Hanno ucciso una ragazzina a Brindisi. Con una bomba. Più precisamente con una bombola del gas, collegata a una miccia e a un timer, che è esplosa alle 7,50 davanti al liceo Falcone-Morvillo di Brindisi. Una esplosione violentissima, ci sono una decina di feriti, la parete della scuola incendiata, danni fino a cento metri di distanza. Un orrore, una violenza incredibile, impensabile, inimmaginabile. Mai nessuno aveva avuto l’idea di mettere una bomba per uccidere a casaccio i ragazzini: mai, mai, mai. Né il terrorismo politico di destra, né quello di sinistra, né la mafia, la ndrangheta la camorra e la sacra corona. Nemmeno i servizi segreti, che pure, nella storia della Repubblica, di stragi ne hanno fatto tante. Questo è un attentato che, al di fuori da ogni retorica, lascia chiunque col fiato spezzato, sull’orlo del pianto, con una specie di disperazione che prende l’anima, che ci fa vedere nero, cupo il futuro. In che cazzo di stagione politico-civile stiamo entrando?
Il problema non è quello di fare analisi per vedere se si ritorna agli anni settanta. Non c’entra niente con gli anni settanta, niente. La violenza di quel decennio, e del successivo, nacque su una grandiosa – a tratti meravigliosa e a tratti perversa – spinta politica. Trovò il carburante in un possente movimento politico. Fu la prosecuzione – secondo me – “orrenda” del conflitto politico-sindacale e dell’avanzata di nuove istanze e di nuovi passi di civiltà. Oggi non c’è proprio niente di tutto questo. E’ violenza-violenza, è terrorismo folle.
Come facciamo a capire chi può aver messo una bomba davanti alla scuola? Non so. Mi pare di capire una cosa drammatica e tremenda: è finita la pax berlusconiana. Già, proprio così. Forse non si dovrebbe dire ma è vero: il ventennio del berlusconismo ha portato a una degenerazione della vita politica, a un immiserimento, forse – non ne sono però sicuro – a un aumento della corruzione e a una caduta dei Grandi Valori Morali. Però aveva prodotto rapporti di lotta politica, civile, economica e intellettuale che vivevano al di fuori della violenza e della morte e dell’omicidio. La morte e l’omicidio erano stati una caratteristica della prima Repubblica. Avevano coinvolto sinistra e destra, movimenti e istituzioni. Il berlusconismo – se escludamo le tragiche giornate di Genova, nelle quali la componente fascista-An prese il sopravvento – aveva ridotto quasi a zero questa componente. E la lotta politica feroce tra berlusconiani e antiberlusconiani – unici attori accettati nel teatro politico – era avvenuta in una parafrasi della guerra, in una messinscena talvolta ignobile, ma mai insanguinata. Si è rotto quell’equilibrio. E la violenza ci ha messo pochi mesi a tornare.
Chi ha messo la bomba? Non so, escluderei un movimento politico. Escluderei anche la mafia (cioè la Sacra Corona) perché comunque è una organizzazione che ha bisogno di consenso e non farebbe una azione del genere. Un pazzo? Può darsi, ma un pazzo sarebbe capace?
Oppure? Oddio, è per me quasi un riflesso condizionato, ma è anche frutto di esperienza, di analisi della storia, e la domanda non riesco a ricacciarla indietro: i servizi segreti?
Antonello Dessi
20 maggio 2012 at 11:05
I Movimenti antagonisti? NO! Lo scenario della loro rappresentazione è “alla luce del sole” e mai rivolgerebbe la loro contestazione verso obiettivi innocenti! Le mafie? NI! Si dice che abbiano bisogno del consenso ambientale; e’vero. Ma gli attentati di Roma e di Firenze dimostrarono che giunge un momento in cui ricercano il negoziato con lo Stato. Il sostanziale ammorbidimento del 61 Bis fu il risultato di tale “mediazione”. Le confische attuate e previste potrebbero essere la merce di scambio del virtuale Patto scellerato! Si sospettano i “Servizi”? Se risponde al vero che c’è una telecamera che ha ripreso il volto dell’attentatore, dico NO senza riserve. I “Nostri” Servizi saranno quanto di più equivoco si aggiri per i nostri boschi, ma non coglioni sino a questo punto! La coltre vischiosa di cui hanno ammantato l’Italicus, stazione di Bologna, piazza Fontana, Meloria e decine di altri casi, dimostrano che una cosa “la sanno fare bene”: ammorbare l’analisi e l’ambiente delle loro azioni! Non riesco, aimeh, ad andare oltre, ma (in versione minore) penso anche all’arrovellarsi sull’ipotesi dualistica “suicidio o strage”? La disperazione, nelle soluzioni estreme, non conserva mai un chè di razionale!!
marco tarantino
19 maggio 2012 at 23:58
Strage di mafia, la SCU (che nella sua storia ha ucciso pochissime persone, sempre uomini singoli e per ritorsione), la Grecia (si, hanno scritto anche che Brindisi è il posto più vicino che collega la Grecia all’Europa), terrorismo italiano, infine terrorismo islamico (con l’aggiunta del fattore “donne”, tanto per non farsi mancare niente). Credo che gli elementi noti finora, se ci permettono di ipotizzare delle escludioni, non ci danno molti elementi di analisi. La pista dei segreti è plausibile (anche se, se l’obiettivo era quello di riunire tutti intorno al governo, mi darei aspettato speciali in tv a reti unificate e non la quasi totale assenza della notizia sulle reti generaliste).
Andrea
19 maggio 2012 at 19:06
Quante stupidaggini si scrivono per vendere di più…chi si fa portavoce delle “grandiose” istanze omicide degli anni ’70, solo perché spinte da “ideali” politici…dovrebbe anche avere il coraggio di ammettere che lanciare dubbi tipo “i servizi segreti” per un’azione del genere, è solamente un insulto all’intelligenza umana, e serve – solo ed esclusivamente – a far abboccare gente che non ne sa nulla…facendosi pagare di più dai banner per ogni semplice click.
Lamento di non avere più un’informazione seria nemmeno su internet, dove una testata potrebbe e dovrebbe essere libera e indipendente. Trovatevi un vero lavoro che è meglio.
piero sansonetti
19 maggio 2012 at 23:46
Non c’è, per la verità, nessun dubbio sul fatto che dietro le grandi stragi degli anni ’70 ci siano i servizi segreti. Nessuna insinuazione: è storia. Non vedo cosa ci sia di clamoroso nel dirlo. Dopodiché non ho alcun indizio serio, stavolta, e quindi mi limito a porre la domanda: vedo però che anche gli investigatori ufficiali iniziano ad escludere la pista mafiosa, che all’inizio sembrava la più accreditata. E mi pare che stavolta neanche “i soliti” (cioè i grandi giornali, che poi sono quelli che quarant’anni fa abboccarono alla pista anarchica…) tentano di accreditare la pista politica insurrezionalista. Quindi, forse, non sono il solo a pensare ai servizi…
Elena
20 maggio 2012 at 00:00
Noi non lo sappiamo. Non sappiamo chi a messo la bomba a piazza Fontana, chi l’ha messa a Bologna, chi ha ucciso Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino e Pasolini. Noi chiamiamo “Servizi” questo non sapere e questa parola, ancora, non ci dice assolutamente nulla. Noi non lo sappiamo, e nessuno, mai, ce l’ha saputo dire.
mario
19 maggio 2012 at 16:19
ma perché i servizi segreti? la strategia della tensione fatta a cazzo in una scuola sconosciuta? in una zona dove la criminalità organizzata sembra l’ipotesi più plausibile? poi, solo l’altro giorno il vostro andrea colombo ci redarguiva tutti (“Non trovo una sola argomentazione a favore dell’ipotesi dietrologica e complottarda”) per aver pensato che la gambizzazione di adinolfi abbia poco a che fare col disagio sociale e molto con il pretesto per militarizzare la società. le opinioni in un giornale possono e devono divergere ma non capisco perché riufiutare una spiegazione dietrologica che ha perfettamente senso per abbracciarne una del tutto illogica.