Ci chiamano isteriche
ma è un invito a masturbarsi

Susanna Schimperna Pubblicato da
il 15 maggio 2012.
Pubblicato in Queer.

«Un paese in cui rivolta e isteria si mescolano» definisce l’Italia il sito blitzquotidiano.it. «Sei un’isterica» dice Elsa Fornero a Emma Marcegaglia. «Una checca isterica» sbotta il cantautore Apicella contro il cantautore Cristiano Malgioglio. «E’ bastato poco per scatenare l’isteria della Bild Zeitung» scrive Stefano Cingolani su Il Foglio. «Quelle donne che marciarono per le città sono oggi definire dalla rete come rabbiose, isteriche, incazzose e populiste» lamenta Virginia Odoardi parlando del movimento Se Non Ora Quando.

Isterismo per tutte le bocche e per tutti i gusti. Insulto antico ma ancora usatissimo perché va dritto al punto: l’utero. E quando di mezzo ci sono i genitali femminili, l’idea che si trasmette è sempre la stessa: inaffidabilità, affettazione, inibizione, insensatezza, irrazionalità. Basta leggere la voce “Personalità isterica” di qualunque manuale o dizionario. I soggetti con questo disturbo di personalità vengono descritti come infantili, superficiali, alla ricerca di attenzione e pronti a richiamarla con atteggiamenti erotici, ipocondriaci, sostanzialmente falsi. Già, “i soggetti”. Come non si sapesse, da sempre, che quando si chiama “isterico” un uomo gli si sta implicitamente negando la mascolinità, tanto che spesso l’insulto diventa «sembri una donnetta isterica».

A risalire indietro nel tempo per tracciare le linee storiche dell’isteria e delle credenze intorno all’utero, si capisce quanto le credenze popolari e persino la medicina qui abbiano dato il peggio di sé, elevando a leggenda il pregiudizio.

Prendiamo il globus hystericus, disturbo che consiste in una sensazione di soffocamento che sembra causata da un globo nella gola. Non troppo tempo fa, gli scienziati pensavano che questo globo fosse reale, che si trattasse di niente altro che dell’utero stesso che nelle pazienti affette da isteria saliva, saliva su per l’addome fino ad arrivare davvero in gola. In diverse società e in vari periodi, la fantasia si spinge anche oltre: l’utero sarebbe in grado di uscire dal corpo e vagare per prati e foreste, pensavano i contadini della Slesia e della Lettonia. Favole raccontate la sera davanti ai camini? Non solo. L’utero vagabondo era un caposaldo della teoria ippocratica dell’isteria, anche se con un certo buonsenso (maggiore sicuramente di quello del medici dell’Ottocento), e soprattutto mostrando riconoscimento e comprensione per la sessualità femminile, i seguaci di Ippocrate attribuivano la malattia alla frustrazione del desiderio erotico, e indicavano dunque come rimedio i rapporti sessuali (anche se nascosti sotto l’ufficiale prescrizione del “matrimonio”).

Il principale ginecologo dell’Impero Romano, Sorano d’Efeso, si dichiarò totalmente avverso a questa cura: per guarire dall’isteria, scriveva, era necessario irrobustire il fisico, e dato che “i rapporti sessuali cagionano atonia in chiunque”, non era proprio il caso che la paziente si desse ai bagordi, anzi, meglio evitare. Raffinato e ammirevole, invece, il grande Galeno: concordava con Ippocrate sul desiderio sessuale insoddisfatto come causa dell’isteria, ma negando assolutamente le migrazioni dell’utero, e al contrario spiegando i sintomi di soffocamento come una congestione dell’organo, consigliava un trattamento mediante la stimolazione manuale della clitoride.

Nel II secolo, insomma, il principe della medicina riuscì a prescrivere alle donne una pratica che fino a pochi decenni fa è stata criminalizzata e combattuta con mezzi anche violenti (per gli uomini; la masturbazione femminile è stata addirittura considerata inconcepibile e negata). E involontariamente ci regalò una risposta che oggi potremmo ironicamente usare contro chi, appellandoci come isteriche, insinua che il problema sia tutto in un utero a cui manchi un riempitivo maschile.

Al prossimo tentativo di insulto, una piccola replica compiaciuta: grazie, mi stai invitando a masturbarmi, idea davvero premurosa.

 

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32 Responses to Ci chiamano isteriche
ma è un invito a masturbarsi

  1. Aurelio

    27 maggio 2012 at 19:08

    Sempre colta, Ironica, Informata ma anche equilibrata hai scritto un ottimo pezzo che apre un mondo di fantastiche considerazioni… la prima senz’altro è quella relativa alla “terapia” descritta da dotti della medicina… sulla masturbazione o sulla opportunità di sesso terapeutico (che farebbe bene CMQ a tutti a prescindere) … la seconda sulla presunzione effettiva che sia un disturbo di genere unilaterale ed invece è pesantemente presente anche nel genere maschile… con reazioni e controindicazioni non indifferenti sul piano sociale… (e purtroppo sul piano politico…) dato l’ignoranza dei medici sul problema…
    Proprio perché parliamo di Isteria come disturbo o disagio psichico e bene ricordare che essa ha un riscontro fisico ed è la maggior pare dei casi un disagio psicosomatico legate alle grandi contraddizioni che generano Isteria, appunto, ma anche nevrosi e instatabilità emotiva…
    Un rimedio omeopatico a tale disturbo può essere IGNATIA AMARA… di cui ti posto le caratteristiche qui sotto… La terapia “sessuale” dell’amplesso (anche multiplo) o, dell’autoerotismo è senz’altro auspicabile (ma per tutti… e non certo solo per le isteriche/ci…) ma di certo non risolverebbe il problema che è invece relativo a certe delusioni, dispiaceri, occasioni perdute ect della vita…e dunque siamo in tanti… Insomma una forma di stress molto importante a mio modesto parere…

    Infine il tuo finale mi sembra ottimo, ironico e consigliabile… quanto meno per sfatare un pregiudizio…
    grazie … :-) ed presto … Susanna… :-)

    LA SCHEDA SUL RIMEDIO IGNATIA AMARA …
    Ignatia amara è un policresto omeopatico con molte reazioni psico-somatiche riconducibili a cause quali dispiaceri, collera, paura, lutti, delusioni, insuccessi, ambizioni smisurate non realizzate, esami falliti, occasioni perdute, ecc. E’ un rimedio anti-stress per eccellenza e delle grandi contraddizioni, cioè è il rimedio dell’isterismo, della nevrosi, della instabilità emotiva, della depressione, della malinconia con tendenza al pianto. Spesso diventa il rimedio delle persone che presentano la “psicologia del fallimento”, cioè di soggetti in età media o matura che hanno aspirato ad una condizione sociale più elevata senza riuscire a raggiungerla, oppure di soggetti in età più avanzata che sono terribilmente delusi dalla vita, dagli insuccessi, dal comportamento dei figli, ecc. Più in generale il rimedio trova corrispondenza in quegli individui che presentano uno stato di sofferenza psichica dovuto alle profonde delusioni verso le loro importanti aspettative oppure alla consapevolezza di essere irrimediabilmente inadeguati alle circostanze….

  2. susanna schimperna

    25 maggio 2012 at 16:16

    mario, certo che sì!

  3. mario gamba

    25 maggio 2012 at 05:03

    magnifico articolo. e magnifico (e gentile) il finale. l’elogio della masturbazione, non solo femminile vorrei suggerire a Susanna. dove lo strumento è tutto il corpo, preferibilmente, per avere più gusto e più intensità.

  4. carogno

    25 maggio 2012 at 03:09

    è “buoncostume” dei popoli,proletari,aristocratici,politi o dello spettacolo usare una terminologia a riguardo dell’apparato genitale quando si tratta di offendere. quindi…se tra donne ci si apostrofa “isterics”,tra uomini “coglione”,tra gay “culo”,tra lesbiche “?” . a me piacerebbe di piu se si offendesse la mancanza di cervello e/o di sensibilità dell’individuo,ma pare che la fantasia sia poca e sia piu facile usare termini volgari. sarà perchè a me non tangono (per potermi dire che sono un cazzone dovrei prima prendere il viagra).
    a riguardo della masturbazione:ben venga,soprattutto se il partner ha l’hiv o se la si puo praticare in compagnia(!) è un modo come un altro per socializzare senza fare uso di erbe,polveri o alcool. diciamo che dà meno alla testa..alle donne.all’uomo deve..per forza… l’articolo mi piace molto,vado subito alla ricerca di vagine vaganti ma apprezzo solo se appartenenti a cervelli non vacanti.

  5. neutrashik

    19 maggio 2012 at 03:27

    onanism 4eva

  6. claudio rocchi

    17 maggio 2012 at 23:01

    Divertita e divertente certo incuriosisci. Ho visto certe tue pagine sul “piacere delle donne” , ti ascolto in Radio RAI, verso mezzanotte, dialogare con Costanzo di etica applicata; ho persino letto alcuni tuoi libri: «castità» in primis, (l’avreste mai detto)? Il profilo di Facebook ti mostra decisa e sorridente. Da quale stella vieni? Super compliments, Signora.

  7. Marcella Pettonati

    16 maggio 2012 at 09:33

    Come disse l’attrice tedesca Hildegard Knef … “Un uomo che urla ha un’opinione … Se un uomo strepita è dinamico … se una donna sbraita è isterica”;…
    Si sa che in politica si urla e si sbraita … purtroppo questi atteggiamenti non fanno concludere niente di positivo e proficuo ma sono controproducenti per la Società … questo è evidente in Italia … per cui non posso che pensare che i Politici italiani, sia uomini sia donne, sono “isterici” e quindi passeranno il loro tempo a “masturbarsi” anziché lavorare seriamente …
    Ahahahhahhhh …

  8. Marcella Pettonati

    16 maggio 2012 at 09:31

    Come disse l’attrice tedesca Hildegard Knef …
    “Un uomo che urla ha un’opinione … Se un uomo strepita è dinamico … se una donna sbraita è isterica”;…
    Si sa che in politica si urla e si sbraita … purtroppo questi atteggiamenti non fanno concludere niente di positivo e proficuo ma sono controproducenti per la Società … questo è evidente in Italia … per cui non posso che pensare che i Politici italiani, sia uomini sia donne, sono “isterici” e quindi passeranno il loro tempo a “masturbarsi” anziché lavorare seriamente … Ahahahhahhhh …

  9. Fabiana

    16 maggio 2012 at 08:45

    Sempre allegra e ironica Susanna, molto interessante l’excursus storico:”Il principale ginecologo dell’Impero Romano, Sorano d’Efeso” mi mancava! Come dice una mia amica ” Fate l’amore, non fate benzina”!

  10. Manuela

    16 maggio 2012 at 08:17

    ahahahhahhahhahhahahhah…BELLISSIMO….già usavo ovaie al posto di palle, dea al posto di dio..Al prossimo tentativo di insulto, una piccola replica compiaciuta:” grazie, mi stai invitando a masturbarmi, idea davvero premurosa.”…GENIALE

  11. patrizia

    16 maggio 2012 at 07:36

    Ehehehe,avete già detto tutto voi, questi commenti sono divertenti e simpatici,l’articolo di Susanna delizioso,come al solito arrivo in ritardo..anche perchè il mio utero ha vagabondato tutta la notte tra le foreste dell Slesia,che altro potrebbe partorire? Ma che cavolo Susanna…perchè non ci mandiamo l’utero della Fornero a vagabondare dai contadini della Slesia? Il mio se ne va a vagabondare a Bora Bora:)

  12. Diana M.

    16 maggio 2012 at 01:15

    Simpatico, ironico, ben scritto, come del resto tutti i tuoi ed anche un tantino pedagogico, questo articolo, Susanna, i miei complimenti.
    E complimenti anche agli autori dei commenti, alcuni, veramente notevoli per arguzia e competenza.
    Dopo aver letto il tuo articolo, non essendo molto ferrata in materia, mi sono andata a documentare un po’ ed ho dedotto (mia opinione del tutto personale) che nessun umano è esente da isteria, chi infatti non è mai stato colpito da uno dei sintomi che il buom Google elenca?
    Certo poi, come una semplice influenza può degenerare in polmonite, così un momento buio può sfociare in qualcosa di più complesso di cui un medico capace, speriamo non isterico, sicuramente speriamo non Freud, se ne occuperà.
    Ma siamo sicuri poi che questo termine greco Hustéra (non conosco il greco) significhi o significò proprio utero, non avrebbe potuto significare Hosteria, sai che mondo diverso sarebbe stato? Tutti insieme davanti ad un buon bicchiere di vino senza offese, discriminazioni, io sono maschio quindi…tu sei femmnina non quindi… senza pregiudizi, senza prepotenze, senza credenze sbagliate, senza sensi di colpa…senza, insomma…

  13. susanna schimperna

    15 maggio 2012 at 23:26

    a parte aver imparato dai vostri commenti un bel po’ di cose, siete molto più spiritosi di me (e non è vero che ci vuole poco, non pensatelo nemmeno perché vi sento).

  14. elisabetta

    15 maggio 2012 at 22:53

    spassoso! consiglio a Stefano Cingolani DI LEGGERE “i monologhi della vagina” di Eve Ensler. così’.. a mò di terapia d’urto :) )

  15. Marino

    15 maggio 2012 at 22:52

    Poco o molto che sia quello che di te ho potuto capire la mia impressione è che di isterico nel tuo comportamento non c’è proprio nulla. Se questo sottintende un ciclo intensivo di masturbazione quotidiana non so e nemmeno mi interessa più di tanto.
    Sono comunque più portato a credere (anche sulla base degli scritti che ti hanno reso celebre) che vivi il sesso senza inibizioni e senza frustrazioni.
    Dunque quello che dicono non so come possa riguardare te. Magari in altre, anche fra quelle che citi perchè no ma senza generalizzare, se ne può vedere qualche traccia… ma in te no.
    Ti manca dell’isterìa l’ossessione monotematica, l’argomentazione finalizzata al parlare di te sempre e comunque in conclusione.
    ….
    Adesso però non ti sentire esclusa dal club degli uteri vaganti, OK?
    ;)

  16. Laura

    15 maggio 2012 at 22:04

    Ciao Susanna, complimenti per il pezzo molto divertente, ironico e interessante. Credo proprio che l’utero viaggi e gli uomini captino…Quindi care femminucce lasciamo vagare il nostro utero e cari ometti, riprendete a corteggiare le donne quando sentite l’odore….

  17. Marco torracchi

    15 maggio 2012 at 21:44

    A me mi fanno arrossire queste cose… Mi viene come un globo alla gola!

  18. Cinzia

    15 maggio 2012 at 20:39

    Articolo molto divertente…io faccio parte del gruppo delle isteriche, quindi da domani inizierò a masturbarmi dalla mattina alla sera, chissà che non riesca a calmarmi un pò!!!

  19. francesco

    15 maggio 2012 at 20:12

    Il fatto che l’utero cammini per strade e boschi può essere “reale”, un esempio: all’inizio della primavera da me è molto facile incontrare la tartaruga marginata, sono esemplari grandi anche 40 centimetri, ebbene anche loro in quei mesi sono isteriche, nel periodo dell’accoppiamento non sembrano neanche tartarughe (famose per la loro lentezza), corrono come disperate si incontrano soltanto per accoppiarsi poi ognuno per la sua strada, vengo al punto, si incontrano non perchè un maschio e una femmina distanti tra loro qualche kilometro decidono di partire a caso, no, sentono nell’aria odori ben precisi…uteri che viaggiano come onde radio. Sicuramente anche per noi in passato era così, da un capanno si poteva “toccare” un utero molto lontano e magari i più esperti dall’aroma riuscivano a capire se era vergine, extravergine o di oliva normale!!!, penso che l’isteria colpisca tutti/e però pensandoci bene il maschio ha confuso un i “calici” se inaffidabilità, affettazione, inibizione, insensatezza, irrazionalità sono gli effetti collaterali dell’utero la donna li produce ma il maschio li consuma quindi, non si può dire al vino sei ubriaco semmai chi lo beve. :-) ))

  20. rebecca

    15 maggio 2012 at 19:48

    ha ha ah l’articolo mi è piaciuto tanto che ho avuto un orgasmo :)

    • carogno

      25 maggio 2012 at 03:00

      quando sento di un orgasmo femminile ho un piacere intenso. mille di questi…giorni! com0plimenti all’autrice dell’articolo che suscita curiosità,sorrisi,mugugni e..orgasmi.

  21. Fabrizio

    15 maggio 2012 at 19:35

    ..leggendo l’articolo mi e’ venuto in mente la Danzatrice Americana Marta Graham..che disse che lei danzava con la Vagina….quando le chiesero riguardo il suo talento meraviglioso….

  22. Simona Desogus

    15 maggio 2012 at 19:05

    Mi pare evidente che, oltre all’isteria femminile, esista quella maschile (nonostante l’etimologia del termine “isteria” venga dal greco “hustéra”, utero), ben più diffusa di quella femminile. Basti osservare il panorama politico italiano, dove una moltitudine di uomini isterici sono, evidentemente, inadatti ad occupare ruoli di potere, protezione e tutela dei cittadini per i quali sono stati eletti e sono oggi vittime di un’isteria non curata, o meglio, siamo oggi vittime della loro isteria non curata. Tali uomini isterici sono stati, da bambini, vittime di padri deboli, permissivi, eccessivamente tolleranti che proponevano loro compiti per i quali non erano portati, che dovevano fare meglio del padre e prendere il posto di un padre privo di autorevolezza. Nel suo libro “Séxualité et histérie masculine” Lucien Israel denuncia il misconoscimento dell’isteria maschile da parte dell’intera classe medica. “L’uomo isterico, come la donna isterica, vuole piacere, e preferibilmente piacere a tutti… egli non è uscito dalla competizione infantile con un padre che non ha saputo o osato mostrargli chi è il più forte”. A differenza dell’isteria femminile, nessuna pratica sessuale può curare l’isteria maschile. La sola cosa da fare è tenere lontani questi soggetti da ruoli di comando. Auspichiamo che la medicina cominci, finalmente, a riconoscere e ad occuparsi dell’isteria maschile, che oggi è una vera e propria piaga sociale, un pericolo per le persone, poichè avviene molto spesso che uomini isterici che non riconoscono i propri limiti, malati di esibizionismo e di superficialità, si ritrovino a governare milioni di persone!

  23. miro renzaglia

    15 maggio 2012 at 18:45

    non ho capito una cosa, Susanna:

    se io, maschio adulto, mi masturbo, sono una “donnetta isterica” oppure sto esercitando il mio diritto alla libido con il primo strumento che ho a portata di mano?

    per favore, dirimi il dubbio che mi è sorto dalla lettura del tuo articolo: ne va della mia sana e consapevole libidine che, come dice il maestro Adelmo Fornaciari, salva l’uomo dallo stress e dall’azione cattolica… :D

  24. eugenio tassitano

    15 maggio 2012 at 18:44

    be’, dopo “chitarra vagabonda” urge un brano dal titolo “utero vagabondo”!

  25. FEDERICO

    15 maggio 2012 at 18:14

    Brava, veramente divertente.
    Viene usata la parola sbagliata.
    Però un fondo di verità c’è: la società nel suo complesso è troppo sopra le righe (in questo maschi e femmine non manifestano comportamenti differenti).
    Una società dove ogni forma di dialogo è bandita, dove le ragioni di ciascuno sono gridate e mai pacatamente esposte, e dove vengono prese come immutabili verità di fede.
    Una società individualista composta di monadi autoreferenti, incapaci di comunicare se non tramite consunti slogan.
    Quanto all’autoerotismo…..beh, visto che per far l’amore occorre un altro da sé, con il quale è sempre difficile confrontarsi, ben venga la pratica solitaria….che il buon Benito Mussolini avrebbe definito squisitamente autarchica!
    Per cui, buoni sfregamenti a Susanna !!!!! (p.s. se cambi idea, io sono libero e disponibile, ed inoltre il vizietto caro ad Onan non mi procurerebbe alcun piacere…..ahimé sono inguaribilmente demodé….)

  26. Michele T.

    15 maggio 2012 at 18:05

    Interessante e divertente. Con i miei migliori complimenti… Nel caso maschile si sa bene di cosa si parla… ma, nel caso femminile, più complesso non si capisce quale delle due alternative sia maggiormente antistress!
    Un salutone
    Michele

  27. Lorenzo Misuraca

    Lorenzo Misuraca

    15 maggio 2012 at 17:47

    ottimo pezzo, divertente. L’uomo tende a dare sempre spiegazioni fantasiose e rassicuranti per ciò che non comprende e non può controllare.

  28. Flaviana

    15 maggio 2012 at 17:42

    E poi aggiungerei che chi di solito attribuisce Agli altri qualcosa proietta ciò che in realtà sente dentro di se’. Quindi direi alla cara Fornero di soddisfare un po’ di piu la sua libido o con la masturbazione o con l’atto sessuale almeno si calma un po’ ….;-)

  29. paola g

    15 maggio 2012 at 17:38

    ogni colta che una si incazza è un’isterica. e gli uomini no?

  30. Lo Scrocco

    15 maggio 2012 at 16:57

    Ma davvero la Fornero ha dato dell’isterica alla Marcegaglia? :-) Articoli brillanti come sempre…questo poi ironico e serio al conto…un mix sorprendente. Aggiungo per esperienza nel gergo giovanile sì usa la frase “ma che sei mestruata?” come sinonimo di “Ma che sei isterica?”….

  31. marco tarantino

    15 maggio 2012 at 15:31

    Articolo brillante. “Isteria” è una parola per la quale ci vorrebbe una moratoria, essendo una delle più abusate e, spesso, a sproposito. Posso solo aggiungere che, in tempi più recenti rispetto a quelli riportati da Susanna, la valenza spregiativa del termine deve ovviamente moltissimo a Freud e alla psicianalisi: Freud era misogino e alcune delle sue considerazioni hanno provocato danni enormi in termini di sensi di colpa (cito solo uno degli esempi più lampanti: la distinzione tra un orgasmo clitorideo, immaturo e “fallico”, e uno vaginale, maturo e “normale”). Invece un medico e “analista selvaggio” contemporaneo di Freud ma molto meno famoso, Groddeck, sulla sessualità femminile aveva delle posizioni molto più interessanti. Ci vorrà il femminismo per cercare di porre un riparo alla misoginia di Freud, che però è tuttora presente in larga parte delgli psicoanalisti.