Dalli ai greci: i giornali italiani
hanno trovato il nemico

Lanfranco Caminiti Pubblicato da
il 16 maggio 2012.
Pubblicato in gli Altri, Politica.

È colpa della Grecia se il nostro spread vola a 440 e se piazza Affari chiude a -2,47. È colpa della Grecia se la Germania ha imposto il rigore e il fiscal compact a tutta l’Europa. È colpa della Grecia se non si possono tenere le elezioni, vedete che hanno combinato, lo stallo, il caos. Non del nostro governo tecnico che è stato messo lì apposta per salvarci dal baratro e invece continua solo a rovistare nelle nostre case per vedere cosa può prendere o pignorare, un pugno di ministri come dilettanti allo sbaraglio in cui spicca il signor Passera, che sembra il Catalano della trasmissione di Renzo Arbore: “Meglio la crescita della non-crescita, meglio le infrastrutture delle sovrastrutture”. Non delle nostre banche che hanno profittato e continuano a profittare. Non di una fragilità politica dell’Europa che non riesce ancora a vedersi come soggetto di trasformazioni sociali continentali, rovesciando il liberismo di questi ultimi vent’anni. No, d’improvviso i giornali italiani hanno trovato il colpevole, il nemico, il capro espiatorio. La coalizione di sinistra Syriza e il suo giovane leader Tsipras vengono stigmatizzati come irresponsabili per non aver accettato di fare parte di un governo di unità nazionale, sposando in pieno la dichiarazione di Venizelos, leader del Pasok socialista. Oh, quelli hanno votato, mica hanno dato fuoco al parlamento. Titoli del Corriere della sera: «Vincono gli egoismi; Incubo Grecia; La dracma e la guerra civile». Una escalation di scenari terribili. Luigi Offeddu parla di «caos del Partenone», wow, forse è il debito alla cultura ellenista. La Stampa è addirittura insultante. Scrive tale Tonia Mastrobuoni: «Dopo le elezioni, se si riproporrà dunque, peggiorato, il caos di negoziati cui l’Europa ha assistito sbigottita negli ultimi dieci giorni, il default sarà quasi inevitabile. A meno che i greci, nel frattempo, non si ravvedano e non votino con la testa, finalmente». Che si ravvedano e votino con la testa, finalmente. Ma vaffanculo, va. A quando un «Spezzeremo le reni alla Grecia»?
Nei giorni scorsi sul New York Times è uscito uno splendido articolo di Arianna Huffington sulla situazione greca. Tra ricordi della propria famiglia – la Huffington è nata a Atene – e della propria difficile giovinezza e lo sguardo ancorato al presente e a quello che potrebbe accadere, scrive: «Il patto di austerità, con la prevedibile contrazione economica che ne è seguita e che porterà a una stagnazione nel 2013, non può continuare. E come mostrano le elezioni della settimana scorsa, il popolo greco non permetterà che continui; chiedono invece che le cose cambino o attraverso il voto o la violenza nelle strade – o una qualche combinazione delle due cose».
Non è l’analisi di un Nobel dell’economia, come Krugman che dalle stesse pagine da un anno va dicendo le stesse cose sugli effetti dell’austerità in Grecia; e non è neppure l’auspicio di una militante di Occupy Wall Street. Certo, voi direte questa è Arianna Huffington, e quell’altra è Tonia Mastrobuoni. Però, non è solo questo.
È proprio un coro, un coro di pecore del montismo – che è bene dirlo, non è un’invenzione di Monti, ma dei partiti che l’hanno voluto, della politica italiana che l’ha incoronato – che belano contro il capro maledetto. Un coro pronto a indicare persino l’esercizio del voto – certo, il più contraddittorio, ambiguo, complesso dei modi in cui può esercitarsi la partecipazione e la dichiarazione dei cittadini – come un “pericolo” da esorcizzare e congelare.
Il veleno del montismo, cioè del dispotismo delle istituzioni svuotate dalla partecipazione e dal conflitto, in nome dell’emergenza – una sorta di protezione civile della democrazia alla Bertolaso e cricca –, dell’extraparlamentarismo diventato governo, è questo: se i greci votano e rivotano e votano di nuovo, noi invece, che siamo ravveduti e abbiamo la testa sulle spalle, no, noi ce ne restiamo a casuccia nostra, ordinati e disciplinati. Impecoriti.

[foto di myrtopapadopoulos]

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10 Responses to Dalli ai greci: i giornali italiani
hanno trovato il nemico

  1. andrea colombo

    16 maggio 2012 at 22:19

    Davvero utile l’articolo di bagnai linkato da tepozzino. più circola meglio è

  2. Tepozzino

    16 maggio 2012 at 18:34

    Per chi ha voglia di approfondire, diveretendosi, quanto siano incosistenti i mantra dei giornali e degli economisti al potere, consiglio vivamente la lettura del blog del Prof. Alberto Bagnai:
    http://goofynomics.blogspot.it/

  3. daniele

    16 maggio 2012 at 16:42

    Caro Andrea, a proposito di Goebbles, Minculpop e non-siamo-i-greci (come ha detto, parafrasando Vasco, King George the Neapolitan) ci fosse stato uno stronzo che ha riportato le rivelazioni di Der Spiegel riprese da The Times sui trucchi contabili fatti nel 1999 da Ciampi e Prodi con la complicità di Kohl per far entrare l’Italia nell’eurozona.

  4. andrea colombo

    16 maggio 2012 at 14:38

    Grande Lanfranco.
    In realtà questa storia della Grecia e dell’euro indica l’enormità del problema dell’informazione molto più di quanto non succedesse con Berlusconi. Lì era solo strumentalizzazione e propaganda: notizie fastidiose per il governo uscivano ogni cinque secondi e se c’era una cosa che al povero Silvio mancava era proprio il controllo sull’informazione.
    Qui è il contrario per due motivi. Il primo è l’unanime stronzaggine bugiarda e ipocrita della stampa italiana di cui parli tu. Roba da dottor goebbels manco da minculpop.
    Il secondo motivo è che in questa materia, a differenza che nei fatti di letto o di tribunale di silviotto, l’informazione sarebbe imprescinidibile. La stragrande maggioranza della gente, tra cui il sottoscritto, non ne capsice un cazzo e non ha strumenti per giudicare, valutare, magari anche decidere.ù
    Siamo entrati nell’euro senza sapere cosa singificasse: l’hanno fatta passare per una specie di campionato, dovevamo “entrare tra i primi”. Accettiamo il rigore del “podestà straniero” (Monti era già tutto in quell’immondo articolo) perché i media ci dicono che altrimenti sarebbe una tragedia. Così invece è una festa.
    Ci infuriamo con quegli egoisti dei greci che non vogliono morire di fame per far contenta l’Europa perché questo dicono tutti i media e dunque devono avere ragione per forza.
    Ma ce ne fosse uno a ricordare che quersto disastro è iniziato perché i rigoristi tedeschi avevano deciso di dare una lezione alla Grecia negando un prestito di 9 miliardi di euro. Nove miliardi, non novanta o novecento!!! Tanto sarebbe bastato a evitare il disastro un paio d’anni fa. Ma chi se ne frega. Dagli al greco e stai a vedere che anche il neoterrorismo parte da lì.

  5. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    16 maggio 2012 at 11:25

    grazie a tutti per i commenti generosi.
    trovo importante il p.s. di daniele che riporta la frase originale della huffington. trovo importante, cioè, che una persona non radicale, non estremista, mossa dalla passione e della comprensione naturale, perché vi è nata, e intellettuale, perché vi ragiona sopra, ponga una domanda sull’intreccio tra le manifestazioni di strada – la democrazia è nata e si è sempre difesa nelle piazze e nelle strade – e le urne. un pensiero “scandaloso” [da leggere senza virgolette] per tanti nostri “democratici” [da leggere con molte virgolette].
    e trovo bellissima la frase di antonio altieri: ich bin athenische! che chiedo il permesso di citare, perché, oltre a farci sentire tutti nati in grecia come la democrazia, sintetizza perfettamente un pensiero che ho per la testa: bisogna salvare la germania. perché ogni volta che la germania si è allontanata dagli dei del sole e del mare e si è rintanata nelle sue foreste sono stati guai per l’europa.

    • Antonio Altieri

      16 maggio 2012 at 11:34

      Grazie Lanfranco, era esattamente quello che intendevo..

  6. Antonio Altieri

    16 maggio 2012 at 11:14

    Heute … Ich bin athenische! per quei tedeschi che hanno la memoria corta..

  7. daniele

    16 maggio 2012 at 10:56

    Caro Lanfranco, i tuoi articoli hanno il doppio effetto di togliermi un po’ d’angoscia che mi dà il veleno dell’unanimismo cieco pro pareggio-di-bilancio-euro-sarebbe-una-catastrofe-senza, e di regalarmi un po’ di carica. Grazie. Il problema è che non c’è una casa o una piazza per cominciare a unire le forze.
    P.S.: they will instead demand change through either the ballot box or violence in the streets — or some combination of both. E noi?

  8. Marco Tarantino

    16 maggio 2012 at 10:44

    Questo articolo è liberatorio. Grazie

  9. gli Altri Online

    gli Altri Online

    16 maggio 2012 at 09:08

    Caro Lanfranco, articolo bellissimo! Almeno, placa il risentimento provato ieri girando per i siti e leggendo tutte le stronzate che vi si trovano.