Silvio ci prova: non passa ma rilancia. Offre a un Pd in perenne crisi identitaria il prezioso doppio turno in cambio di un’elezione diretta del presidente della Repubblica già vistata, una quindicina d’anni fa, dalla bicamerale di D’Alema.
E’ un buona mossa, anche perché priva di rischi. Permette al cavaliere di rientrare in gioco senza dover pagare nessun pegno ove, come è tutto sommato probabile, la sua proposta dovesse essere bocciata, o più probabilmente rinviata alla prossima legislatura.
Se invece, per caso, la palla dovesse finire un buca, il guadagno sarebbe cospicuo. La trasformazione in Repubblica presidenziale regalerebbe un’illusione di novità e passerebbe un mezzo colpo di spugna sul passato. Silvio avrebbe tempo e agio per decidere se tentare la sorte in prima persona oppure se offrire al candidato giusto (Montezemolo, Passera o chi per loro) un appoggio a quel punto prezioso in cambio delle dovute garanzie.
Che il Pd abbocchi è quasi impossibile, anche se con quella gente non si può mai dire. Ce ne vorrebbe di arte per far ingoiare a elettori già inviperiti un accordo al sapore di inciucio, una riforma costituzionale varata dal Parlamento più squalificato della storia repubblicana nell’ultimo scorcio di legislatura. Bersani ha già pronunciato il prevedibile no. Resta da vedere cosa ne penseranno i vari ras, a partire dall’ex presidente della bicamerale di 15 anni fa.
Comunque, solo se questa via d’uscita risulterà sbarrata, Berlusconi si occuperà di come sostituire il ferrovecchio delle libertà. Non a caso nella conferenza stampa di stamattina lui e Alfano si sono limitati a indicare il nome del prossimo attrezzo: Federazione degli Italiani. Quanto alla sostanza, promettono di parlarne più tardi. Quando avranno capito almeno a cosa potranno ambire nella migliore delle ipotesi. Senza la riforma miraggio di cui sopra è ben poco.
Daniel Rustici
25 maggio 2012 at 18:58
Secondo me il modello francese se attuato in toto,anche col doppio turno, non è male…permetterebbe di evitare alleanze improbabili e alla sinistra di proporre un candidato autonomo dal Pd senza fare regalini alla destra…