Ruotolo e il mostro su twitter
Ma che giornalismo è?

Angela Azzaro Pubblicato da
il 22 maggio 2012.
Pubblicato in Attualità.

Nella strage di Brindisi due cose, nonostante i tanti dubbi, restano certe: l’orrore e lo sciacallaggio dei media. Di come appena accaduto il fatto fosse iniziato il solito e inutile rovistare nella vita della povera Melissa ha scritto benissimo la nostra Laura Eduati (leggi qui). Ma alla sua invettiva contro i media mancava ancora un capitolo, anche questo immancabile. Si chiama “sbatti il mostro in prima pagina”. E da anni sta diventando un vero e proprio sport nazionale che oltre a arrecare danno alle persone prese di mira, rovinando loro la vita, fa un danno alle indagini. I processi mediatici, ormai è un fatto, impediscono sempre più spesso l’accertamento di come siano andati davvero i fatti. Possiamo citare Cogne, Garlasco, Perugia e non ultimo il caso della giovane Sara.

Poteva quindi mancare questo triste spettacolo anche nel caso di Brindisi? No, di certo. Con i media alle calcagna, gli investigatori, peraltro bloccati anche da uno scontro tra procure, hanno dovuto in fretta e furia trovare un colpevole. Qualcuno da dare in pasto ai giornalisti. La fretta però non porta mai buoni consigli. E così che due fratelli sono stati fermati e interrogati. Uno dei due avrebbe potuto essere l’attentatore che tutta l’Italia vuole vedere in faccia. I sospetti sono via via diventati dubbi. E i due fratelli sono stati rilasciati. Gli inquirenti, secondo noi condizionati dalla pressione dei giornalisti, hanno comunque fatto il loro lavoro. Chi non ha fatto il proprio lavoro sono i media. O perlomeno alcuni protagonisti dell’informazione, che non ci hanno pensato su e hanno scritto nome e cognome del mostro, ne hanno mostrato il volto. Tra questi spicca il nome di Sandro Ruotolo. Sì, proprio lui. Giornalista dal 1974 come recita il suo profilo su Twitter, giornalista di punta di Servizio Pubblico.

Che ha fatto Ruotolo? Mentre ancora gli investigatori interrogavano il presuntissimo colpevole, lui ne dava le generalità su twitter. Ecco i suoi tweet seguiti da circa 40mila persone (omettiamo intenzionalmente i nomi che invece Ruotolo ha scritto per esteso). Primo: “Il cognome sarebbe S****. Il sospettato si chiamerebbe C****. Il fratello che sarebbe in questura M”. Poi a seguire: “Quartiere popolare. Lui mano offesa. Vive con fratello e signora. All’ultimo piano di un palazzo. Edilizia popolare”. Subito dopo mostra la foto della casa. “Abita qui il sospettato della strage di Brindisi”. “Ho fatto vedere il volto scoperto dell’uomo che aziona il telecomando ad un suo vicino di casa che titubante: sì può essere lui”. Dopo due ore: “I due fratelli S**** sono in questura”. “Stanno verificando l’alibi del sospettato”. Poi, dopo quasi sei ore: “Prima l’ex militare, ora l’uomo con la mano offesa. Dopo i riscontri, i sospetti tornano liberi. Non ci sono indagati per ora”.

Abbiamo riportato i suoi twitter per capire che cosa ne pensate. Noi pensiamo che questo modo di fare informazione sia scandaloso. Sia sciacallaggio puro. Dare le generalità di una persona sospettata, mentre la folla assediata la questura, è una istigazione alla violenza. È mettere la vita di qualcuno, forse un probabile innocente, nella mani della gogna pubblica. Vogliamo capire davanti a questo ulteriore episodio che cosa voglia dire fare informazione. Vogliamo capire soprattutto se in questo Paese esista ancora uno Stato di diritto o se siamo in balia dell’informazione forcaiola. Vogliamo in ultimo sapere che cosa dicono di tutto questo la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine dei giornalisti: staranno zitti anche questa volta?

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39 Responses to Ruotolo e il mostro su twitter
Ma che giornalismo è?

  1. francesco arcuri

    24 maggio 2012 at 18:15

    Additare pubblicamente un cittadino quale autore di fatti spregevoli prima ancora che l’ipotesi accusatoria abbia superato il vaglio della verifica investigativa (tutti, IN TEORIA, potremmo essere in ipotesi responsabili di TUTTO)è giornalismo investigativo, diritto di cronaca o voglia di comparire?
    Qualcuno investigherà per accertare se vi sia stata una qualche fuga di notizie?
    Bella (!) lezione di giornalismo? Non lo so: non sono un giornalista. Ma certamente scarso rispetto per i diritti di un cittadino colpevole solo di una qualche somiglianza con un criminale.

  2. evamara

    24 maggio 2012 at 16:33

    ruotolo è degno compare del suo socio santoro.Dovrebbero essere cacciati dall’albo dei giornalisti.

  3. Sergio

    24 maggio 2012 at 01:37

    Ruotolo ha SEMPRE dimostrato di essere un forcaiolo, uno di quelli che nel medioevo non solo avrebbero assistito ai roghi, ma uno di quelli che avrebbe mandato la gente al rogo…
    Del giornalista professionale non ha nulla, ma ha tanto dell’AGIT-PROP e dei casi montati… Non a caso lavora per Santoro, che, su tutti gli argomenti che conosco direttamente, e quindi sui quali posso giudicare, ha sempre raccontato un sacco di balle e ha montato ad arte le cose.

  4. Pingback: La soluzione alla pubblica gogna? Meno libertà Le vie (cieche) del giornalismo italiano | Gli Altri Online

  5. Alessandro Scrocco

    23 maggio 2012 at 19:20

    Non conosco Ruotolo. Seguo la Sciarelli. Che dire? Il programma “Chi l’ha visto?” ha perso completamente la sua funzione di “servizio pubblico di ricerca di persone scomparse”. Ormai il caso di Melania Rea e le chat porno del marito sono l’argomento principale. Mi chiedo: cambiassero il nome, il format. Non capisco. DUE ORE DI PUNTATA per mostrarmi le chat porno del presunto assassino? Sull’esercizio di cronaca, nel caso citato nell’articolo, non ve ne vedo. Cronaca è quando hai dei fatti, non dei sospetti. Ruotolo è un giornalista, non un detective. O esiste la professione di giornalista investigativo? Mi indignano immagini o lettura di foto e diari PRIVATI di gente uccisa che non piò scegliere se farli vedere o no. I familiari è un conto. Ma chi muore NON PUO’ FIRMARE LIBERATORIE. Quello è vero sciacallaggio onestamente.

  6. Pino Suriano

    23 maggio 2012 at 16:29

    Aveva già cominciato domenica a sgarrare. Glielo avevo scritto e ha cominciato a incolpare le agenzie. ma poi, a quanto pare, ha continuato. Guardate sul suo profilo twitter. La conversazione è l’ultima del 20 maggio

  7. astor

    23 maggio 2012 at 15:15

    ci mancava solo che lo assumessero a la Repubblica. Classico Comunista vecchio stampo….

  8. marco torracchi

    23 maggio 2012 at 14:18

    A me ‘sto coso, come si chiama? Ruotolo, un mi pare diverso da tutt’i’ resto. Forse più esagerato ne’ mettere i’nnome, ma alla fine unn’è che un prodotto di una informazione che di informazione un c’ha una sega.
    Anzi, dirotti che siamo nelle mani d’un meccanismo perverso che soddisfa i peggiori istinti dell’òmo e educa la gente a un comportamento viscido e pericoloso.
    Quindi un facciamo il “Al rogo al rogo” solo per questo Ruotolo. Cominciamo a fa’ autocritica noi lettori e telespettatori che ci godiamo più che a masturbarsi a vedere gente rovinata a quel modo.
    Smettiamo di comprare giornali o vedere tv spazzatura, vedrai anche Ruotolo cambia modus operandi… ma come caspita scrivo? voleo di’ modo di lavora’!!!

  9. fabrizio

    23 maggio 2012 at 14:07

    è da radiare, ma dopo una ramanzina l’Ordine non prenderà provvedimenti….

  10. Giorgio Cappozzo

    Giorgio Cappozzo

    23 maggio 2012 at 09:48

    Condivido il ragionamento di Tepòzzino, laddove dice che la cura, secondo lorsignori, sarebbe il restringimento dei diritti e non la loro estensione.

    Proprio ieri pomeriggio, su Radio Tre, Lipperini, Lerner, Sarzanini e Zambardino stigmatizzavano la “troppa” libertà della rete e dei “commentatori liberi”, colpevoli, secondo loro, di diffondere odio e linciaggi. Il tema era, anche lì, il fattaccio di Brindisi. Un doppio salto carpiato: riconosco che Ruotolo ha sbagliato, dicevano in coro, ma proprio per questo chiedo che venga messo un freno al diritto di esprimersi liberamente.

    Aggiungo, a post scriptum, che ad alzare i toni intorno alle indagini non è stato il piccolo blogger di canicattì (che troverebbe lo spazio che troverebbe) ma Sandro Ruotolo, vice in carica del più blasonato dei giornalisti italiani, e Fiorello («Quello lì manco meriterebbe il processo»), il più illustre personaggio pubblico nonché il più seguito account social.

  11. susanna schimperna

    23 maggio 2012 at 01:05

    Tepòzzino, interessante analisi e domande più che corrette. Se mi permetti, cito su Facebook il tuo incipit “Il giornalismo alla Ruotolo(ma anche alla Sciarelli o alla Sottile), mascherato da esercizio del diritto di cronaca, è perfettamente funzionale al tempo sbandato che ci è toccato in sorte. Serve a convincere che i nostri mali (individuali e collettivi) nascono dall’eccesso dei diritti e non dall’evidente difetto e che l’unica cura è dunque rinunciare ai diritti in cambio di ordine e sicurezza. Questo è il messaggio di fondo.”

    • Tepòzzino

      23 maggio 2012 at 10:14

      Cita, prendi, rielabora. Sono un libertario e dunque non serve alcun permesso. Nelle tastiera m’è rimasto che ovviamente tutta questa attenzione alla cronaca nera (oltre a distrarci da questioni che ci toccano direttamente) serve a spargere un bel pò di paura ed insicurezza e a renderci disponibili a una diminuzione delle tutele.

  12. Angela Azzaro

    angela azzaro

    22 maggio 2012 at 21:56

    Grazie a tutt@ dei commenti davvero molto interessanti. Devo dire che capisco enrico che ricorda il valore di Ruotolo, ma condivido di più le posizioni di coloro che stabiliscono nessi con il passato. Non credo infatti che Ruotolo sia impazzito. Tutt’altro. Da anni fanno questo tipo di giornalismo reso celebre dalle veline delle procure, che sarebbero vietate – ma anche i più ardenti giustizialisti dimenticano sempre questo divieto. Il fatto è che prima facevano i giustizialisti con personaggi scomodi, tra cui Berlusconi. Oggi lo fanno con chiunque. Questo passaggio era prevedibile. Ma non si può più neanche dire noi lo dicevano. la situazione dell’informazione è talmente critica che anche le cassandre dicono cose ovvie.

    Il problema è che questo giornalismo di cui parliamo ha successo. è visto. è letto. quindi la responsabilità come è stato qui detto è anche dei cittadini, insomma di tutti. E’ però vero che in questi anni i cattivi giornalisti sembravano altri, quando poi scopriamo che la sinistra è in testa alla classifica. questa è la morale di questa storia.

    • rita

      22 maggio 2012 at 23:27

      è vero, quelli che a molti sembravano i giornalisti migliori, tanto migliori poi non sembrano.
      Se solo questi fossero capaci di estraniarsi da se stessi e di giudicarsi con lo stesso manicheismo morale riservato agli altri, a quei disprezzabili “servi” che tanto dileggiano, forse si compatirebbero un po’.
      Il problema è davvero questo: un tale tipo di giornalismo, in costante e compulsiva ricerca di vittime da santificare e di colpevoli da mostrificare riscuote successo, forse perchè ancora una volta ci conferma in tutte le nostre fasulle sicurezze. Desolante.

  13. Pingback: Attentato a Brindisi. Sandro Ruotolo va radiato dall’Ordine dei giornalisti e messo sotto processo per violazione del segreto istruttorio – Camelot Destra Ideale

  14. eva

    22 maggio 2012 at 17:38

    Perchè non sbattere il mostro Monti in prima pagina, con tutti quei mostricini che hanno votato una legge per cui al prossimo terremoto occorrerà un’assicurazione privata per i danni alla propria abitazione.

  15. Pingback: Un Brindisi al killer? | MovieCamp

  16. Tepòzzino

    22 maggio 2012 at 15:10

    Il giornalismo alla Ruotolo(ma anche alla Sciarelli o alla Sottile), mascherato da esercizio del diritto di cronaca, è perfettamente funzionale al tempo sbandato che ci è toccato in sorte. Serve a convincere che i nostri mali (individuali e collettivi) nascono dall’eccesso dei diritti e non dall’evidente difetto e che l’unica cura è dunque rinunciare ai diritti in cambio di ordine e sicurezza. Questo è il messaggio di fondo. Di contorno c’è l’uso dei fatti di cronaca come arma di distrazione di massa. In modo che nessuno su soffermi su questioni, tipo 1) Dopo dieci anni di esperimento dell’Euro è possibile tracciare un bilancio per capire chi ci ha guadagnato e chi invece ci ha perso e se vale la pena mantenerlo?
    2) l’attuale Governo ha la legittimazione del Popolo italiano o è piuttosto l’incarnazione di quel Podestà straniero invocato tempo fa dalle colonne della Repubblica? 3) Dove sono oggi i Costituzionalisti che abbaiavano a Berlusconi? Perchè tacciono di fronte ai colpi che il podestà straniero ha già inferto alla Costituzione del 48? 3) Cos’è il fiscal compact e che ricadute ha sulla vita di noi tutti?.
    Intorno ai fatti di Brindisi l’informazione che scaldava i motori per celebrare il ventennale dell’eccidio di Falcone, senza svolgere alcuna riflessione storica, non poteva che attivarsi con il riflesso condizionato “E’ stata la Mafia!. Perchè il fine mica è quello di informare, esercitando il sacrosanto diritto di cronaca. No, il fine evidente è di distrarre e comunque di formare il giudizio della platea: è stata la mafia, è un atto terroristico. La risposta dello Stato è stata però immediata: se dessimo loro carta bianca certe cose non accadrebbero.
    P.s. nessuno lo ha detto e siccome mi sono beccato del dietrologo altrove avanzo un’ipotesi scorcentante. Ma se non fosse stato un atto intenzionale? Se la tragedia fosse dovuta semplicemente ad incuria, negligenza imperizia? A qualche scondiderato che per disfarsene ha gettato bombole di gas semivuote dentro o nei pressi di un cassonetto?

  17. Enrico

    22 maggio 2012 at 15:07

    Se un giornalista esperto e sicuramente valido come Sandro Ruotolo (le sue inchieste sono generalmente di alto profilo), scivola sul “mostro in prima pagina”, ciò non lascia presagire niente di buono sul futuro del giornalismo italiano.
    PS: Purtroppo anche i lettori, e più in generale i cittadini, non sono privi di responsabilità, anzi.

    Brava Angela.

  18. Marco Tarantino

    22 maggio 2012 at 14:06

    Purtroppo questa deriva nella barbarie ci contagia tutti. È però vero che ci sono delle punte: Qualche giorno fa Travaglio teorizzava le manette come strumento per cambiare la classe politica; ieri Ruotolo ha dato in pasto alle viscere fameliche della società informazioni sensibili su un indagato (il fatto che poi sia stato rilasciato aggrava, ma trovo che sia stato cmq un modo criminale di “informare”). Questo giornalismo, a parte alcuni spazi di critica come il vostro giornale, è blandito e coccolato dalle forze politiche che, ai temi della libertà, dovrebbero essere più sensibili. Bisognerebbe fare qualcosa…

  19. susanna schimperna

    22 maggio 2012 at 14:02

    Subito un’esperienza personale: ho sentito un ragazzino sui quattordici o quindici anni che parlava col suo gruppo di amici e molto deciso li faceva giurare che, avesse mai dovuto essere ammazzato o comunque morire “in quei modi che piacciono alla tv” (parole precise), loro si sarebbero precipitati a casa sua per bruciare o prendersi tutte le sue cose, le foto, il diario, la chitarra, i manifesti appesi al muro. “Ma dillo ai tuoi genitori o a tuo fratello”, ha risposto uno. “Macché, quelli staranno a pezzi!”.
    E ora vediamo quante cose si possono leggere in questa conversazione fatta tra piccoletti probabilmente appena usciti dalle medie. Io sottolineo un elemento, già tenuto in considerazione dal ragazzino: le persone che amavano la vittima sono fragilissime, possono fare cose di cui si pentiranno per sempre o non fare quello che dovrebbero per stare meglio, quindi niente giudizio su di loro, perché potrebbero trovare momentaneo sollievo nel parlare e parlare in tutti i programmi tv, far vedere immagini, raccontare la vita privata di chi è morto, persino aprire i suoi diari. Quanto sia non corretto, ma decente far leva su questo, rientra nel grande problema del forte che approfitta del debole.

    Sbattere in prima pagina o a pieno schermo la vittima certa e il presunto colpevole fa parte di una stessa violenza. Posso essere semplicistica e ripetitiva e dire che anche qui siamo di fronte alla dinamica “forte contro debole”?

    Angela, il fatto che tu immediatamente abbia reagito senza doverti domandare cosa fosse giusto o sbagliato, cosa professionalmente corretto oppure no, mi dà speranza (non che avessi bisogno di conferme su come la “senti”…). Mi chiedo, proprio come curiosità mia, se chi addita il presunto colpevole come mostro dando tutti i riferimenti per individuarlo bene (ma è successo anche poco fa col ragazzo noTav, ricordi?) debba pensarci prima di farlo, o al contrario non “senta” come ovvio il diritto/dovere di farlo. Non è questione da poco.

    • Angela Azzaro

      angela azzaro

      22 maggio 2012 at 21:48

      Cara susi come potevo non reagire. Era impossibile. bella storia dei ragazzini, davvero bella.

  20. rita

    22 maggio 2012 at 13:27

    mi pare che in fondo il comportamento di Ruotolo rientri nella mentalità di un certo giornalismo-stalker di cui parlavi proprio tu, Angela, qualche tempo fa.
    Se lo stalker minaccia direttamente, qua la minaccia consiste appunto nella (più o meno consapevole) istigazione alla violenza da parte di un numero sempre crescente di gente con la bava, che sogna il ripristino della pena di morte.
    E’ grave che un giornalista si comporti così, assecondando e facendo leva sui sentimenti peggiori delle persone.
    E tutto per tornaconto personale, per smanie di visibilità e successo.

    • rita

      22 maggio 2012 at 13:56

      istigazione alla violenza nei confronti, non da parte, volevo poi dire.

  21. Elena Bibolotti

    Elena Bibolotti

    22 maggio 2012 at 12:51

    Credo che il problema sia il chiacchiericcio intorno ai fatti. Strage di mafia, si è parlato subito di strage di mafia e i toni si sono alzati così come le pagine FB listate a lutto. Nessuno che, conoscendo un minimo il modus operandi delle cosche, abbia messo in dubbio l’ipotesi. Non sto attaccando i social media, ma il problema è che se affermo qualcosa io, giustamente non accade nulla, ma se lo fa Ruotolo è normale che succeda un gran casino. Credo che chi fa informazione, debba imparare a battere la lingua almeno dieci volte sul palato prima di scrivere la propria opinione o sbattere il mostro in prima pagina. L’etica dovrebbe essere insita in chi fa informazione, parlare di giornalismo responsabile mi pare un controsenso, sarebbe come autorizzare un giornalismo non etico.

  22. massimo

    22 maggio 2012 at 12:36

    beh la meraviglia dov’è? Voi avete contribuito da oltre 10 anni a rendere normali cose gravissime GRAZIE A VOI tutto è lecito in tv o sulla stampa, i Vs. direttori sino a ieri cosa hanno fatto tutti i giornali tutti tutti !!!mi sorprende che il cane si morde la coda e adesso? cosa fate? troppo tardi vivete di questo solo di questo il poverino Ruotolo ha fatto forse prima degli altri quello che Voleva un altro al suo posto? ma per favore smettetela nessuno di voi è un giornalista oggi!!!

  23. Cesario

    22 maggio 2012 at 12:26

    da giornalista, concordo pienamente. Da subito ho condannato chi ha consegnato quei frames di video (la solita “talpa” dei palazzi di giustizia?) e chi ne ha approfittato per fare scoop. Vergogna! Cataldo Motta è uomo retto. Da sempre. Dovrebbe in qualche modo cercare di arginare queste “gole profonde” che gli stanno attorno, mentre l’”Ordine dei Giornalisti” dovrebbe intervenire immediatamente, perchè non c’è nulla di più sacro della dignità umana e chi la calpesta è sullo stesso pianerottolo di chi ha ideato e attuato quel gesto animalesco davanti ad una scuola. Femminile.
    Ciao Melissa, Splendido fiore di Puglia!

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      22 maggio 2012 at 12:32

      Credo peraltro cesario che le Informazione chi sta a brindisi le viene a sapere. Il problema è che alcuni le pubblcano, altri giustamente no. Il fatto quotidiano fa scuola. Questo è il punto.

  24. Manuela

    22 maggio 2012 at 11:38

    Sono assolutamente d’accordo con te.. per non parlare che su alcuni siti per cosi’ dire d’informazione arrivava la news che l’altra ragazza era morta per poi essere smentita poco dopo..e cosi’ per ore..Tutto cio’ per accaparrarsi il primato della notizia ASSURDO!!!!
    PS: CMQ complimenti per il tuo modo di scrivere.. “vero” sintetico e chiaro..!!!

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      22 maggio 2012 at 12:27

      Grazie manuela. Ieri notte ho scritto di getto, ero stupita, x non dire altro. Da anni l’informazione ha preso una brutta piega, e si pensa: peggio di cosí è impossibile. Invece il peggio è possibile eccome

  25. Eleanor Rigby

    22 maggio 2012 at 11:38

    Non mi meraviglio più, dopo aver sentito un inviato Rai : “La ragazza è stata violentata mentre tornava a casa alle 5 del mattino dopo aver passato la notte a casa del fidanzato”….
    Sansonetti promuova una campagna per una informazione etica.

    • Angela Azzaro

      Angela Azzaro

      22 maggio 2012 at 12:29

      Elena ci stavamo pensando. Prima ho chiamato sansonetti e gli ho detto stessa cosa. Il rischio è che peró nel fare una campagna cosí si diventi a nostra volta moralisti. Che dici? Forse intanto piú che di informazione etica dovremmo parlare di informazione, buona informazione.

  26. Manuela

    22 maggio 2012 at 11:34

    Mi trovi assolutamente d’accordo.. e complimenti per il tuo modo di scrivere..è “vero” sintetico e chiaro …Complimenti!!!

  27. Pingback: Ragionare su Brindisi lontano da isterismi e sensazionalismi | Giuseppe Vitale's Blog

  28. Angela Azzaro

    Angela Azzaro

    22 maggio 2012 at 09:57

    Infatti elena il sentimento è quello della paura. Pensavo: prima o poi ci scappa il morto, il vero linciaggio. Ma di fatto di vittime questo tipo di giornalismo ne ha seminato abbastanza

  29. Angela Azzaro

    Angela Azzaro

    22 maggio 2012 at 09:54

    Ieri un po’ tutta l’informazione ha fatto schifo, diciamo peró che i tweet di ruotolo si sono particolarmente distinti, a questo punto peró se nessuno, e per nessuno intendo l’ordinde dei giornalisti, dice nulla vuole dire davvero che non c’ è speranza.

  30. Elena Bibolotti

    Elena Bibolotti

    22 maggio 2012 at 09:54

    Io ho paura. Ho paura perché non sento più tutelata la mia privacy, perché vedere al TG gente che, durante funerali della povera ragazza di Brindisi, inneggia alla lapidazione e alla pubblica gogna, mi fa precipitare d’improvviso in una società primitiva. Saremmo in democrazia, ma questo pare sia stato dimenticato. Ruotolo, non ha più da anni la mia stima, e per ragioni che sarebbe complicato spigare, non guardo mai Servizio Pubblico, e questa bravata mi rafforza nella scelta. Una vergogna.

  31. alessandro

    22 maggio 2012 at 09:48

    non mi soprende, ruotolo.
    è il giornalismo all’italiana, di qua i buoni, di là i cattivi.
    è una mentalità, una forma mentis.
    in questo paese latita -tragicamente- la cultra della civiltà giuridica.
    “l’italia, più che la culla, è la bara del diritto” leonardo sciscia

  32. Pio Travaglio

    22 maggio 2012 at 09:46

    Ancora una volta la tv e parte della stampa ha dato il peggio di se. Domenica l’intervista al fidanzato di Melissa andata in onda dalla Cuccarini, ieri il TgCom con il video della Prima comunione, poi Ruotolo che ha scatenato la gente. ho letto commenti assurdi sulla pagina Fb del sospettato, il quasi linciaggio quando è stato rilasciato. Ma un pò dignità ancora esiste in questo paese?