Red Ronnie è sicuro: tra il terremoto nella sua Emilia e la profezia dei Maya c’è un nesso che solo gli orridi razionalisti non riescono a vedere. Lo dice pubblicamente, nelle interviste in tv, ma soprattutto dalla tribuna più in voga del momento, twitter, di cui è avido compulsatore. Qui vi proponiamo uno stralcio dell’intervista realizzata qualche giorno fa, quando non c’erano tristi faccende da commentare, ma solo il piacere di indagare la sua grande passione: la musica. Perché per Red Ronnie, al secolo Gabriele Ansaloni, la musica è sempre stata e rimane l’oggetto erotico di una vita. Nella sua carriera ha intervistato gran parte delle star internazionali della musica. Musica che ha inseguito e insegue con la passione dell’artigiano e il pallino del talent scout. Scoprire nuovi talenti e portarli davanti a un pubblico tv o radio. Lo faceva ai tempi di Punto Radio, l’emittente libera di Vasco Rossi negli anni ’70, continuava a farlo nelle sue storiche trasmissioni tv, come RoxyBar e Be Bop a Lula, e non smette oggi con il progetto lanciato da poco della webtv Roxybar.tv. Questa sua ossessione, insieme alla sua visione del mondo che lui definisce “anarchica”, lo ha portato anche a fare scelte al centro di polemiche, come per il suo appoggio a Letizia Moratti, per le ultime elezioni amministrative milanesi. Engagement aspramente criticato da tanti a sinistra, molti dei quali cresciuti a pane e programmi di Red Ronnie.
Red, come mai uno con la sua storia oggi non è in tv a condurre un programma musicale.
Io mi sono disinnamorato della tv quando è iniziata la tv urlata. Nel 1990 un mio amico, Carlo Freccero, tornò dalla Francia molto arrabbiato e inventò questa tv spazzatura, la tv urlata. Quindi avevi Sgarbi che urlava nell’arte, Mosca che urlava nello sport, Funari che urlava per le casalinghe, Ferrara che urlava nella politica. Io ho sentito che non andava bene perché dava negatività. E allora, diciamo, mi sono un po’ auto-emarginato, mantenendo dei contatti sporadici.
Nel frattempo, il ruolo della musica in tv è stato stravolto. I suoi programmi e X Factor sono lontani anni luce.
Negli anni ’90 c’era RoxyBar e Help, che hanno costretto le altre tv a fare music dal vivo. Nel momento in cui Mtv è riuscita a cancellare la concorrenza, è finita la musica dal vivo in tv, tranne per il primo maggio. Nel frattempo sono nati i talent, che secondo me è come gettare catrame bollente sulla creatività giovanile. I ragazzi sono stati scelti perché erano furbi, carini, con una bella voce, ma non perché erano degli artisti. Quindi il famoso X Factor non esiste. È un X-sono carino.
Che si ricorda di Radio Alice?
Radio Alice per me in quel momento era il modo di fare il mio lavoro, che era fare il giornalista. Però faceva cagare, è diventata famosa solo perché l’ha chiusa la polizia. Non l’ascoltava nessuno. “compagni, mi è saltato il disco, un attimo che lo rimetto”..
L’eterna questione del pressappochismo della sinistra…
E’ l’arroganza di chi pensa di stare dalla parte giusta e crede che questo basti.
(Red Ronnie interrompe l’intervista per rispondere al Cardinal Ravasi su Twitter). Red, come mai questa ossessione di rispondere ai twitter di Ravasi?
Perché trovavo straordinario che un cardinale si desse su twitter e allo stesso tempo vedevo che stava buttando via il suo tempo, cercavo di fargli capire che twitter non è un altare da cui fare l’omelia. Che cazzo significa che metti quella frase là così? Poi ci sono alcuni tweet che sono imbarazzanti, che ti assicuro che sono contro il vangelo. E io lo conosco molto bene, mi sono fatto quattro anni di seminario.
È religioso?
So che ci sono altre vite oltre a questa, prima e dopo.
Un’ultima domanda. Si definirebbe ancora anarchico?
Quello che sto facendo è anarchia pura. Secondo me è rispetto degli altri andare avanti con quello in cui tu credi. Non metto mai davanti cosa ci guadagno nel fare una cosa. È giusto fare questo? Sì, allora lo faccio. È giusto stare con la Moratti perché ho preso un impegno con una persona che ritengo amica? Quelli de Pd quindici giorni prima mi aveva detto che c’era un accordo con Comunione e liberazione e che se mi sfilavo mi avrebbe reso l’onore delle armi. Io ho detto no.
(l’intervista integrale sul numero degli Altri di questa settimana)
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