Poche settimane fa, durante l’ultima edizione del Festival del giornalismo di Perugia, trionfale red carpet mediatico, Corrado Formigli, intervistato sulla cronaca investigativa e il suo ruolo, diceva: L’aspirazione rimane quella di ricoprire il ruolo di watchdog del potere anche se poi non riesce molto spesso. Anzi spesso i giornalisti italiani più che cani da guardia sono cagnolini da compagnia. Ma guardate a telecamere spente cosa succede…
La redazione di Piazzapulita dietro le quinte, festante intorno al premier Monti
Tepozzino
28 maggio 2012 at 17:28
Ad usare l’inglese per darsi il tono del globalista poliglotta si rischiano questi equivoci.
Quello pensava dogsitter con l’ambizione di diventare un giorno butler e invece gli è uscito watchdog
daniele
25 maggio 2012 at 18:03
Formigli pagliaccio al soldo di Bernabè-Telecom Italia, eternamente ringrazia il poker d’assi Ciampi-Prodi-Draghi-Monti che da 30 anni lavora con successo alla svendita del proprio paese e all’abbattimento dei salari dei lavoratori italiani. Rossella e Vespa erano proni con Berlusconi e tutti a dire “vergogna” (sacrosantemente), e ora? Niente. Non una seconda domanda incalzante sulla imbrazzante reintroduzione delle commissione bancarie fatta in fretta e furia due mesi fa sotto dettatura dell’Abi. E poi, dico io, quel freak bocconiano-trilateral-bilderberg-goldman sachs ti dice roboticamente il motivo dell’invenzione dell’euro (“se l’Italia dovesse uscire dall’euro e riacquistare libertà sul proprio tasso di cambio e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche”) e tu niente. Quella è l’occasione della vita. Dovresti prima buttarti schiena a terra come un labrador godereccio, poi rialzarti e azzannare il collo flaccido del potente come un husky affamato. Sconsolante.