Licenziato per un tweet, la Francia diventa perbenista?

Daniele Zaccaria Pubblicato da
il 10 maggio 2012.
Pubblicato in Diritti.

“Colleghe giornaliste trombate utile, così avrete una chance di diventare première dame di Francia”. Va bene non fa ridere, è una battutaccia, magari un po’ qualunquista, senz’altro sessista, ma in rete se ne sono sentite e se ne sentono di peggiori. Eppure al giornalista sportivo ed esperto di rugby Pierre Salviac, la pesante allusione via twitter a Valérie Trierweiler, compagna del neopresidente François Hollande, è costata il licenziamento in tronco dall’emittente radiofonica Rtl. Nello spazio di un’ora e mezza.
“E’ una frase volgare e totalmente inaccettabile che condanniamo senza alcuna riserva. Da oggi il rapporto tra la radio e Salviac è da considerarsi concluso”, si legge nel secco comunicato dell’editore Jacques Esnous, il quale esclude di aver ricevuto pressioni politiche dall’alto.
in effetti è difficile immaginare un intervento diretto della nuova coppia presidenziale sui vertici della radio (si spera che i due abbiano altro a cui pensare), in casi come questo basta la cortigianeria verso il nuovo principe o il semplice conformismo intellettuale. Di sicuro è la prima volta che in Francia un giornalista viene messo alla porta per un commento pubblicato su twitter e questo costituisce uno sgradevole precedente per la libertà d’espressione.
A Rtl forse dimenticano la valanga di insulti ricevuti da Carla Bruni negli ultimi cinque anni: stronza, opportunista, arrampicatrice,vampira, drogata, sgualdrina, Biancaneve con il suo nano, tanto per citare i più amati dalle masse. Il dileggio quotidiano della signora Bruni-Sarkozy era diventato una specie di sport nazionale e un genere molto in voga su media e social network. E nessun reporter, comico, opinionista, corsivista o satiro è mai stato cacciato per questo. Ma Carla è un’ex modella, una che in gioventù si faceva fotografare seminuda e quindi un po’ mignotta deve esserlo per forza. Mica come l’austera madame Trierweiler, stimata e seriosa giornalista politica al servizio di grandi e influenti gruppi editoriali come Bolloré e Lagardère. Chiunque avrà intenzione di prenderla per il culo è avvisato.

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