO COMMENTO CHE MI SENTO DI FARE E’ DETTATO NON DA UNA PROFONDA RIFLESSIONE CONFESSO, MA DALL’ISTINTO…….
MI VIENE DA DIRE SOLO CHE DOVE NON ARRIVA IL LAVAGGIO DEL CERVELLO DEL CREDERE RELIGIOSO CON TUTTI I SUOI CAPI BRANCO, ARRIVA LO STATO CHE DI DEMOCRATICO MI PARE ABBIA SEMPRE MENO
ANNA DISANZA
Paolo
26 maggio 2012 at 19:50
il pensiero e la liberta’ individuale sono perniciosi e infestanti, e non permettono l’esercizio di adeguate forme di controllo