Brutto è bello. Ma il lifting
è di destra o di sinistra?

Angela Azzaro Pubblicato da
il 16 maggio 2012.
Pubblicato in Queer.

I tradizionali steccati valoriali, già profondamente in crisi a causa dei sacri dettami della Bce, sembrano saltare davanti all’annoso nodo della bellezza e del rapporto con il proprio corpo. Rifarsi è di destra o di sinistra?

La sinistra che, in tutte le salse e in tutti i tempi, ha predicato la supremazia della libera scelta e della cultura sulla cosiddetta natura, davanti alla possibilità di farsi e di rifarsi per apparire più belli cede alle lusinghe delle filosofie reazionarie, per stabilire che è sbagliato e un po’ nazista. Eppure a seguire il ragionamento originario fino alle estreme conseguenze dovrebbe arrivare a conclusioni perlomeno opposte riconoscendo in coloro che modificano il proprio corpo i novelli proletari, che ancor prima che nella società, rivendicano su se stessi la possibilità di cambiare. Il destino cieco mi ha dato quel certo naso, quella certa bocca, quelle gambe un po’ cicciotte e sbilenche e io non mi arrendo. Non accetto l’esistente per come mi viene imposto e lo modifico. Mi batto, mi ribello, confliggo. E mi rifaccio. L’assalto al cielo è doppio: perché utopico – ognuno in questo mondo ha il diritto di essere bello – e perché ci emancipa dalla religione che affida a Dio la possibilità di modellarci a sua immagine e somiglianza dimenticando di dare ad alcuni quello che dà agli altri. In fondo non è questa la massima diseguaglianza che subiamo e per cui molti finiscono in analisi? La sinistra, anche quella più laica, potrebbe tramite la chirurgia estetica liberarsi definitivamente da quel filo rosso che, pur negandolo, la lega in maniera indissolubile alla morale delle Chiese varie ed eventuali. Nella realtà come sappiamo è molto diverso. La sinistra ha orrore di chi modifica il proprio corpo. Pronta ad esaltare i film dove gli umani diventano terminator o replicanti, non sa apprezzare neanche minimamente chi si rifà il naso o ancora peggio le tette. Eppure anche le donne e qualche uomo di sinistra si rifanno. Ma è un rifarsi di chi lancia il sasso e nasconde la mano. Potrei ma non lo faccio. La discrezione ancora prima che occupare palazzo Chigi aveva già preso d’assalto le sale d’attesa di quei medici che si prendono cura delle rughe di chi ha a cuore il proletariato e, pur avendo le tasche piene di soldi, ha timore a far un gesto plateale: mi rifaccio e me ne vanto. I soldi. Ecco il punto. La maggior parte non ha il denaro per affrontare trattamenti estetici particolarmente importanti. La sinistra però non chiede di renderli gratuiti e per tutti. E’ più facile fare il lifting in segreto o denigrare chi si rifà, accusandolo di essere volgare.

La destra non cade meno in contraddizione. Cantori della natura e della volontà di Dio, diventano miscredenti davanti alla possibilità di sconfiggere il tempo che passa. Sono conservatori su tutto, ma assurgono al ruolo di futuristi quando si tratta di dare al loro volto sembianze diverse. Picasso gli fa un baffo. Guardate alcuni volti e labbra asimmetrici per capire che se le regole auree della bellezza greca sono state superate, la nuova frontiera è un linguaggio moderno. Anzi, postmoderno. L’individualità e l’individualismo tanto esaltati lasciano il posto a una comunità di simili, in cui il tratto comune non sono più l’origine e il sangue, come la destra persegue, ma la libera scelta del chirurgo a cui rivolgersi. Il tratto comune sono quel tipo di naso e quel tipo di bocca e non la villa all’Olgiata. Se non fosse per il denaro, anche per la destra saremmo tutti uguali rispetto alla possibilità di rifarci. Saremmo. Se non fosse che si rifà solo chi può permetterselo e in attesa di una sinistra che si batta per il servizio nazionale di chirurgia estetica dobbiamo fare i conti con una destra che a volte sembra sinistra e con una sinistra che a volte sembra destra.

Le femministe non sono da meno. “Io sono mia” si ferma davanti al dibattito sul corpo modificato. Il corpo è tuo se segui le leggi di quella stessa natura che fino a due minuti prima era costruzione ideologica del dominio patriarcale. Schiave del desiderio maschile: ecco chi sono quelle reiette che oggi si presentano davanti agli schermi televisivi con un volto completamente diverso. Ma anche le femministe più aperte, pur ammettendo che ci si possa rifare il seno o i glutei, cedono infine alla tentazione di mettere dei paletti o di giudicare. Quante volte avete sentito in questi mesi: “Ma quanto era più bella prima Carla Bruni”?

Più bella? O più brutta? La contesa è aperta. Coloro che sostengono la chirurgia estetica considerano più brutto il corpo segnato da un tempo che sfugge al controllo umano. I fautori della natura considerano brutto il corpo modificato. Ma se il brutto fosse bello e il bello fosse brutto diventa complicato decidere in questo finale di partita che ha tanto il sapore della resa dei conti tra opposte ideologie che si somigliano più di quanto si differenzino.

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11 Responses to Brutto è bello. Ma il lifting
è di destra o di sinistra?

  1. eva cruciani

    19 maggio 2012 at 18:00

    Da ragazza in università partecipavo ai collettivi studenteschi, imperava la sinistra extraparlamentare; io ero bella come bellissime erano le mie compagne. Ma per i cosiddetti “compagni” duri e puri la bellezza era di destra, i cessi di sinistra. Da lì molte di noi si sono annullate nel fisico facendosi anche male.
    Questo so perchè visto. Oggi dico chi è bello fuori è bello dentro ed ogni mezzo per rendersi piacenti è un celebrare la vita.

  2. marco tarantino

    19 maggio 2012 at 16:06

    Riprendo qui una discussione iniziata su twitter, partendo dalla critica al “femminismo moralista”, dove ci stavamo interrogando sull’esistenza o meno dei concetti di “femminile” e “maschile”, cioè sul fatto che le differenze tra uomini e donne abbiano un substrato immanente o piuttosto siano solo una costruzione culturale. Tra l’altro parlarne qui mi sembra molto pertinente, a partire da una mia esperienza personale. Circa 15 anni fa, girovagando tra vari gruppi della sinistra extraparlamentare, il confronto tra le femministe era molto acceso. In particolare, ricordo un gruppo, abbastanza minoritario, per la verità, che in nome dell’inesistenza di differenze tra i sessi che non siano dovute alla prevaricazione del modello culturale maschile, rifiutava di truccarsi, depilarsi, vestire con gonne o altri indumenti che risaltassero la “femminilità”. Ovviamente a me, ma non solo a me, questa sembrava una posizione incomprensibile, ma per loro era la logica conseguenza del rifiuto della specificità del “femminile”.

    • grazia de michele

      19 maggio 2012 at 17:30

      Di suo ho solo leggiucchiato frammenti sparsi, ma credo che dopo Judith Butler le categorie “maschio” e “femmina” non possano che definirsi costruzioni sociali….Per quanto riguarda i peli, io c’ho dei bei baffi e vorrei evitare di toglierli perche` la penso come le femministe che hai incontrato tu, Marco. Pero` poi mi manca il coraggio perche` sono prigioniera dei modelli di bellezza femminile occidentale. Ho pensato allora che potr mettermi un burqua, che diventerebbe nel mio caso uno strumento di liberazione, in modo da non sentirmi piu` una prigioniera a volto scoperto!

  3. susanna schimperna

    18 maggio 2012 at 00:36

    bello, vero, logico. soprattutto LOGICO. e questo mi piace moltissimo.

    ps – ma non erano le avanguardie culturali all’estrema sinistra ad amare tanto orlan, con il corpo rifatto e ancora rifatto da deformazioni, aggiunte e infioriture?

  4. la punk

    17 maggio 2012 at 10:16

    angela io credo che la sinistra in questo momento sia coerente
    siccome è sciatta nel pensiero lo è anche nella divisa che indossa!

  5. laura a.

    16 maggio 2012 at 21:21

    di per sè, rifarsi non è di destra né di sinistra. E’ di destra quando assume valore imperativo.

    • Angela Azzaro

      angela.azzaro

      16 maggio 2012 at 21:24

      però è vero laura che sull’uso della chirurgia estetica è molto più imperativa la sinistra. come la mettiamo?

  6. Aurelio Mancuso

    16 maggio 2012 at 18:32

    La manipolazione del corpo femminile e maschile, si perde nella notte dei tempi. Lo stesso lavarsi molto spesso (pratica igienica consigliata ai maschi soprattutto etero) strapparsi dolorosamente i peli delle gambe,del petto,ecc. è manipolazione estetica. Uomo e donna, anche per le religioni, si sono da millenni distaccati dal “naturale”, perché elevati a governare la natura, quindi, a disporne come vogliono (fino oggi a fiaccarne le risorse) la carne, i vegetali, i cristalli, le pietre, da cui estraggono tutti i prodotti di bellezza,fin dalle prime civiltà conosciute. La stessa modifica del corpo era già conosciuta per esempio tra i nobili egizi. Insomma, dx e sx italiane sono solo ignoranti, cafone, e perditempo. Ognuno si modifichi, si travesta, si decostruisca come vuole, il resto sono panzane. Brava Angela!!

    • Angela Azzaro

      angela.azzaro

      16 maggio 2012 at 21:27

      grazie au, in fondo l’obiettivo dell’articolo è esattamente questo, smascherare che dietro il naturale c’è sempre il culturale. per esempio essere eterosessuali: che viene spacciata come la cosa più normale del mondo. l’altra cosa è mostrare alla sinistra le sue stesse contraddizioni: se fosse coerente dovrebbe davvero chiedere che la chirurgia estetica diventi una voce del servizio sanitario nazionale. e scherzo solo fino a un certo punto. perché oltre al pane ci vogliono sempre le rose, cioè il desiderio.

  7. Angela Azzaro

    Angela Azzaro

    16 maggio 2012 at 15:38

    Certo che te la passo. A proposito del tuo culo è bello, punto e basta. Rifatto o meno. Certo il fatto di rivolgersi a buoni medici è fondamentale. Resta il fatto che se la sinistra fosse cerente dovrebbe esse a favore della chirurgia, mentre la destra contraria…

  8. la punk

    16 maggio 2012 at 14:37

    una volta una stupida di sinistra non sapendo come attaccarmi l’ha fatto pubblicamente dicendo che il mio culo è così perchè ho fatto la liposuzione
    cosa non vera per altro
    ma se anche fosse stato? mi sarei dovuta sentire in colpa, avrei dovuto avere vergogna?

    su carla bruni non metto paletti però posso dire che effettivamente era più bella prima…e non sto giudicando ma mi chiedo da quale chirurgo sia andata

    mia zia si fece un minilifting da uno bravissimo…dopo aveva la faccia di una che aveva dormito 12 ore

    il giudizio sui medici me lo passi? :)