Con “Pornoromantica” Carolina Cutolo aveva scritto un manuale non perfettibile sulla vita sessuale delle ragazze contemporanee, senza mediazioni letterarie. Un diario sincero, accompagnato da un blog che ha avuto un successo strepitoso e meritato. Nessuno, almeno in Italia, era mai riuscito a stimolare una riflessione condivisa, impudica, gioiosa e serissima come Cutolo. Riuscendo a dare un messaggio fenomenale alle sue coetanee: si può godere molto del proprio corpo, dei maschi, del sesso, senza per questo smettere di cercare il romanticismo, la condivisione affettuosa del letto, l’onestà di guardarsi negli occhi e decidere se un amico può diventare un fidanzato oppure nulla.
Ora Carolina torna in libreria, cinque anni dopo, con un romanzo intitolato “Romanticidio” (Fandango editore, 13 euro), dove la voce della narratrice è fresca e vera come in “Pornoromantica” ma dove la riflessione si sposta dal sesso all’amore. Marzia Capotorti, la protagonista, è una barista venticinquenne che si autodefinisce scherzosamente “ninfomane” e si fregia della capacità di relazionarsi fugacemente coi maschi senza rimanere impigliata nelle reti amorose. Odia la sdolcineria, odia la banalità dei rapporti ma soprattutto vuole evitare di prendere lucciole per lanterne. E così si dota di un rigidissimo codice di condotta: presumere che un ragazzo carino sia già fidanzato, per esempio, la aiuta a non cadere nelle trappole dei cornificatori occulti. Con leggerezza arguta “Romanticidio” parla di quello che assilla molte donne, il Grande Amore della Vita, quello che molte cercano di vedere in ogni luogo pur di non rimanere da sole. Fulminante la riflessione su Massimo, uno dei colleghi di Marzia: accusato dalla ex di essere uno stronzo perché l’ha lasciata, in realtà non si è mai prestato a doppiogiochismi e ha sempre chiarito quali fossero i suoi sentimenti. Insomma, se a volte i maschi ci risultano poco onesti è perché condiamo i loro gesti e le loro parole di significati romantici niente affatto pertinenti.
Occorre dunque compiere un romanticidio, senza però che il cuore diventi duro come il cuoio altrimenti le emozioni, quando arrivano, causano uno shock fortissimo ed è questo, in fondo, che dà origine a tutta la storia raccontata da Marzia/Cutolo.
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