Corvi e Vaticano, così si prepara
la successione di Ratzinger

Aurelio Mancuso Pubblicato da
il 28 maggio 2012.
Pubblicato in Attualità.

I giornali hanno dato conto che il presunto corvo, il maggiordomo del papa, è stato posto agli arresti all’interno del Vaticano. Molte persone hanno così appreso che esiste una sorta di carcere dentro le mura sacre, come in un vero e proprio Stato sovrano. In verità non si tratta di un penitenziario, ma di alcune camere di sicurezza, che in caso di delitti, sono utilizzate prima di far scattare gli accordi tra Italia e Vaticano per la custodia di presunti delinquenti.

Questo povero maggiordomo, che appare come necessaria vittima sacrificale, è invece tenuto con cura entro i confini dello stato pontificio. Tutto questo basterebbe per commentare con sufficiente distacco ciò che pubblicamente sta avvenendo in questi giorni. Non si tratta d’altro che di una diffusa guerra di potere che riguarda da una parte la lotta alla successione al trono di Pietro e dall’altra di una ribellione che serpeggia da anni tra i capoccia della Curia romana.

Niente di nuovo, niente di emozionante, basta leggersi un po’ di storia della chiesa cattolica per ritrovare nei secoli lotte ben più virulente, che coinvolgevano stati, eserciti, popolazioni innocenti, con tanto spargimento di sangue, istituzione di tribunali speciali, e così via. Il clamore dell’oggi è solamente alimentato dalla smemoratezza dei più, che si sposa con la inevitabile campagna stampa, non tutta esattamente disinteressata, che intende accreditare una spy story da reality show. Invece è tutto antico, anzi decadente, accompagnato da un tanfo insopportabile di stantio e putrefazione. L’anacronistico Stato Vaticano, una delle principali cause di permanente blasfema divisione tra i cristiani del mondo, oggi come ieri, è un’entità cresciuta nel medioevo più oscuro per diventare vera e propria corte rinascimentale, di cui riti, consuetudini, complotti, delitti e misteri è insozzata la storia degli uomini e più pesantemente interpella la responsabilità della gerarchia cattolica, che distruggendo ormai quasi del tutto il messaggio del Concilio Vaticano II, si è rifugiata in un passato rassicurante. Si dice nei mass media che questo papa è debole, troppo intento a studiare e poco a governare, per questo esplodono in continuazioni risse e pubblici complotti. Si tratta di analisi superficiali, perché questo papa conosce assai bene la Curia, l’ha sorvegliata con polso fermo ai tempi di Giovanni Paolo II. Ciò che non regge è l’intera baracca, e il giudizio non proviene dal sottoscritto, ma è scritto nero su bianco da diversi secoli in molti tomi di prelati e teologi, che inascoltati continuano, persino oggi che la censura è più pesante, a invocare una generale ristrutturazione, un dimagrimento deciso, con lo scioglimento di una corte principesca fuori dal tempo, soprattutto in completa dissintonia con ciò che di buono è oggi la chiesa cattolica. Appassionarsi alle attuali e sicure prossime puntate della lotta intestina tra le ampie fruscianti gonne, significa farsi complici di un sistema politico e culturale che è la ragione stessa della crisi di autorevolezza e di coerenza della complessa realtà cattolica.

Attenderemo, probabilmente invano, segni concreti di pentimento e rinsavimento, che dovrebbero avere come prima preoccupazione il superamento dello Stato, dei privilegi, delle corti, delle banche e così via. Partecipare invece alla soap opera in corso, vuol dire perorare una pulizia all’interno di una organizzazione che non ha alcuna ragione evangelica di esistere.  

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One Response to Corvi e Vaticano, così si prepara
la successione di Ratzinger

  1. rita

    29 maggio 2012 at 09:50

    ottimo Mancuso!!