Mauri, Conte e l’inchiesta
Quanta ipocrisia da parte nostra

Massimo Ilardi Pubblicato da
il 28 maggio 2012.
Pubblicato in Attualità.

Questo nuovo terremoto del calcio scommesse che travolge per l’ennesima volta il mondo del pallone non mi stupisce più di tanto. Non si capisce perché in un Paese dove molti si fanno comprare, dai deputati ai senatori, dagli amministratori pubblici ai manager privati, dai magistrati ai camerieri personali del papa, i calciatori dovrebbe professare un’etica estranea al mondo che li circonda.

Questo ovviamente non vuol dire che non debbano essere condannati e puniti: non solo perché frodano ma soprattutto perché tradiscono quella passione irriducibile e disinteressata dei loro tifosi che non manca occasione per organizzare vere e proprie forme di opposizione alle politiche commerciali delle società sportive che pretendono di piegare il calcio alle regole ferree dello show business, di mercificare tutto anche la fede per la propria squadra che invece non ammette dubbi in quanto rappresenta la tradizione e la memoria di tutto il popolo dei tifosi, “forma gloriosa” che è all’origine e che eccede qualsiasi contingenza.

Ciò che mi stupisce però è altro: come è possibile, mi chiedo, che possano convivere nello stesso mondo una sfrenata libidine ai soldi e al guadagno che dovrebbe infiacchire velocità e muscoli, fantasia e genialità, accanto a forme di ostilità assoluta che nessun calciatore del pianeta, se non quello italiano, ha dimostrato di saper mettere in campo nei momenti che contano? Quattro mondiali vinti e quattordici tra finali e semifinali giocate dalla nazionale, che rappresenta un po’ lo specchio dove si riflettono mentalità e comportamenti del nostro calcio, stanno a dimostrarlo.

La risposta sta forse nel fatto che agli altri piace giocare mentre a noi piace solo vincere? Sarebbe importante capirlo. Perché se fosse così allora ogni aspetto ludico sarebbe abbandonato e il gioco si trasformerebbe in una lotta senza quartiere dove anche la frode e il tradimento avrebbero diritto di cittadinanza.

 

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One Response to Mauri, Conte e l’inchiesta
Quanta ipocrisia da parte nostra

  1. Dental Lab

    3 giugno 2012 at 10:21

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